lunedì 30 marzo 2026

L'AntiTempesta

Stanotte qui in città è venuto un temporalone megalodontico, quello con lampi supervicini e tuoni da scuotere le finestre. Birullulo tutto impaurito ha chiesto che andassi nel suo lettino e faticava a riaddormentarsi. Con i suoi dolci piedini sulla mia pancia e la sua manina sulla mia faccia che ogni tanto mi accarezzava il viso, l'ho coccolato e tranquillizzato mentre il temporale si stava pian pianino allontanando.

“Mamma?”

“Sì Amore mio?”

“Sei magica”

“Sono magica?”

“Sì”

“E perchè?”

“Sei aLLivata tu e il tempoLale se n'è andato”

Ed ecco a voi Spetti, l'AntiTempesta.



domenica 29 marzo 2026

La beltà

Alla Maratona di Roma il tifo era davvero supremo, soprattutto grazie all'enorme presenza di persone straniere. Ecco qui di seguito i cartelli più belli che mi ricordo di aver letto mentre correvo:

  • Worst parade ever

  • Only hot girl run the marathon

  • Même pas Jules César n’a couru 42 kilomètres. You are awesome

  • Therapy is also an option

  • The devil wears strava

giovedì 26 marzo 2026

Il momento della verità

Primogenita fra qualche mese fa 18 anni, Secondogenita fra qualche mese ne fa 14. Le due sorelle, da sempre, non potrebbero essere caratterialmente più diverse, anche se entrambe sono due brave ragazze, studiose, rispettose e brave. C'è stato un periodo della loro vita che erano anche fisicamente simili, così tanto che per strada qualcuno si confondeva se ne vedeva una salutandola con il nome dell'altra. Ora no, non è proprio possibile. Primogenita in fase di sviluppo è cambiata tantissimo: dalla mia fotocopia è passata ad essere un vero e proprio ibrido fra me e Mr D. Ha i miei occhi, le mie sopracciglia e i miei colori ma per il resto è spiccicata suo padre: capelli ricci e folti, spalle alte, viso largo, naso dritto e largo, fisico uguale identico a Mr D. Secondogenita invece, nata più simile a suo padre, pian pianino si sta trasformando e, tolti gli occhiali, assomiglia più a me tranne i colori, che ha ben mischiati nel suo dna: i suoi capelli sono un perfetto mix fra i miei, lisci lisci lisci, e quelli di suo padre, castanbiondicci, occhi uguali ai miei ma sopracciglia più simili a quelle di D., naso simile al mio, forma del viso simile alla mia. Sul fisico ancora non ci pronunciamo che è presto ma mi aspetto che faccia un rapido cambiamento, come è successo a sua sorella, e di colpo si svegli uguale a suo padre. Detto questo lei è sempre stata alta, 90 percentile in su da quando è nata. Ma complice il nuoto e il basket (o così dice la pediatra) la ragazza si preannuncia come la più alta donna di casa. A Primogenita, che ha fatto fatica ad accettare il fatto di essersi fermata a due centimetri dal superarmi, proprio non va giù e ha sempre negato questa possibilità fino a ieri quando è stata costretta a misurarsi insieme alla sorella. A parte il fatto che per convincerla ci sono volute quattro persone e una gran dose di incitamento, alla fine schiena contro schiena e livella sulle teste (grazie ing. D.) il momento della verità è infine giunto: Secondogenita ha superato Primogenita. Per ora rimane più bassa di me che sono 167cm, ma non credo durerà a molto visto che ha appena iniziato a svilupparsi. Per Primogenita la tragedia, per me tanto divertimento e tanto amore.

