Chi ha figli sa,
chi non ne ha puo' immaginare. Fra venerdi' e sabato abbiamo macinato
parecchi chilometri in autostrada con entrambe le pupette. Partiti da
Bologna con una dose di sano ottimismo, il sorriso si e' trasformato
in terrore gia' entrati in tangenziale quando la primogenita, con
fare annoiato, ha lanciato per la prima volta il sassolino: “Siamo
arrivati?”. Terrore, puro terrore. Eccheccivolete fare, son
bambini. Ma quando i bambini chiedono duemilanovecentoventi volte la
stessa cosa, la pazienza viene meno. Una madre, tuttavia, il dubbio
se lo pone e inizia a credere che sia lei il problema e io, come
tutte le mamme, mi sono domandata se non fossi priva di pazienza, se
la mia stanchezza amplificasse il tutto. Quindi, armata di buona
volonta', ho dato un occhio all'orologio sul cruscotto. La risposta e' NO. Ogni tre/quattro minuti la domanda veniva riproposta con lo stesso fare fra l'annoiato e l'irritato e cosi'
anche il santo piu' santo della rosa dei santi scommetto che avrebbe
avuto qualche problema di autocontrollo. Non vi preoccupate: non so come ma siamo ancora vivi.
lunedì 30 giugno 2014
venerdì 27 giugno 2014
Gioia, di nuovo
Ho sempre pensato che non l'avrei fatto neanche una volta. Sono figlia
unica, non ho fratelli ne' sorelle, e gli amici e amiche hanno
tutti qualcuno su cui contare. Non mi sarei mai aspettata di
sentirmelo chiedere due volte e la gioia che ho provato e' stata ogni
volta immensa. Per prima e' stata la mia ipocondriaca amica
d'infanzia che, nonostante avesse nella sua rosa di scelte un
fratello e una sorella, ha scelto di avere me accanto a lei. E poi,
inaspettatamente, una delle mie piu' care e lontane amiche di sempre.
Anche lei sorellata, anche lei con amiche di infanzia alle spalle,
anche lei insospettabile. E invece me l'ha chiesto e io, col cuore
scoppiettante di felicita', mi ricordo di essermi messa a saltellare
per casa come una povera scema. Domani sara' il grande giorno, il suo
grande giorno, e io saro' li' accanto a lei a condividere con lei
uno dei momenti piu' importanti della sua vita. E allora partiamo,
vestiamoci a festa, e prepariamoci a testimoniare il suo grande Si.
giovedì 26 giugno 2014
Ieri sera vi ho
messe a letto entrambe. Non che sia una novita' ma farlo in
contemporanea non mi era ancora capitato. Vi ho preso fra le mie
braccia in un unico letto e vi ho, come sempre, raccontato una storia
inventata, fatti di fate e angeli, di gioia e di allegria. Ho provato
a dedicarmi a entrambe con lo stesso entusiasmo, con le stesse mosse, le stesse attenzioni. Perche' vi amo entrambe e vi amo
immensamente. Il compito di madre non e' mai facile e a volte
purtroppo le occasioni di scontro si ricordano meglio di quelle
d'incontro. Ma io, nella solitudine della mia anima, porto dentro
tutti i ricordi felici che mi regalate, porto dentro la prima volta
che vi ho guardate negli occhi, i vostri primi passi, la vostra prima
parola, i vostri gesti, i vostri modi di fare, le vostre paure, le
vostre gioie e il vostro carattere che fanno di voi quello che
diventerete un domani. E io lo so, perche' vi vedo: sarete due
splendide, fortissime, meravigliose donne.
mercoledì 25 giugno 2014
Amoredimamma
“Amore mio, se
potessi cambiare qualcosa della tua mamma, qualsiasi cosa... cosa
cambieresti?”
“mhhh.... niente”
“Dai, amore,
pensaci bene, anche del mio carattere eh”
“Beh, in effetti...
ti farei i capelli viola”
Poteva andare decisamente peggio.
lunedì 23 giugno 2014
Una costante ricerca di perfezione
Ci sono persone che
si piacciono cosi' come sono e ci sono persone che proprio non
riescono ad accettarsi cosi' come sono. Io faccio parte della seconda
categoria. Assicuro a chi fa parte della prima, che stare
nella seconda non e' affatto facile e credo che ci voglia una sana
via di mezzo per essere quanto meno equilibrati mentalmente. Vivere
in una costante autocritica non e' facile e purtroppo non sempre si
e' compresi dall'esterno. Se si aggiunge poi che si e' incompresi
anche dall'interno risulta ovvio quanto sia faticoso. Io lo so che
con tanto lavoro e tanta pazienza prima o poi riusciro' a guardarmi
allo specchio e a sorridere senza pensare a nulla, ma sara' frutto di
un pesante e duro lavoro. E ora rimbocchiamoci le maniche e iniziamo la settimana.
