giovedì 18 dicembre 2025

Le prime ferie natalizie della mia vita

In questo periodo dell'anno ho sempre lavorato, un po' perché sono formichina, un po' perché tanto se hai i figli a casa non è che siano proprio ferie nel vero senso della parola, diciamo che il relax non sarebbe di casa. E invece a sto giro da domani fino al 6 gennaio ciao ciao lavoro. Ovviamente è roba imposta dall'alto ma chissene tanto ho così tante ferie accumulate che potrei stare a casa tranquillamente tre mesi senza andare in rosso (e non lo dico tanto per dire, ho proprio fatto i conti). Questo per dirvi au revoir a gennaio! E buone feste a tutti!

mercoledì 17 dicembre 2025

Indicatore di stress

Credo che ognuno abbia il proprio personalissimo indicatore di stress. Quando ero piccola e fino all'adolescenza inoltrata mi mangiavo le unghie. Me le mangiavo così tanto da far uscire sangue e da avere costantemente male alle dita (se ora ci penso mi fa alquanto schifo). C'è stato un periodo poi non troppo lontano che mi sono resa conto che mi mordicchiavo le labbra insistentemente togliendo ogni tanto qualche pellicina. Anche quel periodo pare essere finito, rimpiazzato ahimè da un altro indicatore di stress: le pellicine dei pollici. Questo in realtà non è poi così recente, perché ricordo che per il mio matrimonio mi ero riproposta

Se il buongiorno si vede dal mattino

Questa mattina come sempre mi sono alzata in solitaria ma poco dopo la ciurma si è svegliata col suo solito tramtram. Avrei voluto fare colazione con calma ma già dopo 5 minuti il piccolo di casa continuava a domandarmi insistentemente di giocare, i bagni erano occupati e io dovevo assolutamente prepararmi ad affrontare la pioggia in bicicletta. E dopo essermi bardata fino alla punta dei capelli ho pedalato i miei consueti venti minuti bagnandomi come un pulcino. Il risultato è stato che sono arrivata al lavoro psicologicamente già bella carica, con una tensione cervicale lì lì per scoppiare e forte ansia a livello della gola che mi accompagna già da qualche giorno ma esplosa del tutto appena acceso il computer. Ho pensato che non si potesse iniziare la giornata così perché sarebbe andata solo in peggio, mi sono tolta tutte le coperture bagnate, mi sono slacciata il reggiseno, ho spento le luci, ho acceso una candela profumata, mi sono messa a gambe incrociate, ho chiuso gli occhi e mi sono focalizzata sul respiro e sulle tremende sensazioni alla base della gola. Ne è uscito un piccolo piantino (e dire che avrei pensato a un fiume) e poi basta. Poco dopo è arrivato qui un collega anziano del tutto inaspettatamente (di solito non arriva prima delle 11), si era portato dietro la sua colazione, ha preparato del tè preso dall'India con dello zenzero e me l'ha offerto. Mi sono presa una pausa (se di pausa si può parlare visto che ancora non avevo iniziato a lavorare) e mi sono fermata con lui a sorseggiare il tè e a parlare del nulla per circa una ventina di minuti. E' stato piacevole e leggero. Ed è così che ho resettato tutto, ho recuperato un inizio disastroso e messo le basi per una giornata positiva. Chi vivrà vedrà.

lunedì 15 dicembre 2025

Primogenita

Mi rendo conto che scrivo sempre di meno di Primogenita e questo perché è diventata grande, autonoma ed è rimasta come sempre meravigliosa. Qualcosa nel suo carattere è cambiato, e direi per fortuna. Credo sia il frutto della crescita, unita ovviamente alla psicologa che la segue ormai da più di un annetto. La vedo infatti più serena anche nei momenti di sconforto, la vedo più equilibrata e soprattutto la vedo puntare i piedi e non scappare più. Rimane una ragazza gentile ma se le esce il gemello cattivo occorre scansarsi, rimane una ragazza generosa ma se le prendi le cose senza avergliele chieste si infuria come una pantera, rimane una ragazza dolce e buona ma ovviamente se ha qualcosa da dire in una discussione la dice invece di rintanarsi in camera sua a piangere. Sono molto orgogliosa e fiera di come sta diventando. Lo ero anche prima perché è ed è sempre stata una bambina e poi una ragazza davvero speciale ma ora credo sia davvero sulla giusta strada per poter crescere in equilibrio con sé stessa.

