lunedì 31 luglio 2017

Ecografia caviglia fatta. Ho tre tendini lesionati, stirati e ingrossati, con anche del versamento di liquido. Devo stare a riposo da sport o camminate per un mese, mettere arnica di sera con un bendaggio per tenerla ferma e poi se fra un mese mi fa ancora male devo tornare e fare un'altra eco.
Potrebbe sempre andar peggio... potrebbe piovere.

“Ma... Sbibulì... cosa ci fai sul divano?”
“Mmmmmhhhh... boh... ieri sera mi sono addormentata nel letto e questa mattina mi sono svegliata qui”
Ah... i misteri dei quaranta gradi notturni

giovedì 27 luglio 2017

- 7

Quest'anno, complici diversi fattori che non ho voglia di elencare, non ho molta voglia di andare in ferie e visto che le ultime ferie le ho fatte ad agosto 2016 la cosa parrebbe strana. Questi giorni senza nanerottole non sono stati come me li ero immaginati e di questo si ringrazia la mia caviglia. Avevo pensato di andare a passeggiare spensieratamente tutti i giorni, di andare a San Luca tre volte a settimana, di andare a correre quando me ne saltava in picchio. Avevo pregustato passeggiate serali, giretti in centro, aperitivi itineranti. E invece me ne sono stata tutto il tempo a fare la staffetta fra letto e divano, divano e letto, annoiandomi a morte. Dopo aver esaurito tutti i grandi colossal, da Star War al Signore degli anelli, dagli Hunger Games a tutti i film della Marvel in ordine cronologico di storia, ho passato le mie giornate in uno stato semicatatonico. Oh, si, mi sono riposata, ma di un riposo che non ho sentito particolarmente mio perché io mi rilasso in un altro modo. Ora cerco di godermi gli ultimi due giorni e mezzo senza nanerottole per poi riprendermele fra le braccia senza staccarmi da loro per un altro anno tondo tondo. Fra oggi e domani oltre a sforzarmi per pulire la casa (non dovrei, ma zoppicando credo di potercela fare) non ho altri programmi se non letto-divano-divano-letto e poi lunedì ascolterò la sentenza dell'eco alla caviglia. Segretamente ho un'assurda speranza che il medico mi dica di poter riprendere subito tutto quello che voglio e che è tutto stramaledettamente a posto, ma basta che io provi a muoverla che la speranza viene infranta dalla dura realtà del dolore. Ma si sa: la speranza è sempre l'ultima a morire.

mercoledì 26 luglio 2017

Se la gente studiasse storia

Se la gente studiasse storia, molti pregiudizi, molte assurde convinzioni, molti allucinanti errori, si potrebbero evitare. Se si imparasse dalla storia molte etichette non avrebbero senso, molte guerre sarebbero evitate, molte persone vivrebbero in pace. Se si leggesse la storia si capirebbe che tutto si ripete, che idee antiche di centinaia di anni vengono riproposte, che ingiustizie perpetrate a danno di alcuni vengono propinate dagli alcuni a danni di altri. Io la storia l'ho studiata, l'ho letta e continuo a farlo ogni giorno perché non esiste fonte più ricca. La storia ti apre gli occhi, la mente e il cuore. E se tutti studiassero la storia, sono convinta che il mondo sarebbe un posto migliore.
Eh si. Sono passati 11 anni e sblisga dal nostro primo bacio ma guardo mio marito e continuo a pensare che sia l'uomo più bello che conosco, e non solo fisicamente ma anche interiormente. So di essere estremamente fortunata, non è per niente scontato.
Oggi, per la prima volta da quando lavoro qui, l'ho presentato ai miei capi perché l'ingegner D. sta coordinando dei lavori presso la nostra sede. Mentre si stringevano le mani un pensiero netto mi si è affacciato alla testa: “Ne sono orgogliosa”. Ogni volta che pronuncio le parole “Vi presento mio marito” scattano gli occhietti a cuoricino, un sorriso da ebete e il pensiero di quanto sia meraviglioso.
Beh, mica male.

