Non capisco come si possa a volte dubitare della
semionnipotenza delle madri. Perché di questo effettivamente si tratta. Non è
onnipotenza totale, ci mancherebbe, un aiuto dall’alto è sempre gradito e a volte
indispensabile, ma se penso a quanti salti mortali si fanno per i figli e a
quante volte ci riesca un punteggio pieno a regola di medaglia d’oro, non posso
fare altro che autocompiacermi e galvanizzarmi un pochettino, prima del
prossimo pianto della poppante e della prossima richiesta assurda della
pimpante piccola peste.
martedì 31 luglio 2012
lunedì 30 luglio 2012
giovedì 26 luglio 2012
lunedì 23 luglio 2012
Here comes the sun
Venerdì alle 18.15 è nato l'astro più splendente, l'amore che illumina il nostro cuore. E' nata Mariasole ed è un vero miracolo.
giovedì 19 luglio 2012
Attenziò – concentraziò
La confusione regna nella mia mente, quasi mai
contrastata, sobbalzandomi fra sensazioni di ansia e relax, panico e
tranquillità, tristezza e allegria. E io, da sempre una delle persone più
influenzabili sulla faccia della terra, mi sono resa conto che probabilmente
molto è dovuto alle circostanze, alle persone che mi chiedono, che insistono,
che mi pressano, quando io avrei solo bisogno di concentrazione, rilassamento e
meditazione. E così oggi, dopo un bello sfogo da “faccio o non faccio l’agopuntura?
Aspetto o non aspetto il monitoraggio?” e bla bla bla bla, ho deciso di far
correre e di isolare me stessa nel mio mondo. Per prima cosa ho disattivato la
chat di gmail, per seconda cosa quella su facebook, per terza cosa ho deciso di
rispondere il meno possibile ad eventuali messaggi di parenti-amici-conoscenti,
lanciando un semplice tuttobenegrazie che normalmente funziona sempre. Forse in questo
modo riuscirò a coltivare quella pace interiore che tanto mi manca per riuscire
a vivere serena questi ultimi istanti da donna incinta.
Chissà se ce la farò. Anzi: ce la posso fare.
martedì 17 luglio 2012
Maniacal-mente
Ogni persona al mondo ha la sua mania, se poi si
tratta di donne con figli a seguito almeno una è assicurata. C’è chi non può
fare a meno di stirare tutto, comprese mutande, tende, calzini, asciugamani.
C’è chi non può fare a meno di pulire qualsiasi angolo di qualsiasi parte della
casa, preferendo un prodotto rispetto all’altro e riuscendo a far risplendere i
pavimenti di un luccichio accecante e fastidioso, lasciando in giro un odore
nauseabondo di ammoniaca da ammazzare anche il più reticente dei germi. E c’è
chi, come me, ha la mania dell’ordine. Tutto cominciò 14 anni fa quando mi
svegliai nella mia cameretta e come al solito feci lo slalom fra vestiti sul
pavimento, libri accatastati sui mobili, fogli sparsi ovunque, chitarre
appoggiate sotto il letto e quant’altro. L’illuminazione la ebbi guardandomi
semplicemente intorno. Come nella famosa scena dei Blues Brothers vidi la luce
e pensai che da quel momento in avanti non potevo più permettermi di vivere nel
caos. Tutto ora nella mia casa ha una collocazione precisa e un ordine preciso,
o meglio QUASI tutto visto che vivo con l’uomo più disordinato sulla faccia di
questo piccolo pianeta. Mi sono accorta, tuttavia, che le manie non sono
necessariamente ereditarie quando ieri la pimante piccola peste mi ha chiesto
uno straccetto per pulire camera sua. Si è chiusa là dentro per due ore senza
fiatare e quando mi sono affacciata per vedere se tutto andava bene, stava
semplicemente pulendo i giochi, i mobili, il suo tavolo, i suoi libri con una
precisione degna di una ‘zdaura. Se la poppante avrà la mania dello stirare,
sono a cavallo.
lunedì 16 luglio 2012
Ansia da attesa
Con la piccola peste non mi era successo ma a ‘sto
giro ce l’ho tutta. Ovviamente non è una cosa razionale, non sono stupida, so
che non posso sapere quando, so che sono nei tempi, so che non posso decidere
né prevedere. Ma la mia mente non può fare altro che pensare pensare pensare e
ripensare, chiedersi perché non arriva, desiderare che arrivi subito, meditare
su come arriverà eccetera eccetera. La cosa, lo ammetto, è alquanto snervante.
