martedì 31 dicembre 2013

Dall'inizio alla fine


Mi ricordo il primo dell'anno 2013: iniziai ripromettendomi di migliorare il rapporto col cibo. Fini' in modo abbastanza disastroso la situazione, toccando i vertici piu' bassi di tutta la mia vita. Pero' qualcosa di buono e' capitato: la decisione di iniziare un percorso per me stessa che non si sa neanche se mai finira'. Quest'anno e' stato pieno di depressione e felicita', di litigate e riappacificazioni, di amore e di odio. Quest'anno e' iniziato vomitando e finira', mi auguro, sorridendo. Non credo di essere pronta ad affrontare un nuovo inizio, non credo di avere la forza necessaria e la volonta' necessaria per cambiare di botto, come ogni inizio anno mi riprometto. Ma forse sara' proprio questo il mio punto vincente: lentamente, inesorabilmente, costantemente. Prima o poi qualcosa arrivera' se ci si lavora con calma sopra.
A tutti voi auguro che con lentezza, pazienza e amore, riusciate ad amare voi stessi come mai prima d'ora.
Buon inizio 2014.

lunedì 30 dicembre 2013

Io e Mr D.


Io e Mr D. ci siamo messi insieme il 6.6.'06, il giorno del diavolo. Da quel momento siamo diventati inseparabili. Abbiamo dormito separati tre volte in sette anni, due delle quali a causa della degenza in ospedale causata dai miei due parti. Mangiamo insieme tutti i giorni, pranzo e cena e ci separiamo giusto il tempo per il mio lavoro (ovvero le quattro ore mattutine quotidiane) durante le quali, comunque vada, ci sentiamo almeno un paio di volte. Conosco persone alle quali tutto cio' potrebbe sembrare soffocante, conosco persone che sono sposate e vivono in citta' differenti, conosco persone che si vedono solo alla sera o durante i fine settimana, conosco persone che per lavoro fanno turni e non si beccano quasi mai. Io non ce la farei, sara' per la mia infanzia da genitori separati, sara' per il mio carattere, ma concepisco una relazione solo cosi'. Non siamo smelensi, beh a volte si ma non sempre, non siamo di quelle persone che si raccontano sempre tutto quello che hanno fatto, non siamo di quelle persone che hanno gli stessi hobby e le stesse letture, siamo semplicemenre due persone che stanno bene insieme. E questo mi rende felice.

venerdì 27 dicembre 2013


Dopo cinque giorni di gastroenterite, dopo aver vomitato anche i sughi biliari, dopo essere svenuta due volte e dopo aver perso tre chili, posso dire senza ombra di dubbio che: SONO ANCORA VIVA!!

lunedì 23 dicembre 2013

Lazzaretto


La vedete la'? Si si, proprio lassu', in pieno centro bolognese. La vedete la nuvoletta di Fantozzi? Si e' fermata li', proprio sulla mia casa. Prima ha portato la varicella a Tituti', poi ha portato la gastrointestinale, con tanto di svenimenti, alla sottoscritta, poi l'ha portata alla Pimpante Piccola Peste e infine ha contagiato anche Mr D. Nessuno rimane immune e cosi', per la prima volta in 32 anni, passero' il Natale lontano dai parenti, chiusa in casa a sorseggiare brodini vegetali. Invitante no?

giovedì 19 dicembre 2013

Umana stupidita'


Mr D. e' un ingegnere strutturista libero professionista. Come quasi tutti i lavoratori di questo mondo si trova faccia a faccia con personaggi degni di essere ricordati negli annali, personaggi che pensano, agiscono e si comportano come caricature fumettistiche dei peggiori incubi di ogni essere umano. L'ultima scena alla quale ha assistito, attonito, e' stata un'epocale litigata fra neo-vicini di casa, con urla da far allertare altri vicini di casa che, preoccupati, si sono ammassati nella sala comune del condominio.
In breve, per il bene narrativo: Il Giornalista, pieno di soldi, dopo aver fatto dei lavori in casa e aver lievemente danneggiato il soffitto del vicino Nano, si e' rifiutato di pagare i danni al Nano. Ne e' scoppiata una lite senza pari, con urla da isterismo psichedelico e conclusasi col Nano che di peso alza con violenza il Giornalista, gli urla in faccia e lo scaraventa fuori di casa. Si gira, agguanta nello stesso modo il muratore del Giornalista e lo scaraventa fuori di casa. Si gira, cerca di agguantare Mr D. il quale, alzando le mani, dichiara: “Io sono in pace e me ne vado in pace” ed esce. Segue scena patetica in cui il Nano si mette in ginocchio davanti al Giornalista con le mani giunte urlando: “Ti prego, non rompermi piu' le palle ti prego vattene vattene!”.
Al di la' del fatto che, avendo la sicurezza delle fonti, l'episodio narrativo e' realmente accaduto in questi termini, senno' un dubbio mi sarebbe venuto, poi ci si stupisce se al telegiornale si sentono di vicini che ammazzano vicini. Ma io dico: ti sei appena trasferito, sei pieno di soldi e duecento euro non ti cambiano la vita, e tu cosa fai? Litighi come una mammola impazzita, ti arroventi per quelli che per te sono due spiccioli, ti fai nemici tutti i vicini e poi alla fine? Beh, alla fine paghi.

mercoledì 18 dicembre 2013

Le decisioni politiche ti possono cambiare immediatamente la vita?


Eh purtroppo a me si'. Sono l'esempio lampante, l'esempio vivente, l'esempio esemplare che puo' succedere e il fatto che questo accada proprio in Italia la cosa non mi consola affatto. E' per questo che sto attaccata ai tg, ai quotidiani on line e a qualsiasi altro mezzo di informazione per capire, sempre che io ci riesca, se questa benedetta legge di stabilita' possa passare oppure no e a quali compromessi. Ci sono attaccata da piu' di un mese, da quando il mio capo mi disse che, nel caso passasse e ci fossero agevolazioni, mi avrebbero fatto all'istante un contratto vero. Da allora, con una speranza immotivata visto la situazione politica italiana, non faccio che attendere LA NOTIZIA.
Io ve lo dico: nel caso passasse e firmassi un contratto vero:
-  prendero' di peso mio suocero
- lo parcheggero' in casa con le pupe
- prendero' di peso Mr D.
- lo trascinero' fuori di casa
- andro' dentro al primo pub lungo la strada
- alla goccia

martedì 17 dicembre 2013

Interpretazioni


La Pimpante Piccola Peste ha una bambola della Disney che canta in inglese. Canta sempre, ovunque, comunque e ripetitivamente la stessa cosa: “It's time for your check up, time for your check up”. Al di la' della forte irritazione dovuta all'orecchiabilita' maledetta della canzoncina, ieri ho sentito mia figlia interpretare a modo suo il testo, decantando ai quattro venti: “Sai cos'e' il sesso! Sai cos'e' il sesso!”. Prima mi e' preso un colpo, poi la risarola, poi ho preso tempo per capire cosa diamine dovevo dirle. Ne e' uscita una conversazione paradossale. Ora canta: “Sai cos'e' il ciccio! Sai cos'e' il ciccio!”.
Meglio.