martedì 25 luglio 2017

12%

“Cioè scusami, fammi capire bene... Dov'è che esattamente non ti piaci?”
“No, io proprio mi faccio schifo”
“Ok ok ok... cos'è che ti fa schifo del tuo corpo?”
“Qui...”
“E basta?”
“Si, direi basta. Pare poco ma questa parte qui condiziona tutta la percezione di me. Vedi? Sono sproporzionata, mi sembro quasi deforme”
“Beh... ma se la guardi dal punto di vista scientifico è quasi nulla”
… … …
“Sì, facciamo un rapido calcolo. Da qui a qui ti piaci, da qui a qui no, da qui a qui si. Se si considera che sei alta 167 cm, si sottrae a 167 i 20 centimetri del tuo corpo che non ti piacciono e poi si fa un rapido raffronto si giunge facilmente alla conclusione che non ti piace circa il 12% del tuo corpo. Questo vuol dire che ti piace l'88% e non è mica male eh!”
A volte avere un ingegnere per marito ha i suoi benefici


domenica 23 luglio 2017

Eh beh, dovevo aspettarmelo. Dopo 25 giorni dall'infortunio i dolori non sono migliorati e così, nonostante fossi convinta dell'impossibilità di avere ossa rotte, sono andata a farmi vedere al pronto soccorso. Il pronto soccorso ortopedico di Bologna è sempre il caos, le poche volte che ci sono andata ne sono uscita dopo ore e ore abbastanza sconvolta dal desiderare ardentemente di non averne più bisogno. Ieri il deserto. Bisognerebbe farsi sempre male in una calda domenica di luglio. Comunque il responso è stato il seguente: niente ossa rotte ma legamenti sicuramente lesionati. Riposo per cinque giorni e poi dopo eco o risonanza si deciderà il da farsi, sicuramente ci vorrà una bella riabilitazione.
Humpf. Du maron.
Non che mi aspettassi nulla di diverso... o forse sì... fatto sta che ora sono impacchettata e il dolore è scomparso grazie al fatto che praticamente non riesco più a muovere nulla.
E comunque potrebbe andare peggio... potrebbe piovere.


giovedì 20 luglio 2017

Ma ciao piccolina...
Signora, lo sa che sua figlia sta sorridendo?
E' così che hai accolto la vita, sorridendo quando ancora eri mezza dentro e mezza fuori, ma io già da prima sapevo che saresti stata il mio piccolo Sole. Ricordo il giorno preciso in cui decisi il tuo nome. Stavo sdraiata a letto lisciandomi il pancione mentre tu, da dentro, gioivi di tale tocco. Non stavo pensando a come chiamarti ma a come saresti diventata da grande e un'immagine nitida mi si è presentata alla mente e al cuore: tu, sedicenne, sdraiata a pancia in sotto sul letto con le gambe tirate in su e appoggiata sui gomiti, con le cuffie nelle orecchie e nelle mani un libro. Mi sono immaginata aprire la porta della tua stanza e sorprenderti li, mentre ti giri per vedere chi fosse. E mi sono immaginata dire “Sole?” e mi sono immaginata la tua voce rispondermi. Era un'immagine così viva, così vera e potente che in quel momento, nonostante tutto il mondo, tuo padre compreso, credesse che ti saresti chiamata Eleonora, decisi che il tuo nome sarebbe stato un altro. Oggi compi cinque anni, Amore mio, e non so pensare a una gioia più grande di quella di averti accanto, di sentire il tuo respiro sul mio volto, di baciare il tuo piccolo e tondo viso. Ti amo tanto, Amore mio. Ti amo davvero tanto. Auguri.

mercoledì 19 luglio 2017

Canta che ti passa

Non c'è realtà più vera per me del Canta (e suona) che ti passa. E' sempre stato così, da tempi ormai immemori, ed è una fortuna avere un salvagente del genere. Ieri ad esempio, non so francamente per quale motivo, ho passato la giornata in preda ad attacchi d'ansia ed è bastato prendere la mia chitarra e dare il via alla mia voce per sentir svanire il mondo. Cantare, il mio psicofarmaco naturale.