Se ci si aggiunge poi un bel cocktail formato da amici e parenti insistenti che
mi chiedono in continuazione se è nata (ma cacchiarolaladra, se è nata lo
sapresti no?)
e quanto ci manca (ooooooommmmmmm) il gioco è fatto. In più, giusto per non farci
mancare nulla, non ne posso parlare con nessuno perché quando accenno
l’argomento mi trattano tutti come se fossi una pazza snocciolando frasi fatte
alquanto fastidiose, del tipo:
- Eh… quando arriverà
arriverà!
- Ah quando deciderà di
nascere, tesoro, non ci puoi mica fare niente
- Vedrai che arriverà prima
dell’induzione, NE SONO SICURA
E basterebbe ben poco, ad esempio “è lecito avere
paranoie, ma vedrai che andrà tutto bene”.
Io prenderei a testate tutti.
domenica 15 luglio 2012
Depende
Il senso della comicità è puramente personale. Una
squallida battuta trash può provocare risa incontrollate o smorfie di disgusto
in chi la ascolta. Ma c’è una categoria ironica che di solito acquisisce sempre
un certo successo: le scritte sulle magliette. Sono inevitabili, l’occhio cade
sempre, e la maggior parte delle volte provoca un sorriso. E così succede anche
con il regalo che indosso il più possibile ma in questo caso le reazioni
possono essere diverse e normalmente dipendono dalla categoria di chi la
guarda:
- Adolescente donna – indifferenza
Adolescente uomo -
indifferenza
- Donna universitaria – scuotimento di testa
Uomo universitario - paura
- Trentenne donna – sorriso
Trentenne uomo - paura
- Quarantenne donna – sorriso
Quarantenne uomo - indifferenza
- Genitore donna – sorriso misto a infinita comprensione
Genitore uomo – sorriso e
basta
- Pensionato donna – commento loquace con toccatina di panza
Pensionato uomo –
indifferenza
Non notate anche voi una sostanziale diversità fra i
generi maschile-femminile?
giovedì 12 luglio 2012
Talking ‘bout r-evolution
Lo feci per la mia piccola peste, e l’ho fatto per
la futura new entry. Essendo giunta alla quasi-fine, ecco il risultato:
mercoledì 11 luglio 2012
Si dice che i genovesi siano i risparmiatori per
eccellenza, allora mi chiedo perché i bolognesi facciano economia nei nomi
delle vie cittadine, come se pronunciare una o due lettere in più implicasse
perdere troppo tempo.
Via Trento e Trieste
Via Riva di Reno
Mi chiedo se succede anche in altre città.
lunedì 9 luglio 2012
Accadde venerdì ovvero Il significato nell’insignificante
C’erano quando ero piccola ogni mattina. Mi alzavo,
aprivo lentamente la stanza dove dormiva mia mamma e mi accoccolavo di fianco a
lei finché la voce fin troppo familiare di mia nonna non ci richiamava alla
dura realtà. A pensarci bene hanno resistito anche troppi anni, utilizzate il
più possibile un po’ per via della loro splendida figura, un po’ per il loro
profondo significato. Venerdì però sono state strappate in tre punti da una
pimpante piccola peste che, con la fodera del cuscino di Mr. D, ha pensato bene
di organizzare una corsa coi sacchi a mia insaputa. E così, dopo più di
vent’anni di onorato servizio e varie improvvisate riparazioni, ho dovuto
buttare le lenzuola azzurre coi soffioni. Delle belle lacrime copiose mi sono
scese dalle guance. Saranno gli ormoni, saranno i ricordi, sarà la lontananza
da mia madre ma una cosa così apparentemente banale mi ha scosso nel profondo.
