Ve la ricordate la Zia P.? Quando venne da noi esattamente dieci giorni fa (vedi post) mi decisi di sentire mio padre. Come ben sapete se non chiamo io mio padre auguri! E così tirai su quella che una volta era la cornetta. Come sempre mio padre mi ha inondato delle cose che ha da fare con la casa, il bosco e quant'altro, di quanto sta bene lassù sui monti sperduto a suonare i suoi strumenti in totale solitudine. Mi ha accennato due volte al fatto di essere venuto vicino a casa mia (vicino eh, nella via di fianco a dove abito io) a trovare un suo amico e me lo ricordo perché ho pensato “Checcarino, non viene a trovare sua figlia e i suoi nipoti da prima di Natale, dice sempre che non scende in città e che non vuole venire perché non trova parcheggio (e lui è in moto) ma vedere il suo amico sì”. Sì, lo so cosa pensate: sono una bella cogliona a rimanerci male, ma ormai ci rimango male per poco, la cosa mi colpisce, mi ferisce, ma poi mi riprendo quasi subito perché l'ho accettato: lui non si smentisce mai. Prima di chiudere la telefonata però ho pensato bene di lanciargli una frecciatina. Non lo faccio mai, non “sfido” mai mio padre. Ho sempre ubbidito silenziosa e zitta con la testa bassa per pura, agghiacciante, assurda paura. E invece mi sono ritrovata a dirgli “E comunque, quando decidi che vuoi tornare fra i vivi ci siamo anche noi eh”. Risata. Ciao ciao. Io l'ho considerata come una gran vittora personale. Brava me. E comunque dopo dieci giorni di silenzio questa mattina mi è arrivato un messaggio dal suddetto padre che mi comunica che forse domani potrebbe passare. Al di là dell'avverbio di dubbio e del condizionale un passetto è stato fatto, dai.
lunedì 28 febbraio 2022
martedì 22 febbraio 2022
A sto giro NON avevo detto gatto, NON avevo detto che ora Birullulo dorme di più o che sarei presto uscita dal tunnel. Ma alla fine l'universo ha creduto che ci credessi e me l'ha fatta pagare. Ieri l'altro notte Birullulo il Distruggitore mi ha fatto dormire 3 ore e un quarto in totale (quindi non di filata) mentre questa notte è andata un pelino meglio ma si è comunque svegliato ogni due o tre ore e alle sei e mezza Goodmorning! Io inizio a non poterne più.
domenica 20 febbraio 2022
Basta poco
A me basta poco, è sempre stato così. Questa notte Birullulo si è miracolosamente svegliato una volta sola per cui questa mattina, udite udite, mi sono svegliata riposata. Non ricordo l'ultima volta che ho avuto questa sensazione, sicuramente più di un anno e mezzo fa. Questa mattina non ricordavo i sogni fatti, sicuramente niente incubi, e una sensazione di benessere generale di cui sentivo la mancanza e di cui avevo davvero davvero davvero bisogno. Felice e contenta mi sono vestita, sono uscita per accompagnare Sbibulina a scuola e un'ondata di clima temperato mi ha invaso i sensi. Di norma il caldo fuori stagione mi inquieta sempre, memore dell'insensato avvertimento di mia nonna che il caldo fuori stagione porta terremoti, ma questa mattina mi ha fatto proprio bene. Riposo + Clima temperato = Benessere. Con la B maiuscola. Ah... ragazzi... mi sento benissimo.
