mercoledì 20 dicembre 2023

A Natale puoi

 

Quest'anno, come tutti gli anni in realtà, ci tenevo a passare il Natale insieme alla mia famiglia natale e non. Ora: di famiglie ne ho fin troppe (di famiglie “normali” manco una) ma ho comunque cercato con tutta la buona volontà del mondo di mettere insieme le persone per potersi incontrare. Ecco il resoconto ad oggi, raggiunto con tanta tanta fatica:

  • La famiglia di mia mamma, ovvero lei e suo marito. Ho proposto di vederci come tutti gli anni alla Vigilia da loro ma quest'anno è diverso, lo so. La nonna non c'è più, il marito di mia mamma sta morendo e l'atmosfera non è proprio meravigliosa. Ma non è a questo che serve stare tutti insieme? Per stare meglio? (Lasciamo pure da parte che dopo 30 anni tondi tondi ancora mi trovo in imbarazzo di fronte al marito di mamma, quest'anno poi senza nonna gli argomenti languiranno). Mia mamma ha iniziato, come sempre la sua solita solfa: E sono stanca... e sto male... e non so come fare... e quest'anno non credo che farò l'albero... Insomma, il suo solito vittimismo che non ha nulla di nuovo. Per questo ho proposto la vigilia a casa mia, così lei non dovrà cucinare niente, non dovrà fare niente, non dovrà portare niente. Dovrà solo venire.

  • La famiglia di mio padre, composta da zii, zie e cugini di ogni sorta. Ogni anno ci si incontrava a casa di mia zia a Santo Stefano per cui mio messaggino veloce in chat di famiglia. Apriti cielo, cos'avrò chiesto mai... Ma io non demordo per cui ad ogni barriera una risposta: Ah ma quest'anno siamo in tanti... Non più dell'anno scorso. Ah ma quest'anno come facciamo... Beh possiamo ognuno portare qualcosa. Ah ma forse è meglio saltare... Potete venire tutti a casa mia. Ah ma di qui... Ah ma di là... Alla fine riesco a trovare un accordo ma (eh sì, c'è un ma) mi scrive la neomoglie di mio padre dicendo che lei non ci sarà se il compagno di mia cugina verrà a Natale. Cioè la moglie di mio padre e il compagno di mia cugina? Machecca... Ok, lui è palesemente un drogato e non è una bella persona, machettefregattte? Cioè fossi sua madre capirei eh, ma boh. Nei giorni dopo sento mio padre che si trova nella spiacevole situazione di dover scegliere fra sua moglie e la sua famiglia e dopo un'estenuante chiacchierata gliela do su. Oh, più di offrire casa mia, di trovare la data e di dire che di vuol venire è bene accetto, fate un po' quel cavolacchio che vi pare e vaffanculo. Alla fine pare che ci incontreremo il 6 gennaio a casa della moglie di mio padre senza il compagno di mia cugina. Bah.

  • La neofamiglia di mio padre, composta dalla sua neomoglie, il figlio della neomoglie con appresso moglie e due figlie. Mai avuto a che fare troppo con loro, a dirla tutta, ma mi aspettavo una domenica dopo le feste, tipo a metà gennaio e invece, scartata la prima famiglia di mio padre, si è liberato un posto per Santo Stefano e così sua moglie ci ha invitato tutti a casa sua. Ooooooook.

  • La famiglia di mio marito, ovvero sua madre, suo padre e suo fratello. La famiglia più normale di tutte le famiglie con cui ho a che fare. Che poi di normale ha davvero poco ma mi guardo bene dal parlarne. Comunque: Ci vediamo il giorno di Natale a pranzo, ok? Ok. Fine. Avevo proposto di accorpare questa famiglia a quella di mia mamma unendo il tutto a casa nostra in modo da vincere l'imbarazzo con il marito e fare in modo che l'atmosfera fosse più festosa per mamma, ma pare che mia suocera si sarebbe offesa e allora guaimai.

Beh... Ehm... Buon Natale.

martedì 19 dicembre 2023

Progressi

Spesso quando si parla di problemi si tende sempre a parlarne quando si fanno pesanti e importanti e quasi mai quando tendono ad andare meglio. Beh, in questo periodo tendono ad andare meglio. Sto parlando dei miei disturbi alimentari. Me ne sono accorta improvvisamente lunedì durante la mia corsetta di scarico di 10 chilometri (aaaahhh quanto adoro la settimana di scarico). Improvvisamente, mentre correvo, mi sono resa conto di due cose:

  • La corsa. Ricordo che l'attività fisica da me era solo utilizzata come semplice compensazione. Non c'era quasi niente altro: mi allenavo per smaltire quanto mangiato. Punto. Ricordo anche che in terapia la Psicocosa mi chiese se in effetti la corsa mi piacesse davvero e andai totalmente in crisi. Ci misi tantissimo tempo, analizzai la cosa in lungo e in largo e nonostante passassero i mesi non riscii a rispondere a questa banale domanda. La risposta è arrivata ora, quando sono ormai anni che non ci penso: la corsa mi piace, e mi piace tantissimo. Mi piace così tanto che nonostante gli acciacchi fisici continuo a correre, mi piace così tanto che mi alleno per la mezza maratona quando ho già in testa la maratona completa, mi piace così tanto che non ne posso fare a meno. E la sola banale risposta SI per me è un traguardo assurdo

  • I trigger. Ricordo che quando andai dalla Psicocosa venne fuori un simpatico elenco di cibi trigger, ovvero quei cibi “proibiti” che in me innescavano le abbuffate. Andavano dalle semplici patatine ai biscotti Digestive ed erano delle vere e proprie bombe: nella mia testa non si poteva comprarli, figurarsi mangiarli. Ricordo che la Psicocosa mi aveva imposto di comprarmi dieci scatole di Digestive da tenere in dispensa e mi aveva assicurato che averli sempre lì a disposizione mi avrebbe aiutato. Non ci credevo, ma ora posso dire che è davvero così. Ora me ne frego, specie al lavoro. Se ho voglia di un pacchetto di patatine me lo compro e me lo mangio. E se il giorno dopo ne ho voglia ancora, me lo ricompro e me lo rimangio. E se il giorno dopo ancora ne ho voglia ancora, io me lo ricompro e me lo rimangio fino a quando poi mi stanco. E se ho voglia di caramelle gommose me le compro e me le mangio. Devo dire che all'inizio è stato un continuo mentre ora, nel mio cassetto, si può trovare frutta secca e qualche banana, anche se ogni tanto risbucano patatine. Non posso dire che sia sempre una cosa positiva, a volte mi rendo conto di mangiarle in modo veloce e quasi da abbuffata, ma il fatto che non siano più cibi proibiti è davvero un enorme passo avanti

Può sembrare roba da poco ma il fatto che io non mi sia resa conto di questi progressi, che siano praticamente diventati la normalità, è una delle cose più belle che possano mai capitare a una che, come me, ha sofferto di disturbi alimentari per decenni e che ogni tanto ci ricasca.

Breve storia triste ovvero La poesia del matrimonio

“Ma Spetti! Sarebbe bello se andassi a San Remo”

“Eh se vabbeh”

“Beh, ci sono andate anche le tardone eh”

… … …

“Potresti fare come la maiala di Sing”

… … …

“Sì. Sei la maiala di Sing”.

