Oh
io vi avverto.
Questo
post parla di me. Parla di come sono dentro ed essendo io alquanto
complicata è un post lungo e forse noioso. Non lo sto scrivendo
perchè venga letto. Lo sto scrivendo perchè in questo particolare
periodo della mia vita ho bisogno di chiarezza, chiarezza con me
stessa. E da che mondo è mondo conosco un solo modo per capire
davvero me stessa: scrivere me stessa. Chi ne ha voglia legga, chi
non ne ha voglia non legga.
Iniziamo.
Ho
sempre avuto un animo tormentato. Anche se l'apice è stato raggiunto
quando avevo circa quindici anni, ancora ci sono dentro e non ne vedo
francamente un'uscita. Le cose ora sono decisamente diverse da come
erano allora. Prima e più grande differenza è sicuramente la forza
di volontà: all'epoca, quando decidevo una cosa quella era e mi ci
impegnavo così tanto da modificare interi miei universi di essere.
Bastava una decisione che da quel momento in poi tutto era già
deciso. Non c'era una zona grigia: tutto era bianco o era nero e se
prima era nero poteva tranquillamente diventare bianco dal momento
esatto in cui la decisione era stata presa. Seconda differenza,
anch'essa assai pesante, era la precisione di quello che sarei dovuta
essere. Non esistevano esitazioni, non esistevano dubbi, non
esistevano zone grige. Ricordo che avevo una lista di cose che volevo
cambiare di me e mano a mano che ci riuscivo la spuntavo, come si
spunta una lista della spesa. A pensarci mi suona come qualcosa di
pazzescamente assurdo.
Oggi
le cose sono diverse e mi ritrovo ad avere degli attacchi d'ansia
così pesanti che neanche mi ricordo che l'aria intorno a me esista
per essere respirata.
Nella
mia mente, in questo periodo, si sta svolgendo una battaglia assurda
e senza fine. Pensavo di aver raggiunto il traguardo qualche tempo
fa, credo di aver scritto anche un post a riguardo, ma evidentemente
mi sbagliavo. E così, mentre cercavo di vedere un film gustosamente
discutibile cercando di arginare l'ennesimo attacco d'ansia, ho
pensato di tornare per un attimo indietro e vedere se una bella to
do list potesse aiutare (o una specie di to do list in
realtà). N.B.: i punti espressi sono assolutamente in ordine
casuale, o meglio nell'ordine in cui mi sono venuti in mente.
Ecco
cosa vorrei cambiare di me:
- vorrei riuscire a vedere il lato positivo e smetterla di essere così musona
- vorrei smetterla di togliermi le pellicine dai pollici fino a farli sanguinare
- vorrei smetterla di riversare tutta la rabbia che porto dentro sulle persone a me più vicine
- vorrei riuscire ad accettarmi così come sono
- vorrei smetterla di pensare a come vorrei essere
- vorrei riuscire ad accettare il mio fisico e vedermi bella nonostante i miei difetti
- vorrei essere più magra, tornare a fare palestra, rimettermi a dieta e vedermi di nuovo allo specchio quantomeno carina
- vorrei mangiare quello che mi pare e piace senza sentirmi in colpa
- vorrei riuscire a mangiare quello che mi va senza ingordigia e riuscendo ad assaporare cercando di capire se mi piace davvero oppure no
- vorrei essere più donna e meno ragazza
- vorrei parlare di meno e ascoltare di più
- vorrei smettere di parlare del tutto
- vorrei radermi la testa a zero
- vorrei tornare ad avere i capelli lunghi fino al sedere
Come
potete leggere ci sono alcune cose che sono decisamente l'opposto di
altre per cui diventa difficile scegliere fra una cosa e l'altra. La
chiarezza adolescenziale è decisamente finita.