martedì 18 luglio 2017

Leggere leggere leggere

Io adoro leggere, adoro leggere da quando, alle medie, mi venne regalato “Come un romanzo” di Pennac e mi si aprì il mondo dei diritti del lettore. Ovviamente ora che le pupottole sono al mare il tempo a disposizione per la lettura è centuplicato e nel giro di una settimana ho già finito un libro e sono a metà del secondo. Lo scrittore appena conosciuto si chiama Jonathan Franzen e francamente il ragazzo mi crea un'ampia dose di ansie da riuscire a farmi piangere. Il primo libro già concluso “Le correzioni” è riuscito a farmi vedere parecchi lati della mia famiglia e di me stessa in svariati personaggi. A onor del vero ero stata avvertita dalla stessa persona che me lo ha consigliato, ma la curiosità ha fatto da padrona. Ora sono a metà del suo altro libro “Libertà” e visto che anche questo si sta rivelando impegnativo (ma decisamente meno del precedente) ho deciso che per gratificare il mio bisogno di leggerezza il libro che seguirà sarà “Guida galattica per autostoppisti” ancora mai affrontato ma pronto sul comodino ad allietare le mie giornate estive. Io adoro adoro adoro adoro adoro leggere.

lunedì 17 luglio 2017

Da un po' di tempo ormai sembra che le nostre figlie si siano spartite noi genitori in un tacito accordo che prevede che io sia di esclusiva proprietà di Primogenita e Mr D. di esclusiva proprietà di Sbibulina. Questa loro decisione apparentemente porta innumerevoli vantaggi fra cui il fatto che non si litiga più per chi mangia vicino a chi, che non si discute più per chi riposa vicino a chi, che non ci si lamenta più per chi da la mano a chi e che negli incontri non ci si spintoni più per arrivare per prime da me. Tuttavia, francamente, a me non piace molto. Per carità sono felicissima che le discussioni siano diminuite e che Primogenita sia sempre attaccata a me, ma vorrei che la mia Sbibulina tornasse la scimmietta tutta mammamammamammamamma che era qualche tempo fa. Il periodo del io sposerò papà, lo adoro e nessuno mi deve toccare papà papà papà, solo papà sempre e solo papà lo passò anche Primogenita e me lo ricordo come se fosse ieri, però il periodo che sta passando Sbibulina sta durando molto di più. Forse tutto sta nell'attaccamento superaffettuoso che Primogenita ha sviluppato nei miei confronti, saldato da quella complicità femminile che si scopre nell'età in cui ci si inizia a vergognare a cambiarsi davanti al papà e in cui si inizia a parlare di cosedadonne solo con la mamma. Eppure sento la mancanza di Sbibulina, una mancanza assolutamente irrazionale visto che la piccolotta è sempre superaffettuosa anche con me, che mi sbaciucchia, mi stritola, mi ama alla follia. Tuttavia cerca molto di più suo padre e la sua marcata preferenza verso Mr D. si sente, come si vede lontano un miglio la preferenza di Primogenita nei miei confronti, e questa cosa, lo ammetto, un po' mi turba perché egoisticamente parlando vorrei entrambe le bambine tutte solo ed esclusivamente per me e visto che questo spazio di scrittura è solo mio lo posso dire. Tiè.

giovedì 13 luglio 2017

Le mie biscottine

Domani sarà esattamente una settimana senza bimbe, partite per il mare coi nonni e io domani le rivedrò. Le ragazze mi mancano: mi manca il respiro di Sbibulina vicino al mio volto quando le faccio le coccole della buonanotte, mi mancano gli occhi profondi da cerbiatta di Primogenita, quegli occhi assolutamente identici ai miei se non per il colore leggermente più chiaro e mi mancano le serate tutte e tre sul divano mentre mi impegno ad elargire la pluricoccola (per chi non conoscesse questa particolare abilità di cui sono provviste le madri, clicchi qui).
Non lo nascondo: senza di loro i ritmi sono decisamente più rilassati, il tempo a mia disposizione è seminfinito e mi sto godendo quelle che io considero le mie vere ferie, nonostante io venga a lavorare ogni mattina. Nel giro di una settimana ho iniziato due libri e finito uno, ho camminato per pomeriggi interi senza guardare l'orologio, ho pranzato e cenato ad orari assurdi solo ed esclusivamente quando avevo fame, ho preparato la colazione solo per due persone, ho acceso la luce all'una di notte per andare in bagno, mi sono fatta la doccia di sera senza la preoccupazione di svegliare nessuno e ho passeggiato tutte le sere per il centro di Bologna senza preoccuparmi di rientrare a casa.
Ma le bimbolotte mi mancano, e non vedo l'ora di inondarle di una marea di dolci, succulenti e seminfiniti baci.