Fine.

sabato 16 dicembre 2023

Probabilmente

Probabilmente il Natale dopo aver perso una persona molto cara non è il periodo migliore, me ne rendo conto. Ma non mi capacito come mai così improvvisamente io sia tornata indietro. Perché nell'ultimo mese le cose stavano andando meglio, venivo assalita più raramente da quel dolore forte e acuto dei primi tempi. Non so, non mi aspettavo una marcia indietro così netta. Darò come sempre tempo al tempo ma ormai sono passati più di sei mesi e mi ritrovo ancora qui, con un dolore che sembra non andrà mai via.

venerdì 15 dicembre 2023

Progressi linguistici

Da un pochino di tempo a questa parte Birullulo ha iniziato a parlare proprio bene ma grazie al cielo ha ancora quel linguaggio da bimbolino che a me piace da matti. Le tre parole che usa più spesso e che ancora storpia sono:

- pencin – stretching (eh sì, lo faccio tutti i giorni e ogni tanto mi fa compagnia)

- cocciolato – cioccolato (perdonatelo, siamo sotto Natale)

- camminine – macchinine (grande grande passione che probabilmente mai tramonterà)

Io no, non lo correggo. Avrà tutto il tempo del mondo per parlare correttamente e accorgersi degli sbagli. Ora lo ascolto così, con le orecchie di chi è innamorato e in tutto questo ci vede tanta bellezza.

lunedì 11 dicembre 2023

Breve storia triste a Parigi scorso anno ovvero Mio marito e le lingue

“Sir? Do you want to eat here o take away?”

“Ehm... CARD... I want to pay with CARD”

“Yes sir. But do you want to eat here?”

“No money!! CARD! CARD!”

“Yes but H-E-R-E or A-W-A-Y”

“C-A-R-D!”

E fu così che intervenni io.

Fine.

Breve storia triste a Barcellona ovvero Mio marito e le lingue

“Ma... Mr D.? Perché hai risposto di sì?”

“Perché mi ha chiesto se pagavo col pos”

“Ehm... no Amore. Ti ha chiesto se volevi il menù dei dolci”

“No no no!!! Sono sicuro! Mi ha chiesto se pago col pos!”

E fu così che portarono il menù dei dolci.

Fine.

giovedì 7 dicembre 2023

Hola

Oggi partiamo per Barcellona. Una toccata e fuga di due giorni, tutti e cinque tutti insieme. Nei giorni scorsi ad essere sincera non ne avevo voglia perché si sa, sono una persona estremamente abitudinaria e io a casa mia con le mie cose ci sto proprio bene ma da ieri, da quando ho fatto i vari check-in e organizzato le varie tappe, ho iniziato davvero ad avere proprio la smania di partire e di passare qualche giorno all'insegna del caos familiare. Questo è il secondo vero viaggio che facciamo insieme e sono davvero molto molto felice.

lunedì 4 dicembre 2023

"Prestiti"

Una settimana fa ho prestato la mia maglietta a Primogenita. Le ho chiesto questa mattina se la rivedrò mai. Mi ha risposto che probabilmente la rivedrò quando la metterà da lavare. E poi dopo sparirà di nuovo. Molto bene.

venerdì 1 dicembre 2023

Il primo capriccio non si scorda mai – parte 2

E' proprio vero che la natura umana tende a dimenticare. Se poi si tratta di madri con i figli questa cosa è ancora più vera. Quale donna sana di mente rifarebbe un altro figlio se si ricordasse bene del parto? E quale donna sana di mente rifarebbe un altro figlio se si ricordasse lo spannolinamento, lo svezzamento, i capricci demoniaci? Ecco. Io la fase dei capricci non è che me la ricordassi proprio benissimo. Cioè non è che non me lo ricordassi, ma ho una innata e naturale capacità di isolarmi acusticamente dai capricci e non mi toccano. Cioè un cinno può piangere e urlare per due ore che io non lo sento. Non lo sento e basta. Ieri comunque è stato il turno di Birullulo. Credevo che il primo capriccio vero fosse stato questo. Bazzecole: il primo vero capriccio si è palesato ieri e per la prima volta mi è capitato di affrontarlo da sola. Perché sia col primo capriccio di Primogenita che col primo di Secondogenita siamo sempre stati in due, io e Mr D. A sto giro ero in solitaria. E non solo: ero in solitaria, in mezzo alla strada, con la spesa da una parte e il figlio dall'altra. Ha iniziato a urlare all'interno del supermercato perché aveva visto un giocattolo che desiderava e ha tirato avanti con urla che manco lo stessi squartando. Ma fossero state solo le urla... Il ragazzo è sorprendentemente forte per cui appena uscita dal supermercato (grazie al cielo l'avevo messo nel carrello) ha iniziato battere i piedi (ha addirittura lanciato una scarpa in mezzo alla strada), a strillare e tirare nella direzione opposta in cui avremmo dovuto andare. Da una parte dunque la furia treenne, dall'altra le buste della spesa. Non riuscivo a fare due passi che subito tornavo indietro. Assurdo. Grazie al cielo queste cose non mi scalfiscono per cui con una calma serafica ho tenuto botta per circa 25 minuti quando mi sono resa davvero conto che non sarei più tornata a casa. E così ho chiamato Mr D. in cerca di aiuto, quantomeno per venirsi a prendere la spesa visto che la situazione non accennava a migliorare. Ho retto in solitaria circa 40 minuti fra strattoni e urla da una parte (Birullulo) e calma serafica dall'altra (io). Ieri sera, dopo aver messo a letto la figliolanza, il mio fisico mi ha presentato il conto: mal di schiena da tutta la parte destra, proprio lì dove strattonava Birullulo. Dovrebbero santificarmi: Santa Spettinata da Bologna.

mercoledì 29 novembre 2023

La dolcezza creativa

Secondogenita, in un modo particolare e tutto suo, è dolce e sensibile. Dico in modo particolare perché è così dolce e sensibile che si copre di una bella corazza per proteggersi e a una prima occhiata potrebbe sembrare forte, ironica e combattiva, ma non è propriamente così. Lei è quella che ha sempre un occhio di rigardo, ti chiede di raccontarle la tua giornata e se stai male ti si mette di fianco e non si schioda finché non è sicura che tu stia meglio. E' anche quella che ti dimostra in tutto e per tutto il suo affetto riempiendoti di bigliettini, disegni, creazioni con scritto quanto sei importante e quanto ti vuole bene. Due giorni fa, ad esempio, entrambi i suoi nonni hanno fatto gli anni e lei è stata l'unica a voler fare un biglietto di compleanno per entrambi con apposita dedica e un piccolo pensiero per ognuno. E' dolce e creativa, e io la amo tantissimo.