giovedì 17 febbraio 2022
Io ho una zia, una zia che viene qui
Io ho due zie, una più grande e una più piccola di mio padre. La sorella più grande è sempre stata la zia con la quale ho legato meno. Dei tre fratelli lei era l'unica diversa. Mio padre e la piccola sono molto molto simili: alti, magri, con il naso enorme di mia nonna e un carattere estroverso ma spigoloso. Lei invece no: piccola, tarchiatella e con un nasino a patatina, è sempre stata quella strana, taciturna, timida e assurdamente vestita con colori sgargianti e assai improbabili (tipo scarpe giallo flu, gonna verde e maglia fucsia). Fin da quando ero piccola ho legato con la zia più simile a mio padre perché nonostante le sue caratteristiche ha sempre avuto quel pizzico di comprensione che invece a mio padre è sempre mancata. Era lei che chiamavo zia mentre l'altra è sempre stata la zia P., era lei che cercavo, era lei con cui mi sentivo a casa. Questo fino a sette o otto anni fa, quando si è rivelata per quello che davvero è: troppo troppo troppo simile a mio padre. In uno dei rari pranzi natalizi comunicò alla famiglia che aveva intenzione di comprare casa con il suo allora attuale e strampalato compagno di vita (appena conosciuto). Oltre al discutibile lato sentimentale, Mr D. si rese subito conto che qualcosa in quell'investimento non tornava. Essendo il suo campo e memore di quello che era successo a mia mamma, che nel giro di poco aveva perso tutti i suoi risparmi e non aveva più la casa, ho pensato che andava fatto qualcosa. Chiamai mio padre, gliene parlai, e lui indisse una riunione di familia insieme a quella zia lì. Non lo avessi mai fatto: quelli non erano affari nostri, lei poteva fare quel cavolo che voleva e se fossimo stati giusti non ne avremmo parlato con mio padre ma solo con lei. Da quel momento nei miei confronti è diventata glaciale. Non mi ha più chiamato, non mi ha più messaggiato, sparendo come una qualsiasi conoscente, così bene che solo mio padre potrebbe uguagliarla (mai fare un torto a mio padre, ti cancella dala sua vita definitivamente e subito e senza neanche l'ombra di un rimorso). Inutile dire che ci ho sofferto, ci ho sofferto molto anche se, amara consolazione, la vita ha dato ragione a noi: lei si è mollata dopo poco col tizio e la casa si è rivelata un imbroglio. Ma poco importa ai suoi occhi eh, ormai per lei io non esisto più. In tutto questo l'altra zia, la Zia P., è sempre stata sullo sfondo, fedele al suo carattere timido e introverso. Pian pianino però, sparita l'altra zia, ho iniziato a notarla per quello che davvero è e si è fatta strada nel mio cuore, con la sua timidezza, il suo stare sempre in secondo piano ma sempre presente. Durante i pranzi di Natale portava degli enormi scatoloni ripieni di piccoli pacchettini regalo (cose da nulla eh, fazzolettini da naso, spazzolini, lucidalabbra, sassi presi dal fiume ma ideali per colorarci sopra). All'inizio pensavo Bah che stranezza ma poi ho capito quanto la cosa piacesse a Primogenita e Sbibulina che non vedevano l'ora di vedere la Zia P. per poter scartare tutti quei piccoli ma semplici doni. A me e Mr D. regala sempre dei buoni della spesa dei supermercati che sa che frequentiamo, dei centrini fatti con la restante lana che mia nonna morendo le ha lasciato, dei calendari di quelli che si comprano per fare beneficenza e ho sempre pensato Bah che stranezza poi mi sono resa conto di quanto siano assai più belli quei regali del pezzo anonimo di parmigiano regalato dall'altra zia o dall'ormai sempiterno Baileys annuale di mio padre. Per la comunione di Sbibulina mi ha chiamato chiedendo se avessimo piacere di mettere nelle bomboniere dei centrini fatti da lei, tutti assurdamente colorati in modo flu. Bah che stranezza ho pensato, ma Sbibulina si è subito galvanizzata e io ho capito quanto bella fosse la sua offerta e quanto assurdamente colorate potessero essere le bomboniere fra la pietra saponaria coloratissima e i suoi centrini assurdamente flu. Se a Natale non ci si riusciva a vedere ha sempre chiamato per accordarsi e passarci a trovare in modo che le bambine avessero comunque i loro regali e una volta nato Birullulino anche lui ha avuto la sua parte fra bavaglini con il punto croce e il sacchetto del nido col suo nome. E questa mattina Zia P. pur di vederci si è alzata alle 5.30 del mattino ed è venuta a salutarci alle 7,20 mentre noi in pigiama correvamo per prepararci ad andare a scuola e al lavoro. Il nostro caos mattutino è davvero assurdo: gente che urla, gente che corre, gente che gira mezza nuda, gente che sbava con i biscotti in una mano e la spazzola nell'altra. Ma la Zia P. pur di vederci si è accordata con mia mamma per venire da noi offrendosi di portare insieme a lei Birullulo al nido. Fedele a sé stessa ha varcato la soglia, silenziosa e taciturna, ma ci ha tenuto compagnia fino a quando non sono uscita di casa. Se si chiude una porta, potrebbe davvero aprirsi un portone.