Di sbattimenti

Il figlio della mia vicina di casa si è sposato e io non so per quale assurdo motivo mi sono offerta di addobbare aggratis tutto il cortile interno del nostro condominio. A parte che non l'avevo neanche fatto per il mio matrimonio, ma la domanda sorge proprio spontanea: Ma perchè? Primogenita mi aveva dato la sua risposta qualche settimana fa (eccoil post). Comunque è stato un vero successo. Il cortile risplendeva di edera intrecciata a nastro bianco con qualche ramo libero e cadente, intervallato da rose ricamate ad uncinetto e qua e là mi ero sbattuta a fare dei fiocchi di raso bianco da appendere in giro. Insomma, un bel figurone, sono rimasta stupita anche io dalla mia creatività mentre Mr D. continuava a chiedermi il perché: “Amore mio, tu SEI brava, hai un estro creativo che molte persone non posseggono. SEI brava, mettitelo in testa”. Dopo due orette di sbattimento e un lavoro venuto veramente bene, mi sono chiusa in casa a pulire la mia abitazione in un modo semimaniacale come solo una volta all'anno si può fare per poi uscire a fare una toccata e fuga in chiesa giusto per salutare la vicina e lo sposo.
Tutto questo per dirvi che ieri mi bussano alla porta e sull'uscio trovo la mia vicina di casa con una splendida pianta superverde in mano. “Questa è per te, per la tua gentilezza e disponibilità. E poi vieni” e trascinandomi in casa sua, mi ha regalato tutte le composizioni di fiori che le erano state date dalle amiche. Ora ho una casa che assomiglia più a un orto botanico che a un appartamento: sul tavolo del soggiorno ho un mazzo di splendidi gigli bianchi, sul piano della cucina delle peonie rosa e vicino alla finestra un'enorme ammasso di rose e roselline bianche.
Vedi? Io lo dico sempre che a far del bene disinteressato poi il bene ti torna indietro. E poi... io ADORO i fiori.

mercoledì 12 luglio 2017

Somiglianze

All'inizio Camomilla era una vera stronza. Complice il suo passato allucinante con umani allucinanti, la gatta soffiava e graffiava chiunque le orbitasse vicino. Ormai son passati quasi tre anni da quando ha varcato la soglia di casa nostra e da qualche mese ha capito che nessuno ha intenzione di farle del male o di abbandonarla in mezzo alla strada. E così ha iniziato ad essere meno stronza e più coccolona. Questa mattina, mentre la guardavo strusciarsi sulle caviglie di un indifferente Mr D., ho pensato che io e lei iniziamo ad assomigliarci davvero. Con Puzzona, la mia precedente felina, oramai eravamo così simili da far impressione. Quando ho scelto Camomilla al gattile e per tutti i due anni successivi ho guardato con nostalgia la piccola felina di casa, ricordandomi di quanto ero legata alla precedente e di quanto poco alla nuova arrivata. Guardavo Camomilla e vedevo una gatta che aveva sofferto, che era diffidente e che odiava un po' il mondo in generale. Le volevo molto bene, ovviamente, ma la vedevo così distante da me che mi faceva rimpiangere Puzzona. Beh, ora Camomilla è diventata di un coccolone... ma un coccolone tipico del felino ovvero voglio le coccole voglio le coccole voglio le coccole ma poi anche basta eh, e lo decido io quando anche basta. E sta cosa mi fa impazzire. Perché se è vero che quando avevo Puzzona io ero bisognosa di coccole e attenzioni, ero smielosa e dolce come lei, beh, ora Camomilla mi rispecchia alla perfezione. Voglio affetto voglio affetto voglio affetto mai poi anche basta eh e quando lo dico io. Io son sempre stata assolutamente felina, sto bene da sola, sono indipendente, a volte un po' stronzetta e ho spesso voglia di coccole ma quando lo dico io e soprattutto per la durata che dico io. Insomma: a forza di convivere a stretto contatto con un animale che sceglie te come padrone o tu diventi come lui, o lui come te o entrambi vi avvicinate diventando simili. Bello.

