martedì 29 dicembre 2015


Guarda un po', esistono ancora gentiluomini che ti aprono la porta. Checcarino questo imbianchino, carino davvero. Carino e gentile davvero.
“Oh! Ma hai visto chi era quello?!”
“Ehm...”
“Quello era Nicola Rizzoli! Cioe' Nicola Rizzoli ti rendi conto?! E' stato nominato il migliore arbitro dell'anno del 2014 ed ha arbitrato la finale di Champions! Cioe' ma ti rendi conto?!”
“Per me e' solo un gentile imbianchino”
“Come scusa?”
“Niente”

lunedì 28 dicembre 2015


Questa mattina mi sono alzata, mi sono stiracchiata, ho spento la sveglia e mi sono avviata in semi-fase-rem verso il bagno. Ho acceso la luce e, beh, eccolo li.
Francamente di casistiche ne avevo affrontate parecchie ma l'enigma che mi si parava davanti questa mattina era al di la' di ogni mia comprensione: un fagottino bagnato al 100% di pipi' in mezzo al bagno, con sparsi ai tre angoli due calzini differenti e un paio di mutande.
Decido cosi' di recarmi da Mr D. per chiedergli spiegazione dell'avvenuto ma, sbiascicando sommessamente in semi-fase-dormiveglia, mi rivela che quando lui a mezzanotte si era recato nel talamo nuziale tutto era regolare, le bimbe dormivano e nessuno aveva fatto pipi' da nessuna parte.
Insospettita mi reco silenziosamente in camera delle bambine, le osservo, tiro delicatamente le coperte di Sbibulina ed eccolo li' l'indizio che mancava: bimba beatamente addormentata, maglione del pigiama, papau delle coccole e jeans.
La ragazza qualche decina di minuti dopo ci ha raccontato che le scappava la pipi' ed e' andata in bagno da sola nel cuore della notte ma alla fine non ha retto e se l'e' fatta addosso proprio in mezzo al bagno. Allora ha pensato di andare in camera sua, mettersi i jeans e tornare a dormire.
Questo fatto di per se' potrebbe sembrar normale ma Sbibulina in tre anni e mezzo non si era mai alzata da sola, ad ogni pipi' corrispondeva una chiamata sonora della mamma, cosi' come ad ogni pipi' a letto corrispondeva una chiamata sonora, un disfacimento del letto, una lavata veloce, un rifacimento del letto e un vestimento pigiamoso e un ripiombamento nell'incosciente sonno.
Quella pipi' in mezzo al bagno scovata di prima mattina non mi e' piu' sembrato un lago disgustoso, un possibile inizio storto di giornata.
Un grande passo per l'uomo un piccolo passo per l'umanità.

domenica 27 dicembre 2015

Il mio regalo piu' bello


Ore 2:45 del 24/12/2015
Ciao Amore,
sono trascorsi piu' di 9 anni dal lontano 06/06/2006, ed e' nato tutto da quel bacio, te lo ricordi?
Abbiamo costruito le nostre vite, le stiamo costruendo, abbiamo una famiglia bellissima, forse quella famiglia che con tanto amore volevamo entrambi e che in parte ci e' mancata in precedenza.
Sai quando ti ho conosciuto meglio, i primi mesi, ho subito intuito che questo legame ci avrebbe portato a quello che oggi siamo. Volevo ringraziarti per essere la mamma dei miei figli, per l'impegno che ogni giorno metti nella famiglia, per come segui l'A. nei compiti, per le colazioni, le cene ed i pranzi, per i sorrisi e per il tuo modo di essere, comunque mai eccessivo per tanti aspetti, per la tua fedelta' e la tranquillita' che mi dai nella consapevolezza che cio' che abbiamo costruito insieme sia la cosa piu' importante per entrambi. Volevo inoltre dirti che penso ancora di piu' oggi che tu sia una persona molto valida, che sa il fatto suo, e che sicuramente, se e quando lo riterrai opportuno, mi troverai al tuo fianco nel caso tu voglia intraprendere un percorso lavorativo piu' stimolante, con tutti i rischi che questa svolta potrebbe provocare. Anzi mi sento di dirti di seguire fino in fondo i tuoi sogni, le tue aspirazioni, questo e' il momento giusto. Mi troverai sempre al tuo fianco. Anche se non te lo dico mai sono molto orgoglioso di te, del lavoro che fai, di come lo fai e del perche' lo fai, sempre con spirito di sacrificio nei confronti della famiglia.
Ti Amo tanto e sono contento di averti scritto questo biglietto di auguri di natale.
Tuo D.