mercoledì 16 febbraio 2022
In my shoes
E' una settimana che Primogenita si lamenta che le sue scarpe da pallavolo puzzano e chiede di prendere le mie scarpe da ginnastica ed è una settimana che rispondo sempre la stessa cosa: “Le mie scarpe da ginnastica assolutamente no. Ma se metti da lavare le tue, mia cara, te le lavo e il giorno dopo le puoi già utilizzare”. Le ha mai messe da lavare? Ovviamente no. Ieri sera, mentre lei era già ad allenamento da un'oretta, mi accingo ad uscire anche io per andare a pallavolo. Preparo la borsa, le ginocchiere, l'acqua, le scarpe... le scarpe... porcadiquellapupazzolaladramaledetta! LE SCARPE!!! Allora: mia figlia può prendersi tutte le mie cose, tutte. Tutti i vestiti, tutte le scarpe, i calzini, gli accessori che vuole, non sono una persona fissata con l'abbigliamento (a dirla tutta non me ne frega proprio niente), ma due cose mie DUE ho chiesto non toccasse mai: i miei strumenti (vade retro satana!!!) e le mie scarpe. LE MIE SCARPE!! Perché con quelle scarpe mi alleno tutti i giorni, ci corro da una vita, hanno percorso con me strade e sentieri meravigliosi, hanno la forma dei mie piedini magri, non puzzano mai e mi stanno a pennello. LE MIE SCARPE!!!! L'ho chiamata inkazzata nera urlando come una matta al telefono.
"PORCAPUTTANA LE MIE SCARPE!!!"
“Mamma... sto facendo una partita”
“NON ME NE FREGA UN KAZZO DELLA TUA PARTITA!!! LE MIE SCARPE!!!”
“Prendi le mie”
“PRENDI LE MIE UN KAZZOOOOOOO”
Tututututut tu
Essendo io sempre una persona molto equilibrata, che urla raramente e che di parolacce ne tira fuori una all'anno e proprio in situazioni borderline, credo che il messaggio sia passato. Questa mattina, al nostro incontro, ci siamo abbracciate, sbaciucchiate e le ho detto con voce dolce e calma da serial killer:
“Amore mio, non ti azzardare mai più a prendere le mie scarpe da ginnastica sennò la prossima volta ti lincio”
“Non so perché ma l'avevo capito mamma”
martedì 15 febbraio 2022
Chissà
lunedì 14 febbraio 2022
I superpoteri
“Mamma?”
“Sì Sbibulina?”
“Ma perché non ti sei sposata uno come Thor?”
“Beh, papà è meglio”
“E perché?”
“Perché lui ha il superpotere dell'ingegneria”
… … …
… … …
“Ah”
giovedì 10 febbraio 2022
Consecutio
Da che mondo e mondo quando introduci un nuovo neonato in una famiglia e quel neonato inizia ad andare al nido automaticamente diventa untore più e più volte al mese delle malattie più impensabili. Ma no dai... questa volta sarà diverso. E invece col cavolappio! Dopo essere stati in casa per esserci bellamente presi il covid in filotto, ecco subito una malattia di cui francamente facevo a meno: la gastrointestinale. Io ODIO la gastrointestinale. Perché faccio parte di quella fetta di popolazione che quando vede qualcuno vomitare, quando sente qualcuno vomitare, quando pensa che qualcuno stia vomitando, vomita a sua volta. Che bello. Non so perché ma in qualche anfratto della mia mente avevo pensato che questa volta sarebbe stato diverso, che non necessariamente sarebbe dovuto ricominciare tutto da capo, che non era detto che la consecutio casa=>nido portasse per forza di cose alla consecutio casa=>nido=>malattia=>casa. Povera illusa.
domenica 6 febbraio 2022
Il liceo
Eh sì, è arrivato il fatidico momento di iscrivere Primogenita al liceo. Al liceo. Mamma mia, mi fa così strano. Io il liceo l'ho vissuto malissimo, è stato il periodo più brutto della mia vita e non tornerei indietro per nulla al mondo. Mr. D. ha vissuto il liceo come un periodo divertente e spensierato, fatto di amicizie ed uscite serali. Il mio liceo invece era fatto di profonda solitudine e velata tristezza. Odiavo mia madre e vivevo con mia nonna. Mio padre non c'era e quando c'era era meglio non ci fosse. Ero sempre sola, sempre costantemente irrimediabilmente sola. Non avevo amici, men che meno in classe. Il mio pensiero fisso era volermene andare via, fuggire per non tornare più ma ero ancorata alla mia realtà in un misto di disperazione e rassegnazione. Quando guardo Primogenita però, i suoi occhioni grandi e il suo mix di tratti materni e paterni, sono sicura che per lei andrà bene. Lei non sta vivendo la situazione familiare che avevo io. E' una ragazza solare, buona ed equilibrata (nei limiti ovviamente dell'adolescenza) e confido che la sua esperienza liceale sia più simile a quella vissuta da suo padre che alla mia. No, ne sono sicura. E se avesse bisogno di me io ci sarò sempre.
venerdì 4 febbraio 2022
Avanti
“Bah”
“Che c'è papi?”
“Guarda lì, Primogenita”
“Cosa?”
“Quel ragazzo lì... ha lo smalto”
“Beh, ci sta, è in tinta col vestito”
“Scusa?”