martedì 28 novembre 2023

Il "primo" grande strippo

Non che Primogenita non ne abbia mai avuti eh, in quanto adolescente ce li ha e ci sta. Fra le altre cose di solito quando schizza è quasi sempre per una buona ragione, ragione che di solito ha lei. Comunque sabato sera è stata l'apoteosi. Primogenita stava bisticciando con sua sorella quando è intervenuto Mr D. (maaaaaaai intervenire nei bisticci fra sorelle) e ha dato di default ragione alla piccola adducendo il fatto che una ha 11 anni e l'altra 15 (che ragionamento di m). Ovviamente, e per quanto mi riguarda anche giustamente, Primogenita si è arrabbiata e si è così arrabbiata che ha iniziato ad urlare come una matta e a un certo punto ha sbottato “BASTA. ME NE VADO”. Ha preso ed è uscita di casa. Prima che uscisse ho provato a calmare le acque, ho provato a chiederle se potevo andare con lei ma mi sembrava anche giusto lasciarla sbollire da sola. Ma io, in quanto mamma, sapere che mia figlia vagava da sola di sera per le strade della città inkazzata nera mi ha fatto stare malissimo. Inoltre per me lei aveva ragione, mio marito no. Una sensazione che conosco benissimo perché quando bisticcio con Mr D. lui non sente ragioni, non ascolta e le poche volte che mi è capitato di strippare così intensamente me lo ricordo: una rabbia e una frustrazione così grandi da non starci più dentro. Non le posso di certo dare torto, Primogenita è molto molto simile a me. Fatto sta che mi sono sentita come una di quelle protagoniste dei film dove tutti litigano e una rimane in casa angosciata senza sapere bene cosa fare se non preoccuparsi. Primogenita poi è una vera chicca. Neanche cinque minuti dopo essere uscita mi ha scritto chiedendomi scusa e dicendo che andava da un'amica e che sarebbe tornata presto, cosa che per altro ha fatto. Mi dicono tutti che andando avanti può solo peggiorare. Francamente, non so cosa aspettarmi e non credo di essere pronta. Ma lo si è mai?

lunedì 20 novembre 2023

Breve storia triste

Entro da kiko per comprarmi uno smalto.

Chiedo a una commessa ventenne la differenza fra uno smalto e l'altro.

Inizia a parlarmi in una lingua sconosciuta con qualche parola di italiano in mezzo del tipo “questi sono più swag mentre gli altri blablabla”.

Rispondo qualcosa tipo “ah... ehm... certo”.

Acquisto il meno costoso per non sembrare troppo vecchia.

Fine.



martedì 14 novembre 2023

La fatina dei ciucci

“Allora Birullulo, se vuoi possiamo lasciare tutti i ciucci qui che stanotte passa la Fatina dei ciucci, li prende via e ti porta un regalo”

“Uno Legalo?”

“Sì, uno”

“No uno. Due. Due”

“Eh no amore, ne porta uno”

“Hum”

“Allora che dici? Ti piace l'idea?”

“Shi. E poLta il cantieeeeLe”

“Non so se ti porta il cantiere come regalo ma è probabile, sì”

“Due. Due”

“No due amore, ne porta uno”

“AlloLa io lascio tutti i ciucci però uno no”

“Eh no amore, lei li prende tutti, non ne puoi tenere uno per te”

“Uno no”

“Eh no amore, li prende tutti o te li lascia tutti. Decidi tu”

“AlloLa no”

“Va bene allora amore, se non sei pronto lasciamo stare. Verrà un'altra volta”

“Hum... ma viene a casa nostLa la fatina?”

“Sì eh”

“E a colasssssione la fatina c'è”

“No amore, la fatina arriva di notte e se ne va via subito”

“Hum... e poLta cantieLe”

“Sì, è probabile”

“Hum... AlloLa shi”

E fu così che si svegliò con un enorme cantiere in regalo e niente ciucci. Non me li ha più chiesti ma c'è da dire che lui li usava solo nel momento dell'addormentamento e neanche sempre. E' davvero un bravo bambino.



venerdì 3 novembre 2023

Poesia pura

Mr. D. non è mai stato molto sentimentale, ma ultimamente sta superando sé stesso:
 

giovedì 2 novembre 2023

Ah allora ok

“Ma Birullulo! Ma hai un enorme bernoccolo in fronte! Ma come mai fatto?”

“Ho fatto bum. AlbeLo”

“Contro un albero? Ma perchè?”

“Eppekké collo collo più piloce del vento”

martedì 31 ottobre 2023

Happy Hallowwen

Questa mattina mi sono alzata e la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a pescare dentro alla scatola dei travestimenti delle ragazze. Sicuramente ci sarebbe stato qualcosa per Birullulo. Nell'ordine ho trovato:

  • un uncino da Capitan Uncino

  • un cappello da vichingo

  • un mantello da strega

  • gli occhiali di Harry Potter

Ho provato a farglieli indossare tutti insieme. Non ha voluto travestirsi. Non capisco come mai.

lunedì 30 ottobre 2023

Breve storia triste

premessa 1: venivo da tre giorni di gastrointestinale

premessa 2: mi sono fermata qualche minuto per aiutare un'amica di Secondogenita che non si era sentita bene

BREVE STORIA TRISTE

Abbiamo corso la 10km della StraBologna.

Secondogenita è arrivata prima di me.

Fine.

mercoledì 25 ottobre 2023

E' così che ti fregano

“Mamma! Fai aaaaaa toLLe!”

“No Birullulo dai. Gioca da solo. Perché deve giocare la mamma sempre con te?”

“Eppekké è caLina mamma”

Touchée

martedì 24 ottobre 2023

il mio Sole

Secondogenita ha un carattere tutto suo, molto particolare. Per anni ho faticato a capirla fino in fondo perché è molto diversa da me: io sono cristallina, mi si legge in faccia cosa provo, cosa sento, cosa immagino. Lei no. E' estremamente riservata e sebbene a colpo d'occhio paia una persona solare, forte, estroversa, a tratti aggressiva in realtà è una ragazza fragile e insicura, bisognosa d'affetto e molto affettuosa. Spesso attacca, attacca per difendersi anche quando in realtà non ci sarebbe nulla per cui difendersi ma perché di fondo si sente fragile. E' molto coccolona, ancora desidera che passiamo davanti a scuola da lei per salutarla, baciarla e augurarle una buona giornata, cosa che la maggior parte dei suoi coetanei aborre come se fosse opera del diavolo. Le piace stare con noi nel lettone, le piace essere rassicurata e le piace inondarmi di bigliettini in cui mi dichiara il suo affetto. Mi ci è voluto tempo per comprenderla ma ora posso dire che lei non è come sembra, ed è bellissima. Sia fuori che dentro.

giovedì 12 ottobre 2023

I giochini dello sviluppo

Appena nata e per tutti i 12 anni successivi Primogenita è stata la mia fotocopia. La MiniMe in miniatura si aggirava per casa fra lo stupore dei parenti e degli amici. Persino lei, nelle foto, faticava a capire se sulla carta c'era lei o c'ero io da piccola. Era davvero impressionante. Poi un giorno, dal nulla, è cresciuta di duecento centimetri e ha cambiato fisionomia: ha iniziato mettendo su il naso del padre, poi la forma del viso, poi le gambe lunghe e affusolate, le spalle ampie e la pancetta del papà. Negli ultimi mesi qualcosa ha cambiato anche nei capelli, nei suoi bellissimi capelli neri lisci che ha sempre avuto e che son sempre stati uguali ai miei. Beh, ora i suoi capelli si presentano così:

 


No, non sono più neri e no, non sono decisamente più lisci come spaghetti. E non vi dico che casino per capire che non aveva più i capelli lisci: abbiamo passato mesi in cui se li asciugava da lisci e aveva una testa simil-leonina informe da far paura. Il mio Amore sta cambiando ed è così bella, sia dentro che fuori. La amo immensamente.



