Poppante, nei suoi cinque mesi e qualche giorno di età, ha un’unica
grande passione: i nastrini. Non importa di che colore, larghezza, lunghezza,
materiale siano fatti, l’importante è che siano a portata di mano e di
conseguenza di bocca. Ed è per questo che per fare di lei una poppante felice,
la sua sdraietta è diventata la Sagra del nastrino. Ancora basta poco per farla
felice.
venerdì 28 dicembre 2012
mercoledì 19 dicembre 2012
Volere volare
Cinque mesi fa ripetevo l’esperienza più bella di tutta la mia vita e
tenevo in braccio la creatura che da allora mi avrebbe illuminato le giornate
col suo splendido sorriso. Poppante è così, nell’indecisione: ride. È
tranquilla, solare, dolce e tirabaci. Non esiste amore più immenso di quello di
una madre per i propri figli.
Chiamatemi Monica
Sono anni che mi vedo e mi rivedo la serie televisiva “Friends”. Mi
piace, è divertente e sono un simpatico misto fra Monica e Phoebe. Il problema
è quando la Monica che c’è in me prende il sopravvento. Ieri sera, per esempio,
mi sono come al solito accoccolata sotto le coperte, sistemando il plaid fra il
lenzuolo e il piumone. Mr D. mi chiede, neanche troppo basito, cosa stessi
facendo.
“Sto sistemando il plaid, amore”
“Ma non era già a posto così?”
“Mannò, vedi? Era al contrario, così il gatto che c’è disegnato sopra
sarebbe stato a testa in giù. In questo modo il micetto potrà dormire sereno
per tutta la notte”
… … …
A volte mi chiedo come mai mi abbia sposato.
sabato 15 dicembre 2012
Conversazioni fra bambole
“Ciao io mi chiamo SeLena”
“E io mi chiamo Guendalina”
“Come stai?
“Sto male. Ho la febbre, la tosse, mal di gola, mal di testa e una
papeLa”
…
…
…
martedì 11 dicembre 2012
Untori
Quando ci si ammala, è meglio farlo in grande perché a noi proprio non
ci piacciono i semplici raffreddorini stagionali. La Pimpante Piccola Peste si
aggira per casa con una tosse da accanita fumatrice, un raffreddore da polo
nord e un’inspiegabile energia motrice che la porta a saltellare allegramente
per tutta la casa. La Poppante cola. Cola dal naso muco giallo, cola dalla
bocca bava trasparente. Lei cola, e pare felice così. Io mi aggiro come uno
zombie ricoperto di strati di pile e sciarpe di lana, concentrata nel non
cedere assolutamente al virus di turno perché se cedo io è la fine. L’unico
immune è Mr D. che, passando la maggior parte del tempo fuori casa, ha adottato
il metodo più sicuro: evitarci come untori di peste bubbonica. Per ora funziona…
Ma io sono già lì, in agguato… basta una minima distrazione… una
piccolisssssima distrazione…
venerdì 7 dicembre 2012
Ritorsioni
Ultimamente alla sera mi ritrovo sempre sola con entrambe le piccole
pesti e la messa a letto è alquanto complicata e ricca di assurdi rituali che
hanno come unico imprescindibile scopo quello di fare addormentare entrambe le
cucciole nel minor tempo possibile in modo che io poi possa fare tutte quelle
faccende domestiche che sono state rimandate per forza di cose. A grandi linee
funziona così: allatto per venti minuti la piccola mentre la grande mi aspetta
nel lettone, smollo la piccola nel lettino, vado nel lettone, leggo la storia,
prendo la grande, la porto nel letto e buona notte al mondo. Da due sere,
tuttavia, questo magico rituale è stato compromesso da alcuni atteggiamenti
della Pimpante Piccola Peste la quale, mentre allatto la Poppante, ha deciso di
vendicarsi delle poche attenzioni a lei dedicate in quei venti minutini. La
prima sera mi ha tolto il segnalibro dal mio libro, curandosi però di fare un
bello scarabocchio a biro proprio nella pagina in cui ero arrivata; ieri sera invece
l’ho beccata che metteva indietro le lancette degli orologi di casa. Questa
sera gli scenari potrebbero essere molteplici:
- Aprirà tutte le noci, le svuoterà e le rincollerà perfettamente in modo da non destare sospetti
- Scambierà lo zucchero col sale e il sale con lo zucchero
- Cancellerà tutte le lettere B dalla mia rivista in bagno
- Sviterà le tutte le lampadine e impilerà sulla tavola della cucina
- Nasconderà tutti i calzini sinistri
Si accettano suggerimenti.
martedì 4 dicembre 2012
Economia domestica
Praticamente da quando sono nata le dinamiche verso il denaro sono
sempre le stesse: il denaro non c’è, si risparmia il più possibile, si spende
il meno possibile. Tutto potrebbe essere riassunto nella frase precedente senza
apparenti problemi. Nascono però complicate situazioni quando ci si vuol fare
un regalo. La sottoscritta, infatti, quando si appresta a comperare qualcosa
per sé, che sia un paio di calzetti da un euro e novantanove, o che sia il
superpuzzle da duecentonovanta euro, cade in profonda crisi, crisi che non si
verifica se il denaro speso andasse per un regalo destinato a qualcun altro al
di fuori della sua persona. All’inizio c’è l’euforia felice di comperare
qualcosa di cui si ha necessariamente bisogno seguita quasi immediatamente da
dubbi amletici sul se se ne abbia effettivamente bisogno. Subentra poi un senso
fortissimo di colpa per qualcosa di cui obiettivamente hai bisogno ma di cui
forse potresti fare a meno. Tutto ciò continua sia prima che dopo l’acquisto
trasformando quello che dovrebbe essere un piacere in un vero incubo. Benvenute,
oh donne, nel mio paranoico mondo.
C’è chi va matto per le immersioni, chi per il modellismo. C’è chi perde
la testa per lo shopping, chi per la pittura. Io ho fondamentalmente tre
passioni: la musica, la storia e i puzzle. Considerato il fatto che non sono
Aretha Frankin e che non potrò mai conoscere nei minimi dettagli la storia di
tutte le civiltà finora conosciute, ho deciso di affrontare “il gigante”: 32256
pezzi, 5,44 per 1,92 metri. Ecco a voi il puzzle più grande al mondo.
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