Procediamo
per i punti focali che mi fanno arrivare ad attacchi d'ansia:
- In realtà ultimamente vorrei di nuovo rimettermi a dieta e perdere quegli 8,5 chili che mi fanno vedere brutta e grassottella. Ma le paranoie sono tante: e se poi succede come volta scorsa? Mi metto a dieta, raggiungo il livello perfetto e poi scoppio, ricado nella bulimia e prendo più chili di quanti ne avevo persi? E se poi non reggo e non ne ho voglia? Cosa che, diciamocelo, succederà perchè non è che poi uno a dieta ci rimane tutta la vita. Forse sono così arrabbiata ultimamente perchè in fondo sono arrabbiata con me stessa. Non mi piaccio e ho paura che se mi rimbocco le maniche per piacermi poi succederà come volta scorsa. Non mi piaccio ma ho paura di cambiare. In fondo adesso mi vedo più brutta per cui sono tornata alle mie solite insicurezze, alla mia poca autostima, alla mia timidezza e ad altri lati del mio carattere a me così familiari che in fondo ci sto bene. Perchè quella che ero diventata, quella magra, aveva una bella autostima, si vedeva duemila occhi addosso, si piaceva, ed era decisamente meno insicura ma era come se non fossi io, non mi sentivo io, non ero mai stata cosi, io. Ho anche provato a provare a piacermi così come sono. Oh, non ci riesco. Ma non ci riesco proprio. Soluzione? Boh.
- Rabbia. La rabbia la sento montare dentro ora. Ho passato la maggior parte della mia vita a reprimerla ed ero stata così tanto brava che ne avevo dimenticata l'esistenza. Da tempo, e c'è chi direbbe per fortuna, è tornata fuori. Si, lo so che non è colpa mia, lo so che tutta questa rabbia apparentemente immotivata che si sfoga con chi mi sta affianco non è altro che rabbia tenuta dentro per un episodio avvenuto 31 anni fa di cui io sono semplicemente stata vittima. Ma fatto sta che c'è, e si riversa inevitabilmente tutti i giorni tutto il giorno sempre e comunque. Mi sveglio che sono già incazzata, e se si pensa che io la maggior parte del tempo lo passo con le bambine, non è proprio il massimo eh. Io mi sforzo, ce la metto tutta, ma ci ricasco. Ok, so che i poppanti sono dei piccoli soldati fatti apposta per fartela perdere la pazienza. Lo so perchè vedo Mr D. perdere la pazienza quando io sono fuorigioco e lui di pazienza ne ha delle botti piene. Lo Psicocoso mi disse di svegliarmi alla mattina e resettare il cervello, riportarlo al presente liberandolo del passato. E di farlo almeno tre volte al giorno. Funzionava, ricordo che funzionava, ma il problema è l'impegno costante, la focale attenzione sempre e comunque su quello. E' un po' il discorso di doversi impegnare per essere felici perchè senza impegno uno non ci riesce, io sicuro no.
- Il cibo. Ah... il cibo. Ecco che il mio bipolarismo viene fuori con tutta la sua assurda pazzia. Partiamo dall'asserzione che ho avuto e ho tutt'ora problemi alimentari. Sono molto meno gravi di una volta, ma mi è rimasta l'ingordigia, la fame nervosa, il desiderio dell'anoressia. E poi continuiamo con i desideri che qui si dividono su strade opposte apparentemente inconciliabili. Prima strada: il desiderio di poter assaporare davvero quello che mangio e poter scegliere se una cosa mi piace o meno. Mangiare lentamente, mangiare sentendomi mangiare. Lo Psicocoso ogni volta che mi sedevo a tavola mi faceva respirare a fondo e calmare. Funzionava, si, funzionava. Ma funzionava quando non avevo intorno la prole che, con occhioni giganti, tentava di cogliermi in fallo perchè se la mamma non mangia una cosa che non le piace, beh, che la guerra del nonmipiace inizi pure. Seconda strada: la dieta. Vorrei tornare ad essere come prima e per farlo occorre la dieta che per sua natura, si sa, non è che sia cibariamente invitante per cui non è il luogo adatto per assaporare. O forse si? In fondo i cibi sani e equilibrati di condimenti sono i più veri. Ma se poi non mi piace nulla e mi fiondo sulla spazzatura? Ma se mi proibisco cibi, poi ottengo l'opposto, impazzisco, ingordigio? Non sarebbe la prima volta. Soluzione? Boh.
to
be continued...