Non ricordo
l'ultima volta che non mi sono sentita cosi'. Francamente,
sinceramente, non me lo ricordo. Sono una persona che fatica a
chiedere aiuto, che ha imparato che le poche volte che si chiede
aiuto quasi sempre non si riceve. Chi fa da se' fa per quattro, me lo
ripeto in continuazione. Ma questa volta avevo davvero bisogno di
aiuto e non potevo fare a meno di chiederlo. L'ho chiesto, un po'
indirettamente, a mio padre che, capita l'antifona, mi ha subito
fatto capire che anche no. Ma mio padre lo conosco, e' sempre stato
cosi' e non mi aspettavo altra risposta. Poi l'ho chiesto a mio
marito e guarda un po', mi sono sentita rispondere che anche no. E
ancora una volta mi sono sentita sola, mi sono sentita una persona
con un piccolo ramo in mano, su una immensa foglia, in un mare un po'
troppo grande per i suoi gusti. Mi sono sentita senza una famiglia,
senza un sostegno, senza un appoggio. E' una sensazione che conosco
fin troppo bene ma alla quale non riesco ad abituarmi. L'ho presa
come una mia qualita' il fatto di essermela cavata sempre da sola, ma
a volte e' un fardello cosi' pesante che mi sento soffocare. Mi sento
sola, e avendo accanto un marito, questa sensazione non dovrebbe
essere normale.
giovedì 31 ottobre 2013
mercoledì 30 ottobre 2013
martedì 29 ottobre 2013
Ieri sera ho
vomitato una serie di cose che mi tenevo dentro. Ho vomitato rabbia,
frustrazione, tristezza, fatica, stanchezza. Ho scritto una lettera
di quasi due pagine in cui vomitavo quello che mi tenevo dentro da
anni. Inutile dire che mi sento meglio. Perche' e' cosi' che ci si
sente dopo aver vomitato: ci si sente liberi, vuoti, sereni. Il
malessere se ne va e rimane quella sensazione di quiete dopo la
tempesta che mi fa sentire serena.
lunedì 28 ottobre 2013
giovedì 24 ottobre 2013
Uno crede di essere
guarito, di esserci passato dentro, di aver toccato il fondo del
fondo, ma di essere in qualche modo riuscito a tirar fuori la testa
dalla melma, e poi un braccio, e poi alla fine tutto il corpo. Si
sente tutto sommato bene, al di la' dei suoi stress che la vita gli
riserva nella quotidianita'. Crede di esserne uscito e sorride al
pensiero che potesse proprio essere capitato a lui. Poi un giorno,
basta un niente, e capisce di esserci ancora dentro, non riesce a
capacitarsene. Se ne da' la colpa, si guarda intorno, diventa triste
e deluso di se' e respirando si rende conto che la strada da
percorrere e' ancora lunga. E allora io mi guardo allo specchio e mi
ripeto mentalmente: “Sono bulimica ma non sono matta. Sono malata,
ma non sono matta. Ho solo bisogno di un sostegno, ma non sono matta.
Non sono matta, non ancora”.
mercoledì 23 ottobre 2013
Io lo salvo, il soldato Ryan
Ryan e' un soldato.
Tutti i giorni fa la stessa cosa: la guardia alla porta d'ingresso
del mio lavoro. E' impassibile, fermo e composto. Non risponde, non
si muove, non parla. Ryan e' una riproduzione fedele del soldato di
terracotta dell'esercito di Qin. Viene da la', dalla Cina,
trasportato in un baule in aereo per non so quanti mila chilometri.