domenica 15 dicembre 2013

E Ruth sia


'Mamma? Devo assolutamente dare un nome alla mia bicicletta'
'Bene... Com'e'?'
'E' brutta mamma, brutta davvero'
'Chiamala Ruth'
A volte la sintonia fra me e mia madre mi fa quasi paura...

venerdì 13 dicembre 2013

L'innominata


Io ho sempre dato un nome ai miei mezzi di trasporto. Il primo fu Copernico. Era un motorino Ciao, che tirava avanti per grazia divina. Il secondo fu Albert, in onore di Albert Einstein. Era un bel motorino, grigio fumo, che sicuramente dava la puzza al suo predecessore. Poi arrivo' la mia prima macchina, Giacomina, una peugeot ante guerra con gli interni verde scuro. L'ho scassata fino a che, per pieta', non l'ho abbandonata al suo destino. Per ultima ci fu Serenella, alla quale non mi sono legata particolarmente, una matiz color celeste che, a dirla tutta, mi stava molto sui cojones.
Ora non sono piu' motorizzata, era il sogno della mia vita essere totalmente green e da un paio d'anni, forse piu', sono riuscita a realizzarlo. Ora giro con lei, l'innominata. Non riesco a trovarle un nome, non ci riesco proprio. E' praticamente seminuova, ma tutta scassata. Ha il sellino rotto, le marce funzionano male, alcune non vanno, e i freni praticamente sono un inutile optional. Stamattina, mentre pedalavo, mi e' balenata l'idea che sarebbe meglio farla registrare e mettere a posto, ma prima mi serve assolutamente un nome. Per la mia mente sono passate diverse opzioni:
  • Ruth, in onore della sua bruttezza
  • Violetta, per il colore, ma e' troppo banale e francamente non le si addice
  • Marta o Marzia, in onore del suo spirito da guerriera
  • Caterina de' Medici, in onore della grande, forte e brutta regina
Altre opzioni? Nono riesco a trovare un nome che le si appiccichi addosso. Non voglio nomi sdolcinati, perche' non e' sdolcinata. Non voglio nomi belli, perche' non e' bella. Vorrei un nome come lei.



giovedì 12 dicembre 2013

Il VocaboSole


La Piccoladicasa, fino a qualche giorno fa, diceva due parole in croce: Mamma e Papa'. La combinazione variava: Mamma e Papa', Papa' e Mamma, Mammapapa', Papamamma, ma poi, per quanto uno avesse fantasia, il giochetto finiva li.
Da qualche giorno invece, la ragazza, si lancia in acrobazie linguistiche degne del piu' bravo funabolo. Ad oggi ecco cio' che bene o male riesco ad interpretare:
  • Mamma = mamma
  • Papa' = papa'
  • Acca = acqua
  • Tettete = trentatre'
  • Ette = sette
  • Auouo = Uovo
  • Auoua = Aurora
  • Ao = ciao
  • Bao = Bao
  • Papau = papau
Fine.
A me pare un ottimo risultato.

martedì 10 dicembre 2013

Questione di punti di vista


Per mia figlia sono vecchia, per l'infermiera dell'avis sono “la ragazzina”. Per gli amici della Pimpante Piccola Peste sono “la signora mamma”, per l'impiegato delle poste sono “la signorina”. Mi fa piacere quando dei bambini mi danno del tu ma mi irrita profondamente quando lo fanno persone piu' grandi di me. Mi fa piacere quando i bambini mi danno del lei ma mi irrita profondamente quando lo fanno persone della mia eta'. Sono all'interno di un magico limbo in cui non mi sento ne' carne ne' pesce... … … Forse perche' sono vegetariana.


Idoneita' ovvero Alla facciaccia sua!


C'e' chi, per ragione oscure, ritiene che chi non mangia carne sia debole, insabile e non idoneo a certe attivita'. Mr D. e' uno di questi. Immaginate dunque quando dall'AVIS e' arrivato il responso che non mi riteneva idonea alla donazione del sangue ma solo a quella del plasma: apriti cielo! E devi mangiare carne, e devi mangiare il cavallo, e devi mangiare la fiorentina, e devi cuocere le cose al sangue e bla bla bla bla. Fregandomene amabilmente, questa mattina ho fatto la mia solita coda all'emoglobina e mi sono schizzati gli occhi fuori dalle orbite quando il macchinino mi ha comunicato 13.7. Cari miei scettici, chi non mangia carne non solo puo' donare il sangue, ma lo puo' fare piu' volte all'anno. E oggi torno a casa da Mr D. e gli sbatto davanti gli esami del sangue, ballando la mia danza della vittoria con uno sculettamento fastidioso finche' non sentiro' uscire dalle sue labbra le seguenti paroline: Avevi ragione tu.

lunedì 9 dicembre 2013

Ogni volta che al tg dicono 'porcellum' mia figlia ride sotto i baffi.
Ha ragione lei.

mercoledì 4 dicembre 2013

Domande

Quando mi guardo allo specchio, e' come se fossi divisa in due. La mia parte superiore e' magra, mi si vedono addirittura le costole. Ho un seno molto cadente ma non mi da fastidio, e' frutto di due gravidanze e di due allattamenti. Mi si vedono tutte le ossa, le posso addirittura contare, e mi piaccio. Mi piace anche la mia pancia, straordinariamente piatta e senza una smagliatura. Mi piace il mio ombelico, i miei fianchi. Ma poi basta che abbassi lo sguardo un po' piu' in sotto che mi pare di trovare un'altra persona. Vedo delle culotte de cheval che non sento mie, grasso adiposo accumulato sulle cosce che odio cosi' tanto. E' l'unico grasso corporeo che ho, per il resto sono una persona magra e le mie riserve sono tutte finite li', dopo anni anni e anni. Ma sono cosi' tanto radicate che non se ne vanno. Faccio palestra due volte a settimana, sono vegetariana, mangio pochissimi grassi, praticamente niente dolci e non cucino fritti. Eppure non se ne vanno. Le guardo e, non so per quale motivo, mi crolla il mondo addosso. Continuo a ripetermi che nessuno e' perfetto, continuo a ripetermi che sono fortunata, che in fondo sono solo pochi centimetri in una zona alquanto vistosa, ma sono comunque solo pochi centimetri. Continuo a ripetermi che non sono una bambola, che ho partorito due figlie e sono comunque in formissima. Ma qualcosa nella mia mente non funziona, qualcosa nella mia mente ripudia una parte del mio corpo fino a piangere per essa, una parte della mia mente si odia.

lunedì 2 dicembre 2013


Vivere nel centro di una grande citta' ha i suoi pro e i suoi contro. Sicuramente uno dei pro e' la varieta' umana. Vedere un nonnino ultracentenario con il casco rosa di Hello Kitty in testa non ha prezzo.

