giovedì 19 dicembre 2024

Ferie? Ma dai!

Io sono e sono sempre stata una formichina in quasi tutti gli ambiti della mia vita, ferie comprese. Considerando che sono ormai più di 11 anni che lavoro qui dentro ho accumulato un pochiniiiiiino di ferie. Facendo i calcoli ho notato che potrei stare a casa quattro mesi senza mai mettere piede in ufficio. Con il cambio societario però pare che se ne siano accorti e che per il nuovo capo questo sia fonte di preoccupazione così mi ha chiesto di smaltirle il più possibile. Per ora non è che abbia funzionato molto, anche perché essendo rimasta da sola a fare il lavoro di tutti non è che sia proprio semplice prendere ferie, se sto a casa io l'ufficio rimane chiuso. Proprio per questo motivo ho preso ferie normalmente quando non ne prendo mai ovvero sotto Natale. All'inizio ero reticente perché detta come va detta preferisco prendere ferie quando i miei figli sono a scuola (quello sì che è vero relax!) e dunque avevo chiesto solo la Vigilia (mai presa la Vigilia) ma poi mi sono allargata chiedendo dal 24 al 31 nella speranza di sbaffarci dentro un viaggetto. Lo so, lo so, non sarà molto rilassante, ma i figli ne sarebbero contenti. E poi oggi mi sono detta: ma perché anche non lunedì, il compleanno di mamma? Sarà un giorno impegnativo visto che l'ho invitata a pranzo, farò una delle mie solite torte superipermega e ho deciso di prepararle il suo piatto preferito: le mozzarelle in carrozza. Sarà il suo primo compleanno da sola e per me è molto importante farle sentire la nostra vicinanza per cui non aveva senso venire al lavoro e fare poi tutto di fretta. E allora via! A casa per dieci giorni di seguito, cosa che capita solo in estate. Vi saprò dire ma per il momento ne sono davvero davvero felice. Ne ho sinceramente bisogno.



Ps: Auguro a tutti voi delle bellissime e splendide feste, piene di serenità e di relax (che poi è l'augurio che faccio a me stessa, il migliore che mi viene in mente).

Il futurrunning

Finita la maratona di Ravenna mi sentivo davvero bene, euforica, felice. Sull'onda dell'entusiasmo ero già pronta a correrne un'altra di lì a breve, e poi un'altra e poi un'altra ma grazie alla Dea ho capito che avrei avuto bisogno di riposo (vedi post 3 dicembre). E così è stato deciso che mi preparerò da gennaio in poi per correre la Mezza Maratona di Bologna in un tempo inferiore rispetto a quanto io abbia corso le mie mezze fino ad ora per poi arrivare a Novembre e chiudere la Maratona di Firenze in cinque ore. E non solo. Finita quella mi preparerò a dovere per correre nel 2026 quando farò 45 anni l'impegnativa quanto magnifica Maratona di Roma. Poi, se ancora avrò voglia di correre e se sarò abbastanza brava da tener da parte qualche soldino, si vola a New York per i miei 50. Programmino niente male.

martedì 17 dicembre 2024

Dialoghi con la Psicocosa

“Se suo figlio avesse bisogno di questa cosa per curarsi lei lo farebbe per lui?”

“Ma certo. Ovvio”

“Allora non vedo perché non può farlo per sé stessa”

“Perché sono stanca”

“In che senso?”

“Io sono stanca, molto stanca. E non posso certo tralasciare i miei figli, o le altre incombenze. L'unica cosa che posso tralasciare sono io. Posso dire: beh, di questa cosa posso anche non occuparmene perché riguarda solo me e non ha ricadute su nessuno”

“Beh, ha ricadute su di lei”

… … …

“Facciamo così: in queste 3 settimane in cui non ci vedremo lei prenda in carico questo compito come se si trattasse della salute di un suo familiare perché anche lei, se lo ricordi, è importante”

“Ci proverò”