 

martedì 10 ottobre 2023

La semisantità dell'ultimogenito

Birullulo è un bambino davvero buono. Non mi fraintendete eh, è sempre sulla soglia dei tre anni per cui ogni tanto ci scappa il capriccio, ogni tanto ci scappa la testardaggine, ma fondamentalmente è un bambino buonissimo. Settimana scorsa ad esempio siamo andati a Milano e ha camminato senza fiatare per due ore dopodiché semplicemente si è seduto in mezzo alla strada rifiutandosi di fare un altro passo (e come dargli torto). Niente urla, niente pianti, niente di niente. Eravamo con una compagnia di amici con tutti figli grandi per cui abbiamo pranzato passata l'una e mezza (lui di solito pranza a mezzogiorno) e non ha fiatato. Di solito al pomeriggio dorme due ore, a Milano ha dormito una mezz'ora rosicata in braccio a me, e non si è lamentato. Il viaggio di andata e ritorno in treno l'ha passato a giocare con le sue macchinine. Quando lo porto al parco poi, osservandolo nelle dinamiche di gruppo, vedo che è proprio un bimbo a modo. Quando desidera un gioco di altri aspetta con pazienza e magari chiede l'intervento dell'adulto. Ieri ad esempio al parco voleva giocare con un camioncino fiammante dei pompieri, desiderio di tutti i bimbi presenti. C'era chi spintonava, chi urlava, chi faceva capricci. Lui mi ha semplicemente preso la mano, mi ha portato lì e mi ha detto che voleva giocarci anche lui e con pazienza abbiamo aspettato e poi chiesto il permesso al proprietario che dopo un pochino gliel'ha ceduto. E sempre ieri se ne stava buono buono sulla sua bicicletta, è arrivato un suo amichetto che la voleva e così, senza preavviso, l'ha spintonato e buttato per terra. Ovviamente si è messo a piangere, ovviamente non era contento, ma quello che ha fatto l'altro bimbo mi ha fatto ricordare che lui non è così e io ne sono felice. Nell'ultima scaramuccia di ieri, poi, mentre lui e un altro si contendevano un monopattino, entrambi hanno guardato verso le rispettive mamme per capire chi avesse ragione o meno. Nessuna lite, nessun pianto, nessun capriccio ma una semplice richiesta di un giudice neutrale per capire chi potesse accaparrarsi il gioco. Sono molto orgogliosa del mio Birullulino e lo amo immensamente.

I sensi di colpa

Dal punto di vista lavorativo questo per me è il periodo più incasinato dell'anno. Se ci aggiungiamo che Birullulo ha iniziato la materna, non senza qualche difficoltà, che Secondogenita ha iniziato le medie, non senza qualche difficoltà, che Primogenita ha iniziato la seconda superiore, che mia madre non sta benissimo e che suo marito sta sempre male, beh, non è che sia tutto liscio come l'olio ecco. Però bene o male si tira avanti con i soliti sensi di colpa di non riuscire a fare abbastanza. Ecco qui di seguito l'elenco dei miei sensi di colpa più frequenti:

  • mi sento in colpa con Birullulo perché non riesco a portarlo al parco quanto vorrei. Settimana scorsa ce l'ho portato una volta sola e questo perché al pomeriggio mi dedico a far studiare Secondogenita che in questo periodo ha bisogno di essere molto seguita nello studio

  • mi sento in colpa con Secondogenita perché l'unico tempo che passo con lei è quello dedicato al suo studio e di questo lei ne risente molto, me l'ha pure detto

  • mi sento in colpa con Primogenita perché inevitabilmente è quella più autonoma e dunque passa in secondo piano. Mi ha chiesto di insegnarle a suonare la chitarra, le ho detto di sì ma non so quando e se riuscirò a trovare il tempo per dedicarmi a questa cosa

  • mi sento in colpa con mia madre perché la sento tutti i giorni, è vero, ma non la vedo quasi mai e quando ho del tempo libero (raramente) lo passo a riposarmi o a correre quando invece dovrei dedicare del tempo anche a lei

Quello che ultimamente dico più spesso è che io sono una, e non trina, per cui faccio quello che posso. Ma non mi sembra mai abbastanza.

lunedì 2 ottobre 2023

Quando la nonna è morta, quasi tutta la sua roba è passata a me, un po' perché mia mamma si è voluta liberare di tutto, un po' perché io non ho voluto lasciar andare nulla. Di tutta la sua roba la cosa a cui sono in assoluto più affezionata è una catenina che le avevo regalato io e che lei portava sempre al collo: una finissima catenina di oro rosa con un cuore attaccato dove da un lato c'è scritto Ti voglio bene e dall'altro B, la mia iniziale. Lei lo portava sempre dal lato della scritta mentre io la porto dal lato della mia iniziale, come se la scritta dietro fosse un segreto da custodire gelosamente fra me e lei. Questa catenina, purtroppo, si è rotta qualche settimana fa e dopo un pianto a dirotto, sono corsa dall'orafo per farla subito riparare e mi è stata ridata venerdì questo. Non è durata neanche un giorno: sabato si era rotta di nuovo. Disperata ho preso la seconda collana che ricordo averle visto raramente addosso, una infilata di pietre piccole e verdi molto carina. Sabato stesso si è rotta pure quella. Mentre singhiozzavo quasi inconsolabile, mia mamma con la sua meravigliosa saggezza che sempre la caratterizza mi ha scritto: “E' il segno che c'è un nuovo inizio per te.... e di lasciare il passato... lei vola libera...”. Sono andata a letto scossa e ho sognato la nonna. Era già capitato che la sognassi ma in modo sfuggente, come camminare per strada e vederla in un parco mentre faceva yoga. A sto giro ci trovavamo nella mia casa di infanzia, io e lei, e stavamo vivendo uno dei nostri soliti giorni quando l'ho guardata e lei mi ha sorriso e lì le ho detto “Nonna, se hai bisogno che io ti lasci andare, lo farò”. Lei mi ha abbracciato e mi ha risposto (ma non ricordo la sua voce, forse mi ha fatto solo capire) che la casa dove stavamo in quel momento, la casa della mia infanzia, non era più il posto giusto dove stare. E così siamo uscite e mentre ci recavamo nella nuova casa mi sono distratta, l'ho persa di vista e non l'ho più ritrovata. Se n'è andata così silenziosamente, un po' alla chetichella... Mi sono svegliata che erano le 4 del mattino e stranamente ero abbastanza tranquilla. Ma questa mattina nel raccontare il tutto a Mr D. sono scoppiata a piangere come una disperata perché io non la voglio lasciare andare. So che per il suo bene, e per il mio, dovrei, ma non voglio. Sono uscita di casa con un'altra sua collana al collo, una collanina di corallo sottile che una volta era sua ma che mi aveva regalato tantissimi anni fa e che ogni tanto porto con me. Chissà se si romperà anche questa.

giovedì 28 settembre 2023

Fulmini e scirocco

Ieri a mezzogiorno ho spento il computer, ho salutato le colleghe, sono scesa nel box per prendere la bici e tornare a casa dal lavoro quando mi sono resa conto che in realtà il mio orario di lavoro mica finisce a mezzogiorno! Ho rimesso la bici nel box, sono salita in ufficio fra gli sguardi attoniti dei colleghi, mi sono seduta alla scrivania, ho acceso il computer e mi son messa a lavorare. Son decisamente sciroccata, son decisamente fulminata.