giovedì 28 novembre 2013


Ieri sono tornata dallo Psicocoso. Sono solo quattro volte in fondo, una volta ogni due settimane, eppure mi sento meglio. Nelle ultime due sedute mi sono armata di post-it sui quali scrivo cio' che emerge dalla chiacchierata e cio' che sarebbe bene tenere a mente. Attualmente ne ho due.
Il primo mi irrita profondamente, e' come una presenza fastidiosa all'interno del mio portafoglio, che nascondo dietro le banconote, dietro alla carta d'identita', dietro alle tessere, e cosi' recita: SONO QUI PER AMARE ME STESSA
Il secondo si e' aggiunto ieri, dopo un piccolo pianto dovuto all'emozione e alla determinazione. Mi piace molto, mi piace cosi' tanto che ho preso un post-it piu' grande per vederlo meglio e recita: NON VOGLIO ESSERE COSI' RIGIDA CON ME STESSA COME LO ERA MIO PADRE CON ME
Ora mi manca solo una bacheca interiore dove appendere i consigli nella speranza che, con pazienza, vengano assimilati nel mio cuore.

mercoledì 27 novembre 2013


'Mamma? Chi è quel signore?'
'E' Beppe Maniglia'
'Beppe! Giuseppe! Allora e' il papà di Gesù!'

martedì 26 novembre 2013

R.I.P.

MI duole comunicare che nel giorno 25 novembre 2013 alle ore 22.33 e' definitivamente deceduto il romanticismo all'interno del mio matrimonio. Per rispetto alla coppia si prega di rispettare un minuto di silenzio.
Grazie.

lunedì 25 novembre 2013


'Mamma, io non voglio avere figli'
... ... ...
'Non li voglio avere e basta! Li devi cambiare, li devi lavare, devi dare da mangiare. E poi urlano, piangono, sbavano, puzzano e non ti fanno dormire...'

Ho creato un mostro

venerdì 22 novembre 2013

Quando le idee sono limide


'Mamma? Io non lo voglio sposare Leonardo. Parla troppo e cosi' io non lo sposo. Se non parlasse lo sposerei subito, ma lui parla...'

giovedì 21 novembre 2013

Ma io mi chiedo: perche'?


Ci sono alcuni modi di fare, alcuni atteggiamenti, che anche per il diretto interessato sono difficili se non impossibili da spiegare. Ad esempio: perche' quando spazzo sto piegata con la schiena a 45'? E perche' anche quando do' lo straccio, l'aspirapolvere e anche quando mi asciugo i capelli? E perche' se provo a stare dritta dopo un po' torno nella posizione originale? Ma io mi chiedo: perche'?

mercoledì 20 novembre 2013

Figlia di un ingegnere


'Mamma? Ma esiste Mondemon?'
...
'Dai! Mondemon! Quello che ha fatto quella cosa in testa a Harry PLOTTER'

martedì 19 novembre 2013

Giusto per continuare l'argomento di ieri, mi sono accorta dopo esattamente sei anni di utilizzo che il mio splendido bucato non veniva profumato ne' morbido semplicemente perche' non ha molto senso mettere l'ammorbidente nella vaschetta del prelavaggio (peraltro mai utilizzato).
Complimenti a me.

domenica 17 novembre 2013

Chi e' la stupida?


“Ah io ero cosi' stanca che mi sono presa una pausa in macchina da mio figlio e mio marito, pensa te che stupida! Mi sono riposata in macchina! Che stupida che sono, proprio prioprio stupida”
“Ah non dirlo a me, io ti batto sai? Sono cosi' distrutta che mi chiudo in bagno a farmi un bagno caldo pur di stare un po' da sola! Nessuno puo' essere piu' stanco di me”
“Io ieri mi sono addormentata in palestra sotto un bilanciere da 14 kg fra una serie e l'altra”
…. 
….
….
Ho vinto.

venerdì 15 novembre 2013

The show must go on


'Mamma? Da grande voglio fare la maestra. E lo sai perché? Perché così posso giocare tutti i giorni alla scuola e sarei sempre e solo io la maestra!'

giovedì 14 novembre 2013


Ieri La Piccola di Casa ha ampliato il suo vocabolario. Dopo mamma e papà ha sfoggiato un trentatré.
Inutile precisare: aveva uno stetoscopio in mano.

mercoledì 13 novembre 2013

Chicche


Ultimamente la Pimpante Piccola Peste ci sta regalando delle vere e proprie perle di saggezza che meritano di essere segnate nel diario della nostra storia familiare. L'ultima in ordine di apparizione e' la seguente:
'Mamma? Quest'anno per l'abero di natale c'e' un grosso problema:'
… … …
'Mia sorella'

lunedì 11 novembre 2013


Sono stati giorni frenetici, giorni di preoccupazioni e pianti, giorni di pronto soccorso, di febbre a 40, giorni di aintibiotici, antiepiretici e di cortisone, giorni in cui preghi tutti i santi che conosci anche solo per un'ora di tranquillita', giorni in cui ti chiedi come mai tua figlia non migliori, in cui speri che qualche medico ti dica almeno se ha capito cosa cavolo abbia. Sono stati giorni pesanti, tristi e cupi, giorni di pazienza e impazienza, giorni di lamenti e consolazione, giorni di coccole e culle, giorni insonni e notti insonni. Sono stati giorni di solitudine, in cui non sono arrivate consolazioni da persone care ma sono arrivati aiuti inaspettati. Ora, con tanti medicinali in corpo e tanti fogli di dimissioni da ospedali, ci stiamo riprendendo e iniziamo a sorridere di nuovo. Poteva andare peggio, poteva andare peggio.


mercoledì 6 novembre 2013

Per fortuna che ci sono i figli


“Papa'?!?! Sai che le femmine sono meglio dei maschi? Perche' la mamma fa tutto tutto: lava, fa da mangiare, mette a posto, pulisce, fa l'aerosol, ci da le medicine... Io invece canto e ballo e gioco e Tituti' gioca anche lei. Tu invece non fai mai niente, giochi solo con l'iPad”


martedì 5 novembre 2013

2


Si sa. Nei primi due anni di vita di un figlio gli equilibri vengono smossi, la calma viene compromessa e l'amore della coppia viene emssa a dura prova. Si sa, ma questo non vuol dire che non turbi profondamente. La differenza sta che adesso so che esiste un dopo, esistera' un momento in cui ci si ritrovera' ad amarsi come prima e piu' di prima, ma questo non vuol dire che ora io non stia male. Vivere senza un sostegno accanto, sia dal punto di vista fisico che morale, e' stancante. Mi sento stanca, stanca e' la parola giusta. Sono stanca di sentirmi sempre accusata di tutto, stanca di sentirmi criticata, stanca di non aver un appoggio, stanca di non avere una mano nel momento del bisogno. Mi ritrovo a respirare aria di tranquillita' quando varco la porta dell'ufficio e sono sola, sola con me stessa. Perche' a casa mi ritrovo sola in mezzo a tre persone, sola nel bisogno. Non tanto per le bambine, sono splendide e si sa, sono bambine, ma quanto per l'adulto che convive con me. Mentre qui, in ufficio, la solitudine e' tranquillita', e' pace e serenita'. Mi trovo meglio al lavoro... Mi trovo meglio al lavoro? Mi trovo meglio al lavoro!!!
Ossantacleopatra, son messa davvero male.