Da sempre sta li' fuori, da solo. Io lo saluto alla mattina, lo
saluto quando vado a casa, gli chiedo com'e' andata la notte ma non
risponde mai. All'inizio pensavo fosse riservato, poi che fosse il
suo dovere, poi mi sono chiesta se qualcuno mi vedesse a quale
ospedale psichiatrico mi avrebbe ricoverata. Da qualche giorno,
tuttavia, c'e' qualcosa che non torna. Arrivo in ufficio e prima di
aprire il portone lo guardo. C'e' qualcosa di diverso. Non capivo
esattamente cosa fosse fino a stamattina, quando mi sono accorta che
il ragazzo ha girato lievemente la testa verso la porta. Credendo di
essere impazzita gli ho preso la testa per girarla nuovamente, ma
essendo saldamente ancorata al corpo non ci sono riuscita. Allora
sono andata a ripescare le foto in modo da capire se fosse una mia
illusione, magari Ryan ha sempre avuto la testa messa cosi'. E invece
no. Apparentemente non ci sono spiegazioni, a meno che non abbia
girato la testa, probabilmente per sgranchirsi il collo dalla lunga
ed estenuante fatica di rimaner immobile come una statua di
terracotta.
martedì 22 ottobre 2013
Superquiiiiiiiz
Ieri alla fine sono
andata al colloquio. Come previsto Mr D. non era fra i presenti. Mi
sembrava di essere la conduttrice di uno show televisivo: potevo fare
mille domande e a tutte ricevevo risposta. Ero cosi' esaltata che mi
hanno dovuto cacciar fuori a pedate, mentre altri genitori impazienti
aspettavano il loro turno. E' fin troppo facile, e' il loro lavoro,
ma sono rimasta colpita dalla fermezza e dalla bravura delle maestre.
Sapevo fossero in gamba, si, ma non fino a questo punto. Quando sono
tornata a casa e ho cercato di fare un resoconto quasi maniacale al
mio gentil consorte, il ragazzo mi ha liquidato con una frase
alquanto irritante, qualcosa del tipo: Beh, tutto qui? Ci volevano
loro per farti capire cose dettate solo dal buon senso? Mi sono
chiusa nel mio solito mutismo da Se potessi ti tirerei una testata
ma non lo faccio per amore della mia testa, e ho continuato a
rifugiarmi nella speranza di una soluzione.
lunedì 21 ottobre 2013
Oggi e' oggi. E'
arrivato il giorno del colloquio con le maestre della Pimpante
Piccola Peste. In testa mi frullano una serie infinita di domande a
cui non ho francamente una risposta. La cosa positiva e' che oggi, in
teoria, accanto a me ci sara' anche Mr D. con le sue incrollabili
certezze. Per cambiar discorso, venerdi' mi ha telefonato lo
Psicocoso. “Buongiorno Signora, ho trovato una possibile
soluzione!”. La voce era quella di Doc di
Ritorno al futuro. Ho fatto finta di non accorgermi dell'insano
entusiasmo, ho fatto un profondo respiro, e ho preso appuntamento per
mercoledi'. Nella mia testa vagano una serie di possibili soluzioni,
tutte una piu' plausibile dell'altra, fra cui:
- Signora, abbiamo scoperto che la sua e' pura e semplice schizofrenia. La interneremo, la imbottiremo di pillole, la faremo dipingere e suonare in mezzo alle verdi campagne per il resto della sua vita
- Signora, abbiamo scoperto che in realta' lei e' sanissima, ha solo un piccolo verme mangiacervello che le provoca sdoppiamenti della personalita'. Per questo lei non si riconosce a volte. Bastera' aprirle la calotta cranica, rimuovere il verme e ritornera' nuova di zecca
- Signora, abbiamo scoperto che lei in realta' sta bene, e' il mondo che sta male, che e' troppo stabile e sicuro. E' lei nel torto e noi nell'oblio. Ci guidi verso la luce.... CI GUIDI VERSO LA LUCE HALLELUJA!
- Signora, abbiamo scoperto che lei puo' farci guadagnare un mucchio di soldi. Non abbiamo idea di come curarla o se ci sia davvero la necessita' di curarla, pero' lei porterebbe nelle nostre saccocce un sacco di soldini al mese per cui si stenda sul lettino e parli! PARLI MALEDIZIONE!
La devo smettere
con queste assurde visioni alla Scrubs.
giovedì 17 ottobre 2013
Altalena
Io sono fatta
cosi'. Ci sono giorni che sto bene e giorni che vorrei buttarmi giu'
dalla finestra, giorni in cui mi sveglio storta e di tornar dritta
non se ne parla, e giorni in cui mi basta una canzone per vedere la
vita infiocchettata di arancione. Questi due giorni sono ricolmi di
fiocchi arancioni e gialli, del colore dell'autunno. Mi sorprendo a
guardare le foglie cadere dagli alberi e a sorridere buttandomici
sotto, mi sorprendo a sentirmi canticchiare come una bambina con un
caffe' in mano e una brioche dall'altra. E allora non posso fare a
meno di chiedermi due cose:
- sono bipolare?