martedì 22 dicembre 2015


All'alba del trentesimo giorno arrivo' il ciclo.
“Sai, Amore, lo ammetto... mi dispiace davvero non essere rimasta incinta”
“Io invece sono tornato nella mia comfort zone”
Ah... la sensibilita' maschile...

Mentre continuano ad arrivarmi proposte di cattedre annuali sempre piu' lontane dal mio nido, io sono presa da altri pensieri. Non ho scritto ieri perche' e' stata una giornata di quelle da bollare col bollino nero piu' bollinoso e neroso che ci sia, ma alla fine, giusto per ricordarmi che ci sono cose piu' importanti nella vita, la giornata e' finita in bellezza con la dichiarazione di una pancia ripiena in una delle mie migliori amiche. In questi giorni sono decisamente stata fuori di giri, non su di giri, ma proprio fuori di giri. Sara' che sono una persona ansiosa e fondamentalmente ben poco propensa all'attesa per cui aspettare pazientemente non fa proprio per me. Sara' per questo che ho speso una quantita' inutile di soldi in tre test di gravidanza tutti assolutamente negativi senza conservarne neanche uno per domani, giorno piu' incline a una risposta semi-certa. Ma tanto, ve lo dico, sara' negativo. E dire che ci avevo sperato. Ci avevo cosi' tanto sperato da auto-convincermi che fosse negativo per non starci male. Ma ci avevo cosi' tanto sperato che in fondo all'autoconvizione della negativita' del test ci stava accantonata una enorme speranza di positivita' tanto che, una volta visualizzato il risultato ieri sono scoppiata a piangere che neanche le cascate del Niagara avrebbero retto il paragone. E' proprio vero che la speranza e' l'ultima a morire e a dimostrazione di questo ho ancora inculcata nella testa l'idea che se questo pomeriggio ancora nulla all'orizzonte, potrei anche affrontare nuovamente la spesa di 20 sonanti eurini per vedere domani mattina un altro test negativo. Sono matta.

venerdì 18 dicembre 2015


Non dire gatto finche' non ce l'hai nel sacco. E anche quando lo pigli, sto benedetto gatto, meglio che te ne stai zitta va. Che e' la volta buona che il sacco si apre da sotto e il gatto ti scappa. E buon venerdi'.

martedì 15 dicembre 2015

Eccoci a un bel equilibrio


Ogni persona e' fatta a modo suo e cosi' ogni bambino, figuriamoci poi ogni figlio. Per cui se uno lo sgridi con voce ferma e autoritaria, con l'altro magari la stessa identica tecnica cosi' meravigliosamente efficace non funziona. E se ci aggiungiamo anche il fatto che i ragazzi crescono e che oltre alla statura cambiano anche il carattere e la personalita', districarsi fra un mare di variabili non e' facile. Io pero' devo dire di essere riuscita a trovare un buon equilibrio. Per ora. Io, mamma autoritaria, persona ben poco incline alla morbidezza, il Generale Tedesco (come mi definiva Mr D) sono cambiata. Vorrei poter dire di essere cambiata per bonta', ma credo di essere cambiata per necessita'. Negli ultimi mesi, infatti, sono diventata una sorta di smielosa marshmallow che placa gli animi a suon di coccole, che placa liti a suon di voce fioca, che placa assurdi atteggiamenti a suon di dolci ragionamenti ma sempre con totale fermezza e risolutezza. E funziona. E funziona molto di piu' dell'urlo furibondo contro le sorelle che si scannano vicendevolmente per inutili cavolate. E funziona molto piu' di un urlo autoritario quando la grande urla in modo sconclusionato in preda a un attacco di irriverenza. E funziona sempre, funziona comunque. Ebbrava me.