lunedì 4 novembre 2013

Palla

Alla fine e' sempre questione di palle. In questi giorni il mio apparato fonorespiratorio, puntuale come sempre, mi ha abbandonato, regalandomi antibiotici, placche, tonsille da gorilla e tante altre cose fastidiose solo a pronunciarle. Ma quest'anno mi ha fatto anche un regalo inaspettato: l'afonia. All'inizio credevo fosse una sfiga, ma poi mi sono resa conto che le cose volgevano a mio favore quando, per impossibilita', potevo interagire con la Pimpante Piccola Peste il meno possibile, lasciando la palla delle sgridate, delle regole e dei testa a testa al povero Mr D. Insomma, mi beccavo solo coccole e bacini. La cosa sconcertante e' che piu' il mio rapporto con la piccola migliora, piu' peggiora quello che ha col padre. E' una sorta di bilancia che pende o da una parte o dall'altra, senza via di scampo. Da parte mia, mi sono goduta due giorni di idillio amoroso e, lo ammetto, mi sono goduta anche il vedere Mr D. quasi sempre inkazzato. Non era cattiveria, non era cinismo, era la semplice constatazione che non sono io, ma e' il relazionarsi con lei che comporta scontri.

giovedì 31 ottobre 2013


Non ricordo l'ultima volta che non mi sono sentita cosi'. Francamente, sinceramente, non me lo ricordo. Sono una persona che fatica a chiedere aiuto, che ha imparato che le poche volte che si chiede aiuto quasi sempre non si riceve. Chi fa da se' fa per quattro, me lo ripeto in continuazione. Ma questa volta avevo davvero bisogno di aiuto e non potevo fare a meno di chiederlo. L'ho chiesto, un po' indirettamente, a mio padre che, capita l'antifona, mi ha subito fatto capire che anche no. Ma mio padre lo conosco, e' sempre stato cosi' e non mi aspettavo altra risposta. Poi l'ho chiesto a mio marito e guarda un po', mi sono sentita rispondere che anche no. E ancora una volta mi sono sentita sola, mi sono sentita una persona con un piccolo ramo in mano, su una immensa foglia, in un mare un po' troppo grande per i suoi gusti. Mi sono sentita senza una famiglia, senza un sostegno, senza un appoggio. E' una sensazione che conosco fin troppo bene ma alla quale non riesco ad abituarmi. L'ho presa come una mia qualita' il fatto di essermela cavata sempre da sola, ma a volte e' un fardello cosi' pesante che mi sento soffocare. Mi sento sola, e avendo accanto un marito, questa sensazione non dovrebbe essere normale.

mercoledì 30 ottobre 2013

“Mamma? Quelle mutande ti stanno piccole”
Disse mia figlia davanti a un perizoma.

martedì 29 ottobre 2013


Ieri sera ho vomitato una serie di cose che mi tenevo dentro. Ho vomitato rabbia, frustrazione, tristezza, fatica, stanchezza. Ho scritto una lettera di quasi due pagine in cui vomitavo quello che mi tenevo dentro da anni. Inutile dire che mi sento meglio. Perche' e' cosi' che ci si sente dopo aver vomitato: ci si sente liberi, vuoti, sereni. Il malessere se ne va e rimane quella sensazione di quiete dopo la tempesta che mi fa sentire serena.

lunedì 28 ottobre 2013


Personale Guinness world record di risvegli notturni con pianto demoniaco:
22.30-23.01-23.37-00.03-00.34-1.00-1.28-2.02-2.29-3.00-5.05-5.34-6.07-6.20
E buon lunedì a me

giovedì 24 ottobre 2013


Uno crede di essere guarito, di esserci passato dentro, di aver toccato il fondo del fondo, ma di essere in qualche modo riuscito a tirar fuori la testa dalla melma, e poi un braccio, e poi alla fine tutto il corpo. Si sente tutto sommato bene, al di la' dei suoi stress che la vita gli riserva nella quotidianita'. Crede di esserne uscito e sorride al pensiero che potesse proprio essere capitato a lui. Poi un giorno, basta un niente, e capisce di esserci ancora dentro, non riesce a capacitarsene. Se ne da' la colpa, si guarda intorno, diventa triste e deluso di se' e respirando si rende conto che la strada da percorrere e' ancora lunga. E allora io mi guardo allo specchio e mi ripeto mentalmente: “Sono bulimica ma non sono matta. Sono malata, ma non sono matta. Ho solo bisogno di un sostegno, ma non sono matta. Non sono matta, non ancora”.

mercoledì 23 ottobre 2013

Io lo salvo, il soldato Ryan


Ryan e' un soldato. Tutti i giorni fa la stessa cosa: la guardia alla porta d'ingresso del mio lavoro. E' impassibile, fermo e composto. Non risponde, non si muove, non parla. Ryan e' una riproduzione fedele del soldato di terracotta dell'esercito di Qin. Viene da la', dalla Cina, trasportato in un baule in aereo per non so quanti mila chilometri. Da sempre sta li' fuori, da solo. Io lo saluto alla mattina, lo saluto quando vado a casa, gli chiedo com'e' andata la notte ma non risponde mai. All'inizio pensavo fosse riservato, poi che fosse il suo dovere, poi mi sono chiesta se qualcuno mi vedesse a quale ospedale psichiatrico mi avrebbe ricoverata. Da qualche giorno, tuttavia, c'e' qualcosa che non torna. Arrivo in ufficio e prima di aprire il portone lo guardo. C'e' qualcosa di diverso. Non capivo esattamente cosa fosse fino a stamattina, quando mi sono accorta che il ragazzo ha girato lievemente la testa verso la porta. Credendo di essere impazzita gli ho preso la testa per girarla nuovamente, ma essendo saldamente ancorata al corpo non ci sono riuscita. Allora sono andata a ripescare le foto in modo da capire se fosse una mia illusione, magari Ryan ha sempre avuto la testa messa cosi'. E invece no. Apparentemente non ci sono spiegazioni, a meno che non abbia girato la testa, probabilmente per sgranchirsi il collo dalla lunga ed estenuante fatica di rimaner immobile come una statua di terracotta.