Il piccolo Buddha

Birullulo è il più coccolato di tutta la casa, è inevitabile anche perché è all'altezza giusta per avere la sua testolina proprio a portata di mano quando gli passi accanto. Questa estate a inizio agosto gli è stata rasata la testa a causa dei pidocchi e immediatamente mi ha riportato alla mente il piccolo Buddha.

Ma sei il mio piccolo Buddha tu?”

No”

E sì che sei il mio piccolo Buddha tu”

No mamma. Io shono BiLullulo”

Questo appellativo religioso è durato poco, a dire la verità, ma non è stato così per Secondogenita che ha continuato e continua a chiamare suo fratello Piccolo Buddha. All'inizio è stato tutto un no da parte del piccolo ma poi la cosa ha preso piede e ora si chiamano Piccolo Buddha a vicenda.

Buongiorno Piccolo Buddha”

Ciao Piccolo Buddha!!!”

Ad oggi casa mia pare un tempio buddista e devo dire che con la testa rasata quasi a zero, toccare il cranio del piccoletto ogni tre per due è davvero rilassante.

lunedì 25 settembre 2023

Le medie

In confronto alle elementari le medie son toste, si sa. Secondogenita poi, avendo visto la sorella farsi un mazzo tanto, era un pochino terrorizzata dall'inizio della scuola perché sapeva cosa le sarebbe toccato. Addirittura questa estate, durante una nostra chiacchierata su Si Balla di Bella (la nostra barchetta) mi disse:

“Mamma, tu mi devi promettere che quest'anno mi romperai le scatole eh. Perché io non avrò voglia di studiare per niente ma dovrò studiare per cui promettimi che mi romperai le scatole!”

E io gli risposi pressapoco così:

“Ma non ci penso neanche! Io ho già altri miliardi di cose per cui romperti le scatole, questa anche no!”

“Vabbeh, chiederò a papà”

“Ecchiediapapà”

Ah... la consapevolezza. E così ha iniziato e devo dire che è andata benissimo. Al di là di qualche incidente di percorso dovuto a una lieve gastrointestinale, la ragazza sta prendendo il ritmo, ha già visto com'è l'antifona, studia e si applica. Sono davvero orgogliosa di lei.

venerdì 22 settembre 2023

Il distacco – parte 4

Ieri e oggi tutto liscio sul fronte occidentale. Ieri c'è stata comunque qualche titubanza mentre oggi davvero è andata bene. Vedremo lunedì, dopo il fine settimana a casa. Devo dire che arrivare al lavoro senza le urla nelle orecchie non è poi così male.

mercoledì 20 settembre 2023

Il distacco – parte 3

Considerate che tutto questo si svolge sempre sempre sempre in mezzo a pianti e lacrime.

“No vojo ndale a schuola”

“Lo so Birullulo, amore mio”

“No vojo ndale a schuola. Vojo ndale a lavolale”

Chapeau

martedì 19 settembre 2023

Il distacco - parte 2

Mamma?”

Sì Birullulo?

No vojo ndale schuola”

Ma dai, amore mio! Ci sono i tuoi amichetti, ci sono tantissimi bei giochi, e le dade. E poi ci stai pochissimo, solo due ore e poi torni subito a casa”

No vojo io”

Ma perché amore...”

Pekké a schuola si piange”

“Ma perché si piange scusa?

Pekké vojo mamma io”

Amoredolcedimamma. Ci riprovo

Ok, non vuoi andare e allora dove vorresti andare?”

FuoLi da cancello”

Dal cancello?”

Shi, fuoLi da schuola”

Fuori? E perchè?”

Pekkè c'è mamma fuoli”

E il mio cuore si sciolse.

lunedì 18 settembre 2023

Il distacco

Ha fatto così anche per i due anni in cui è stato al nido per cui diciamo che non è proprio una novità. Aggiungiamoci poi che io non sono una mamma ansiosa e appicicaticcia, per cui sulla carta dovrebbe andar abbastanza bene. E invece mica tanto, l'inizio della materna, con nuova scuola, nuove dade e qualche amichetto nuovo ha turbato Birullulo nel profondo. Ogni volta che inizia un nuovo anno scolastico in realtà non ne ha voglia mezza. Il saluto mattutino diventa straziante e piano piano anche la mezz'ora o l'ora precedente al saluto. Addirittura quest'anno si è aggiunta il lamento alla messa a letto della sera prima, in cui Birullulo continua a ripetere che lui a scuola non ci vuole andare. E alla mattina si inizia con un pianto costante, una disperazione pesante e sindrome dell'abbandono da manuale. Io sono una persona tranquilla, lo coccolo e lo mollo con gradualità, dolcezza e fermezza, anche perché so con certezza che dopo qualche minuto il ragazzo smette. Nonostante questo però, iniziare la giornata così non è per nulla piacevole, mi lascia un senso di pesantezza in mezzo allo sterno e sul petto che si trascina per un'oretta finché poi non passa. Non oso pensare alle mamme ansiose e super apprensive: come possono sopravvivere a questi distacchi?

martedì 12 settembre 2023

OcchioxOcchio

Di Primogenita non ci si può certo lamentare. E' vero, ha 15 anni e come età non proprio meravigliosa, ma è una ragazza rispettosa, studiosa, a modo e gentile. Ovviamente ha i suoi sbruzzi, si inkazza quando le si prendono le sue cose e ormai le cuffie sono diventate parte del suo corpo. Ma nulla di esagerato o pesante. Uno sbruzzo tuttavia è capitato qualche giorno fa quando è rientrata alle nove di sera dopo aver cenato fuori con una sua amica. Stanca dal giorno lavorativo/casalingo/mammesco/sonstancastancastanca chiedo a entrambe le mie figlie di sparecchiare. Apriti cielo!

“Ma non è giusto!!!! Io ho mangiato fuori! Mica c'ero!”

“Lo so amore ma sono molto stanca e ho semplicemente chiesto una mano”

“No! Io non lo faccio! Ma figurati manco c'ero!”

“In famiglia ci si aiuta tutti. Se una persona è stanca le si da una mano”

“No! Io non lo faccio!!! Non c'ero ed è una cosa ingiusta! Assolutamente no!”

“E allora io non ti lavo più le tue cose sporche perché non sono io che le sporco... Che ragionamento è?”

“Non me ne frega. Io non lo faccio perché io non c'ero!”