Inaspettata consapevolezza

Ero partita già con le mani avanti: chissenefrega del risultato, l'importante è che ti diverti, te la godi, e che ti guardi Roma da un punto di vista diverso. E così in effetti è stato. Mi sono davvero divertita, ho assaporato ogni minuto ed è stata un'esperienza meravigliosa. Quando sono andata però a vedere il mio garmin ho notato che innanzi tutto non ho corso 42km ma 43 (grazie allo zigzag degli ultimi 15km) e ho fatto un paio di calcoli che mi hanno portato a capire che se avessi seguito il percorso giusto avrei fatto anche il mio record personale. Ma chissene. La cosa che mi ha più colpito è stata la classifica generale. Io sono una runner lenta e non me ne vergogno, arrivo sempre fra gli ultimi. Quando varco il traguardo io di solito sono insieme a quattro o cinque scappati di casa, di solito decisamente più attempati di me. A questo giro mi sono resa conto che invece la gente arrivata con me era davvero tantissima. Mi sono detta fosse per via delle partenze scaglionate ma quando ho dato un occhio ai numeri sono rimasta di stucco. Degli oltre 36000 iscritti alla Maratona, circa 2000 non si sono presentati. Dei 34000 partecipanti effettivi hanno varcato il traguardo 29959 persone, dunque più di 4000 persone si sono ritirate nel corso della gara. Di quelle 29959 io sono arrivata nel primo terzo, e anche abbondantemente nel primo terzo. Sono rimasta così tanto di stucco da controllare il risultato più e più volte. Ma i numeri (e i chip) non mentono. Ho così realizzato che mentre in Italia sono una mezza schiappa, se messa in mezzo ad una massa di gente proveniente da tutto il mondo alla fine non sono così male. All'estero, si sa, la cultura del running è molto più estesa, in Italia si guarda molto al tempo, alle prestazioni, a chi arriva prima mentre all'estero l'importante è davvero riuscire ad arrivare in fondo. Lo si vede già dalla differenza di tifo per le strade, dal numero di stranieri che incitano e spronano perfetti sconosciuti rispetto all'esiguo gruppetto di persone italiane ai lati delle strade. Insoma, detta come va detta: alla fine non sono csì malaccio.

mercoledì 25 marzo 2026

Accadde venerdì ovvero Tempismo materno

Due venerdì sera fa è stata una delle sere peggiori della mia vita (vedi il post qui). Mentre ero a tavola che cercavo di mandar giù i bocconi della cena mia madre mi scrive un messaggio inutile che riguardava un budino che aveva cucinato e che forse non le era venuto bene. Erano le ore 19,56. Perché questa precisione? Perché poi mi è venuto il dubbio e sono andata a vedere gli orari. Ovviamente non ho risposto, un po' perché ero a cena, un po' perché avevo necessità di staccare da tutto e tutti. Era stata una giornata terribile e non vedevo l'ora di avere un momento per me per tirare le fila e poter finalmente “sentirmi”. Non ricevendo risposta mi chiama. Erano le ore 20,07. Erano passati 11 minuti. UNDICI. Rispondo sempre con la mia solita assurda gentilezza nonostante dentro mi sentissi morire, e pacatamente ma con garbo alla sua domanda tutto bene? Perchè non hai risposto al messaggio? le rispondo che stavamo tutti bene ma non guardo sempre il telefono, specie perché stavamo cenando. Mentre stavo chiedendo se anche lei stava bene BUM. Telefono in faccia. Sì, si è offesa e mi ha sbattuto il telefono in faccia. E lì mi sono alzata e me ne sono andata in bagno a sfogarmi in un micropianto perché proprio no dai. Quando sono tornata a tavola Secondogenita mi ha chiesto cosa fosse successo e gliel'ho spiegato e ho anche detto qualcosa come nel caso diventassi così, per favore ditemelo e ditemelo subito. Lei si è alzata e mi è venuta ad abbracciare e ha affermato “Tu non sei così. Tu sei la mamma migliore del mondo”.

Ps: mia madre è pesante, si offende per qualsiasi cosa oltre ad essere in ansia per qualsiasi cosa ed è per questo che in quarant'anni e passa ho imparato a non rispondere mai a tono, ad essere sempre gentile, a camminare sulle uova. Ma venerdì sera dopo la sua piazzata le ho scritto un messaggio dicendole che non me lo merito. No. Non mi merito un telefono in faccia perché io sono sempre gentile e disponibile, vado sempre a trovarla quando riesco e rispondo sempre quando riesco. E se ci fosse qualcosa che non va, lei lo sa perfettamente che sarebbe la prima ad essere informata (chi altri dovrei informare?). Inoltre le ho anche detto che avevo passato una giornata terribile e che avevo bisogno di dieci minuti anche solo per stare da sola con me stessa. Dopodiché l'ho informata che avrei tenuto il telefono acceso per le chiamate di emergenza ma avrei staccato internet perché avevo davvero bisogno dei miei spazi. Il giorno dopo, acceso il telefono, ho trovato delle scuse raffazzonate in cui diceva che non mi aveva chiuso il telefono in faccia ma le era caduto per terra. Una scusa davvero patetica perché palesemente falsa, perché io la riconosco la sua voce offesa, il suo tono scocciato, e riconosco quando un cellulare cade. Una scusa davvero patetica che ha ripetuto più volte anche nei giorni successivi. Pazienza pùr.