Gentile docente,
si sono resi disponibili 18 ore classe A022 su organico di potenziamento a seguito di un posto non coperto relativo all'operazione fase C e quindi dato in supplenza fino al 30/06/2016. Si prega di contattare per dare disponibilità entro martedì 15/12/2015 ore 12:00
Maporcadiquellapuzzolaladra. Io ODIO scegliere, io ODIO i cambiamenti, io ODIO ODIO ODIO. Ho tante di quelle voci nella testa che non so neanche a chi dare retta. In realta' piu' che nella mia testa, a pensarci bene, vengono dall'esterno. Parliamoci chiaro: io sono una persona che si e' sempre accontentata di poco, o meglio gioisco per poco. Ho sempre pensato che avrei avuto una bella famiglia numerosa e un lavoro che non mi facesse troppo schifo e che mi permettesse di passare del tempo con i miei figli. Ed e' quello che ho. Ho un lavoro normale da normale impiegata che pero' non mi fa schifo, coi miei capi mi trovo quasi sempre bene, sono pagata regolarmente e ho un contratto a tempo indeterminato. A me basterebbe. E poi io non mi sono mai licenziata in vita mia, neanche quando la pazza mi urlo contro che se ero incinta dovevo abortire per continuare a lavorare per lei. Non sono una persona che rischia, a me il rischio proprio non piace. Per cui, se fosse per me, la risposta alla mail qui sopra sarebbe il nulla. E poi viene Mr D. Da quando ci frequentiamo Mr D. ha sempre avuto l'assurdo pallino che io dovessi diventare un'insegnante. Non chiedetemi perche'. Appena ha visto la mail qui sopra apriti cielo. Non sono valse a nulla le mie precisazioni, per esempio che il contratto avrebbe un termine, che non sono abilitata per cui impossibilitata ad avere un contratto vero e stabile, che la scuola sarebbe a quasi un'ora di treno da casa nostra. Lui in tutto cio' ha sentito solo SCUOLA. E poi oggi, come una cogliona, ho provato a sentire il parere di mio padre che per la prima volta in dieci anni si e' detto d'accordo con mio marito, perche' cosa vuoi fare la segretaria per tutta la mia vita? E' un lavoro umiliante, non vale proprio niente, e poi pensa alle tue figlie che devono dire che la mamma e' impiegata, e poi pensa a tuo marito che deve dire che lui e' ingegnere e sua moglie e' una semplice segretaria. Grazie papa', per l'ennesima volta un bel calcio nello stomaco.
Ho passato giorni a districarmi fra siti che spiegano come ottenere l'abilitazione, siti che spiegano le varie classi di concorso, siti che spiegano i punteggi ma sto passando l'ultima ora prima della scadenza a pensare a me. E io? Cosa voglio davvero fare io? Beh, io non lo so, cosi' a bruciapelo rispondo che se potessi scegliere il lavoro che davvero mi farebbe felice, beh, sarebbe scrivere il che non aiuta visto che ne' il lavoro che attualmente faccio ne' la prospettiva che si sta aprendo mi potrebbero portare verso quello che in realta' sento di piu' come mia aspirazione.
Fanculo. Io ODIO scegliere, io ODIO i cambiamenti, io ODIO ODIO ODIO