“Ok, amore, liberissima di non farlo. Da domani anche io non laverò più i tuoi panni perché non sono io a sporcarli. Vado a letto che sono molto stanca. Buonanotte”

Ore 23,34: rumore di stoviglie. Deve aver fatto uno più uno e pensato che, dopotutto, meglio sparecchiare una volta che lavarsi i panni tutti i giorni.

lunedì 11 settembre 2023

PacMan

Il vocabolario di Birullulo ora è decisamente ampio ma occorre avere una certa confidenza per capire esattamente cosa ti sta dicendo perché i suoi termini tendono ad essere criptici e ben poco alla portata di un vasto pubblico. Ad esempio il ragazzo per dire GUARDA dice UACCA. Uacca mamma!! Uacca papà!!! Iaiaaaaa iaiia uacca!! e via di seguito. Il termine Uacca viene utilizzato così tanto spesso che sembra di avere un piccolo pacman che si aggira per le stanze in attesa di mangiare il prossimo fantasmino. Lo amo.

La libertà dà alla testa

In casa mia, nel periodo adolescenziale, ci sono solo due concetti da seguire:

  • studiare e dare il massimo nello studio

  • il rispetto

Se si rispettano queste due semplici dritte allora bene o male si è davvero liberi di fare quello che si vuole, ma se viene a mancare anche solo uno dei due pilastri, allora crolla tutto. L'accordo dunque è semplice: studio e rispetto in cambio di libertà. Il secondo punto, il rispetto, comprende un punto fondamentale del mio essere genitore: l'onestà. Se sei onesto con me allora io sono disposta a venirti incontro sempre, anche quando la combini davvero grossa. Questi due semplici concetti sono stati inculcati nella testa di Primogenita da sempre e lei se la cava davvero molto bene. Studia molto, non sempre ottiene i risultati sperati ma si impegna sempre al massimo ed è per me questo quello che conta davvero. Inoltre è rispettosa e onesta (o almeno lo è la maggior parte del tempo). Da qualche mese a questa parte, in vista dell'entrata di Secondogenita nel mondo delle medie, ho cercato di spiegare a Sbibulina proprio questi due concetti facendole anche l'esempio della totale libertà di cui gode sua sorella grazie a questi due pilastri e da una settimana ho iniziato anche con lei ad applicare le semplici regole di equilibrio casalingo in quanto ha iniziato lunedì ad uscire da sola e a godersi la propria, seppur limitata, indipendenza. Tuttavia, nel giro di qualche giorno, la ragazza me ne ha combinate due, una dopo l'altra, rivelando ancora una volta la differenza caratteriale fra lei e sua sorella:

  1. Secondogenita se che può andare e venire solo dal parco, non può andare in giro. Mi ha chiamato e mi ha chiesto se poteva andare a farsi un giro per il centro visto che tutte le mamme dei suoi amici avevano dato il permesso. Nasando a un chilometro di distanza una bugia pantagruelica (conoscendo io tutte le mamme e sapendo di qualche personaggio che non permette manco alla propria figlia di respirare) chiedo tempo e indago. La tecnica del suo gruppo di amici pare sia proprio questa: dire ad ogni mamma che le altre hanno detto di sì in modo che così tutte dicano di sì. Ma a me non mi freghi, non a 11 anni comunque, non ancora. Strike uno

  2. Visto il punto precedente, il giorno dopo la ragazza sarebbe dovuta tornare alle 18,30, non più tardi. “Ma tutti miei amici tornano alle 19” disse la preadolescente “Eh ma sai il perché tu tornerai alle 18,30, proprio per quello che è successo ieri”. Alle 18,15 sento suonare il cellulare di Mr D. che, ignaro degli accordi presi, dà il suo consenso alla preadolescente a tornare più tardi. Strike due. Appena tornata a casa, con una calma che mi ha stupito, le ho detto che si è iniziato davvero molto male, le ho ribadito le due regole familiari e le ho detto che non ci sarebbe dovuto essere uno Strike tre perché, a quel punto, venendo meno l'accordo delle due regole, sarei venuta meno anche io alla libertà concessa

Per il momento siam fermi a due. Vi farò sapere.

venerdì 8 settembre 2023

Scene di straordinaria follia

E' venerdì. E credo di meritarmelo un caffé di prima mattina no? Così, arrivata al lavoro lascio le cose e scendo al bar qui sotto. Poco prima di varcare la soglia ecco la scena che mi si para davanti: cinque persone incapucciate, completamente vestite di nero, con una bandana nera sul volto, scavalcano la recinzione di una casa di fronte al bar e spariscono con fare furtivo e agilità stile ninjia.

“Beh, forse è il caso di chiamare la polizia” dichiaro entrando al bar

“Ah, ok, fai pure”

Vabbeh. E chiamiamo la polizia.

Compongo il 112.

Non mi risponde nessuno (tralasciamo la gravità di questa cosa).

Compongo il 113.

“Mi dica”

“Buongiorno. Sono in via di Merda numero Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile...”

“Ah signora sono i carabinieri”

“Ah ok. Arrivederci”

Tutto a posto. Mi merito un caffé fumante e profuma DRIIIIIN

“Ehm, si pronto”

“Signora ha chiamato il 112?”

“Ehm sì, ma ho parlato poi col 113 e mi ha detto che sono i carabinieri. Ho visto cinque uomini incapucciati vestiti di nero entrare in uno stabile e attualmente si sentono anche dei suoni tipo picconate. Sono in via di Merda n. Merda”

“Ah ok arrivederci”

“Arrivederci”

Oh, ora sì che mi posso bere in mio ca DRIIIIIIN

“Ehm sì?”

“Signora, ma con chi ha parlato prima! Non siamo noi! Con chi ha parlato?”

“Beh, io ho parlato con il 113”

“Ma con chi?”

“Ma che ne so io con chi? Me lo dovete dire voi!”

“Signora mi ripeta cosa ha visto”

“Sono in via di Merda n. Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile. Ora si sentono pure suoni di piccone”

“Ok, quattro persone”

“No, sono cinque”

“Nome e Cognome”

“Spettinata Assonnata”

“Rimanga lì, stiamo arrivando”

Ora però mi posso gustare il mio caffé in santa pace, no? Vedo che intorno a me c'è grande agitazione mentre io mi leggo il giornale bellabbbbella fregandomene di quello che sta accadendo. Poco dopo sento le sirene spiegate da lontano. Toh, i carabinieri. Si avvicinano sempre più sempre più sempre più a tutta velocità e... Tirano dritto. Dritto dritto.

Torneranno penso con calma serafica mentre una signora di fianco a me commenta ad alta voce “Son proprio carabinieri eh” quando sentiamo sgommate, inversioni ed eccoli lì. Scendono dalle volanti, guardano la situazione e aspettano. Aspettano. Aspettano.

Beh, vorrei aspettare anche io eh, ma forse sarebbe il caso che oggi un pochino si lavori. E così via, verso il mio ufficio e oltre.