martedì 24 marzo 2026

Run Rome the Marathon – parte 1

In questi mesi ne ho sentite di tutti i colori ma un'opinione su tutte sovrastava: una maratona così grande mai più. Troppa gente, troppa calca, troppo caos. Chi aveva partecipato allo scorso anno lamentava troppo casino, così tanto casino da far prendere ad alcuni partecipanti una semplice ma ferrea decisione: “Una maratona così grande mai più”: Ero dunque partita consapevole di quello che mi sarei potuta trovar davanti: file immense, gomito a gomito, pipì tanta pipì e bagni pochi bagni e chi più ne ha più ne metta. La realtà è stata invece meravigliosa, anche se ad essere sincera la fortuna si è messa dalla mia parte. Sono arrivata sabato in un orario in cui la fila non era troppo imbarazzante (20 minuti dopo superava ogni mio peggiore incubo ma ormai io avevo già dato), la marea di gente era inimmaginabile ma bella, sorridente, passionale. Nessuna calca, nessuna mancanza d'aria. Un ristoro con bagni chimici ogni 2 chilometri circa (il mio sogno proibito) e tanta tanta allegria. In questi 42 chilometri ho visto di tutto: ho visto gente correre in infradito e un tizio vestito da armadillo, ho visto suorine e preti urlare incitando i corridori come se non ci fosse un domani, ho visto gente vomitare, gente cadere vittima dei sampietrini. Ho visto San Pietro, Castel Sant'Angelo e ho visto posti di Roma a me sconosciuti. Ho visto stranieri fare il tifo a perfetti sconosciuti, incitandoli come se fossero migliori amici. Ho visto la fatica, la gioia, lo sconforto. E ho sentito. Ho sentito tanto. Ho sentito la forza nei miei muscoli, la determinazione nella mia testa. Ho sentito i quadricipiti bruciare, i miei piedi invocare pietà. Ho sentito quanta forza ancora mi rimaneva e quanto poco ne restava alla simpatica salita messa al 42°km. Ho sentito la perfetta solitudine, la bellezza della solidarietà. Ho sentito il mio cuore aprirsi. E alla fine, alla fine di tutto, ho sentito la consapevolezza che non rientrerò nel numero di quelle persone che non vorranno mai più fare un evento così grande, anzi. Mi ero autoconvinta che sarebbe stato tutto troppo caotico per me, che adoro la quiete. Forse in qualche modo ci speravo visto che non ne potrò fare più (a causa dei mio portafoglio), ma è andata così e intanto sono grata per questa meravigliosa, splendida, fortissima esperienza di vita.

mercoledì 18 marzo 2026

La memoria corta

Uno dei magici segreti per una coppia duratura è la memoria corta. Molto corta. Molto molto corta. Venerdì pomeriggio, dopo il post che ho scritto qui, sono tornata a casa intenzionata a parlare con Mr D. Come sempre mi sono seduta e con calma (forse troppa) ho iniziato a parlare. Mi sono sentita vomitare addosso tanta rabbia e tanta cattiveria. Mi ha detto cose che non ho neanche troppa voglia di rivangare ma che mi hanno davvero ferita nel profondo, come solo una persona che ti conosce da una vita benissimo e comprende i tuoi punti deboli può fare. E' stato tremendo. E dopo aver ascoltato tutto, alla fine gli ho chiesto se avesse qualcosa di positivo da dirmi. Niente. Nulla. Nada. Sempre con calma (forse troppa) sono andata a preparare il pranzo per gli altri e poi subito sono andata a correre. Non mi sono sfogata, ho corso e basta, come un dovere da adempiere. Il resto della giornata è passato più o meno tranquillo ma quando è stato il momento di mettere a letto tutti, mi sono ritrovata da sola. Mr D. ha provato a venirmi vicino ma gli ho chiesto spazio, perché in qualche modo me lo doveva. E ho pianto. Ho pianto tanto. Ho pianto tutto quello che non avevo pianto durante la giornata che, senza ombra di dubbio, è stata una delle giornate più devastanti e pesanti della mia vita. Il giorno dopo l'ho sentito chiedere scusa “ho esagerato”. Eh sì. Ma non è bastato per far andar via dal mio cervello e dal mio cuore quello che avevo sentito su di me e che magari poteva dirmi qualcosa di carino. Sei bella mi ha risposto. Proprio un ingengere ho pensato, d'altra parte è sempre stato incapace di usare le parole, anche se quando è inkazzato le parole le sa usare fin troppo bene. La mattina di domenica mi sono svegliata con un enorme mazzo di fiori del mio colore preferito, il mazzo di fiori più grande che io abbia ricevuto, e una lettera di scuse che non era proprio il massimo (trattasi sempre di un ingegnere) ma che denotava comunque un certo impegno e un certo rammarico per quanto successo. Aveva architettato tutto con l'aiuto di Primogenita che è andata a prendere i fiori e li ha nascosti mentre io stavo con lui. Da domenica è passato qualche giorno, ci siamo riavvicinati e le cose vanno decisamente meglio. Non è proprio la quiete dopo la tempesta, siamo un po' in quella fase in cui si intravede anche un bel arcobaleno. Una volta non era così, la mia memoria era davvero fin troppo salda e cose dette potevano ferirmi per troppo tempo. Ora ho imparato che Mr D. è diverso da me. Io quando dico una cosa, anche nella rabbia più rabbia, è perché la penso davvero, lui quando si arrabbia dice cose che non pensa solo per ferire oppure le pensa ma non così pesantemente e poi comunque a mente lucida si pente. Ora ho imparato a lasciar correre, a dimenticare, e magari mi ci vogliono ore, a volte giorni, forse settimane (anche se così tanto non mi ci è ancora mai voluto) ma poi torna l'arcobaleno.