E ora posseggo solo lenzuola regalate da mia suocera… Urrà…
giovedì 5 luglio 2012
Per agevolarne l’uscita, come ho fatto con la mia
piccola peste, ho iniziato a camminare almeno un’ora al giorno. All’epoca
pestavo i piedi su terra battuta, erba verde e bastoncini caduti dagli alberi
mentre adesso i miei piedi evitano bisogni di cani, fanno lo slalom fra sampietrini
e cemento, annusano l’afa soffocante di un centro città a 40°. Ieri, durante
una delle mie interminabili passeggiate, sono entrata in quella che considero
una delle chiese più splendide che io conosca e, già che c’ero, mi è sfuggita
una preghiera con richiesta.
Se ci fosse stato Mr D. avrebbe colto la palla al
balzo: ingegnere rigido e calcolatore, ha un lato a dir poco zen nell’approcciarsi
ai segni. All’epoca decise di dirmi “Ti amo” perché, andando al supermercato
per comperare lenzuola e bomboletta spray, incontrò la sua ex che era diventata
brutta, butterata e a dir poco antipatica. E così prese baracca e burattini,
compro il necessaire e mi scrisse uno striscione che appese a un cavalcavia.
Io invece il raggio di sole entrato proprio nel
momento della mia richiesta ieri in Chiesa l’ho preso più come un segno di
rassicurazione che ogni cosa, per quanto possa andare diversa da come io
vorrei, andrà comunque bene.
Ed ecco un sorriso.
mercoledì 4 luglio 2012
Accadde lunedì ovvero Lo vojjjjjo!
Si era svegliata guardando con aria sognante i miei
e desiderandoli a tal punto da farmi, per la seconda volta in quattro anni, la
stessa identica domanda: “Mamma, andiamo a faLli?” Questa volta, complice la
mancanza lavorativa di Mr D, disperso per la pianura terremotata, l’ho presa
per mano e l’ho condotta nella tana del lupo. Mi aspettavo pianti, urla,
negazione del secondo giro e invece si è fatta solo un piccolo piantino,
un’esclamazione di conferma del dolore e un coraggio da vera leonessa. Adesso è
di là, davanti allo specchio, tutta fiera delle sue orecchie con sopra delle
splendenti coccinelle.
martedì 3 luglio 2012
Pre e post
Con la prima c’era un’ampia dose di incoscienza,
mischiata a ignoranza, spensieratezza e a una sensazione di “rimarrò così per
l’eternità”. A questo giro probabilmente si mischiano più fattori, fra i quali
il caldo, la stanchezza, irrazionali e inutili paranoie su un’eventuale
induzione, irrazionali e inutili paranoie su tutto. Saranno gli anni che
passano, le consapevolezze, la maturità, le responsabilità, ma preferivo la
spensieratezza incondizionata di quattro anni fa.
Questo post l’ho scritto due-tre giorni fa e rappresenta appieno la mia vita negli ultimi periodi in modo diciamo non proprio
positivo. Da ieri mi sento meglio, forse perché ho deciso di focalizzarmi sui
lati negativi del post (perché su quelli positivi del pre proprio non ci
riesco) ma il rischio è che poi, una volta sfornata la pupa, io sia punto e a
capo. Si sa però che le donne se non si mettono paranoie, non sono donne. Tuttavia
io ve lo chiedo lo stesso: consigli per vivere spensieratamente?
lunedì 2 luglio 2012
Sincerità
Qualcuno di voi potrebbe crederci, qualcuno anche
no, però oggi vi dimostrerò quanto io possa essere spettinata senza l’uso di
alcun tipo di prodotto per capelli ma sono affidandomi a madre natura. Ecco come
mi mafaldizzo quando vado a letto coi capelli bagnati:
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