E buon venerdì a me.

mercoledì 6 settembre 2023

L'abisso profondo

Ormai sono passati più di 4 mesi da quando mia nonna se ne è andata e ancora non vedo cenni di grandi miglioramenti. In vacanza poi è degenerato tutto. Credo fosse per la quantità di tempo mentale libero, non so. Fatto sta che dal primo giorno e per quasi tutte le tre settimane successive è stato un calvario. Ogni cosa che facevo, ogni gesto che compivo, ogni minuto libero che avevo, il pensiero mi andava sempre lì. Sono stata male, oh come sono stata male, con un pensiero fisso di dolore, tristezza e disperazione. Ma perché, fondamentalmente, io non la sento, non la sento proprio. Ogni volta che ho perso qualcuno, anche qualcuno di importante, quel qualcuno mi è sempre e da subito apparso in sogno e mi ha sempre tenuto compagnia per mesi e mesi. Ma con mia nonna no. Mai. La mia migliore amica ha perso la sua nonna un paio di mesetti dopo di me e lei continua a dirmi che la sente sempre accanto a sé, che vive in ogni cosa che fa. Io no. Mai. Perché? Perché non la sento? Perché non la sogno? Io sono sempre stata una persona religiosa. Ho sempre ripetuto a chi aveva subìto un lutto e anche a me stessa in passato, che le persone che perdiamo non se ne vanno davvero, che rimangono nel nostro cuore e ci proteggono da lassù. Ci credo davvero. Ma a sto giro, per lei e solo per lei, mi paiono tutte una marea di stronzate. Lei è morta, è morta, se ne è andata per sempre e nessuno potrà mai portarmela indietro. Lei non c'è e non ci sarà più. Punto. Sarà che ho vissuto con lei per 25 anni e per i successivi 20 la sentivo tutti i giorni e la vedevo molto spesso. Sarà perché il vuoto che ha lasciato è davvero enorme. Non lo so. Forse non la sento perché ancora sto troppo male, perché permettermi di sentirla vorrebbe dire aprire una finestra che non sono ancora pronta ad aprire, perché il dolore sarebbe così immenso da travolgermi del tutto.

domenica 3 settembre 2023

Panoramica

Prima di addentrarmi nelle specifiche tecniche della situazione familiare attuale, ecco una panoramica generale di questo periodo. Partiamo dalla situazione casalinga: vivere insieme a una adolescente, una preadolescente e un bambino all'inizio della fase dei terribili tre non è che sia tutta una passeggiata. La situazione lavorativa è esattamente come l'ho lasciata: si pensi che nell'ultimo periodo ci è stato detto che per ora ci tengono tutte e 4 ma ogni fine anno a dicembre faranno il bilancio, tireranno le somme e capiranno se licenziarne una a caso. Molto bene. Il parentado sta decisamente meglio rispetto a inizio estate: mio suocero si è ripreso piuttosto bene dai due ictus, è tornato il nonno ilare, generoso e testardo di sempre anche se con decisamente meno energie di prima. Il marito di mia mamma non sta benissimo, il verdetto sappiamo qual è, ma vedendo la sua situazione fisica devo dire che sta meglio di quanto ci si aspetterebbe da un pluritumorato con pochissimo ancora da vivere. Mia mamma è stanca, molto stanca, ma si sta godendo per prima volta in vita sua una situazione a due assaporata solo per qualche anno in passato. Mia nonna è sempre stata con lei e ora che non c'è più il vuoto è insopportabile ma lascia a lei, credo, un po' di respiro. E io? Beh visto che le mie vacanze non sono state per nulla rilassanti, mi sento molto stanca. Ho dovuto sospendere gli allenamenti perché, è vero che mi stavo allenando per la mezza maratona, ma a quanto pare il mio ginocchio sinistro non era per nulla d'accordo. Inoltre ho dovuto pulire a fondo tutta la casa perché per una serie di sfortunati eventi, oltre ai pidocchi, abbiamo subìto un'invasione di mosche e zanzare (grazie a mio suocero che sbadatamente ha continuato ad annaffiare le piante lasciando laghi stagnanti ovunque e producendo larve come prezzemolo), tarme dei vestiti e farfalline della pasta. Ho passato il fine settimana a pulire come mai avevo fatto in vita mia. Ci ho messo due giorni interi, facendo pausa solo per mangiare e dormire, ma ora pare sia pulito (tranne la camera delle adolesceme, quella ho pulito solo i pavimenti, ed è già abbastanza così). Ho pulito tutto: dentro ogni infimo angolo, sopra ogni assurdo mobile, dietro ad ogni singolo mobile. Comunque ci sta che io sia stanca eh. Avrei bisogno di ferie. Certo. Come no.

giovedì 31 agosto 2023

Svolgimento vacanzifero

Spidocchiamento Primogenita.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Spidocchiamento Primogenita e Secondogenita. Rasatura di Birullulo.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Spidocchiamento Primogenita e Secondogenita.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

L'ultima lavatrice l'ho fatta la sera prima di partire.

Fine.

martedì 29 agosto 2023

L'esordio vacanzifero

Sveglia.

Colazione.

Partenza.

Autostrada.

5 km all'arrivo.

“Mami, mi prude la testa da giorni ma sono sicura di non avere i pidocchi perché ho controllato benissimo”

Arrivo.

Pidocchi.

Fine.



giovedì 3 agosto 2023

Speranze estive

In 15 anni filiali non mi era mai capitato di pensarlo. A volte basta infatti davvero poco per sentirsi supportati. Io infatti non è che abbia mai avuto tanti aiuti esterni, ma quel poco bastava per non impazzire del tutto. Ora che di aiuti esterni non ne ho quasi più mi rendo conto di quanto fossero preziosi e per la prima volta in 15 anni mi è capitato di pensare quello che prima o poi tutti i genitori pensano almeno una volta nella loro vita: non vedo l'ora che la scuola ricominci. E questo un po' perché le due grandi da sorelleunitesempreinsiemesuperamichegiocherellone, in fase adolescenziale si stanno trasformando in due arpie litigiose dagli artigli appuntiti e dalle zanne sporgenti, un po' perché il piccolo lasciato a sé stesso quando mi assento per lavoro si sta trasformando nel superdistruggitoremorditoretiratoresceltopisciatoreseriale. Per fortuna che ora siamo arrivati davvero in prossimità delle ferie. Spero, con la mia presenza, di riuscire quantomeno a ristabilire l'equilibrio psicofisico del piccolo che vedo comunque migliorato quando torno a casa e sto fino a sera smielosamente e morbosamente con lui e spero con il mare e la barchetta da pescatore di mezzo che le ragazze ritrovino quel po' di serenità di cui tutti noi abbiamo bisogno. Spero che anche i vostri desideri estivi si avverino, ci rivediamo il 28 agosto e buone ferie a tutti!

mercoledì 2 agosto 2023

Ah... il relax al mare...

Beh, dai, si sa che funziona così. D'altra parte ci stiamo avvicinando ai terribili tre. Ultimamente infatti il piccolotto di casa si intestardisce sempre di più, ha messo su un urlo acuto da far invidia a una banshee e corre che neanche Forrest Gump riuscirebbe a stargli dietro. Fine settimana scorso siamo stati al mare e nel giro di due giorni ho perso 20 anni di vita:

  • Episodio 1 – 10 anni in meno: ho la pipì ma ho anche due figlie femmine abbastanza grandicelle per cui dichiaro, guardandole ripetutamente negli occhi:

    “Ragazze, devo andare in bagno. Guardate vostro fratello, mi raccomando! Non perdetelo mai di vista che sapete come fa lui eh? Prende e scappa. Torno fra pochissimo”.

