mercoledì 28 ottobre 2020

lunedì 26 ottobre 2020

Ah.... che bella la preadolescenza!

“Guarda! Il fiume è pieno!” dissi io

“E' pieno delle lacrime della mia tristezza” disse Primogenita.

Per fortuna che siamo una famiglia assai ironica per cui al “Soccia che positività!” di Mr D. ci siamo fatti tutti una grossa risata.

Ah.... che bella la preadolescenza!

venerdì 23 ottobre 2020

Quando il gioco si fa duro, inizia a tirar testate

Quando ci lasciammo l'ultima volta, il Ginecoso ci aveva detto che le cose potevano o rimanere stabili o peggiorare. Nel caso fossero rimaste stabili ci sarebbero state due alternative: o cesareo programmato o tentativo di parto naturale con possibilità di cesareo d'urgenza. Nel caso fossero peggiorate non ci sarebbe stata alcuna alternativa: cesareo programmato. E' da giugno che vivo con questo peso sul petto, che mi sforzo di accettare questa situazione ed è da giugno che cerco di non fasciarmi troppo la testa. Mi ero in qualche modo rassegnata ed ero pronta a sentirmi dire qualsiasi cosa. Ma non ero pronta a quello che poi ho sentito davvero.

“Guarda, Spetti, non so come dirtelo... è incredibile”

“E' incredibile cosa?”

“Il bambino si muove molto?”

“No Ginecoso, la domanda giusta è: c'è un micromomento in cui il bambino non si muove? Non sta fermo un secondo, neanche di notte. Non è mai stato fermo, a memoria mia”

“Beh, ringrazialo. Non so come diavolo abbia fatto, non dovrebbe neanche essere possibile, ma da quello che vedo ha spostato il fibroma a suon di testate. Prima era sopra la sua testa, proprio lì, fra la sua testa e il collo dell'utero. Ora ci ho messo un bel po' a trovarlo e pare sia proprio in una posizione che boh... non so neanche come diavolo sia riuscito a spostarlo così! Fra testate, calci e pugni credo”

“No calma e sangue freddo. Fammi capire bene: il fibroma?”

“Il fibroma c'è, è sempre molto grande, ma non è più un ostacolo per un parto naturale perché non è più fra la sua testa e il collo dell'utero. Non mi era mai capitato che la situazione si risolvesse così, specie per la grandezza del fibroma e per la sua posizione”

“Mi stai dicendo che mio figlio ha risolto al situazione a suon di testate, calci e pugni e non è ancora nato?”

“Beh... sì”

Sono uscita che mi sentivo leggera, leggera e felice. Come se mi fosse stato tolto un enorme peso dal petto, come se in tutti questi mesi avessi vissuto nel grigiore di una nebbia indefinita e ora finalmente il sole. Certo è che se il ragazzo si comporta così nella pancia, chissà fuori.

Fatemi un enorme in bocca al lupo, il futuro si preannuncia colmo di testate.

mercoledì 21 ottobre 2020

Ironia fanciullesca

“Mamma, tu sei il mio mondo” disse Primogenita

“L'unica cosa è che hai sposato un uomo stupido” disse Sbibulina

Sipario.

lunedì 19 ottobre 2020

La tradizione della tutina

Con Primogenita avevamo necessità di comprare molta roba: prima figlia, nessun amico che aveva ancora figliato visto la nostra giuovine età per cui la prima tutina è stata scelta con cura tra me e Mr D., concordi nel non prendere nulla di rosa, di confettoso o di pacioccoso. E' stata scelta una tutina rossa accesa, con dei colori davanti.

Con Sbibulina avevamo praticamente tutto. Nata nello stesso periodo dell'anno della sorella, ha sempre vestito usato da quando è venuta al mondo fino ai giorni nostri. Ma la prima tutina ci sembrava un affronto non comperarla per cui è stata scelta con cura tra me e Mr D. ancora concordi nel non prendere nulla di rosa, di confettoso o di pacioccoso. E' stata scelta una tutina gialla con uno splendido sole davanti.

