giovedì 27 febbraio 2020

E poi le vittorie

Ieri sono andata dalla Psicocosa francamente abbastanza giù di morale (vedi post precedente) e lei mi ha rassicurato dicendomi fondamentalmente due cose:
  1. che la percezione corporea di una persona che è stata sovrappeso e che poi perde tanti chili ci mette molto tempo per “tararsi” sulla realtà. Ovvero: se sei stata in sovrappeso e poi dimagrisci di colpo continuerai per un bel po' a vederti grassa. E non si sta parlando di mesi, ma di anni e anni per cui è normale che ancora io non solo abbia paura di ingrassare ma mi veda grassa
  2. che il mio rapporto col cibo non sia normale è normale e questo perché dopo vent'anni passati con una malattia non è possibile che in meno di un anno e mezzo si risolva il punto cruciale del tema. E l'esempio dell'alcolista che è uscito dalla malattia ma non riesce ancora ad andarsi a fare uno spritz con gli amici calza ancora a pennello
Detto questo ieri sera è successa una cosa bellissima. Ma davvero bellissima. Ero molto stanca, con un bel attacco di gastrite ad hoc e ho chiesto a Mr D. di aiutarmi a mettere a letto le bambine. Mi ha detto di no, che era stanco e che aveva sonno. Io gli ho risposto che anche io ero stanca e avevo sonno e mi sono sentita rispondere che lui è stanco perché si è stanchi a lavorare 12 ore al giorno, che lui non va a correre o a trovare gli amici. E sapete cos'è successo? Che io gli ho risposto... Io... e subito. Una volta non mi azzardavo mai a rispondere. Ci stavo male, mi chiudevo in me stessa, passavo almeno 4 giorni in una sorta di mutismo in cui mi sentivo morire dentro. Ma da quando sono in terapia le cose sono cambiate. Attenzione: non è la prima volta che rispondo ma di solito mi ci vuole del tempo, accuso, medito, sto male e poi vado a parlargli e di solito, attenzione attenzione, mi sento rispondere contro. E invece a sto giro gli ho detto con voce bassissima e il dito puntato addosso che se ogni tanto mi prendo un'ora per me non vuole dire che non faccio un cazzo, ma che io cucino per tutti, lavoro e metto a posto per tutti, mi occupo delle bambine e vado anche a lavorare e che non si deve azzardare mai più a dire una cosa simile. Aveva la faccia che fa Sbibulina quando la sgrido, uguale, identica. Io ero calma, determinata e risoluta e lui sembrava un cucciolo che si è reso conto di averla fatta grossa. Quando ho finito di parlare mi ha risposto: va bene. Va bene! E basta! Non era mai successo. Sono stata davvero bravissima.

Ps: se tutto va come deve andare domani partiamo per la montagna per cui mi rileggerete dal 9 marzo in poi. Au revoir!

mercoledì 26 febbraio 2020

Ancora e ancora e ancora e poi basta?

Il mio rapporto con l'alimentazione è migliorato da quando frequento il centro DCA. Non vomito più e non sono più a dieta costantemente infranta da abbuffate compulsive ma il tutto è lungi ancora da essere considerato nel range della normalità. Lo so che ci sono cose dalle quali non guarirò mai, me lo avevano detto all'inizio del percorso ed erano stati molto molto chiari, ma spero davvero che almeno il mio rapporto col cibo non sia una di queste cose. Non so perché sia uno dei nodi che ancora fatica a sistemarsi, forse per semplice abitudine, ma non riesco a mangiare come una persona tranquilla. Non riesco ad assaporare i cibi, a dire no se una cosa non mi piace visto che neanche riesco a sentirli i sapori, non riesco a mangiare ad una velocità normale né a fermarmi quando sono sazia. Sono stanca di questa situazione ormai da parecchio tempo ma non so perché per quanto io provi a lavorarci sopra le cose non accennano a migliorare. In effetti avendo avuto certi atteggiamenti per vent'anni e sapendo che le abitudini sono dure a morire potrebbe essere normale, ma a me non va giù, non mi piace, non voglio. Senza contare ancora il desiderio di dimagrire, l'impulso a volte di vomitare e altre piccole grandi sensazioni. Mi sa che il traguardo di questa lunga battaglia e ancora in là da venire. E io sono stanca. L'ho già detto che sono stanca?

