Ieri
sera è successo qualcosa di estremamente spiacevole. Per farvela
breve le ragazze l'hanno combinata grossa (dai, grossa, non
grossissima) e dopo circa due ore che le buone non funzionavano son
passata alle cattive: punizione (io ODIO le punizioni, ma quando ci
vuole ci vuole). La punizione promessa in realtà prevedeva due
punizioni combinate: se non avessero risolto quanto combinato entro
l'ora di andare a letto, niente cena e un giorno senza tv. Beh, le
ragazze non hanno risolto e così io, inkavolata nera, le ho sbattute
a letto senza cena. Apriti cielo: urla, pianti, disperazioni
combinate. Beh, io, la generala tetezka, io, la signorinarottermeier,
io, si, proprio io, per la prima volta in vita mia non ce l'ho fatta.
Ho ceduto e alla fine ho dato alle bambine da mangiare e le ho messe a letto,
sostituendo la crudele punizione del senza cena con una più blanda
punizione del niente parco per un giorno. Dopo aver spiegato ad
entrambe, ai bordi dei loro letti, che la punizione era stata data
loro a fin di bene, che avevo provato con le buone ma che non ero
stata ascoltata, che io le amo alla follia e che qualsiasi cosa io
faccia, anche quella che può sembrare più cattiva, è fatta per
insegnare qualcosa, le ho salutate con affetto e mi sono accasciata
sul divano. Ho pianto. Ho pianto tanto. Ho pianto perché mi sono
sentita una cattiva madre, troppo severa. Ho pianto perché mi sono
sentita una cattiva madre, troppo blanda. Ma ho pianto soprattutto
perché, per la prima volta in vita mia, non ho mantenuto la parola
data e per me è sempre stat un punto saldo mantere la parola data sia nel bene che nel male. Un pensiero però, un piccolo piccolo pensiero però, mi si è
affacciato alla mente: io, la generala tetezka, mi sono intenerita.
Io, la signorinarottermeier, non sono stata così rigida. Ah,
cara B., sarà un pensiero assurdo ma potrebbe non essere una cosa
così negativa, sai? Potresti esserti ammorbidita, potresti non aver
rispettato quanto detto ma aver tenuto comunque una condotta giusta.
Potresti non essere così simile a tuo padre come credi di essere. E
questa, dopo tutto, non è una cosa così negativa, sai?