martedì 22 ottobre 2013

Superquiiiiiiiz


Ieri alla fine sono andata al colloquio. Come previsto Mr D. non era fra i presenti. Mi sembrava di essere la conduttrice di uno show televisivo: potevo fare mille domande e a tutte ricevevo risposta. Ero cosi' esaltata che mi hanno dovuto cacciar fuori a pedate, mentre altri genitori impazienti aspettavano il loro turno. E' fin troppo facile, e' il loro lavoro, ma sono rimasta colpita dalla fermezza e dalla bravura delle maestre. Sapevo fossero in gamba, si, ma non fino a questo punto. Quando sono tornata a casa e ho cercato di fare un resoconto quasi maniacale al mio gentil consorte, il ragazzo mi ha liquidato con una frase alquanto irritante, qualcosa del tipo: Beh, tutto qui? Ci volevano loro per farti capire cose dettate solo dal buon senso? Mi sono chiusa nel mio solito mutismo da Se potessi ti tirerei una testata ma non lo faccio per amore della mia testa, e ho continuato a rifugiarmi nella speranza di una soluzione.

lunedì 21 ottobre 2013


Oggi e' oggi. E' arrivato il giorno del colloquio con le maestre della Pimpante Piccola Peste. In testa mi frullano una serie infinita di domande a cui non ho francamente una risposta. La cosa positiva e' che oggi, in teoria, accanto a me ci sara' anche Mr D. con le sue incrollabili certezze. Per cambiar discorso, venerdi' mi ha telefonato lo Psicocoso. “Buongiorno Signora, ho trovato una possibile soluzione!”. La voce era quella di Doc di Ritorno al futuro. Ho fatto finta di non accorgermi dell'insano entusiasmo, ho fatto un profondo respiro, e ho preso appuntamento per mercoledi'. Nella mia testa vagano una serie di possibili soluzioni, tutte una piu' plausibile dell'altra, fra cui:
  • Signora, abbiamo scoperto che la sua e' pura e semplice schizofrenia. La interneremo, la imbottiremo di pillole, la faremo dipingere e suonare in mezzo alle verdi campagne per il resto della sua vita
  • Signora, abbiamo scoperto che in realta' lei e' sanissima, ha solo un piccolo verme mangiacervello che le provoca sdoppiamenti della personalita'. Per questo lei non si riconosce a volte. Bastera' aprirle la calotta cranica, rimuovere il verme e ritornera' nuova di zecca
  • Signora, abbiamo scoperto che lei in realta' sta bene, e' il mondo che sta male, che e' troppo stabile e sicuro. E' lei nel torto e noi nell'oblio. Ci guidi verso la luce.... CI GUIDI VERSO LA LUCE HALLELUJA!
  • Signora, abbiamo scoperto che lei puo' farci guadagnare un mucchio di soldi. Non abbiamo idea di come curarla o se ci sia davvero la necessita' di curarla, pero' lei porterebbe nelle nostre saccocce un sacco di soldini al mese per cui si stenda sul lettino e parli! PARLI MALEDIZIONE!
La devo smettere con queste assurde visioni alla Scrubs.

giovedì 17 ottobre 2013

Altalena


Io sono fatta cosi'. Ci sono giorni che sto bene e giorni che vorrei buttarmi giu' dalla finestra, giorni in cui mi sveglio storta e di tornar dritta non se ne parla, e giorni in cui mi basta una canzone per vedere la vita infiocchettata di arancione. Questi due giorni sono ricolmi di fiocchi arancioni e gialli, del colore dell'autunno. Mi sorprendo a guardare le foglie cadere dagli alberi e a sorridere buttandomici sotto, mi sorprendo a sentirmi canticchiare come una bambina con un caffe' in mano e una brioche dall'altra. E allora non posso fare a meno di chiedermi due cose:
  1. sono bipolare?
  2. Ho davvero bisogno di farmi spillare piu' della meta' del mio stipendio da uno psicocoso?
Ai dilemmi della vita non vi e' risposta.

martedì 15 ottobre 2013


Si, ieri era il giorno X. Alla fine ci sono andata, dallo Psicocoso. Devo dire che a sto giro il personaggio mi piace molto. Si e' presentato con una tunica da sciamano alquanto interessante, campane tibetane in un angolo, un geode di ametista sulla scrivania, musica da meditazione in sottofondo e tanti tanti ma tanti libri sullo yoga. Ovviamente non poteva filare tutto liscio senno' non sarei la solita spettinata. E cosi', dopo quarantecinque minuti di La mia vita in diretta, mi sono sentita dire che ci deve pensare su. Avete capito bene: ci deve pensare su. Perche' il mio e' un caso complesso, che non si risolve facendo quattro chiacchiere in seduta. Perche' il mio e' un caso difficile in cui ci sono molte variabili e probabilmente lui da solo non ce la farebbe. Che serve un consulto, un consulto con altri psicocosi in modo da capire quale sia la strada migliore da intraprendere. Perche' forse sarebbe meglio un psicocoso donna, forse uno famigliare, forse bla bla bla. A me veniva da ridere. Un altro scaricabarile? Non sono cosi' matta da igiene mentale, ma non sono cosi' normale da psicocoso. E allora? Cosa sono? Probabilmente sono una spettinata psicopatica dal passato travagliato che ha deciso proprio quest'anno di venire allo scoperto.
E allora: scopriamoci.

lunedì 14 ottobre 2013


La Pimpante Piccola Peste, cinque anni e poco piu', ha gia' ricevuto la sua prima proposta di matrimonio. Il candidato non potrebbe riscuotere piu' approvazione da parte mia. E' un bambino splendido, educato e vivace, con i genitori separati e un'adorazione anche verso la mia persona. I consuoceri sono abbastanza allucinati ma potrebbe andar peggio. Purtroppo mia figlia lo ha gia' rifiutato, palesando la sua personale preferenza verso un matrimonio combinato con Mr D. Non avevo mai pensato di dover condividere mio marito con un'altra donna.

venerdì 11 ottobre 2013


Ok, lo ammetto, sono abbondantemente irritata. Non seguo il gossip, ma quando ti riguarda quasi di persona, allora si' che le cose cambiano. Gia' cinque anni fa, quando partorii la Pimpante Piccola Peste, c'era gente che, appena accennavo al suo nome, esclamava su di giri: “Ah! Come la figlia della Hunziker!”. Ora che quella ragazzina biondina semi-anoressica ha dato alla sua secondogenita il nome della MIA secondogenita, che succedera'?
Sono contrariata. Sono molto, molto, molto, MOLTO contrariata.