“E' in tinta col vestito, papi, sta bene”
“Sì ma è un ragazzo... Un ragazzo con lo smalto... Bah... Dove andremo a finire...”
Alzo lo sguardo e sorrido: sì, questa frase potrebbe tranquillamente averla detta mio nonno perché io, come Primogenita, non ci trovo niente di così particolarmente strano in un ragazzo con lo smalto. Mi turbano di più i ragazzi coi tatuaggi anche in faccia, mi turbano di più quelli che si vestono in modo per me ridicolo e assai stravagante. E appena questo pensiero mi sfiora la testa ecco comparire in tv due cantanti che giudico subito allucinanti: lui fin troppo tatuaggioso, lei rapata con eyeliner che le arriva alle spalle. Bah. Ma visto che io lo so che nel canto non conta di certo quello che si vede, caccio un sssssssssssshhhh alla famiglia dicendo
“Ragazzi! Silenzio! Vediamo se questa sera posso insegnarvi qualcosa”
“Cosa mamma?”
“A non giudicare mai un libro dalla copertina”
Ed eccolì lì ad aprire bocca. Due voci cristalline, intonate, semplici. Possono piacere o meno ma non c'è dubbio che siano bravi.
“Avete sentito ragazze?”
“Cosa mamma?”
“Il giudizio è istintivo, è la prima reazione, è quasi innato. Ma prendetevi sempre un momento per metterlo in dubbio. Perché, come avete visto, non bisogna mai mai mai mai mai giudicare un libro dalla copertina”
mercoledì 2 febbraio 2022
Il Distruggitor CuorDiPanna
Birullulo in casa lo chiamiamo “Il Distruggitore” sia perché il nome gli calza a pennello sia perché è una splendida splendida splendida citazione. Birullulo il Distruggitore ha una spiccata predilizione per l'unico telecomando casalingo che presumibilmente dovrebbe comandare la nostra tv la quale, visto che non viene praticamente usata, èpiù abbandonata a sé stessa che altro. Lui adora mordicchiarlo, sbavarlo e portarselo in giro stile trofeo. Birullulo il Distruggitore adora svuotare i cassetti della cucina e tuffarcisi dentro stile nuotatore, per poi piangere disperato perché entrare è facile ma uscire molto meno. Birullulo il Distruggitore ama gli interruttori e chiede spesso di salire sulle sedie o essere preso in braccio per accendere-spegnere-accendere-spegnere-accendere-spegnere. Birullulo il Distruggitore adora la lettura, passiamo ore e ore a leggere Il Ranocchio Salterino, suo libro prediletto. Birullulo il Distruggitore ride, ride spesso, ride comunque. Degno fratello delle sue sorelle che avevano sempre il sorriso stampato sulla faccia, anche lui si rivela essere un membro della nostra squinternata famiglia di sorrisoni. Ultimamente tuttavia non si risparmia neanche in fatto di urla capricciose perché si sa: da qui ai suoi tre anni sarà tutta un'escalation. Birullulo il Distruggitore passa e distrugge, spesso svuotando con furia animalesca i malcapitati cassetti e cacciandosi in bocca il contenuto senza fare molta distinzione fra un biglietto da visita o un biscotto ai cereali. Lui passa. Passa e distrugge. Quando ieri sono andata a prenderlo al nido la dada mi ha sorriso e mi ha detto: “Signora, glielo devo proprio dire: Birullulo è buonissimo, è un bambino dolce e calmo, sempre sorridente. E' un vero tenerone”. Il mio bimbo tenerone... il mio distruggitor cuordipanna.
martedì 1 febbraio 2022
Sensibile, solitaria, gentile
Capita a volte che io e Mr D. nel silenzio notturno della nostra camera da letto, invece di svenire nel sonno, parliamo di noi, di come stiamo, di quello che ci turba, della nostra stanchezza e della nostra caotica vita. Ieri è stata una di quelle sere, fatta di confidenze, di condivisione, di chiarezza. Non è un segreto che io non stia bene in questo periodo e non è un segreto che anche lui non se la passi molto bene. E dopo averlo ascoltato, mi sono aperta anche io con lui perché lui è l'unico mio vero confidente, l'unica persona della quale mi fidi, l'unico con il quale io possa essere totalmente, immancabilmente, liberamente me stessa. E dopo aver ascoltato tutta la mia pazzia, i miei pensieri, le mie ansie, gli ho chiesto senza riflettere quali sono i primi tre aggettivi che gli vengono in mente pensando a me. “Sensibile, solitaria, gentile”. Mi sono fermata a meditare in silenzio su quanto avevo sentito perché quegli aggettivi mi hanno fatto strano. Ma in effetti sì, mi conosce davvero bene.