giovedì 11 dicembre 2025

L'essenza della gentilezza

Qualche settimana fa a scuola di Birullulo hanno parlato di gentilezza. Ogni bambino ha espresso cosa per lui fosse la gentilezza e ha fatto un disegno. Birullulo ha portato a casa un foglio con disegni indefiniti ma con su scritto a chiare lettere dalla maestra il concetto espresso da mio figlio: “La gentilezza sono le carezze”. Tutto davvero dolcissimo sebbene alquanto criptico. C'era chi aveva scritto di aiutare gli altri ad esempio, ma le carezze con la gentilezza cosa c'entrano esattamente? Cioè per carità come concetto ci sta, ma il collegamento mentale birulluliniano fra gentilezza e carezze mi sfuggiva. Da quel momento ho iniziato a osservare le carezze di Birullulo un pochino di più e ho iniziato a notare che le carezze le da solo a me, me ne da tante e soprattutto nei momenti di intimità tutti nostri, come la messa a letto, come la sveglia mattutina, o come i momenti di condivisione coccolosi sul divano. E ho notato che anche io in effetti lo inondo di carezze. Questo immenso amore fra me e lui si esprime anche così e per lui, quella, è l'essenza della gentilezza.

mercoledì 10 dicembre 2025

Di scelte difficili e come guidarle

Secondogenita è alle prese con la scelta delle superiori e pare un calvario. Era sicura e decisa sul liceo scientifico da anni ormai fino a quando è arrivato sul registro elettronico il consiglio dei professori: liceo scienze umane o scienze umane indirizzo socioeconomico. Non perché non eccella nelle materie scientifiche, anzi, ma perché secondo loro si adatterebbe di più a lei. Sta cosa l'ha messa in crisi e questo a detta sua perché si dice in giro che chi non fa la scelta consigliata ha il 99% di possibilità di finire bocciata al primo anno di superiori. Che cagata. Sono stati giorni di discussioni fra lei e Mr D., fra coinvolgimenti di Primogenita che ahimè sta vivendo cinque anni di puro inferno, e fra silenzio da parte mia. Silenzio rotto ieri sera quando durante la cena ho voluto dire anche io la mia. Perchè per me la cosa è estremamente semplice: cosa ti piace studiare? Cosa vorresti fare TU? La risposta di Secondogenita è arrivata subito, senza neanche un minimo di esitazione. E allora di cosa stiamo parlando? Le ho spiegato di non farsi influenzare da quello che dicono gli altri perché la scelta è sua, è solo sua e solo lei sa cosa davvero le possa piacere e cosa no. E che liceo scientifico sia. La scelta ora sarà sull'indirizzo, ma le ho consigliato di andare per esclusione: sai che scienze applicate non ti piace? Bene, via! Rimangono il tradizionale e il potenziato e ha ancora un mese di tempo. Fra tutta l'indecisione che prima si portava dentro, restringere il campo a solo due opzioni è già un bel traguardo. Ora sta a lei capire davvero quale delle due strade senta più giusta.

Il difficile concetto del Cognome

“Birullulo? Ma sai che non conosco alcuni dei cognomi dei tuoi compagni di classe?

““Cosa?”

“Sì, ad esempio Edoardo. Come si chiama di cognome?”

“Edo”

“No no aspetta. Cognome. Per esempio tu ti chiami L.S. L. di nome e S. di cognome. E poi L.F. si chiama L. di nome e F. di cognome. Edoardo?”

“Si chiama Edoardo Edo”

lunedì 8 dicembre 2025

Breve storia triste

4 giorni per preparare la torta.