    Quanto ci avrò messo, cinque minuti? Sette se proprio ne avevo a fiumi? Torno sotto l'ombrellone e becco Primogenita bella bella con le sue cuffie a chattare sul lettino.

    “Dov'è tuo fratello?”

    “Ce l'ha mia sorella”

    “E dov'è tua sorella?”

    “A giocare a ping pong”

    Mi dirigo dunque verso il ping pong e trovo la sorella bella bella che gioca coi suoi amici ma nessuna traccia di Birullulo.

    “Oh! Dov'è tuo fratello?”

    “Ce l'ha mia sorella”

    “Porcadiquella****!!! Non ce l'ha tua sorella!!!”

    E inizio a correre. Corro come una dannata passando avanti all'ombrellone di Primogenita mentre le urlo a squarciagola di alzarsi che Birullulo non si trova. Ve la faccio breve perché siamo stati fortunati: era bello bello a giocare sul bagnasciuga dove una signora aveva già allertato il bagnino in quanto mio figlio, interrogato per capire dove fossi io, ha dichiarato con la sua innocente vocina Mamma pLende il shole. Figura di merda. Immaginate quante ne ho dette alle sorelle. Oooooh quante ne ho dette. Anche perché questo è un periodo in cui basta distrarsi un secondo, chinarsi per raccogliere una cosa, che lui fugge via e corre così velocemente che lo perdi subito di vista. Le sorelle non sono mai state così, non lo hanno mai fatto.

  • Episodio n.2 – 10 anni in meno: siamo seduti tutti e cinque a fare colazione al bar. Mr D. si alza e dichiara di andare a prelevare. Attraversa la strada e in quel momento Birullulo scatta per andare dal padre dall'altra parte. Mentre lui scatta scattiamo anche io e Primogenita. Birullulo corre verso Mr D. mentre una macchina passa a tutta velocità. Abbiamo urlato tutti, persino le persone lì al bar. Primogenita e io eravamo già scattate eh ma saremmo comunque arrivate troppo tardi. E siamo stati fortunati perché di solito quando si sente inseguìto Birullulo corre ancora più veloce. Ma la grande fortuna è stata che ha sentito urlare tutti, sia noi che anche altre persone e si è fermato quasi terrorizzato poco prima di mettere giù il piede in strada. Ancora ho i brividi quando ci penso perché ci è andata davvero davvero bene

Come sono rilassanti i bambini piccoli...

lunedì 31 luglio 2023

L'ultimo sforzo

Questa è la mia ultima settimana di lavoro e poi ferie. In realtà non è che poi si possano proprio proprio definire ferie eh. In realtà smetto di lavorare alla mattina per diventare una mamma casalinga a tempo pieno e sposto la mia attività in un luogo di mare. Mr D., insieme alle mie figlie, adora pescare per cui passerà le sue giornate insieme alle ragazze nella nostra minuscola barchetta da pescatore a buttare giù e tirare su, buttare giù e tirare su mentre io e il piccolotto terremo compagnia per un pochino e poi ce la spasseremo pranzando a casa, riposino pomeridiano a casa e mare sotto casa, il tutto in solitaria. La cosa tuttavia che mi rincuora è poter andare a correre là. C'è una strada, lì a Capoliveri, tutta in piano. Saranno circa 6/7 chilometri dritti dritti che costeggiano il monte verso le miniere e che dà sul mare. Non vedo l'ora di andare lì alle 6 della mattina e godermi il fresco e il benessere di una corsa all'aria montanosalmastra. E poi i fichi colti dall'albero, la colazione vista mare, la cena vista tramontomare e le serate con la felpa ad ammirare le stelle.

venerdì 28 luglio 2023

Il cambiamento (?)

Una parte di me mi dice di non fidarmi del tutto, di godermi sì il momento ma di mettere in conto che come altre volte potrebbe tutto cambiare. Un'altra parte di me mi dice invece che magari a sto giro è cambiato davvero, che potrebbe essere la vecchiaia forse, chissà. Non so se sia perché sono riuscita a capire che l'abitudine per lui è tutto, non so se sia appunto per la vecchiaia, fatto sta che mio padre è molto presente ultimamente. No, aspettate. Non è molto presente: per i suoi standard è molto presente. Ci sentiamo spesso e quando mi dimentico di chiamarlo o di farmi viva è lui che manda qualche messaggio (ieri addirittura un cuoricino). E' venuto a trovarci a casa due volte in questi mesi e si è trattenuto con tutta la famiglia per più delle sue solite toccate e fughe. Mi ha chiesto se possiamo suonare insieme, mi ha chiesto se riuscirò ad andarlo sentire suonare e mi ha detto che gli fa piacere quando lo chiamo e quando non lo chiamo quasi gli manco (o una cosa simile, non ricordo bene). Ho un campanello d'allarme nel mio cuore che mi fa presente come altre volte, magari non così ma similmente, sia successo e poi la realtà palese sia tornata fuori, ma a questo punto perché non godersi il momento?

mercoledì 26 luglio 2023

100k

Questa mattina, con i miei 12 km di corsa, ho ufficialmente superato i 100 km di corsa in meno di un mese. Come mi sento? Mi sento bene, stanca ma bene. Molto bene.

Pro:

  • quando arrivo all'ottavo chilometro mi sento benissimo, le gambe marciano che è una meraviglia, il fiato fila liscio, il cuore pompa tranquillo. Sensazione di puro benessere

  • durante il giorno mi sento bene, stanca ma fisicamente bene

  • mano a mano che vado avanti le mie prestazioni migliorano, i tempi si accorciano e i chilometri si allungano

  • il mal di testa ormai non si vede più perché ho imparato a tenere sotto controllo il mio fisico e questo mi da una enorme carica. Cioè non si vede più il mal di testa da sforzo, il mal di testa purtroppo ce l'ho quasi sempre ma almeno non è dovuto alla corsa

  • non sono dimagrita e non corro per dimagrire o per compensare, corro per sentirmi bene e questa è una novità

Contro:

  • il primo chilometro, chilometro e mezzo, i miei polmoni si ribellano. Il cuore regge, le gambe pure, ma i miei polmoni fanno una fatica boia e mi sento quasi scoppiare

  • il mio fisico non è completamente d'accordo con tutta questa corsa

  • il mio ginocchio sinistro avrebbe bisogno di una pausa ma lo sto comunque seguendo con impacchi di argilla e arnica come se non ci fosse un domani

  • ogni corsa ha una qualche pippa diversa: e una vescica nuova e lo strusciamento cosce e il ginocchio e la caviglia però ho capito che se mi fermo ogni volta che c'è qualcosa, se mi prendo qualche giorno per ripigliarmi, allora starei sempre ferma per cui mi curo andando avanti a testa bassa

  • sono stanca spesso, anche perché mi sveglio alle 6 del mattino tre volte alla settimana, ma pazienza. Ci sono giorni che faccio una fatica boia ma se penso che la stanchezza sia una variabile da ascoltare non correrei più per cui vado avanti a testa bassa