Con quest'ultimo che ancora non è arrivato mi aspettavo di non avere granché ma alla fine ci sono piombate (graziealcielo) una marea di tute e tutine che mi permetteranno di non comprare nulla fino ai suoi 3 mesi. Ma come per Sbibulina, non ci sembrava carino non comperargli una prima tutina solo per lui, nuova di zecca, come ormai la tradizione familiare ha imposto. E così la prima tutina è stata scelta con cura tra me, Mr. D., Primogenita e Sbibulina, stranamente tutti concordi nel non prendere nulla di azzurro, di confettoso o di pacioccoso. E' stata scelta una tutina arancione da leone che non fa impazzire nessuno, ma piace a tutti.


 

Le tradizioni bisogna pur rispettarle!

domenica 18 ottobre 2020

Disagio

Una gravidanza a quasi quarant'anni non è come una gravidanza a ventisei. Una gravidanza con due figlie, non è come una gravidanza senza figli o con uno solo. A sto giro sono distrutta, sia emotivamente che fisicamente. Ed è così che ho deciso di fare un bel elenco di lamenti, di tutte le cose che mi pesano, di tutti gli acciacchi, i pensieri, i dolorini. Perché manca un mesetto o poco più e ne ho bisogno:

  • la notte. La notte è la più grande agonia, forse. Non so dovrei stilare una top five e vedere chi vince. Fatto sta che sono mesi che ormai non dormo più di un'ora consecutiva. Di notte vengono fuori mille acciacchi più o meno dolorosi, più o meno fastidiosi, ma quello che più segna le svegliate notturne è la pipì ogni oretta come se avessi bevuto l'intero Po

  • le gambe. Le gambe mi danno fastidio e mi fanno male solo di notte ed è davvero strano. Non ho particolari crampi se non a un solo polpaccio che però stronco sul nascere, ma mi danno fastidio e mi fanno male. Non ho gonfiori, non ho vene varicose, apparentemente sono perfette, ma mi fanno male e mi tengono sveglia

  • il piriforme. Ah.... il piriforme... e chi aveva mai sospettato dell'esistenza di questo minuscolo muscoletto del cacchio? Con le prime due gravidanze la sciatica non mi dava tregua ma avevo imparato una serie di trucchetti per alleviare il dolore e per distendere la zona. Ma col piriforme pare impossibile, mi prendono questi dolori improvvisi mentre cammino così, dal nulla. Un secondo prima sto bene e un secondo dopo non riesco neanche ad avanzare di un passo. Settimana scorsa addirittura ero sotto casa e non riuscivo a rincasare. Ho aspettato venti minuti

  • la schiena. La schiena mi fa male in modo allucinante. Ma non la parte bassa, come la logica vorrebbe. Mi fa male tutta, specialmente la parte in mezzo e alta. Mi fa così male che mi viene da piangere specialmente di sera quando la posizione sdraiata acuisce il dolore. La borsa dell'acqua calda è l'unica cosa che mi dona un po' di sollievo, ma giusto un pochettino

  • il respiro. Eh mi manca proprio il respiro. E qui le mascherine non c'entrano proprio nulla. Il cinnazzo ormai è abbastanza grandicello da arrivare proprio sotto la cassa toracica e spesso mi ritrovo che non riesco a respirare. Se poi mi sdraio ciaone proprio. Lui è lì, ristretto nel suo minuscolo spazio, e io sono qui, ansimante grazie alla sua mole. A volte sembro matta, alzo le braccia nella speranza di guadagnare un po' d'aria ma è tutta illusione

  • stanchezza. Beh, vien da sé se non dormi, non respiri, hai male ovunque e hai una pancia da quasi nono mese.