Teresa

In casa mia sopravvivono solamente dei potus e questo un po' perché ho un pollice decisamente nero e un po' perché la mia casa non è tanto luminosa. Temerariamente qualche anno fa Mr. D. portò a casa Teresa, un alberello di bouganville da mettere sul nostro terrazzino dove regolarmente e con una certa testardaggine provavo a mettere piante e inesorabilmente morivano tutte un po' per mancanza di luce un po' per vari parassiti (sì, ora ho smesso per bontà d'animo verso la natura). Beh, la ragazza è sopravvissuta a vari parassiti, a vari inverni, a varie estati fino a che, inverno scorso, era decisamente morta. Tutta completamente secca, tronco che suonava vuoto. Tristezza. Con grande pazienza e molto dispiacere l'ho tutta potata lasciando solamente un piccolo tronco alla base del vaso in modo da poterlo trasportare più facilmente verso il cassonetto dell'organico e poi, con le mille cose da fare, me ne sono completamente dimenticata. E lei, testarda come una mula, è risuscitata provocando stupore non solo nella nostra famiglia ma anche nei vicini di casa che ormai non ci speravano più. Ora è lì, arrampicata fin sopra la tettoia, verde e contenta nel suo angolo cittadino e io sono felice.

lunedì 24 febbraio 2020

Da me Sbibulina sicuro non ha preso

“Oh mamma, ho trovato 10 euro. Ti ricordi che anche a Roma avevo trovato 10 euro? Ti amo Soldi!”

giovedì 20 febbraio 2020

Breve storia triste

Mio marito si sta provando i vestiti da donna per carnevale e stanno meglio a lui che a me.
Fine.

mercoledì 19 febbraio 2020

Confronti

Nella nostra quotidianità quante occasioni di confronti fisici abbiamo? Io non ne ho e da anni. Mi vedo allo specchio nuda e vedo solo me, non ho altre donne reali con cui fare paragoni. Posso vedere dei film, delle serie tv in cui compare qualcosa di qualcuno ma nella pura realtà vediamo solo persone vestite che sapientemente o meno nascondono la loro nudità. Mi è parso strano dunque questa estate ritrovarmi a fare la doccia nello spogliatoio femminile del beach volley e questo perché quando vado a giocare durante l'anno a pallavolo nessuno osa farsi la doccia in quel minuscolo bagno a misura di bambino. E la cosa che mi è parsa più strana è stato il divario fra il fisico nudo e il fisico vestito delle giocatrici in campo. Quelle che ritenevo perfette si sono rivelate col seno piccolo e magari cadente, quelle che ritenevo magre si sono rivelate con la panciotta prominente e la cellulite sulle cosce, quelle che ritenevo cicciotte si sono rivelate sode e ben messe. Lì in mezzo nessuna poteva dirsi perfetta. Tutte, anche quelle più belle, le più magre e più attraenti, avevano qualche particolare fisico che mi riconduceva alla realtà. So che si dice sempre che non esiste nulla di perfetto, ma vederlo coi propri occhi mi ha fatto strano. E soprattutto mi ha fatto strano vedere che chi ritenevo perfetta in realtà, nuda, non lo era affatto. Forse sono banalità ma in una mente deviata dal disturbo alimentare, vi assicuro che non lo è.

martedì 18 febbraio 2020

Una sana via di mezzo

Sono tornata su facebook da qualche mese. Pare che io essendo la... boh... frontwoman? del trio musicale e avendo il trio una pagina facebook non potevo esimermi dal crearmi un profilo. A farla breve mi sono ritrovata di nuovo nel magico e allucinante mondo del social e la prima cosa che mi è saltata all'occhio è stata la seguente: le opinioni categorizzate. Tutti i duecentomila “amici” che ho possono essere categorizzati per le scelte per le quale battersi: che c'è pubblica solo post pro-vegan, chi solo post pro-sport, chi solo post anti-politica, chi solo post pro-migranti, chi sono post anti-migranti, chi solo post gluten free, chi solo post sulla vitamina D, chi solo post pro-vaccini, chi solo post anti-vaccini, chi solo post pro-aborto, chi solo post anti-aborto e cos via. Ogni individuo, insomma, pare abbia scelto la sua battaglia totalizzante per la quale inonda il social con foto, scritti, link ad articoli, dalla mattina alla sera. Per giorni e giorni mi sono chiesta come mai io invece non mi schieri mai con alcuna fazione o come mai io non abbia una mia personale battaglia per cui lottare e la risposta è davvero semplice: la via di mezzo. Per ogni argomento per il quale mi informo ci sono tante, tantissime opinioni discordanti, tantissime fake news e tantissimi studi scientifici. Per ogni argomento ci sono i pro e i contro e spesso (non sempre) non esiste una parte che abbia totalmente ragione e una parte che abbia totalmente torto. Mi sono venute in mente le parole del Guccio in una sua famosa canzone “io dico addio a chi non sceglie non prende parte non si sbilancia” e all'inizio mi sono sentita quasi in colpa ma poi in realtà ho compreso che non è così che funziono. No. Io sono una persona che prima di prendere parte deve informarsi, deve comprendere, deve studiare e la maggior parte delle volte si rende conto che non esiste una via giusta e una via sbagliata, che esistono sfaccettature e che spesso occorrerebbe un semplice buonsenso per rimanere nella sana via di mezzo. Questo buonsenso francamente non lo vedo più, o forse non fa più così tanta tendenza e chi, come me, è per un normale equilibrio non si esprime perché semplicemente ha scelto una terza via in uno schieramento normalmente bipolare.