domenica 13 dicembre 2015

Ma cos'e' la destra, cos'e' la sinistra

Io e Mr D. siamo persone molto diverse una dall'altra, siamo il bianco e il nero, il giorno e la notte, ma una cosa l'abbiamo in comune: il buon senso. Entrambi vediamo le cose per quello che sono ed entrambi crediamo che con le urla, con la rabbia e il rancore non si ottenga un granche' anzi la maggior parte delle volte un atteggiamento simile crediamo sia assolutamente controproducente. Ebbene, l'umanita' e' bella perche' e' varia. Ma non occorre prendere chissa' quanti campioni di esseri umani da laboratorio per rendersi conto che il mondo e' davvero vario. Andiamo per esempio ad analizzare i genitori della classe elementare di Primogenita. Sabato questo la maestra ha mandato un sms chiedendo la collaborazione dei genitori per un progetto da portare a scuola il lunedi': ogni bambino avrebbe dovuto portare un piccolo pezzo di giardino fatto con i lego, un paio di alberi, una fontana, un omino sulla panchina, precisando che chi non riuscisse pazienza i tempi erano molto brevi. Oh. Apriti cielo. E' scoppiato il caos. Sono tornata a casa e ho trovato 201 whatsapp (vi giuro) in cui mamme sclerotiche e padri repressi si schieravano contro alla maestra perche' non si fa cosi', perche' non si puo' chiedere una cosa per il giorno dopo, perche' il progetto e' stato gestito male, perche' qua, perche' la'. Io ho letto attonita il tutto, ho risposto, e ho iniziato a chattare con un'altra mamma dotata di buon senso come noi per trovare una soluzione. Infine ne ho parlato con Mr D. Mio marito ha ascoltato con pazienza e nel giro di cinque mintui mi ha fatto un quadro sociopolitico da far invidia anche al miglior opinionista televisivo. E poi dicono che la politica non e' lo specchio della nostra societa'? Cioe' guarda qui! Nel giro di un paio di ore per una questione superflua si sono creati due schieramenti politici, ognuno con il suo capo rappresentante, ognuno con le sue idee e le sue opinioni ed essendo in una democrazia evidentemente lacunosa non ci si riesce neanche a mettere d'accordo. Io amo mio marito. Per la cronaca pero' abbiamo vinto noi.

giovedì 10 dicembre 2015


Stupenda. Meravigliosa. Altruista. Generosa. L'unica cosa che mi sento di puntualizzare e' che dovrebbe decisamente occuparsi un po' piu' di se stessa che degli altri. Per il resto non ho altro da dire ne' a lei ne' a suo marito. Sono molto molto soddisfatta di vostra figlia, e' una vera meraviglia. Grazie per essere venuti.
Se consideriamo la media degli altri colloqui insegnante-genitore che variava dai 15 ai 20 minuti, il nostro colloquio e' stato quantomai lapidario. Ovviamente sapevamo gia' come e' fatta la nostra primogenita ma sentircelo dire dalla sua maestra ha commosso entrambi. Per il momento la seconda elementare procede liscia come l'olio. Ed e' inutile puntualizzare che la ragazza proprio non ha preso da sua madre la quale il massimo del voto era benino, i rimproveri continui per la sua incapacita' di stare seduta erano annotati sul diario e veniva picchiata nel bagno delle femmine. Meno male va.

mercoledì 9 dicembre 2015

Ah... le paranoie....


Non so quando mia mamma abbia iniziato a prendere peso ma credo intorno ai quaranta. Quello che si sa per certo e' che, passata una certa eta', si fa decisamente piu' fatica a tornare in forma. E' ovvio e fastidiosamente palese che nella mia famiglia ci sia una predisposizione all'obesita', ricordo che il nonno G.A.N. non passava dalla porta d'ingresso di casa sua e avevano fatto installare una porta piu' grande a doppia anta per riuscire a fare in modo che potesse varcare la soglia. Mi pare dunque ovvio che io viva nel costante terrore di fare quella fine li perche' se io mangio normale prendo peso. E infatti oggi mi sono pesata e ho visto un numero sulla bilancia che proprio non mi e' piaciuto. E allora ho iniziato a pensare che e' molto ovvio che ora io stia davvero bene, non vomito da mesi e mesi e non mi peso piu' una volta al giorno come le vere ossessivo-compulsive, pero' e' altrettanto ovvio che mi guardo e non vedo un'immagine che che mi aggrada, non mi vedo bene con i pantaloni, non mi stanno nemmeno piu' i pantaloni e adesso inizia a starmi stretta anche la tuta. Se poi uniamo anche la paranoia di mettermi a dieta per paura poi di riprendere piu' chili di prima, e la paranoia di ricadere nella bulimia e la paranoia di, allora capirete che fastidioso lavorio si annidi nel mio cervello. E cosi' ho pensato di provare una via di mezzo, cosa impensabile per una persona rigida e metodica come me. La mia via di mezzo consisterebbe consiste nell'iniziare oggi una dieta che pero' non sia rigida come quella precedente e piu' precisamente:
  • non aumentare il mio metabolismo fino allo sfinimento ma fare solo tre pasti al giorno con due spuntini di frutta a meta' mattina e a meta' pomeriggio
  • non bere tre litri di acqua al giorno, ne bastano due
  • non usare solo olio a crudo ma usarlo anche cotto, mantenendo comunque la stessa quantita' di olio consigliato dalla dieta in modo che io possa gustarmi anche qualcosa di piu' di uno spaghetto integrale aglio olio e peperoncino che neanche sa di spaghetto integrale aglio olio e peperoncino
  • non eliminare del tutto lo zucchero. Se capita di prendere un caffe' posso anche zuccherarlo senza rischiare di rovinare la dieta
  • pesarmi SOLO una volta a settimana, ovvero il giovedi', in modo da limitare le mie paranoie mentali
  • concedermi uno sgarro una volta ogni tanto ma non piu' di uno alla settimana, fatta eccezione per Natale e Santo Stefano
Non mi viene in mente altro. Sono stata brava. Pat pat. Brava me.