martedì 17 marzo 2026

Il preoperatorio

Alla fine ieri sono andata a fare gli esami preoperatori (vedi post qui) ed è stato tutto stranamente veloce. Sono entrata alle 7,30 e alle 11,00 ero già fuori. Sì, lo so, è stata pura e semplice fortuna visto che ci hanno spiegato che c'erano da fare tre visite con tre liste diverse e non in ordine di arrivo. Il signore che è arrivato con me stava ancora aspettando di fare la prima quando io avevo già finito e me ne stavo andando a casa. Mi hanno ribaltata come un calzino, hanno appurato che posso essere operata e mi hanno spiegato per filo e per segno cosa succederà e tutte le casistiche che potrebbero presentarsi in sala operatoria. Il succo in realtà è semplice: dovrebbe andare così e così, ma potrebbe anche andare così e così e si scoprirà al momento. Mi hanno spiegato come la parte più importante sia il post-operatorio, il riposo e il recupero e cosa fare e non fare. Ora c'è solo da attendere la chiamata.

venerdì 13 marzo 2026

Così così

In quasi vent'anni di relazione (eh sì, a giugno saranno venti) gli alti e bassi si susseguono con ritmi tutt'altro che regolari ma è la normalità, nulla di strano. Quello che è strano, a sto giro, è la lunghezza del basso. Di solito infatti i nostri periodi bui bui, quelli proprio in cui non esiste zona grigia ma solo “buiame” (cit.) non durano più di 3 o 4 giorni. Attualmente abbiamo quasi raggiunto i dieci giorni, un record. Non ho voglia di stare qui a spiegare cosa sia successo, fra i vari perché e per come, anche perché questa situazione mi rende triste. Triste è la parola giusta. Ieri ero seduta sulla panchina dello squallido parchetto e mi domandavo quale sentimento mi predomina ora. Era un esercizio che avevo iniziato a fare durante il periodo in cui andavo dalla Psicocosa perché mi aveva fatto rendere conto che non ero capace di categorizzare i miei sentimenti negativi, buttandoli sempre in un calderone. Per cui ci ho messo un pochino, mentre Birullulo giocava coi suoi amici a chi ce l'ha più grosso (il bastone di legno trovato al parco, ovviamente), a capire. Non è rabbia, è passata. Non è nervoso o frustrazione. E' proprio tristezza. Ora aspettiamo che passi (perché purtroppo Mr D. non è molto da dialogo tranquillo e pacato) anche se tutto mi sembra così eterno.

giovedì 12 marzo 2026

Bel cesssssso

E niente, mi vedo un cesso. E' vero ho preso qualche chilo e il mio rapporto con l'alimentazione sommato alla fame famelica di questo periodo di preparazione alla maratona non aiuta a riuscire a fare pace con tutto ciò. Comunque ogni volta che mi vedo un cesso mi viene in mente la meravigliosa scena di Robin Hood un uomo in calzamaglia, quando il principe Giovanni mangia insieme alla strega Latrina che le spiega l'origine del suo nome, che prima era Bel Cesso. Hai fattobbbbbbbene! Bella scelta!