lunedì 16 dicembre 2024

Tristezza

Uno dei cartoni preferiti da Birullulo è Inside Out e ogni volta che lo guardo mi rendo conto che a dominarmi è sicuramente Tristezza. In questo periodo poi, non so neanche esattamente perché, la fa proprio da padrone. Settimana scorsa hanno chiamato mia mamma per la visita pre-operatoria (protesi di ginocchio. In realtà li deve fare entrambi ma prima ne fanno uno poi fra un anno o due l'altro). Sapevo da tempo che sarebbe arrivato il momento e razionalmente capisco che poteva andare decisamente peggio. Potevano chiamarla ad esempio quando ancora suo marito era qui con noi e sarebbe stato peggio perché non avrebbe potuto occuparsi di lui e io mi sarei trovata a dovermi occupare di entrambi. O avrebbero potuto chiamarla durante il trasloco o subito dopo i lutti. E invece la chiamata è arrivata ora a una decina di giorni dal suo compleanno e dal Natale ma in un periodo relativamente tranquillo. Non che sarebbe stato comunque un Natale gioioso visto i nostri recenti lutti ma sicuramente sarebbe stato migliore che passarlo in ospedale. Settimana scorsa dunque visita pre-operatoria che ahimè non è andata come si sperava. Le hanno trovato un valore nella coagulazione del sangue per niente buono e per niente giustificato dal suo quadro clinico per cui le hanno fatto altre analisi e siamo in attesa (questa settimana) di notizie. Io non so cosa dire. Davvero. Sono triste. Sì. Direi che la tristezza è il sentimento che più mi domina. Avevo comunque pensato in generale di fare una bella torta per il compleanno di mamma (compie gli anni l'antivigilia), avrei voluto festeggiare il Natale con lei vicino a me a casa dei miei suoceri, avrei voluto andare via con la mia famiglia dopo Natale per qualche giorno di relax tutti insieme. E invece l'unica cosa che adesso vedo è preoccupazione per quello che verrà. Anche perché mia mamma è obesa e si sa che per le persone come lei i rischi operatori sono maggiori rispetto alle persone normopeso per cui ero già un pochino preoccupata di mio e per quanto razionalmente cerchi di riportare il tutto nella giusta misura, dal punto di vista emotivo la situazione a volte mi sfugge di mano. E già lo scorso Natale è stato un brutto Natale, il primo senza la nonna. E già lo scorso Natale sapevamo che forse sarebbe stato l'ultimo Natale con il marito di mamma, l'ultimo Natale con tutta la “famiglia” riunita (era da anni che non succedeva). E già questo Natale sarà il primo senza di lui, il secondo senza di lei. Vedremo questo Natale. Vedremo. Ma le premesse non è che siano un granché buone.

giovedì 12 dicembre 2024

Basta poco

“Mi fai vinceLe mamma?”

“Ah... va bene Amore, ti faccio vincere”

“Sei la mamma miglioLe. Mamma”

martedì 10 dicembre 2024

Come iniziare dolcemente la giornata

“Mamma? Ma peLché devi andare a LavoLaLe? PeLché non Limani qui con me?”

“Non posso amore. Ma ti prometto che appena ho finito vengo a prenderti e ti porto al parco e facciamo le bolle di sapone.”

“Ma quante oLe lavoLi mamma?”

“Quattro ore e mezzo”

“Io voJJo che lavoLi sHolo tLe!”

“Beh. Interessante. Anche io vorrei lavorarne solo tre ore ma non posso, mi dispiace.”

“No no! Tle! Tle minuti!”

“Eh magari! Ma non posso Amoremio..”

“AlloLa vai puLe mamma. Ma pLima bacino.”

domenica 8 dicembre 2024

Dentro

Non è un bene tenersi tutto dentro e io l'ho imparato a mie spese. E la cosa assurda è che alla veneranda età di 43 anni, con parecchi anni di terapia alle spalle, ancora mi risulta difficile buttare fuori. Primogenita è assurdamente uguale a me in questo. E' sempre gentile, paziente e pacata, non si arrabbia mai ed evita sempre le discussioni preferendo andarsene piuttosto che iniziare una lite. Una buona crocerossina (come diceva la sua maestra delle elementari). Sempre votata ad aiutare gli altri fatica ad aiutare sé stessa. All'esterno potrebbe sembrare meraviglioso un carattere altruista, solare e generoso ma tutto questo nasconde parecchie insidie che si stanno rivelando tutte. Sono sempre stata orgogliosa e felice del suo carattere, così diverso da quello della sorella molto impulsivo, esplosivo e caparbio ma guardando il tutto dal punto di vista pedagogico non credo sia meglio. Perché la ragazza in questo modo invece di buttare fuori riversa dentro tutto quello che prova, tutta la rabbia, la frustrazione, la tristezza e fatica a venirne fuori o semplicemente, come fa lei, non l'ascolta. E se non ti ascolti non può finire bene. E io lo so. E se si evita lo scontro in adolescenza si finisce per perdere quel sano distacco, quel giusto scontro che serve al ragazzo per evolvere e per trovare il suo nuovo sé. Ecco. Primogenita è come me: non si arrabbia, non si scontra, non litiga e poi magari per carità arriva a un punto in cui esplode (per fortuna) ma esplode in modo poco sano, arrivando all'esasperazione e andandosene via, evitando, scappando. E sapendo quanto questo possa essere dannoso sto cercando di aiutarla come posso, spingendola a dire quello che pensa, a rimanere nel confronto anche se questo diventa acceso e non è facile. All'inizio ero così felice che mi assomigliasse tanto nel carattere ma ora spero con tutto il cuore che riesca ad affrontare i suoi demoni e riesca a tirare fuori tutto senza riversarlo su sé stessa.