martedì 8 dicembre 2015


Ecco i commenti di una teneramente spiazzante treenne in un discorso semi-adulto.
Questa mattina esco con voi
Davvero? Beh allora potresti accompagnarle tu a scuola.
In effetti... si.
Quasi quasi allora ne approfitto davvero. Se arrivo prima a lavorare posso uscire prima.
Si dai mamma, cosi' esci prima da lavorare!
Hum... no... dai... no... vengo anche io. Preferisco uscire dopo ma accompagnarvi a scuola.
Quetta e' una bella famihiiiia.

lunedì 7 dicembre 2015

Spettinautiful – stagione 1 episodio 1


Iniziamo da quello che ci ha lasciato per primi, ovvero il nonno G.A.N., e cominciamo proprio la', dove tutto e' finito.
Me ne stavo sdraiata sul letto a pancia in giu' in un comodo e caldo pomeriggio di primavera mentre leggevo Il pozzo e il pendolo di Allan Poe. Era il 1997, avevo 16 anni. Mentre il mio cervello era assorto nel buio piu' assoluto dell'ambientazione libresca sento suonare il telefono, sento mia nonna che risponde, sento un urlo e poi un tonfo sordo. Fanculo ad Allan Poe.. Mi sono precipitata in sala e l'ho vista per terra, la nonna, mentre urlava cose senza senso, il telefono piombato in un angolo del pavimento. Ho preso il telefono Un attimo prego e ho preso la nonna. L'ho sollevata con una forza decisamente non mia, l'ho appoggiata sul divano e mi sono precipitata in cucina. Nienteattaccodicuorenonnanienteattaccodicuore 20 gocce dibiancospino, 10 di valeriana Cazzo! Il telefono!
Pronto?
Si
Scusi mia nonna si e' sentita male, chi e'?
Non sono tenuta a dirlo
Ooooook
Chiamo per comunicare che il Signor G.A.N. e' morto.
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Mi scusi, ma come e' morto?
Non sono tenuta a dirlo
Ma quando e' morto?
Non sono tenuta a dirlo
Ma... ma e' gia' stato fatto il funerale?
Si. Condoglianze. Buona giornata
Ho passato le successive due ore tenendo la testa di mia nonna fra le braccia, ascoltandola parlare con lui, il suo ex marito morto, mentre gli confessava che non aveva mai smesso di amarlo. Ma la cosa peggiore e' arrivata tre ore dopo. Fanculo al telefono.
Pronto
Pronto ciao amore, come stai? Noi qui siamo arrivati al mare.
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Ciao mamma
(cosafacciocosafacciocosafaccio)
Allora amore? Tutto bene?
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Mamma, non va tanto bene... il nonno e' morto
Accidenti, mi dispiace, fai le condoglianze a tuo papa'
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
No mamma. Non quel nonno. Tuo papa' mamma, e' morto tuo papa'.
E' stato uno dei silenzi piu' lunghi della mia vita.
Successivamente abbiamo scoperto che la simpaticona al telefono era la moglie attuale del nonno G.A.N., che ci aveva mentito perche' il funerale all'epoca della telefonata ancora non era stato fatto ma noi non eravamo graditi. Il nonno era morto per soffocamento dovuto a un attacco di cuore, a una lingua riversa indietro e a un'obesita' patologica che lo aveva portato a superare la soglia della decenza ormai da decenni. Mi ricordo che non piansi per sorreggere mia nonna e mia mamma ma ricordo che quando mia nonna si addormento' andai giu' nel parco sotto casa, andai dietro a un albero e tirai fuori tutto quello che ero riuscita a soffocare in quelle lunghissime ore. Non piangevo per il nonno G.A.N., fondamentalmente era stato un vero stronzo, ma piangevo per mia nonna, piangevo per il suo dolore. Da quella giornata di primavera del 1997 non sono mai piu' riuscita a leggere neanche una riga di Edgar Allan Poe.

