Dopo aver ricevuto ieri un simpatico messaggino di mio padre con due orsetti che si abbracciavano non ci ho visto più. E così ho usato il suo mezzo preferito di comunicazione: i messaggi. Su questo non mi batte nessuno. Perché se è vero che di persona non ce la posso fare, è altrettanto vero che se il terreno di gioco è la scrittura allora io vado alla grande. E così gli ho scritto, con un linguaggio a lui comprensibile, ma gli ho scritto.
Scusa papà ma non sto bene... quando ci siamo sentiti mi hai detto cose che mi fanno stare male e me ne hai dette tre che mi sono arrivate diritte al cuore: una su di me, una su mio marito e una sui miei figli (le tre cose più importanti della mia vita).
Mi hai detto che ci sarai sempre per me e poi hai detto che non esiteresti un secondo a disconoscermi se facessi cazzate, come se occorresse meritarselo l'affetto del proprio genitore, come se bastasse un passo falso per perdere un padre (nulla di nuovo eh, non è la prima volta che me lo dici). Credo che fondamentalmente sia per questo che ho costantemente paura di perderti e quando sono con te sento sempre di fondo paura. Paura è la parola giusta. Paura di sbagliare, di dire la cosa sbagliata. Mi sento sempre in soggezione. Da sempre.
Nella stessa conversazione hai dato dello stronzo a mio marito. Ci sono state delle incomprensioni, delle azioni fatte, ma senza mai l'intenzione di fare dei manini o con cattiveria. Ingenuità e superficialità credo siano le parole corrette. Ti sono stati ridati tutti i soldi compresi gli interessi e ancora dopo tanto tempo sento rabbia nei confronti di una persona che amo e che ha sbagliato ma che so non l'ha fatto con cattive intenzioni e che ha saldato il debito dovuto.
Hai detto che i miei figli non sono un problema tuo ma mio, come se non te ne fregasse nulla dei tuoi nipoti. So che non sei un nonno presente, ma sentirsi dire certe cose permetti che non sia bello. Sono la cosa più preziosa che ho, in assoluto, e mi preoccupo per loro e in quanto nonno credo che anche tu ti dovresti preoccupare per loro e per il loro futuro. Non è bello sentirsi dire il contrario.
Non so... a me questi punti non sembrano far parte di una bella conversazione. Ho sbagliato io a dirti che mi avevi rassicurato anche dal punto di vista emotivo quando in realtà mi è sembrato solo di ricevere pugnalate. Non sono brava a parlare, questo lo so. Mi blocco e do sempre ragione a chi ho di fronte senza riuscire a dire davvero quello che penso nel momento esatto in cui succedono le cose. Ci arrivo dopo, con tempi fastidiosamente lunghi.
Non ho voglia di parlare comunque di questo perché so per certo che non riuscirei ad esprimermi come vorrei e mi bloccherei come sempre, per quanti sforzi io possa fare. Io ho semplicemente bisogno di dirti queste cose perché non è giusto che io me le tenga dentro, perché sono semplicemente quello che provo, perché mi fanno troppo male e ho speso fior fior di soldi dallo psicologo per capire che non è la strada giusta. Non ho voglia di leggere la tua risposta e poi rispondere alla tua risposta e poi ancora e ancora. Semplicemente avevo bisogno di dirtelo. So che sei fatto così e tutte le cose che mi hai detto non sono una novità, neanche una. So che mi vuoi bene e anche io ti voglio tanto tanto bene. E questo non lo metto in dubbio.
Ovviamente mi ha risposto... to be continued...