giovedì 5 dicembre 2024

Nevicherà sicuro

Ricordo di preciso l'ultima volta che discutemmo della cosa. Eravamo nello spogliatoio del nuoto e mentre io smadonnavo fra phon e spazzole, Secondogenita continuava ad insistere per avere i capelli lunghi. Ricordo che le dissi in modo molto tranquillo e limpido: “A me sta bene, ma te ne dovrai occupare tu. Te li laverai da sola, te li asciugherai da sola, te li pettinerai da sola e se vedrò che non ne avrai cura allora li taglieremo”. Un sorriso gigante comparve sul suo viso di bimba e con la sua vocina squillante mi disse: “Sì mamma”. Era alle elementari. Da allora non li ha più tagliati. Considerando che i suoi capelli sono un perfetto mix fra quelli di Mr D. sottili e biondi e i miei lisci come spaghetti che crescono velocissimamente, nel giro di poco si è ritrovata ad averli al di sotto del sedere. E non ho più potuto dirle nulla perché ne ha sempre avuto una cura perfetta, quasi maniacale. E' diventata anche bravissima a fare le acconciature più complicate del pianeta su se stessa e a replicarle sulla testa delle amiche. Ogni volta che si è accennato negli anni a un “Ma dai, potremmo anche tagliare un pochino le punte” lei rifiutava categoricamente e le poche volte che l'ha fatto ha semplicemente preso le sue forbici e ha dato una spuntatina a modo suo, della lunghezza che diceva lei e come voleva lei.

Ieri mattina, la bomba:

“Mamma, voglio tagliare i capelli”

Silenzio.

Primogenita si porta entrambe le mani alla bocca. Mr D. rimane invece con la bocca aperta stile pesce mentre Birullulo, inconsapevole di tutto, continua a giocare con le costruzioni. Avendo timore di un qualsiasi sconvolgimento dell'Universo mi comporto come se nulla fosse.

“Ma certo Amore. Quando vuoi”

“Oggi all'uscita da scuola”

“Sicura?”

“Sì. Sicura. E voglio fare come te mamma, li voglio donare”

E' fatta così lei. E' testona, nessuno riesce a farle cambiare idea e quando la decisione viene da lei niente o nessuno riesce a distoglierla da quello che si è messa in testa. E così ora ho una figlia ormai alta quanto me, coi capelli poco al di sotto delle spalle e con un bel sorriso soddisfatto sul volto alla facciaccia di chi aveva detto che se ne sarebbe pentita.

mercoledì 4 dicembre 2024

Fantasia spaziale

“Scusa B. ma dovrei parlarti. Sai ieri sono tornata a casa e ho trovato mia figlia molto preoccupata. Le ho chiesto cosa fosse successo e mi ha detto che Birullulo ha detto che il suo papà mentre andava al lavoro ha visto il loro compagno di classe cadere dal balcone del terzo piano, sbattere la testa e andare in ospedale”

“Scusa?”

“Sì sì davvero. Mi sono accertata che dicesse la verità perché ogni tanto lei tende ad inventare ma pare sia stata sincera”

“Non può essere sai. Mio marito manco sa che esiste sto compagno di classe. Magari lui chissà cosa ha detto, lei chissà cosa ha capito e via. Figurati se mio figlio si può inventare una cosa simile... si saranno capiti male”

“Sì sì hai ragione”

“Comunque aspetta che chiedo... Ehm.. Birullulo?”

“Sì mamma”

“Ma cosa è successo a T.?”

“Niente mamma. La maestLa ha detto che ha sbattuto la testa contLo al muLo ma sta bene”

“Ah ok.”



“Ciao B. Sai che ieri mia figlia mi ha detto che tuo marito ha visto il loro compagno di classe cadere dal balcone del terzo piano e sbattere la testa?”

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“Ehm... magari ha capito male. Comunque non credo sia vero”

“Ah questo lo so. Perché preoccupata ho chiamato la mamma di Tizio, che conosce la mamma di Sempronio che ha chiamato la mamma del compagno di classe e so che semplicemente è a casa per un'influenza!”

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“Buon pomeriggio B.”