- Ho davvero bisogno di farmi spillare piu' della meta' del mio stipendio da uno psicocoso?
Ai dilemmi della
vita non vi e' risposta.
martedì 15 ottobre 2013
Si, ieri era il
giorno X. Alla fine ci sono andata, dallo Psicocoso. Devo dire che a
sto giro il personaggio mi piace molto. Si e' presentato con una
tunica da sciamano alquanto interessante, campane tibetane in un
angolo, un geode di ametista sulla scrivania, musica da meditazione
in sottofondo e tanti tanti ma tanti libri sullo yoga. Ovviamente
non poteva filare tutto liscio senno' non sarei la solita spettinata.
E cosi', dopo quarantecinque minuti di La mia vita in diretta, mi
sono sentita dire che ci deve pensare su. Avete capito bene: ci
deve pensare su. Perche' il mio e' un caso complesso, che non si
risolve facendo quattro chiacchiere in seduta. Perche' il mio e' un
caso difficile in cui ci sono molte variabili e probabilmente lui da
solo non ce la farebbe. Che serve un consulto, un consulto con altri psicocosi in modo da capire quale sia la strada
migliore da intraprendere. Perche' forse sarebbe meglio un psicocoso
donna, forse uno famigliare, forse bla bla bla. A me veniva da
ridere. Un altro scaricabarile? Non sono cosi' matta da igiene
mentale, ma non sono cosi' normale da psicocoso. E allora? Cosa sono?
Probabilmente sono una spettinata psicopatica dal passato travagliato
che ha deciso proprio quest'anno di venire allo scoperto.
E allora:
scopriamoci.
lunedì 14 ottobre 2013
La Pimpante Piccola
Peste, cinque anni e poco piu', ha gia' ricevuto la sua prima
proposta di matrimonio. Il candidato non potrebbe riscuotere piu'
approvazione da parte mia. E' un bambino splendido, educato e vivace,
con i genitori separati e un'adorazione anche verso la mia persona. I
consuoceri sono abbastanza allucinati ma potrebbe
andar peggio. Purtroppo mia figlia lo ha gia' rifiutato, palesando la
sua personale preferenza verso un matrimonio combinato con Mr D. Non
avevo mai pensato di dover condividere mio marito con un'altra donna.
venerdì 11 ottobre 2013
Ok, lo ammetto,
sono abbondantemente irritata. Non seguo il gossip, ma quando ti
riguarda quasi di persona, allora si' che le cose cambiano. Gia'
cinque anni fa, quando partorii la Pimpante Piccola Peste, c'era
gente che, appena accennavo al suo nome, esclamava su di giri: “Ah!
Come la figlia della Hunziker!”. Ora che quella ragazzina biondina
semi-anoressica ha dato alla sua secondogenita il nome della MIA
secondogenita, che succedera'?
Sono contrariata.
Sono molto, molto, molto, MOLTO contrariata.
giovedì 10 ottobre 2013
Etichette
L'ho scoperto
tardi, quando era tutto finito da un pezzo e in questo caso non so se
sia giusto pronunciare il vecchio fastidioso luogo comune Meglio
tardi che mai. Ho passato anni d'inferno al liceo, lo ricordo
come uno dei periodi peggiori della mia vita. Ma poi tutto e'
passato, si e' stati all'universita', ci si e' rifatti una vita. E poi si incontra la persona giusta, si mette su famiglia, ci
si laurea, si trova lavoro e si affronta la vita normale di tutti i
giorni. Eppure per strada a volte si incontrano persone della vita
pre, persone che ti giudicano come se tu non fossi cambiata,
come se avessi ancora quindici anni e la cosa assurda e' che
nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti, i commenti fanno sempre
male. Ultimamente sembra che siano rispuntati come margherite. Prima
la compagna del liceo che ti vede con due figlie e marito e la prima
cosa che le viene in mente e' ricordare i vecchi tempi e sparare a
zero su di te, fregandosene delle cucciole attaccate alle tue gambe,
poi spunta un'amica che ti dice di aver incontrato un tuo ex il quale
commenta senza problemi che mi dispiace per il poveraccio che ha
sposato. E infine, ciliegina sulla torta, ti chiama il padre del tuo
ex sbagliando numero, ti chiede come va, come stanno le bambine?
