martedì 30 dicembre 2014

La fine e l'inizio


Il capodanno e' sempre stata una delle feste da me preferite. Quest'anno, lo devo ammettere, non me ne importa molto e questo per me puo' voler dire solo una cosa: sto decisamente invecchiando.
Ogni fine anno penso sempre a un buon proposito per l'anno nuovo ma in questi ultimi tre anni il proposito e' sempre lo stesso, il che vuol dire che e' rimasto solo un proposito senza realizzazione. E allora provero' a riformularlo in modo che sembri diverso ma che sostanzialmente sia lo stesso:
Trasformare il mio peggior difetto nella mia miglior virtu'.
E lo auguro di cuore a tutti voi. Buona fine e buon inizio.

lunedì 29 dicembre 2014

Credenze


Io sono una persona strana. Dai, diciamo particolare. No, vabbeh, strana. E questa affermazione scaturisce da tante piccole cose della mia quotidianita', la prima che in questo periodo domina e' la fede. Ho insegnato quasi cinque anni catechismo, ho passato anni e anni da credente convinta. Poi mi ricordo il giorno in cui a messa ascoltai semplicemente quello che dicevo e silenziosamente uscii. Non tornai in Chiesa per molto tempo. Da storica dell'arte quale sono la storia la conosco fin troppo bene, specie quella della chiesa cattolica e so di per certo che la chiesa non e' per nulla “santa” come dichiarato nella confessione di fede ma e' normale, santo cielo, e' composta da uomini. Ma non e' questo il punto. Da quel momento ho iniziato davvero ad ascoltare le mie credenze e ne e' scaturito un melange strano. Ecco il mio personale elenco:
  • credo negli angeli custodi, o spiriti guida, chiamateli come volete
  • credo in Gesu', ma credo anche in Buddha, in Maometto e in altri profeti
  • credo in Dio e credo sia solo uno, ma credo sia sempre quello chiamato in mille modi diversi
  • credo nel paradiso, non credo nell'inferno
  • credo nella reincarnazione
  • credo in spiriti che decidono di rimanere sulla terra ad aiutarci e credo negli spiriti che sulla terra rimangono aggrappati a particolari e personali situazioni irrisolte
  • credo nelle preghiere recitate ogni giorno con parole diverse da quelle che ci impone la Chiesa per assaporarne meglio il significato
  • credo nella meditazione e nei mantra
Credo nella forza della fede, qualsiasi essa sia.

domenica 28 dicembre 2014

La rivolta dei genitori


Chiunque abbia uno o piu' figli mi puo' capire alla perfezione. Io e Mr D. abbiamo mantenuto alcune cose che di norma vanno perse col tempo diventando genitori prima fra tutte la musica in macchina. La musica in macchina una volta arrivato un figlio si tramuta in una carrellata orripilante di canzoncine fastidiose, inutili e altamente irritanti. Noi siamo riusciti, non si sa come, a preservare la nostra integrita' musicale. Questo fino a qualche mese fa quando e' giunta nella nostra vita Il Capitano.
Macchina nuova = impianto audio nuovo = possibilita' di inserire chiavetta usb = prova con brani infantili = disastro.
Si perche' e' palesemente noto che a un bambino basti una sola volta per iniziare una nuova abitudine. E cosi' sono mesi e mesi di Ape Maia, di Pollon, di Lorax e compagnia bella. Ieri, mentre passeggiavamo allegramente sul Capitano, e' bastato un solo semplice sguardo. E lo abbiamo fatto. Ci siamo ribellati. Dopo Frozen abbiamo pompato a manetta Single Ladies ballando come due squilibrati senza cervello. Dapprima c'e' stato un attonito silenzio poi ecco la coalizione minorile. Urla, pianti, gesti inconsulti, sbraiti mentre io e Mr D. cantavamo a squarcia gola muovendoci in modo stranamente coordinato. Lo ammetto: dopo due interminabili minuti ha vinto l'Ape Maia.