“Salve maestra”

“Senta, le devo riportare un episodio successo in classe. Durante l'accoglienza ieri, mentre tutti i bimbi erano in cassettiera, ho detto loro che il loro compagno di classe non sarebbe venuto a scuola perché malato. Suo figlio è saltato su dicendo So io cosa è successo a T.! Mio papà mentLe andava a lavoLaLe lo ha visto cadeLe dal balcone e sbatteLe la tes... e a quel punto l'ho interrotto spostando l'attenzione su un'altra cosa”

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“Ehm... non credo sia vero sa. Mio marito manco sa dell'esistenza di questo compagno di classe”

“Ah si si lo sappiamo. Abbiamo verificato che il bimbo stesse bene chiamando la famiglia”

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“Fra le altre cose credevo che questa storia non l'avessero ascoltata i bimbi perché a volte sono distratti sa. Ma pare che i maschi non abbiano colto ma le femmine si. Tutte”

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“Guardi, sono mortificata. Noi fra parentesi non abbiamo la tv e non ascoltiamo i telegiornali né parliamo di certe cose in casa. Non so come possa essere successo. Magari lo ha sognato”

“Sì sì certo, volevo solo informarla della fantasia spaziale che possiede suo figlio”

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SeiL'AmoreMio

Quando guardo i tuoi occhioni da cerbiatto così straordinariamente simili ai miei capisco quanto sia stata fortunata ad averti. Sei arrivato nella mia vita inaspettato, un regalo che a quasi quarant'anni mai avrei pensato di ricevere. Avevo sempre desiderato il terzo figlio ma con decisione sofferta e neanche troppo mia aveva accantonato l'idea finché un giorno a sorpresa sei arrivato tu. Da quel momento riempi il mio cuore di gioia, con il tuo sorriso ampio e contagioso, il tuo sguardo scuro e profondo, la tua dolcezza infinita. SeiL'AmoreMio è ciò che ti ripeto più spesso e che da te mi sento ripetere più spesso ed è vero: sei Amore puro, incondizionato, immenso. Sei Tu. Auguri AmoreMio.

martedì 3 dicembre 2024

I prossimi step

Finita la maratona di Ravenna ero così carica da voler fissare già quella dopo in primavera. Forse perché il mio obiettivo è sempre stato quello di correrne due all'anno, una in autunno e una in primavera appunto. Avevo vagliato tutte le varie possibilità e avevo scelto la maratona di Milano. Mi ero informata sugli alloggi, sul costo dell'iscrizione, sul percorso e sull'altimetria fino a sceglierla in modo sicuro e convinto. Finché non ho parlato con LaDea. LaDea è una mamma che frequenta lo squallido parchetto e che ha un fisico da paura. Corre, corre tanto, corre bene, corre veloce, ed è lei che in questi mesi mi ha aiutato a sistemare le tabelle e mi ha dato consigli su come prepararmi al meglio. LaDea non mi ha mai dato un consiglio sbagliato, MAI, anche quando dubitavo di lei e ho seguito quello che aveva consigliato, alla fine aveva ragione lei. SEMPRE. LaDea dunque mi ha consigliato di non correre la maratona di Milano. “E' troppo presto, ti devi riposare. Devi dare al tuo fisico il tempo per riprendesi. Questo non vuol dire che non ce la faresti, eh. Ce la faresti sicuro, puoi fare tutte le maratone che vuoi. Ma a che prezzo? Conviene che ci vai piano quest'anno, che fai una mezza a primavera e ti riservi la maratona in autunno poi dall'anno prossimo vai con due all'anno senza problemi. Se inizi correndone da subito due rischi di farti male, o di arrivare stanca e spompata. Poi ovviamente vedi tu, se te la senti vai”. Ho passato giorni di travaglio interiore, combattuta fra il mio desiderio di correre e il suo consiglio che arrivava ben sgradito. Mi ha messo in crisi, e mi ha messo in crisi soprattutto perché non mi ha mai consigliato male. MAI. E così ho deciso di ascoltarla e mi son fatta un bel programmino per il prossimo anno e mezzo (che vi dirò in un altro post dedicato, con calma). Qual'è stata la conseguenza di questa decisione? Il mio fisico si è rilassato e io sono collassata. Appena ha capito che potevo prendermi una pausa, mi ha abbandonato. Ho passato 4 giorni a barcamenarmi fra mal di testa allucinanti e antinfiammatori, fra collo bloccato fino alle scapole e stanchezza così profonda da svenire sul letto alle 20,30 ogni sera. Alla fine come sempre aveva ragione LaDea.

domenica 1 dicembre 2024

Breve storia tenera

Cantina. Giorno. Buio.

Preadolescente di 12 anni suonati, bimbo di neanche 4 anni.

“S.? Hai pauLa?”

“Ma no, Birullulo. So che non esistono i mostri eh, però insomma. Però no, non ho paura dai”

“AlloLa ti tengo d'occhio io”

E prende per mano la sorella per proteggerla.

Fine