giovedì 19 giugno 2014
Macino chilometri
Ci pensavo
stamattina, mentre pedalavo con addosso la Piccoladicasa, la PimpantePiccolaPeste, una borsa da palestra, una
borsa cambio della Piccoladicasa, una borsa dei piatti della
PimpantePiccola Peste. Sembravo una mamma informissima ma in realta' avevo
il fiatone e pensavo ossessivocompulsivamente macchiccavolomelofafare? Non ho la macchina,
l'ho venduta tre anni fa e credo non abbia mai preso decisione
migliore ma a volte, in mattine come queste, rimpiango anche solo un
semplice e piccolo mezzo a motore. Macino chilometri con le figlie e
i carichi addosso, macino chilometri da sola, macino chilometri col
sole e con la neve. Ho calcolato che ogni giorno faccio almeno un'ora
e mezza di bicicletta, escludendo il mercoledi' che faccio circa un'ora in piu' del solito. E poi la gente mi guarda e mi dice:
tesoro... ti vedo stanca.... Chi? Io? Naaaaaaaaaaa. Ora respiro e poi svengo.
Sei fatto cosi'
Sei fatto cosi',
ormai ti conosco. Mi basta guardarti negli occhi per capire i tuoi
pensieri, per intuire i tuoi gesti, per conoscere il tuo sentire.
Sei
fatto cosi', ormai ti conosco. Ti guardo mentre giochi con le nostre
bambine e una parte di me rivede in te cio' che io non ho mai avuto e il mio cuore scoppia di gioia.
Sei fatto cosi', ormai ti conosco. Conosco le tue preoccupazioni, i
tuoi desideri, il tuo amore e i tuoi difetti. Conosco le tue fissazioni, le tue reazioni, il tuo carattere.
Sei fatto cosi', ormai
ti conosco, e vedo nei tuoi pregi i migliori pregi che possa mai
avere un marito.
Qualche giorno fa mi hai stretto fra le braccia e mi
hai spontaneamente detto parole che mai mi sarei sognata di sentirti
dire perche' ormai ti conosco e quasi mai esprimi quello che hai
dentro. Ma qualche giorno fa mi hai stupita, mi hai dichiarato la tua
visione di me come moglie e come donna e li, in quel preciso momento,
non ti ho riconosciuto.
Sei fatto cosi', ormai ti conosco e quando mi
stupisci cosi' ti amo ancor di piu'.
martedì 17 giugno 2014
Ognuno ha i suoi gusti
In casa mia, le due
piccole pesti hanno una spiccata preferenza per il loro papa'. Io,
ahime', sono di secondo ordine. Forse perche' lui il poco tempo che
ha lo dedica totalmente al gioco con loro e io il poco tempo che ho
lo dedico a mettere a posto casa, a cucinare, a lavare, a stendere, a
stirare.... basta, son gia' stanca. In queste ultime settimane
poi, la Piccoladicasa e' letteralmente impazzita. Vuole solo ed
esclusivamente suo padre, papa' di qua', papa' di la' e il papa' per
mettere le mutande, e il papa' per alzarsi dal letto, e il papa' per
andare in bagno. A volte, addirittura, non la si puo' neanche
toccare, non ci si puo' neanche avvicinare che la ragazza strilla
finche' non viene l'oggetto del suo desiderio: suo padre. A mia
memoria la Pimpante Piccola Peste questa fase non l'ha mai avuta o almeno non cosi' acuta. E' come se ce l'avesse sempre avuta ma non in modo cosi' palesemente e irosamente manifesto. So
che sono solo momenti passeggeri, so che non dipende dalla mia
bravura o dal mio pessimo carattere, ma una mamma, in quanto mamma,
qualche dubbio se lo fa sempre venire.
domenica 15 giugno 2014
Accadde sabato 14 giugno
C'ero anche io, sei anni fa, quando per la
prima volta hai visto il mondo. C'ero anche io, sei anni fa, quando per
la prima volta ho visto il mondo. Auguri di cuore al mio Cuore
giovedì 12 giugno 2014
Momenti
Ti ho visto
sdraiata sul letto, l'altra sera. Ti ho vista con occhi diversi, con
gli occhi di chi, per la prima volta, si toglie di dosso tutto quello
che sa di te e ti guarda semplicemente per quello che sei. Ti ho
vista vecchia, molto vecchia. Ho visto i tuoi occhi piccoli, le tue
rughe, ho visto il tuo seno cadente sotto il pigiama, la tua
stanchezza, il tuo vissuto. Ho visto quanto hai sofferto e quanto
stai soffrendo. Ho visto una donna che ormai ha vissuto la sua vita e
non ho capito questa vita se tu te la sia goduta o meno. Mi hai fatto
tenerezza, mi ha sfiorato un sorriso e sei rimasta impressa nella mia
mente per quella che sei veramente: una bisnonna, mia nonna.
Ho abbracciato la
tua altezza, oggi. La tua piccola minuta altezza. Lo sapevi che
raggiungi a malapena la mia spalla? Ti ho stretto come se non ti
dovessi incontrare più, cercando di scacciare il solito magone che
accompagna le partenze. Ho fermato la tua testa nella mia mano e ho
baciato la tua guancia cadente. Avrei voluto dirti molte cose, molti
mi dispiace, molti ti voglio bene. Ma ho sentito solo te dire a me:
scusami. Ma scusami per cosa. Un giorno quella semplice parola te la
dirò io, e forse allora sì che sarà un vero abbraccio.