Giorno 4:

“Mamma? Io non mangeLò la toLta peLché non mi piace”

Fine.

giovedì 4 dicembre 2025

5 anni fa

Cinque anni fa sei piombato nelle nostre vite come una vera baraonda. In quattro avevamo trovato un equilibrio più o meno stabile, era uno di quei rari momenti nella vita in cui tutto filava tranquillo e stranamente liscio. E poi, come un uragano, ecco la notizia che ci ha sconvolti tutti. Già prima che arrivassi ti abbiamo amato, una volta arrivato ti sei sistemato nei nostri cuori in modo indelebile senza spostarti più. Sei arrivato portando felicità, dolcezza, tenerezza, stanchezza e amore immenso. Da sempre sei l'AmoreMio e sempre lo sarai. Auguri Birullulino.

martedì 2 dicembre 2025

Pensieri spontanei

Ieri ho discusso col mio capo. Oddio, discusso sarebbe già qualcosa. A una sua mail in cui mi comunicava di voler togliere l'ultimo mio privilegio rimasto sul posto di lavoro gli ho risposto di fuoco (o almeno quello che a me sembrerebbe di fuoco). Comunque mi ha chiamato, ha detto che ne parleremo ma di fatto mi ha ribadito che si farà così e basta. Immaginate la voglia che io abbia di lavorare oggi. Senza neanche pensarci ho imboccato la solita strada sulla mia solita bicicletta e ho iniziato a canticchiare una simpatica canzone che ha preso spontaneamente il sopravvento sui miei pensieri ma che è davvero indicativa del mio stato di umore di oggi:

Today I don't feel like doing anything
I just wanna lay in my bed
Don't feel like picking up my phone
So leave a message at the tone
'Cause today, I swear, I'm not doing anything, uh

Ah. Bruno. Quanto vorrei davvero far niente.

lunedì 1 dicembre 2025

Il viaggio interiore del maratoneta

Domenica ho corso la maratona di Firenze. Posto incantevole, città bellissima, gente meravigliosa ma tutto è stato diverso. A Ravenna lo scorso anno ho passato praticamente tutta la gara canticchiandomi interiormente Don't stop me now dei Queen, non ho sentito stanchezza, la mia mente è stata collaborativa e determinata e sono arrivata al traguardo che avrei corso ancora. I tre giorni successivi sono stati un calvario fatto di dolori, scale impossibili da fare e notti quasi insonni a causa delle gambe e dei piedi. A sto giro invece ecco bene o male cosa è successo:

  • dal 1° al 23° km tutto bene, ho corso serena, mi sono goduta il paesaggio e la felicità

  • dal 23° al 32° km la mia mente ha iniziato a remarmi contro, ho combattuto contro me stessa, ho messo in discussione tutte le mie scelte sportive degli ultimi anni con un unico grande interrogativo: machiccazzzmelofafffffffare?

  • dal 32° al 33°km mi sono data tempo per vedere come stavo e capire se avrei potuto accelerare, cercando di riappacificarmi con me stessa

  • dal 33° al 42° km mi sono spronata positivamente in un dialogo interiore svolto in terza persona, mi sono voluta bene, mi sono pompata di forza, determinazione e positività fino a tagliare il traguardo piangendo come una matta dalla felicità perché solo allora ho visto il numero sul mio orologio e ho capito quanto in un anno fossi migliorata

Credo che in parte sia dovuto al percorso. Ho sentito gli amici, e la maggior parte di chi l'ha corsa mi ha riportato la stessa dinamica: tutto bene fino al 23° poi inferno fino al 33°. Solo che dopo il 33° molti hanno mollato, la testa non gli ha retto, hanno camminato, imprecato, bofonchiato. In effetti si è partiti dal centro città, splendido, si è corso al parco della Cascine, meraviglioso, e poi lungo l'Arno e su e giù fra ponti e cavalcavia. Ma dopo il 23° il vuoto, quasi nessuno ad incitare per strada e percorso abbastanza monotono. Io sono riuscita a ripigliarmi prima del famoso maledetto cavalcavia del 34° km (che diciamocelo, è male puro) per poi rientrare in città, ma non è stato da tutti. Fra ieri e oggi ho solo i quadricipiti che palesemente mi odiano ma niente altro, sono molto stanca e stranamente ho ancora quella sensazione di machiccazzzmelofafffffffare? che non è svanita del tutto. Aspetterò paziente perché se tanto mi da tanto dopo qualche giorno senza corsa già fremerò. Ora mi godo due settimane fatte di corsette brevi e sciogligambe, per ritrovare energia e posività fino a giugnere a marzo a correre un'altra maratona nella mia città preferita al mondo: Roma.