domenica 21 dicembre 2014


Una si appoggia sul divano per riposarsi, chiude gli occhi, e dopo un nanosecondo li riapre e sulla sua pancia vede questo:

venerdì 19 dicembre 2014

Under control


Se non controllo me stessa rimango arrabbiata tutto il giorno. Se non controllo me stessa mi mangio pacchi di biscotti, tocchi di formaggio, pane olio e sale e il tutto contemporaneamente. Se non controllo me stessa non sono felice. Se non controllo me stessa sono sempre agitata e in costante movimento. Se non controllo me stessa vivo di merda. Ma anche controllare sempre me stessa mi fa vivere di merda. O meglio: mi fa stare bene, mi fa stare felice, ma e' psicologicamente stancante. Non potete lontanamente immaginare cosa voglia dire controllare ogni singolo pensiero, ogni singola espressione facciale, ogni singolo approccio col cibo. Perche' e' cosi': se non ci penso, se non controllo, se lascio perdere, mi ritrovo incazzata, triste, affogata nei disturbi alimentari. Mesi e mesi di psicocoso mi hanno fatto capire il perche' ma questo a volte non aiuta. Perche' in fondo penso sempre che per stare bene una persona non dovrebbe sforzarsi e impegnarsi cosi' tanto. Spesso, come in questo periodo, la stanchezza l'ha vinta e perdo il controllo di tutto. E cosi' mi ritrovo con sei chili in piu', con un broncio che neanche quattr'occhi, con il relax che fatico a ricordare cosa sia. Ma una parte di me capisce che e' anche vero che non sempre una persona puo' rimanere concentrata sul suo modo di vivere e di essere, che la stanchezza ci sta e che bisogna farsene una ragione. Che poi, diciamocelo, i disturbi alimentari non sono la causa ma la conseguenza di tutto il resto. Provero' a ricominciare ma ve lo dico fin da adesso: mi quotano 1 a 200.000.

giovedì 18 dicembre 2014


Ultimamente la guardo con occhi diversi, la guardo e vedo la donna che diventera'. E' una sensazione strana, difficile da definirsi, ma specialmente quando la saluto poco prima che aprano le porte, la vedo cresciuta, la vedo cambiata, la vedo piccola donna. Il tuffo al cuore e' inevitabile perche' come tutte le mamme ricordo il momento esatto in cui mi guardo' la prima volta, ricordo il momento in cui mi chiamo' per la prima volta. Ricordo il primo distacco, la prima risata, l'attimo preciso in cui e' nato il mio immenso e incondizionato amore. La mia pimpante piccola peste non e' poi cosi' tanto piccola, in fondo. E al solo pensarci mi commuovo perche', lo so, lasciarla andare quando sara' il momento sara' l'atto d'Amore piu' difficile della mia vita.

martedì 16 dicembre 2014

Latito, latito, mica faccio un illecito


Si, in effetti sono latitante da parecchio. La mia vita e' frenetica e non riesco a fissare i pensieri sul blog come vorrei. In realta' sono molto presa dal fatto che ho messo su sei chili (dico sei porcalapaletta!) e ancora non e' natale. Non so se sia dovuto a stress, a rilassamento, a stanchezza, a tristezza. Io non lo so e non credo neanche di avere la forza necessaria per mettermi dietro a capirlo. Di contro ultimamente vivo per Camomilla, la new entry. La cerco, la coccolo, la spupazzolo, ci gioco, ci parlo, mi curo di lei. Come se non avessi abbastanza cose da fare. Ma si sa: quando una nasce gattaradeisimpson non puo' andare contro la sua felina natura.