  • stitichezza. Io sono stitica di mio, da sempre, di famiglia. Ma in gravidanza è sempre stato uno sfacelo. A sto giro è anche peggio. Prima di rimanere incinta avevo dopo anni e anni trovato una regolarità insperata e invece. E invece zac! Fra ormoni, ferro e quant'altro non vado di corpo neanche sotto tortura, neanche coi rimedi, neanche con le preghiere

  • acidità di stomaco. Se prima riuscivo ad arginare la gastrite con i farmaci, ora non posso più ovviamente. All'inizio della gravidanza devo dire che andava meglio, poi con l'aumento del pancione e il restringimento dello spazio per il mio povero stomaco, le cose sono davvero peggiorate. Non conta più in realtà cosa io ingerisca, riesco a stare male anche mangiando patate lesse per tutta la giornata

  • l'umore. L'umore non è dei migliori e forse è la cosa che mi dispiace di più. Questa gravidanza non è stata cercata, come la mia prima. Ma a differenza di 13 anni fa, a sto giro passo momenti di tranquillità a momenti di pianto ininterrotto per tutto quello che comporta avere un bambino. Credo che la differenza sostanziale stia nella consapevolezza di quello che verrà, cosa che con la prima non avevo. Se poi ci aggiungiamo tutto il lavoro di due anni con la psicocosa per riappropriarmi di me stessa, pensare che tutto quello che avevo conquistato con tanta fatica verrà annullato di nuovo mi fa stare malissimo. Il microspazio che avevo in casa, con una microscrivania e le mie chitarre, ora è stato smantellato per fare spazio a un lettino e a una cassettiera e rimarrà così finché non cambieremo casa (se cambieremo casa), la mia bicicletta da corsa è stata portata in cantina tanto prima che io la possa riusare ce ne vorranno di mesi, le mie chitarre le ho trattenute coi denti ma sono qui, in mezzo alla stanza, che non sanno dove cacchio posizionarsi. Mi sento soffocare, mi sento male, mi sento privata di me stessa, e mi sento in colpa per questi sentimenti che provo e che non vorrei provare

Per ora dal regno dei lamenti è tutto. A voi la linea.

mercoledì 14 ottobre 2020

Fra Mr D. e Sbibulina

Sento mio marito canticchiare di prima mattina e sento subito sua figlia di rimando:

“Papà, evitiamo”

Sento mio marito continuare e sento mia figlia di rimando:

“Papà... evitiamo”

“Ma come! Come fai a non apprezzare questa canzone!”

“Ma io apprezzo papà, è che tu fai proprio pena”

Sipario.

martedì 13 ottobre 2020

L'ardua scelta

Aiutatemi a scegliere quale delle due mie figlie sia più genialmente idiota. Prima c'è lei, che di straforo ti prende il cellulare e mentre cerchi le circolari della scuola fra le foto ti compare questo:



E poi c'è lei, a cui chiedi di tornare a casa e vedere se suo padre si è ricordato di spegnere il forno e ti risponde così:



Io sono seriamente indecisa.

lunedì 12 ottobre 2020

Ah oh son stanca

Oggi Primogenita mi ha spiazzato con una semplice domanda:
“Ma è così pesante essere incinta?”

“Ma no tesoro... perché?”

“Perché ti lamenti sempre”

Le ho risposto che è vero che mi lamento ma che sono stanca e ho mal di schiena. Inoltre, essendo verso la fine della gravidanza, è normale che tutto sia più stancante ma che è comunque bellissimo. Però io ci sono rimasta malissimo, è vero che mi lamento sempre, ha ragione. Poi mentre meditavo su quanto appena successo sono andata a fare la spesa da sola, spesa che ho trasportato dal supermercato a piedi fin su in casa. No, non abbiamo l'ascensore ma abitiamo al primo piano. Per curiosità sono andata in bagno, mi sono pesata, mi sono pesata con la spesa addosso e ho fatto una semplice sottrazione. Totale peso esclusivamente della spesa: 23,6 Kg. E poi ci rimango male se mi lamento. Vabbeh.

mercoledì 7 ottobre 2020

Il mio personale libro trash

Che belle le conversazioni whatsapp col proprio ginecologo. Sembra di essere all'interno di un libro splatter dove si parla solo di pipì, gastrite, vomito, dolori, contrazioni, ovuli in vagina, blocchi intestinali.