martedì 11 luglio 2017

Flash

Vi capita mai di trovarvi in situazioni in cui il nervosismo fa da padrone e non riuscite ad essere completamente voi stessi? La prima volta che mi capitò in modo plateale fu con lo Stronzo. Io mi ero lasciata da poco con il mio fidanzato storico perché avevo guardato lo Stronzo e avevo capito che quel conoscente incontrato per caso sarebbe stato l'uomo della mia vita. Il classico colpo di fulmine. Lo Stronzo all'epoca stava con una ragazza da otto anni. Una sera ci trovammo insieme da soli e parlammo fino alle cinque del mattino. Ricordo che ero nervosa e sorridente, che mi tremavano le mani mentre parlavo parlavo parlavo senza fermarmi mai, col terrore che, se fosse arrivato il silenzio, sarebbe scattata un'intimità che non sarebbe dovuta scattare. E infatti così fu: alle cinque ricordo il vuoto mentale, avevo letteralmente esaurito tutti gli argomenti di conversazione e appena mi fermai, lo Stronzo ne approfittò per baciarmi. Dopo quella volta di sedici anni fa non mi è più capitato.Questo fino a poco tempo fa. Ovviamente la situazione è assolutamente diversa, quasi fuori contesto, ma mi sono ritrovata a provare lo stesso nervosismo, lo stesso parlare parlare parlare senza fermarsi mai per paura di un vuoto che si potrebbe creare. Non mi piace questa sensazione, non mi piace affatto.

lunedì 10 luglio 2017

E alla fine Venezia fu. Ma tutto si è rivelato diverso da quello che mi ero prefissata e questo perché Mr D. ha deciso di tornare sabato sera dal mare per cui addio solitudine e benvenuto PucciPucci. Devo dire che sono stata davvero contenta di questa sua decisione. L'ultima volta che eravamo andati da soli a Venezia era gennaio 2011 e, per la prima volta dopo tre anni di Primogenita, ci siamo ritrovati da soli due giorni. Fu un fine settimana magico in un hotel bellissimo sul Canal Grande, con cenetta supermegaromantica, sera assurdamente breve al Casinò e un PucciPucci generale da far venire il diabete quasi quasi anche a noi due. Ieri è stato tutto diverso tranne che per due costanti che tornano sempre fuori quando ci ritroviamo spensierati e senza figlie:
  1. come precedentemente detto il PucciPucci. Nella quotidianità siamo una di quelle coppie che passeggiano tenendosi per mano, che fanno sempre tutto insieme, che si sbaciucchiano ogni tanto. Insomma: veniamo spesso presi in giro dalle coppie di amici-genitori che ci definiscono la coppia giovane e smielensa. E quando le figlie non ci sono apriti cielo.
  2. le risate. Quando siamo soli la spensieratezza fa da padrona, ci invade fin dentro al midollo e le conseguenze sono che ogni tre per due ci ritroviamo a ridere e sorridere come due ebeti. Mr D. ha l'innata capacità di farmi ridere sempre, non tanto per barzellette o battute (che io non sopporto) ma per modi di fare, citazioni o altre piccole perle che solo noi capiamo ma che ci regalano una complicità meravigliosa. E questo succede anche viceversa e devo ammettere che mi piace riuscire spontaneamente a far ridere mio marito, di quella risata semplice e genuina che non sempre capita di sentire
Insomma: PucciPucci, risate e camminate senza meta alla ricerca di vie veneziane deserte e strette. E tanto tanto tanto tanto Amore, dispensato anche via telefono alle due biscottine a bagno nel mar adriatico. E' stata davvero una splendida, diversa, divertente, magica domenica.