martedì 10 marzo 2026

Quel che faccio io

C'è chi la usa per arricchirsi fino al midollo, chi per cambiare il mondo. Io? Beh. Io l'intelligenza artificiale l'ho usata una sola volta ed è stata per creare visivamente quello che per decenni è stato solo un mio pensiero. Per decenni me la sono immaginata, l'ho plasmata. All'inizio era piena di incoerenze ma nessun problema visto che tanto sarebbe solo esistita nella mia testa. Pian pianino l'ho arricchita di piccoli particolari, ho smussato gli angoli, sono riuscita ad appianare tutto quello che non tornava e infine l'ho osservata da lontano soddisfatta del mio operato. Da allora i cambiamenti apportati nella mia immaginazione sono pochissimi, quasi nulli, e torno nel mio posto sicuro ogni volta che sono stanca della mia vita quotidiana, ogni volta che ho bisogno di un po' di pace e serenità, ogni volta che cerco solitudine. Il mio posto è una casetta nel bosco tutta in pietra, minuscola quel tanto che basta per ospitare giusto giusto una persona. Ha dei biei fiori rossi alle finestre e un'aria piccola e accogliente. E' composta da una sola stanza dove ci sta tutto, camino, letto e gatto sul letto compreso mentre il bagnetto si trova in un'altra stanza. Sul retro ci ho collocato il mio orto, un piccolo ruscello e andando avanti un bel prato verde e una cascata. Nel mio posto non ci sono insetti, il silenzio domina e non sono ammessi esseri umani.

lunedì 9 marzo 2026

Ai son vècia

Sì, sono stata assente.

No, non sono andata a divertirmi svagandomi con miliardi di mie amiche in riva al mare caraibico sorseggiando cocktail.

Sì, non ero al lavoro.

No, non ero a casa a correre felice e nuda per la magione coi figli a scuola.

Sì, ero a casa in malattia.

No, non era influenza.

Sì, ero bloccata con la schiena.

No, non è stata la corsa di domenica.

Sì, ai son vécia.

No, non sono più così tanto giovane.

mercoledì 4 marzo 2026

Priorità

“Buongiorno Signora la chiamo da parte dell'Ospedale XXX”
“Ehm sì, buongiorno”
“Lei è in lista d'attesa per un intervento?”
“Sì”
“Ok, si può presentare domani per le visite preoperatorie”
“Mi scusi?”
“Si può presentare domani per le visite preoperatorie”
Stiamo tutti calmi
“Ehm... mi scusi, ma mi avevano detto che i tempi d'attesa erano lunghi e si andava a inizio/metà 2027”
“Sì è vero ma si sono liberati dei posti”
Stiamo tutti calmi... Non può saltarmi la Maratona di Roma. No. Quella no.
“Ok... ehm... io però per impegni personali potrò essere operata dopo il 22 marzo però non vorrei dopo essere rimessa in lista e andare così in là”
Tiè
“Nessun problema, le andrebbe bene la visita preoperatoria il 16 marzo?”
“Uh! Sarebbe perfetto! Così si andrebbe dopo il 22 marzo con l'operazione giusto?”
“Esatto”
“Allora ok”.
Sì è svolto tutto molto più in fretta di quanto mi aspettassi ma forse è meglio così. Niente operazione d'estate, niente lunghe attese, niente maratone annullate. Probabilmente salterò la mezza maratona di Milano che ovviamente avevo già pagato, biglietti dei treni compresi, ma poteva andarmi decisamente peggio. Ora incrociamo le dita visto che ieri è andata alle visite preoperatorie mia mamma, speriamo che non ci mettano sotto i ferri nella stessa settimana in modo che io riesca a gestire tutto.

lunedì 2 marzo 2026

Onestà birullinica

“Mamma, sei l'Amoremio”

“Amoremiodolce!!! Anche tu sai!”

“Ma papà viene pLima. Papà è il pLimo e tu vieni dopo”

“Grazie Amoremio”

<.<

domenica 1 marzo 2026

Solidità affidabile primogenita

Due sabati sera fa io e Mr D. siamo andati ad una festa di soli adulti, chiedendo a Primogenita di mettere a letto il fratello. E' una cosa che facciamo assai di rado (tipo una o due volte l'anno massimo) perché non mi sembra giusto nei suoi confronti. Comunque non avremo fatto tardi, ma avrebbe dovuto occuparsi del momento nanna se non ché proprio quella sera avrebbe voluto festeggiare i 18 della sua migliore amica. Una cosa tranquilla solo loro due più un altro paio di amiche e, con nostro beneplacito, si sono riunite a casa nostra. Alle 23.30 ho ricevuto un suo messaggio in cui mi informava che Birullulo si era addormentato alle 21,30, che Secondogenita era tornata a casa alle 22,00 ed era già a letto, che le sue amiche erano andate via e che stava pulendo e sistemando casa prima di andare anche lei a dormire. Cosa si potrebbe chiedere di più a una figlia? E' davvero il mio grande Amore.