Ti ho visto giocare
con le bambine ma non sono riuscita a ricordare se tu giocavi una
volta con me. Ti ho visto sbaciucchiare la piccolina con la scusa di
un semplice gioco, e ho provato a rubare una fotografia per paura che
questi momenti non si possano ripetere più, o forse per paura di
perderli per sempre. Eri allegra e sorridente, con la tua tosse da
fumatrice, il tuo grande nasone e i tuoi occhiali a coprirti il viso.
Ti vedevo rubare ogni singolo gesto della bambina pur di prendere un
momento di tenerezza e affetto. Aprivi le braccia al accoglierla e
con il tuo fare un po' rude la spupazzavi tutta. È stato un bel
momento, un momento di quelli da ricordare per sempre.
martedì 10 giugno 2014
Viaggiando si impara
Questo fine
settimana mi sono ritrovata a dover affrontare sei ore di treno con
una faccia da zombie e una totale afonia. Mi ha aiutato molto il
dover viaggiare da sola e il non aver obbligo di parlare con nessuno.
Chi mi conosce sa che sono una personcina che beve molto. Molto vuol
dire circa tre litri di acqua al giorno. Se ci aggiungiamo la
disidratazione dovuta ad aver disceso un canyon per quasi quattro
ore, capirete da voi quanta acqua io possa aver mai ingerito sul
treno. Mi sono trovata cosi' a fare avanti-indietro per i servizi
igienici, una volta in una carrozza, la volta dopo in un'altra quando
mi sono resa conto, passando per le persone dalla prima classe
all'ultima, che avevo letto tutti i libri delle persone presenti. Un
treno e' lungo, i vagoni sono tanti, ma continuavo a camminare e
continuavo a trovare mie vecchie conoscenze e continuavo a non trovare nulla di nuovo. La ciliegina sulla torta
e' stata beccare anche una persona che legge la mia stessa rivista,
ma non essendo io avvezza a Vogue, Gente, Chi o robe leggere, il
carnet delle riviste non l'ho potuto completare. La mia conclusione
e': si direbbe che la mia laurea in lettere sia servita ad affermare
che su un treno alta velocita' in direzione Bologna-Milano popolato da gente
piu' o meno normale io sia riuscita a coprire tutta la cultura
letteraria presente. Che culo.
giovedì 5 giugno 2014
Quattr'occhi
Quando vi guardo, io
vedo quattro occhi. Quattro grandi, immensi occhi ripieni di
tenerezza e amore. Quattro occhi che si specchiano nei miei di occhi,
che si fondono, che mi guardano, mi scrutano e che vedono in me un
punto di riferimento e di sfida. Poi vedo i vostri due bei visini che
sprizzano gioia e allegria e penso, ogni volta da quando siete nate,
che siete la cosa più bella e meravigliosa che mi potesse mai
capitare. Vivo nel timore di non riuscire a cogliere ogni attimo
della vostra vita, vivo nel timore di non riuscire a vivervi fino in
fondo. Ma quando vi vedo così, insieme, vicine, unite e sorridenti,
il mio cuore non potrebbe essere più immensamente felice.
mercoledì 4 giugno 2014
Un esempio per tutti
La Pimpante Piccola
Peste e Pesce Lesso, il suo fidanzatino, sono diventati un esempio di
coppia all'interno della loro piccola comunita' scolastica. A dire il
vero una coppietta cosi' ben assortita anche io fatico a vederla in
giro. Di solito i bambini alla loro eta' hanno bene o male la
stessa dinamica: lei che insegue lui, lui che scappa da lei. Loro
invece si tengono mano nella mano, lui gioca alle principesse e lei
a Spider Man, lei gli regala disegni lui un piccolo anellino
comperato apposta per la sua amata. Io, francamente, sono davvero
felice perche' un affetto cosi' dolce e innocente al giorno d'oggi e'
raro vederlo. Sono di quei sentimenti di amicizia profonda che
nascono alla loro eta' e che, se saranno fortunati, si trascineranno
per tutto il resto della loro vita, come e' capitato a me e al mio
fidanzatino d'allora. E quindi: che Amore sia.
martedì 3 giugno 2014
Pandora
In questi giorni sta venendo fuori di tutto, come se avessi scoperchiato il famoso vaso e fossero fuoriuscite le peggiori cose mai immaginate. Sono tornata a fare sogni angoscianti che si erano fermati una volta sviscerati dallo Psicocoso, sono tornata al mutismo, ai problemi col cibo e ad altre mille cose che neanche ho voglia di elencare. In realta' non ho neanche voglia di parlare. Se proprio la devo dire tutta non ho neanche voglia di scrivere. Per cui per oggi neanche scrivero'. Non me ne vogliate. Au Revoir.
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