giovedì 10 ottobre 2013

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L'ho scoperto tardi, quando era tutto finito da un pezzo e in questo caso non so se sia giusto pronunciare il vecchio fastidioso luogo comune Meglio tardi che mai. Ho passato anni d'inferno al liceo, lo ricordo come uno dei periodi peggiori della mia vita. Ma poi tutto e' passato, si e' stati all'universita', ci si e' rifatti una vita. E poi si incontra la persona giusta, si mette su famiglia, ci si laurea, si trova lavoro e si affronta la vita normale di tutti i giorni. Eppure per strada a volte si incontrano persone della vita pre, persone che ti giudicano come se tu non fossi cambiata, come se avessi ancora quindici anni e la cosa assurda e' che nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti, i commenti fanno sempre male. Ultimamente sembra che siano rispuntati come margherite. Prima la compagna del liceo che ti vede con due figlie e marito e la prima cosa che le viene in mente e' ricordare i vecchi tempi e sparare a zero su di te, fregandosene delle cucciole attaccate alle tue gambe, poi spunta un'amica che ti dice di aver incontrato un tuo ex il quale commenta senza problemi che mi dispiace per il poveraccio che ha sposato. E infine, ciliegina sulla torta, ti chiama il padre del tuo ex sbagliando numero, ti chiede come va, come stanno le bambine? e al tuo sono davvero buonissime lui risponde beh, per forza, con un generale tedesco come te a fianco. Forse la soluzione e' arruolarsi nella legione straniera.

mercoledì 9 ottobre 2013

Tritatutto


La Piccola di casa prova un piacere profondo nel puro atto del mangiare. Mentre la Pimpante Piccola Peste alla sua eta' degustava, la Piccola di casa mangia, mangia, mangia e se non avesse niente altro da fare mangerebbe. Quando le metti il cibo in bocca si prodiga soddisfatta in ampi si col capo mentre col ditino indice ti esprime la bonta'. Poco importa, ovviamente, se sia un pezzo di pane o un risotto integrale alla zucca e provola. Qualche sera fa ha raggiunto l'apice. Mentre sua sorella vomitava anche le viscere dentro al suo piatto, e io e Mr D. lottavamo contro il blocco all stomaco in conseguenza al disgusto, la Piccola di casa continuava imperterrita a riempirsi la bocca di cibo mentre assisteva impassibile alla scena.
Son qualita'.

martedì 8 ottobre 2013


Alla fine l'ho fatto. Ieri.
Camminavo per andare a prendere Titi' a scuola e nel giro di neanche un chilometro mi sono venuti due/tre attacchi di simil-ansia: fatica a respirare, blocco allo stomaco e chi piu' ne ha piu' ne metta. La cosa e' davvero strana se si pensa che la giornata era andata davvero bene, la Pimpante Piccola Peste era stata perfetta, io non mi sentivo una pessima mamma e a lavorare non avevo avuto neanche troppo pressing. E allora ho capito, e ho telefonato. Ho preso appuntamento per lunedi' pomeriggio in un posto molto vicino a dove vivevamo nel pre. Speriamo solo che a sto giro lo psicocoso sia meglio dl precedente.

lunedì 7 ottobre 2013

“Mamma? E' vero che i maschi non capiscono niente?”
Oh mio dolce cucciolotto... In bocca al lupo!

venerdì 4 ottobre 2013

Quando perdi qualcosa


E' difficile che io perda qualcosa, sono una persona molto ordinata e ho una buona memoria per cui mi capita raramente. Tuttavia in quest'ultimo periodo mi sono resa conto di aver perso qualcosa di davvero importante e non riesco a capacitarmene, non riesco a capire come sia potuto succedere.
Mi guardo allo specchio e fatico a riconoscermi, mi sento parlare, mi sento reagire e mi chiedo chi sia quella persona che fatica a sorridere in casa, che sgrida i figli, che indossa jeans e maglietta aderenti e che si preoccupa cosi' tanto del suo aspetto fisico. Fatico a guardarmi negli occhi e a comprendere cosa ci sia di cosi' tanto sbagliato nell'immagine che vedo riflessa. Dove sono finita Io? Ieri sera ho aperto un album di fotografie che risalivano al pre: pre-lavoro, pre-figli, pre-matrimonio, pre-trasloco. Ero quindici chili in piu', ero formosa ma non grassa, ero allegra e felice, ero avvolta in un pareo arancione con i capelli lunghi fino al sedere e un sorriso da fare invidia a chiunque. Ora guardo le mie guance incavate, la mia pancia superpiatta e il mio sguardo triste e mi chiedo dove io sia finita. Sono io quella col pareo, sono io quella arancione, io non sono quella magra e triste che vedo qui di fronte. Ho una vita apparentemente perfetta: ho un marito che amo, due figlie meravigliose, una bella casa grande e un fisico tutto sommato niente male. E allora? Cosa c'e' che non va?
C'e' qualcosa di profondamente sbagliato in me.

giovedì 3 ottobre 2013


“Maaaaaaaaamma? Guarda, ho la cacca tutta nera che si muove”
… … …
Effettivamente i vermi mi mancavano. Ora posso vomitare in pace.

venerdì 27 settembre 2013


“Mamma? Mi sono dimenticata una cosa che avevo detto a me stessa”
Piccole donne crescono

giovedì 26 settembre 2013


'Mamma, io sono la migliore. Io so fare tutto, io sono piu' brava. Io sono la vincitora!'

mercoledì 25 settembre 2013

Grandi Chef


Mia madre mi ha sempre detto che, in un modo o nell'altro, mio padre durante una discussione riusciva a girare la frittata cosi' tanto bene da far sembrare sempre lui nella ragione e lei nel torto. Mio marito fa uguale. Si parte, ad esempio, da una sua mancanza e nel giro di neanche cinque minuti, non si sa bene come, la colpa diventa improvvisamente tutta mia. Inutile dire che la cosa mi crea enormi fastidi ma per fortuna, con l'andare degli anni, ci ho fatto quasi l'abitudine e quando vedo che viene preso il coperchio per rigirare la benedetta frittata, so gia' che lui non ha tutte le ragioni, che lui non ha la verita' in tasca, che le sue osservazioni a mio danno non sono sempre e per forza vere. Per cui ora e' piu' difficile che ci stia male, e' piu' difficile che mi metta in discussione per l'ennesima volta. La cosa triste, forse, e' che non mi faccia quasi piu' ne' caldo ne' freddo.

martedì 24 settembre 2013


'Quando sono grande se c'è la guerra io non la faccio perché è una cosa brutta la guerra. E poi in guerra ci lascio andare i maschi, ma papà no, perché le femmine è meglio che giochino con hello kitty'

lunedì 23 settembre 2013

Big Bamboo

Ogni papa' che si rispetti, qualora avesse la fortuna di avere una o piu' figlie femmine, si ritrovera' a fare i conti con le sue paranoie rispetto al suo stesso sesso. Mr D. ne ha una che prevale sulle altre: il big bamboo. Ha il terrore che, in fase adolescenziale, una delle sue figlie gli porti a casa un ragazzo alto, bello, di colore, con un big bamboo in mezzo alle gambe. Ieri tuttavia Mr D. e' stato costretto a rivedere le sue priorita' poiche' c'era un'opzione che ancora non aveva preso in considerazione: il suo coetaneo. Meglio il Big Bamboo che il fidanzato decrepito, dunque. E che nuova paranoia sia.