giovedì 3 dicembre 2015

Curiosando

 


















Esteriormente sono spettinata cosi'

E poi mi chiedo perche'

Una persona nasce, cresce e vive bene o male nello stesso ambiente per cui si trova a considerare normali cose che proprio normali non sono. Come Giovanni, l'amante di mia nonna, che ho sempre chiamato Giovanni e mai nonno ma che in realta' era a tutti gli effetti un nonno. Andava e veniva da casa nostra mentre a casa sua aveva una moglie, due figli e un numero imprecisato di nipoti. Insomma, tornando a noi, tutto ai nostri occhi sembra normale se lo si e' sempre visto. E cosi' a cena ieri sera mi sono guardata intorno con occhi nuovi. Ed ecco quello che ho visto:
- di fianco a me sedeva mia mamma, una signora obesa con i suoi 100 chili superati alla grande che ad ogni boccone esclama da sempre mmmmmmhhh che buono anche se di fronte a lei si para un piatto di pasta in bianco scondita, un atteggiamento che tutt'ora mi da sui nervi
- di fronte a me mia nonna, una signora minuta e fisicamente piegata dalla sua depressione cronica che ogni boccone lo manda giu' come una tortura, guarda sempre il suo piatto in modo schifato e "Nonna, lo vuoi un po' di parmigiano?" "No ve!" "Nonna, vuo..." "No. Ma c'e' anch..." "No"
Inoltre in questi giorni ho avuto lo straordinario privilegio di mangiare accanto a mio padre cosa che non succedeva da boh e ad ogni boccone esclamava che fame e subito dopo ribadiva ah io quando ingrasso tanto smetto di mangiare. Quando ero piccola ricordo che contava i maccheroni nel mio piatto per suddividerli fra noi in modo equo.
Mi pare ovvio, dunque, che io abbia interiorizzato quanto meno i due lati delle persone femminili che mi stavano accanto giorno dopo giorno facendoli diventare due personaggi interiori che io vivo malissimo. La pignoleria rigida e maniacale di mio padre la lascio da parte che e' meglio. Troppa roba sul fuoco anche no alle 9 di mattina.