E poi l'epilogo del libro del protagonista medico è sempre lo stesso: “Eh... la terza gravidanza è sempre la più difficile”

Eggggrazie al.

lunedì 5 ottobre 2020

venerdì 2 ottobre 2020

Il tempo

Da quando mi sono laureata non ho più avuto tempo. Ho trovato subito lavoro e sono rimasta incinta un mese dopo averlo trovato. Per entrambe le gravidanze ho lavorato fino alla scadenza e ho ripreso a lavorare ai sei mesi delle pupottole. Ho fatto i lavori più disparati: ho lavorato come fioraia, come cameriera nei pub, come aiutocuoca in vari ristoranti, come cameriera negli hotel per le colazioni svegliandomi alle 4.20 del mattino con Primogenita che aveva si e no sei mesi. Per entrambe le gravidanze non sono stata pagata, sono stata licenziata prima del parto e non ho goduto di alcun tipo di aiuto. A sto giro avevo comunicato al mio capo che avrei lavorato fino all'ultimo ma le carte in tavola sono cambiate e sono dovuta rimanere per forza di cose a casa. Ma chi ci è mai rimasto a casa in tutti questi anni? All'inizio non era cambiato molto, anzi, mi era presa pure male visto che necessitavo di riposo e riuscivo a fare molto poco, ma ora la situazione è migliorata e mi sento meglio, le contrazioni sono più rare e i dolori ci sono ma sono diminuiti di frequenza. E ora mi trovo a due mesi dal parto ad avere del tempo. E chi ce l'ha mai avuto il tempo? Per la prima volta nella mia vita sono riuscita a fare una torta facendo tutte le cose come devono essere fatte, senza fretta, senza buttare tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolare e cacciare in forno. Ho prima lasciato gli ingredienti a temperatura ambiente, ho setacciato la farina (e chi mai aveva setacciato la farina?), lasciato a bagno le mele nel succo di limone e poi ho messo piano piano lo zucchero nelle uova aspettando che montasse e diventasse una spuma bianca (e chi mai aveva aspettato che diventasse bianca?) e addirittura ho aspettato che la torta sfornata diventasse fredda per servirla a merenda (e chi mai aveva avuto il tempo di prepararla con così tanto anticipo?). E non solo. Ho tempo di mettere a posto la casa, fare le lavatrici, fare le lavastoviglie muovendomi con una calma surreale, senza fretta né ansie, senza bambine che mi chiedono duecento cose mentre ne sto facendo altre duecento. E ho tempo per stare accanto alle mie figlie quando mi chiedono aiuto per i compiti, senza urlare l'aiuto da una camera all'altra mentre loro sono sedute alla scrivania e io sto cercando di apparecchiare/cucinare/disfare la lavastoviglie il tutto contemporaneamente. E ho tempo per stare sdraiata a letto con le mie figlie ad ascoltare le loro interminabili storie, ascoltare le loro preoccupazioni e con calma trovare le soluzioni. Ho tempo di ascoltare i loro sfoghi, essere la loro confidente, sbaciucchiarmele e amarmele senza ansie. E' vero, queste ultime cose le ho sempre fatte, ma sempre con l'urgenza di dover fare in fretta per poter servire almeno un uovo al tegamino prima che crollassero addormentate sul divano. E' una sensazione strana, meravigliosa, surreale. So che durerà pochissimo, basterà un neonato urlante per sconvolgere di nuovo tutto ciò, ma è meraviglioso e vorrei non finisse mai.