venerdì 7 luglio 2017

Come mio padre

Ieri sera è successo qualcosa di estremamente spiacevole. Per farvela breve le ragazze l'hanno combinata grossa (dai, grossa, non grossissima) e dopo circa due ore che le buone non funzionavano son passata alle cattive: punizione (io ODIO le punizioni, ma quando ci vuole ci vuole). La punizione promessa in realtà prevedeva due punizioni combinate: se non avessero risolto quanto combinato entro l'ora di andare a letto, niente cena e un giorno senza tv. Beh, le ragazze non hanno risolto e così io, inkavolata nera, le ho sbattute a letto senza cena. Apriti cielo: urla, pianti, disperazioni combinate. Beh, io, la generala tetezka, io, la signorinarottermeier, io, si, proprio io, per la prima volta in vita mia non ce l'ho fatta. Ho ceduto e alla fine ho dato alle bambine da mangiare e le ho messe a letto, sostituendo la crudele punizione del senza cena con una più blanda punizione del niente parco per un giorno. Dopo aver spiegato ad entrambe, ai bordi dei loro letti, che la punizione era stata data loro a fin di bene, che avevo provato con le buone ma che non ero stata ascoltata, che io le amo alla follia e che qualsiasi cosa io faccia, anche quella che può sembrare più cattiva, è fatta per insegnare qualcosa, le ho salutate con affetto e mi sono accasciata sul divano. Ho pianto. Ho pianto tanto. Ho pianto perché mi sono sentita una cattiva madre, troppo severa. Ho pianto perché mi sono sentita una cattiva madre, troppo blanda. Ma ho pianto soprattutto perché, per la prima volta in vita mia, non ho mantenuto la parola data e per me è sempre stat un punto saldo mantere la parola data sia nel bene che nel male. Un pensiero però, un piccolo piccolo pensiero però, mi si è affacciato alla mente: io, la generala tetezka, mi sono intenerita. Io, la signorinarottermeier, non sono stata così rigida. Ah, cara B., sarà un pensiero assurdo ma potrebbe non essere una cosa così negativa, sai? Potresti esserti ammorbidita, potresti non aver rispettato quanto detto ma aver tenuto comunque una condotta giusta. Potresti non essere così simile a tuo padre come credi di essere. E questa, dopo tutto, non è una cosa così negativa, sai?

giovedì 6 luglio 2017

Ah io sono ancora sconvolta. Sarà perché sono una persona estremamente sensibile, sarà perché sono una persona empatica... machenneso. Fatto sta che ieri sera una mia amica single, mamma di due figli amici delle mie figlie che hanno la stessa identica età delle mie, è stata investita. Stava attraversando sulle strisce sotto casa nostra coi suoi bambini quando un'auto l'ha presa in pieno. La figlia grande era davanti e non è stata presa, il figlio piccolo è stato beccato di striscio, ha battuto addome e testa (purtroppo) e lei, beh, lei è volata in aria e si è tutta rotta. La figlia grande, sotto shock, non ha fatto che urlare e piangere per non so quante ore, il figlio piccolo per fortuna dopo duemila accertamenti pare stia bene, e lei, beh, lei è ammaccata, ingessata, inkazzata, stravolta. Io son rimasta sconvolta, fra il desiderio di raggiungerla in ospedale per aiutarla, anche solo per prendermi a casa la figlia grande, e l'impossibilità di fare qualcosa visto che ero sola con le bambine a letto da un pezzo. Non ho fatto altro che pensare che queste cose succedono, che è capitato a loro, che non ci si pensa ma che purtroppo potrebbe capitare anche a noi, che attraversiamo tutte e tre quelle strisce duecentovolte al giorno. E in fin dei conti è andata bene, poteva andare molto peggio, ma questa cosa mi ha turbata e questa sensazione di stomacosottosopra ancora non mi è passata.

martedì 4 luglio 2017

Intesa a prima vista

Io la guardo, lei mi guarda. Lei mi guarda, io la guardo. Io la osservo, lei mi osserva. Io le sorrido, lei mi sorride. Poi due braccine tese verso di me e due manine che si aprono e si chiudono.
“Ehm... vuoi andare in braccio alla dada, Carolina?”
E fu così che mi spapuzzai una perfetta sconosciuta di un anno e mezzo in una sala d'aspetto in un caldo pomeriggio di luglio.

Chi la fa l'aspetti

“Qualcuno mi passa un cuscino?”
“Son tutti occupati, vai a prendertene un altro di là”
“Uffffffffffff... Allora uso le chiappe della mamma”
“Come sono le mie chiappe, Primogenita? Morbide come il cuscino?”
“Anche di più mamma, anche di più”
Touchée

domenica 2 luglio 2017

Da che pulpito vien la predica

“Ma... ma... ma questo che cos'è?”
“Ma come che cos'è! Non lo vedi? È un MUFO”
“Ahahahahahahah! Mamma!!! Hai sentito mia sorella Sbibulina? Ha detto MUFO! Aahahahahahaha! Si dice UFO, U-F-O, è quella cosa piena di ExtraterreXtri”
Andiam bene