martedì 1 dicembre 2015

E la vostra famiglia


Beh, Signora dove ha messo le sue bambine?
Questa sera sono con il padre. Questi sono i miei genitori.
Eh si, quelli erano davvero i miei genitori, in tutta la mia vita non avevo mai pronunciato quelle parole e mi sono sembrate subito strane. Erano tutti e due vicini, seduti allo stesso tavolo e li con loro c'ero anche io. Tranne qualche momento di puro e distillato imbarazzo dovuto a chi mi voleva assolutamente a cena (mia madre) e chi invece non mi voleva fra i piedi (mio padre) tutto si e' svolto in una quasi totale normalita'. Per lo piu' ho passato la serata ad ascoltarli chiacchierare di cose futili e di cose profonde, divisi da un baratro psicologico ammesso da entrambi: chi non e' ancora capace di impegnarsi in una relazione per un patologico bisogno di solitudine e chi invece riversa in coppia un ideale di persona da avere accanto.
Come sta andando? Sta andando bene no?
Beh, mamma, per ora non ho ancora vomitato la cena per cui direi bene
Con la sua splendida risata mi ha fatto capire che non c'e' nulla da capire.
Ho passato il resto della nottata ad osservare il soffitto al buio mentre in testa risuonava la canzone che si e' cantata al mio matrimonio, una canzone di famiglia unita, leggera, bella dentro e bella fuori. Questa mattina mi sono svegliata pensando a loro due di fianco a me, a quando mamma e' scoppiata a ridere e a quando papa' ha detto che offendere me e' come offendere lui. E adesso mi ritrovo a scrivere e a piangere per una famiglia che non ho mai avuto e che desidero tanto. Razionalmente lo so che sarebbe stato un inferno, loro due insieme sono davvero incompatibili, ma la parte di me ferita e abbandonata, la parte bambina bisognosa sta emergendo in tutto il suo dolore. L'avevo messo in conto, e' gia' tanto che non sia emersa nel bel mezzo di una conversazione in pizzeria.

Bonjour


La mia mattina non e' iniziata proprio benissimo. Vi basti sapere che ho dimenticato le chiavi del lavoro a casa e che me ne sono accorta direttamente sotto il portone del lavoro. La conseguenza e' stata la triplicazione del tragitto casa-lavoro in bicicletta con una sudata epocale e un'ora di stanchezza in piu' sul groppone. Pero' a cavallo fra ieri e oggi mi e' successo qualcosa di unico e speciale: ho dormito. Potrebbe a prima vista sembrare un qualcosa di assolutamente banale ma. Si, c'e' un ma. Sono rimasta incinta di Primogenita a settembre 2007 e da allora non ho piu' fatto una notte di filata senza mai svegliarmi.: eprima per le nausee, e poi per la pipi, e poi per il pancione, e poi per la neonata e poi per l'altra gravidanza e poi per l'altra neonata e poi ancora oggi perche', nonostante le bimbe capita non si sveglino di notte, io continuo ad alzarmi dal letto almeno quattro-cinque volte. Questa notte no. Avete capito?! NO. Mi sono addormentata alle 22.30 e mi sono svegliata alle 6.40. Dritta. Liscia come l'olio. Subito il mio cervellino, dopo essersi autocompiaciuto per quanto ottenuto ha iniziato ad esaminare tutte le possibili cause di un cosi' splendido risultato. Ecco allora il mio consueto elenco: che sia statoooooo
  • il cibo. Ieri sera ho mangiato fritto per cui non credo proprio che il mio dormire sia dovuto alla leggerezza del pasto
  • il bere. A me pare di aver bevuto la stessa quantita' di acqua delle sere precedenti
  • l'anestesia. Ieri sono andata dallo strafigaccione dentista che mi ha sparaflesssssciato una siringona di roba per addormentarmi meta' faccia. Ma all'epoca della messa a letto avevo ripreso la sensibilita' da un paio d'ore
  • il letto e il cuscino. Da quando sono arrivate nonna e mamma io dormo nel letto di Primogenita. La ragazza gode di un privilegio unico in casa nostra: materasso memory foam. Io mi sono tirata dietro il cuscino per la cervicale. Eh pero' sono gia' cinque notti che dormo li' e non mi era mai successo di fare la dritta
  • la televisione. Ho guardato un po' le iene e sono andata a letto prima che iniziassero a mandare i serizi angoscianti di padri che non vedono piu' i figli, di gente che si droga con droghe strane e quant'altro. Niente di assolutamente diverso dalle sere precedenti.
  • L'orario. 22.30. Normale orario di andata a letto da madre lavoratrice con figli. Niente di diverso dal solito
La domanda sorge spontanea: saro' cosi' malata da riproporre tutte le sere la stessa routine, lo stesso cibo, la stessa trasmissione, lo stesso letto e lo stesso bere pur di godere ancora una volta di una notte passata come un normale essere umano? Credo di non essere ancora a quel punto. Credo.