lunedì 17 febbraio 2020

Il successo della mia vecchiaia

Ecco le scatole personalizzate dalle mie figlie dei loro rispettivi mercatini. Il successo della mia vecchiaia risiede in una delle due, ma non vi dirò quale.
Primogenita – 11 anni e mezzo:

Sbibulina – 7 anni e mezzo:



domenica 16 febbraio 2020

Pessimità

Giorno di San Valentino. Rinnovo delle promesse matrimoniali. Messa. Libretto. Lettura. Probabilmente questa rimarrà nella storia come la più grande figura di merda di Mr D. il quale, distratto da non si sa bene quali pensieri, invece di recitare la formula col mio nome ha testualmente detto:
“Io accolgo te NOME come mia sposa”
Abbiamo riso così tanto che ancora ci fa male la pancia.

giovedì 13 febbraio 2020

Di famose dinastie

“Primogenita? Dai ripetimi storia”
“Uffa mamma! La so! La so benissimo! Quante volte te lo devo dire?”
“Dai, per sicurezza... ci metti cinque minuti a ripetermela”
“Ok, ma ti ripeto solo la dinastia dei Carletti-Carolingi
… … …

mercoledì 12 febbraio 2020

Igiene sbibulinica personale

“MAMMA! MAMMA! CHE SCHIFO! DAL RUBINETTO ESCE ACQUA NERA!!!! Ah... no... scusa... sono le mie mani sporche”

martedì 11 febbraio 2020

Occhio lungo

“Mh”
… … …
“Mh”
“Che c'è, Don?”
“Mh”
“Che c'è?!”
“Hai la fede al dito?”
“Beh ma certo... perché?”
“Perché li ho contati, sono già 7 quelli che ti hanno puntato gli occhi addosso. Non avevo pensato agli effetti collaterali di chiamarti a cantare e a suonare a una veglia per single”

lunedì 10 febbraio 2020

Cosa non si fa pur di

“Primogenita!! C'è da apparecchiare!”
“No mamma non ne ho voglia. Però se vuoi ti posso incitare: DAI MAMMA DAI! DAI CHE CE LA PUOI FARE AD APPARECCHIARE DAI!”
… … ...

domenica 9 febbraio 2020

Non proprio il furto del secolo

Ho iniziato l'anno lavorativo 2020 con una telefonata alla domenica sera. Ci ho mezzo quaranta secondi buoni per decidere se rispondere o meno ma come sempre ha vinto il senso del dovere. Ero pronta al peggio, di solito quando ricevo chiamate nel fine settimana vuol dire che qualcosa, nell'organizzazione capillare che stillo dal lunedì al venerdì, non è andata proprio come doveva. E invece a sto giro non era colpa mia: furto con scasso. Dei simpatici geni del crimine hanno deciso la domenica sera di sfondare la porta blindata della scuola dove lavoro, distruggere la porta della segreteria (appena fatta fare su misura e pagata un botto di soldi) e rubare quel poco che hanno trovato ovvero poco meno di cento euro. A noi è andata decisamente bene, al piano di sotto hanno portato via qualsiasi cosa mentre a noi non hanno neanche toccato i computer. Beh, c'era ovviamente caos dappertutto, armadi rotti, maniglie a penzoloni ma nulla di che se non tanta burocrazia e denunce e tanto sbattimento per riordinare tutto. Come era ovvio ho avuto, grazie a questa sorpresa, ritardi nel lavoro e tutte le urgenze che già si erano accumulate sono diventate quasi insostenibili. Ma questo è successo un paio di settimane fa e ora mi godo la mia normale vita lavorativa. Ed è lunedì e ho sonno.

giovedì 6 febbraio 2020

Incomprensioni generazionali

“Oh, Mr D., fra poco c'è la solita superfesta di carnevale. Dobbiamo decidere come vestirci quest'anno”
“Forse sarebbe la volta buona che ci vestissimo da KISS”
“Mamma? Anche io mi voglio vestire da kiss kiss”

mercoledì 5 febbraio 2020

L'inizio dell'anno lavorativo

Mi sono data di nulla perché in questo inizio anno lavorativo è successo di tutto, dalla denuncia ai carabinieri per furto con scasso alle trasferte a Piacenza. Non mi sono volatilizzata, non sono ancora fuggita alle Maldive e ricomincierò a scrivere regolarmente nella speranza che non succedano altre allucinanti peripezie (non usavo questa parola da secoli) lavorative.