martedì 9 dicembre 2014

Camomilla


Sabato pomeriggio e' bastato un sguardo per capire che era lei. Se ne stava tutta appallottolata dentro una gabbia, soffiava a chiunque solo le parlasse, figuriamoci provare a toccarla. “E' un caso difficile” mi hanno detto “probabilmente non la adottera' nessuno e passera' la sua vita qui”. E poi mi hanno raccontato di lei, di come era stata trovata, di come era stata separata dalla sua mamma e di come era stata rinchiusa. "Non e' difficile capire il perche' del suo atteggiamento timido e diffidente" ho pensato "con molta pazienza e molto amore diventera' splendida". Mi hanno messo in guardia, spiegandomi cose che gia' sapevo sul carattere dei cuccioli, sul come siano imprevedibili, sul fatto che fosse troppo presto per vedere se sarebbe stata stronza tutta la vita. E io me ne sono fregata perche', pensavo, chiunque venga trattato male rispondera' male. E cosi' l'abbiamo portata a casa con noi ed e' bastata solo un giorno per farla gia' dormire sulla mia pancia, per farle fare le fusa piu' fusose del mondo, per farla ambientare nella sua nuova casa. Soffia ancora, ma non pretendiamo la luna. Si chiama Camomilla perche' e' la mia camomilla personale. Avere lei accanto mi rende felice, avere lei accanto non mi fa pensare ai miei disturbi alimentari, avere lei accanto mi rilassa. Devo dirlo: dopo sei anni di astinenza avevo bisogno della mia dose gattara quotidiana.

venerdì 5 dicembre 2014


Si vede subito la differenza fra un carattere di una mamma e un carattere di un'altra mamma. Lo vedi dai figli e lo vedi al primo colpo d'occhio mattutino. Quando porto la Primogenita a scuola, la si puo' veder sfilare con un calzino rosa e uno azzurro, con i capelli dritti, ma letteralmente dritti, che escono dalla giacca, con i paraorecchie sopra la cuffia della giacca, con in mano un fazzoletto con dentro la merenda e con i pantaloni della tuta. Poi ti guardi in giro e vedi bambine con i cerchietti in testa pettinate di tutto punto, bambine con la scatolina tienimerenda della Peppa, bambine con le calze di calzedonia. Noi rientriamo nella categoria famiglie disperate che escono di casa facendo vestire i propri figli da soli e come cavolo pare a loro.

martedì 2 dicembre 2014


C'e' chi se lo puo' permettere. Io no. E lo so ma ogni volta mi do' fiducia, mi convinco di potercela fare, e ogni volta capisco che in realta' la risposta e': No. E' successo di nuovo ieri quando mi e' stato chiesto da Mr D. se avevo voglia di andare a pranzo fuori. Sono stata combattuta fino all'ultimo poi ho risposto si. La conclusione e' stata un'abbuffata senza senso a pranzo e tornata a casa un'abbuffata senza senso fino a sera. Vi risparmio i particolari di quanti cavolo di biscotti, mandorle, noci e altra roba io abbia ingerito. Vi risparmio i particolari dei dolori di pancia e del continuare a mangiare lo stesso. Ve lo risparmio, ma non sono riuscita a risparmiarlo a me stessa. E' davvero pesante capire di non essere in grado di controllarsi. E' davvero brutto sentire di mentire quando ne parlo agli altri e non mentire quando ne parlo a me stessa e non so se avro' la forza necessaria per controllarmi il resto della vita. Sono stanchina. Eh si. Stanchina davvero.

Quando e' no e no... e forse anche si


Io sono sempre stata una persona che quando si sente dire no e' no. Punto. Anche da piccola non ho mai chiesto una cosa piu' di una volta, capricci pochissimi perche'... beh perche' quando si dice no e' no. Non e' cosi' per Mr D. il quale pur di ottenere qualcosa ti sfracassa i cojones finche' non ti esce il fatidico si. Io la mia vita l'ho sempre vista cosi': lavoro che mi permetta di sopravvivere e che tutto sommato non mi dispiaccia, famiglia con tre figlie femmine (vabbeh... bastano anche due) sposarsi giovani, avere figli giovani e avere una gatta rigorosamente femmina che scorazzi per casa (meglio due in realta' ma ad ogni sogno c'e' un limite). Mr D., da sempre contrario ai felini, morta Puzzona sei anni fa non ha piu' permesso che introducessi del pelo in casa. Glil'ho chiesto qualche volta ma ho sempre ricevuto dei secchi NO. E allora mi sono detta: proviamo... magari funziona. E cosi' da qualche settimana a questa parte ogni volta che il malcapitato marito mi messaggia, io rispondo sempre e immancabilmente con la foto di un gatto da adottare e il numero di telefono. SEMPRE.
Ha ceduto: la tecnica del fracassamento di maroni funziona.Parola di gattara.