venerdì 20 settembre 2013


Lo senti al tg, lo vedi nei film, lo leggi nei libri. Lo sai quale sia il percorso e dove normalmente arrivi la fine. Ma quando capita nella tua famiglia, tutto e' diverso, fatichi a comprendere, credi non sia possibile o semplicemente non realizzi cosa stia capitando. La notizia e' arriva ieri. Mi e' bastato sentire la voce rotta di mia mamma per capire che qualcosa non andava. Non era la solita voce rotta dal pianto di una mamma che sente nostalgia della propria figlia, era una voce diversa, che cercava di mantenere un certo contegno per cercare, col poco della forza che le rimane, di non essere troppo diretta in una notizia telefonica. Stanno insieme da vent'anni, mamma e suo marito, e ora lei si e' sentita crollare le certezze addosso, ancora una volta. Si tratta di tumore al colon, un tumore esteso, da operare nel giro di qualche giorno. Ha paura, la mamma. Non sa se portarlo a Bologna, se rimanere giu'. Non sa i tempi di ripresa, della chemio, dei farmaci. Sa solo che la madre di una sua amica a Bologna ci e' morta per lo stesso intervento, sa solo che tutto quello che ora puo' fare e' stare accanto a suo marito. Io? Io non so come mi sento. In realta' non sento niente, e visto che non sento niente c'e' tutto lo spazio per un senso di colpa profondo. Perche' non sento niente? Forse che, dopo vent'anni, ancora non sono riuscita ad accettare la sua presenza? Forse che, dopo vent'anni, ancora ragiono come una bambina alla quale e' stata strappata la mamma? No. Non credo. L'unica cosa che riesco a pensare e' che non sia possibile. Non e' possibile che possa morire. Semplicemente non puo', perche' fa parte di noi. E noi siamo immortali.

giovedì 19 settembre 2013


A detta dello Psicocoso, c'e' chi sfoga i suoi malesseri nella depressione, nella droga, nell'alcol e chi li sfoga nel rapporto col cibo. A detta dello Psicocoso io sarei una di quelle. Dopo una lezioncina durata circa quaranta minuti mi ha lasciato da sola, con un foglio in mano con su scritto due numeri di telefono e un vuoto interiore pari al Grand Canyon. Ieri sera stavo sdraiata sul letto, al buio da sola, e pensavo ad uno di quegli atti liberatori che solo noi donne possiamo capire. Ero pronta, sarei andata in bagno, avrei preso il rasoio, e avrei tagliato tutta la mia folta chioma. Poi ho iniziato a pensare alle domande senza fine del giorno dopo, al broncio di Mr D., allo scontento dei miei suoceri, alla voglia di imitarmi della Piccola Peste e cosi' mi sono resa conto di non essere padrona delle mie scelte, di dover sempre e comunque rendere conto dei miei gesti a chi mi sta vicino, nonostante io abbia ormai 32 anni suonati. Un conto sono le bambine, si sa, sono la mia famiglia, ma il resto non lo digerisco. Non ho piu' voglia di parlare con nessuno, fatico ad andare al parco a fare quattro chiacchiere con le mamme, mi sforzo di uscire e di andarci comunque perche' in fondo qualche contatto umano non fa mai male. Ma poi quando arriva la fatidica domanda “Come stai?” mi sento sprofondare. Passera', lo so, passera'.

mercoledì 18 settembre 2013

A posto


“Amore, quando dico di venire a tavola, dovresti venire. Perche' poi ti ritrovi a mangiare da sola e non e' bello"
"No"
" E poi e' l'unico momento in cui possiamo stare tutti insieme noi quattro”
“No”
“Ma, scusa, anche a scuola mangiate tutti insieme...”
“No”
“Ma come no, a scuola mangiate tutti insieme per condividere questo bel momento”
“No”
“Allora sai che ti dico? Che se non vieni a tavola entro cinque minuti da quando chiamo, vuol dire che non hai fame per cui togliero' il tuo piatto e mangerai al prossimo pasto”
“No”
Avrei bisogno di un muro su cui sbattere ripetutamente la testa...

martedì 17 settembre 2013

Bomba ad orologeria


Mi sento cosi': pronta a scoppiare. Immagazzino, cerco di non rispondere, rimango in silenzio e provo a isolarmi in una pace interiore lontana da vedere e da sentire. Respiro, cerco di calmarmi, ma dentro sento come se bastasse un nulla per accendere la miccia. Soggiornare 24 ore su 24 su un filo di un rasoio non e' una sensazione piacevole, l'unico momento di quiete arriva nel sonno, per il resto e' un caos tenuto costantemente sotto controllo. Inutile dire che non so quanto ancora riusciro' a tirare avanti Ormai non parlo quasi piu', fatico a mangiare e sono di una calma apparente quasi inquietante. Persino Mr D. se ne e' accorto e sta cercando a modo suo di starmi vicino. E questo e' nulla., cosa succedera' ai suoi 15 anni?

lunedì 16 settembre 2013

venerdì 13 settembre 2013

Un asino che vola


All'uscita dalla palestra si possono vedere le cose piu' strane: due fidanzatini che se la danno di lingua a tutto andare davanti ad una scolaresca, un nonnino che va piu' veloce di un giovane in bicicletta, un millepiedi in centro citta' che probabilmente voleva farsi un giro nella grande metropoli e infine un cavallo in una stanza. Si', ho visto un cavallo dentro ad una stanza.

giovedì 12 settembre 2013

A ognuno il suo

La Pimpante Piccola Peste ce l'ha con me, e' evidente, ma e' meglio cosi'. Ieri parlavo con una mamma nella mia stessa identica condizione con un'unica sostanziale differenza: la sua primogenita si sfoga con la piu' piccola di casa. Oh cara Piccola Peste, sfoga pure su di me la tua rabbia repressa. Non ho le spalle molto larghe, ma per amore vostro sono pronta a sopportare tutto.

mercoledì 11 settembre 2013

martedì 10 settembre 2013

Quando il gioco si fa duro


Sono ufficialmente una mamma in crisi. Non mi e' mai capitato, in questi cinque anni, di sentirmi veramente sopraffatta dal carattere di mia figlia ma ultimamente, con la Pimpante Piccola Peste, cammino davvero su un instabile filo di seta. Sono continui scontri, continui no, continua arroganza e frustrazione. In questa lotta siamo solo io e lei, un testa a testa particolarmente faticoso che mi spinge ogni minuto di ogni giorno a mettermi in discussione. Staro' facendo la cosa giusta? Staro' dicendo la cosa giusta nel modo giusto al momento giusto? Staro' educando giustamente? Sono una cattiva mamma? Sono troppo dura? Sono troppo insistente?
Le risposte della piccola non mi fanno stare serena e solo ora capisco cosa debba aver provato mia mamma in tutta la difficile fase di ribellione della mia adolescenza. Avrei tanto bisogno di un abbraccio, di sentirmi dire che le cose andranno bene e che tutto si sistemera' per il meglio.