e al tuo sono davvero buonissime lui risponde beh, per
forza, con un generale tedesco come te a fianco. Forse la
soluzione e' arruolarsi nella legione straniera.
mercoledì 9 ottobre 2013
Tritatutto
La Piccola di casa
prova un piacere profondo nel puro atto del mangiare. Mentre la
Pimpante Piccola Peste alla sua eta' degustava, la Piccola di casa
mangia, mangia, mangia e se non avesse niente altro da fare
mangerebbe. Quando le metti il cibo in bocca si prodiga
soddisfatta in ampi si col capo mentre col ditino indice ti esprime la
bonta'. Poco importa, ovviamente, se sia un pezzo di pane o un risotto integrale
alla zucca e provola. Qualche sera fa ha raggiunto
l'apice. Mentre sua sorella vomitava anche le viscere dentro al suo piatto, e
io e Mr D. lottavamo contro il blocco all stomaco in conseguenza al disgusto, la Piccola di casa continuava imperterrita a riempirsi la
bocca di cibo mentre assisteva impassibile alla scena.
Son qualita'.
martedì 8 ottobre 2013
Alla fine l'ho
fatto. Ieri.
Camminavo per
andare a prendere Titi' a scuola e nel giro di neanche un chilometro
mi sono venuti due/tre attacchi di simil-ansia: fatica a respirare,
blocco allo stomaco e chi piu' ne ha piu' ne metta. La cosa e'
davvero strana se si pensa che la giornata era andata davvero bene,
la Pimpante Piccola Peste era stata perfetta, io non mi sentivo una
pessima mamma e a lavorare non avevo avuto neanche troppo pressing. E
allora ho capito, e ho telefonato. Ho preso appuntamento per lunedi'
pomeriggio in un posto molto vicino a dove vivevamo nel pre.
Speriamo solo che a sto giro lo psicocoso sia meglio dl
precedente.
lunedì 7 ottobre 2013
venerdì 4 ottobre 2013
Quando perdi qualcosa
E' difficile che io
perda qualcosa, sono una persona molto ordinata e ho una buona
memoria per cui mi capita raramente. Tuttavia in quest'ultimo periodo
mi sono resa conto di aver perso qualcosa di davvero importante e non
riesco a capacitarmene, non riesco a capire come sia potuto
succedere.
Mi guardo allo
specchio e fatico a riconoscermi, mi sento parlare, mi sento reagire
e mi chiedo chi sia quella persona che fatica a sorridere in casa,
che sgrida i figli, che indossa jeans e maglietta aderenti e che si preoccupa cosi' tanto del suo aspetto fisico. Fatico a
guardarmi negli occhi e a comprendere cosa ci sia di cosi' tanto
sbagliato nell'immagine che vedo riflessa. Dove sono finita Io? Ieri
sera ho aperto un album di fotografie che risalivano al pre:
pre-lavoro, pre-figli, pre-matrimonio, pre-trasloco. Ero quindici
chili in piu', ero formosa ma non grassa, ero allegra e felice, ero
avvolta in un pareo arancione con i capelli lunghi fino al sedere e
un sorriso da fare invidia a chiunque. Ora guardo le mie guance
incavate, la mia pancia superpiatta e il mio sguardo triste e mi
chiedo dove io sia finita. Sono io quella col pareo, sono io quella
arancione, io non sono quella magra e triste che vedo qui di fronte.
Ho una vita apparentemente perfetta: ho un marito che amo, due figlie
meravigliose, una bella casa grande e un fisico tutto sommato niente
male. E allora? Cosa c'e' che non va?
C'e' qualcosa di profondamente
sbagliato in me.
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