lunedì 9 settembre 2013


Oh tu, caro commesso della coop, non prestare orecchio a tutto quello che dice la mia primogenita, neanche se, con tutta sicurezza, afferma che suo padre in casa rutta e scoreggia in liberta'.

venerdì 6 settembre 2013


Ieri in giro per la mia citta' mi sentivo come una di quelle mamme in balia dei figli che, urlando con capricci ostinati, mostrano genitori dallo sguardo vago o incazzato a seconda della situazione.  E dire che non mi era mai capitato di perdere il controllo della situazione, sono una mamma dolce ma autoritaria e a volte rigida, coccolona ma pretendente educazione e rispetto dell'autorita''. Ieri invece ho passato un intero pomeriggio con un unico scopo: riuscire a prendere quattro cose al supermercato (ma quattro davvero) ma gli incidenti di percorso sono stati cosi' numerosi che ho dovuto desistere. Dai capricci della Piccola Peste alle ostinazioni della Polipetta, dai piagnistei della grande alla pretesa indipendenza della piccola, sono tornata a casa dopo due ore che ero sull'orlo di una crisi di nervi con la borsa vuota e la testa piena. Mi servono ferie o magari l'inizio della scuola.

giovedì 5 settembre 2013


Ci sono alcuni errori, nella vita dell'altro, che e' meglio non cercare di correggere. La Pimpante Piccola Peste, ad esempio, storpia alcuni termini della lingua italiana con una tale genialita' che non mi sogno minimamente di intervenire. Fra i suoi evergreen troviamo:
  • ScrivaMIA al posto di scrivania. Ovviamente se la scrivania e' sua, diventera' ScrivaSUA e via discorrendo
  • Zoccola, al posto di zoppica. Inutile dire le risate quando mia figlia indica una persona e mi dice: “Mamma mamma! Quella signora zoccola!!”
  • Pescatora al posto di pescatrice
  • Scouscous al posto di cous cous
Zoccola rimane il mio preferito.

mercoledì 4 settembre 2013

“Pimpante Piccola Peste sei testarda!”
“Non e' vero!”
“Invece si...”
“Non e' vero non e' vero non e' vero non e' vero non e' vero!!!”
… …. ….

martedì 3 settembre 2013

Revisioni


In queste due settimane c'e' stato un vero e proprio voltafaccia. Quella che era una pupetta tutta tranquillita' e bonta' e' diventata una pimpante piccola peste in tutto e per tutto con aggiunta di mille piccoli tentacoli per rimanere sempre e comunque attaccata come una cozza alla sottoscritta. Coi suoi occhietti dolci e il viso paffutello, la ragazza urlava al solo vedere la mamma andare in bagno, si dimenava se non la si accompagnava dove e quando voleva lei ed escogitava con qualsiasi mezzo a sua disposizione i piani piu' disparati per gettar caos intorno a lei. E' ufficiale: Tituti' ha subito una mutazione genetica tramutandosi in una piccola versione della sorella. Il problema ora e' uno solo: avendo chiamato la primogenita Pimpante Piccola Peste, come posso chiamare questa seconda pimpante piccola peste?

venerdì 16 agosto 2013


CHIUSO PER FERIE.
Si riapre il 2 settembre.
Auguro a tutti due splendide settimane ricche di amore, gioia e sorprese.

mercoledì 14 agosto 2013

Logica spiazzante

"Papa'? A me mi piacciono i tuoi capelli"
"Amore,  non si dice a me mi"
"Ma io non ho detto a me mi"
"E cosa hai detto?"
"A me mi piacciono i tuoi capelli"

Alla strafacciaccia sua!


Settimana scorsa, dopo un anno abbondante dal parto, sono andata a farmi le analisi del sangue e oggi sono arrivati i risultati. In casa mia si discute molto sulla mia sregolatezza alimentare, si litiga molto sul mio non mangiare carne e ingerire soia e tutte quelle cose strane li'. Mr D. aveva previsto la catastrofe, aveva previsto valori sballati, ferro assente, ferritina sotto zero. Non vedo l'ora che sia pausa pranzo per poter sbattergli in faccia l'evidenza: chi non mangia carne e' sano come un pesce!

martedì 13 agosto 2013

Make up time con Piccola Peste


“Mamma? Adesso ti trucco. Ti metto un bel rossetto sulle labbra, ecco cosi... Poi ti metto un po' di colore sugli occhi, ecco, poi ti sistemo le sopracciglia... Ecco fatto. E ora ti trucco di nero tuuuuuutta la fronte”
Ah ecco, mi sembrava...

mercoledì 7 agosto 2013

La colazione e' il pasto piu' importante della giornata


E lo e' davvero, o almeno lo e' per me. Perche' la colazione e' l'unico pasto in cui riesco a godermi l'attimo, mangiando con calma e facendo cio' che mi piace, come ad esempio leggermi la mia rivista preferita: “Storica Ng”. E' l'unico pasto in cui, quando mangio, non mi sento in colpa, non mi faccio problemi, non penso al controllo, al peso, alla palestra. Penso solo a svegliarmi e a rilassarmi prima di affrontare la giornata. Tutti i pasti dovrebbero essere una calma, lenta, guduriosa colazione fatta in famiglia.

martedì 6 agosto 2013

RiconoscerSI


Quando le persone mi incontrano non fanno altro che commentare il mio stato di pseudomagrezza e io non faccio altro che mentire. Perche' io non mi vedo come loro mi vedono, ma questo gia' lo sapete. I castelli di menzogne che ho montato sono davvero efficaci e di norma portano la persona che mi sta di fronte a provare anche una certa invidia nei miei confronti. Quando infatti mi chiedono: “Mamma mia... ma come mai sei cosi' magra?” rispondo semplicemente che e' un po' lo stress, un po' il caldo, un po' la costituzione, gli allattamenti e le gravidanze passate e che mi sono persino iscritta in palestra per cercare di mettere su qualche chilo in piu'. Ieri invece, dopo aver sputato sangue in palestra per eliminare il poco grasso corporeo che ancora mi rimane sulle dannate cosce, mi sono fermata a parlare con una ragazza la quale mi ha fatto i complimenti. Si, i complimenti e non le solite critiche. Mi ha chiesto semplicemente come ho fatto a mantenermi in forma dopo due gravidanze e io, per la prima volta, non ho mentito ma ho riconosciuto i miei sforzi, i sacrifici del mangiare e non strafogarsi con una nanetta nella pancia, le fatiche in palestra, le creme e i massaggi tutte le dannate sere, l'attenzione smisurata, a volte maniacale, per quello che dovrei ingerire. Ok, ho omesso i disturbi alimentari che mi trascino da anni, ma al di la' del fatto che era una perfetta sconosciuta, non li sentivo in quel momento parte di me. Inutile dire che a cena ho dovuto di nuovo lottare contro i miei demoni. Ma passo dopo passo, avanti ci si dovra' pure andare.