giovedì 19 dicembre 2024

Ferie? Ma dai!

Io sono e sono sempre stata una formichina in quasi tutti gli ambiti della mia vita, ferie comprese. Considerando che sono ormai più di 11 anni che lavoro qui dentro ho accumulato un pochiniiiiiino di ferie. Facendo i calcoli ho notato che potrei stare a casa quattro mesi senza mai mettere piede in ufficio. Con il cambio societario però pare che se ne siano accorti e che per il nuovo capo questo sia fonte di preoccupazione così mi ha chiesto di smaltirle il più possibile. Per ora non è che abbia funzionato molto, anche perché essendo rimasta da sola a fare il lavoro di tutti non è che sia proprio semplice prendere ferie, se sto a casa io l'ufficio rimane chiuso. Proprio per questo motivo ho preso ferie normalmente quando non ne prendo mai ovvero sotto Natale. All'inizio ero reticente perché detta come va detta preferisco prendere ferie quando i miei figli sono a scuola (quello sì che è vero relax!) e dunque avevo chiesto solo la Vigilia (mai presa la Vigilia) ma poi mi sono allargata chiedendo dal 24 al 31 nella speranza di sbaffarci dentro un viaggetto. Lo so, lo so, non sarà molto rilassante, ma i figli ne sarebbero contenti. E poi oggi mi sono detta: ma perché anche non lunedì, il compleanno di mamma? Sarà un giorno impegnativo visto che l'ho invitata a pranzo, farò una delle mie solite torte superipermega e ho deciso di prepararle il suo piatto preferito: le mozzarelle in carrozza. Sarà il suo primo compleanno da sola e per me è molto importante farle sentire la nostra vicinanza per cui non aveva senso venire al lavoro e fare poi tutto di fretta. E allora via! A casa per dieci giorni di seguito, cosa che capita solo in estate. Vi saprò dire ma per il momento ne sono davvero davvero felice. Ne ho sinceramente bisogno.



Ps: Auguro a tutti voi delle bellissime e splendide feste, piene di serenità e di relax (che poi è l'augurio che faccio a me stessa, il migliore che mi viene in mente).

Il futurrunning

Finita la maratona di Ravenna mi sentivo davvero bene, euforica, felice. Sull'onda dell'entusiasmo ero già pronta a correrne un'altra di lì a breve, e poi un'altra e poi un'altra ma grazie alla Dea ho capito che avrei avuto bisogno di riposo (vedi post 3 dicembre). E così è stato deciso che mi preparerò da gennaio in poi per correre la Mezza Maratona di Bologna in un tempo inferiore rispetto a quanto io abbia corso le mie mezze fino ad ora per poi arrivare a Novembre e chiudere la Maratona di Firenze in cinque ore. E non solo. Finita quella mi preparerò a dovere per correre nel 2026 quando farò 45 anni l'impegnativa quanto magnifica Maratona di Roma. Poi, se ancora avrò voglia di correre e se sarò abbastanza brava da tener da parte qualche soldino, si vola a New York per i miei 50. Programmino niente male.

martedì 17 dicembre 2024

Dialoghi con la Psicocosa

“Se suo figlio avesse bisogno di questa cosa per curarsi lei lo farebbe per lui?”

“Ma certo. Ovvio”

“Allora non vedo perché non può farlo per sé stessa”

“Perché sono stanca”

“In che senso?”

“Io sono stanca, molto stanca. E non posso certo tralasciare i miei figli, o le altre incombenze. L'unica cosa che posso tralasciare sono io. Posso dire: beh, di questa cosa posso anche non occuparmene perché riguarda solo me e non ha ricadute su nessuno”

“Beh, ha ricadute su di lei”

… … …

“Facciamo così: in queste 3 settimane in cui non ci vedremo lei prenda in carico questo compito come se si trattasse della salute di un suo familiare perché anche lei, se lo ricordi, è importante”

“Ci proverò”

lunedì 16 dicembre 2024

Tristezza

Uno dei cartoni preferiti da Birullulo è Inside Out e ogni volta che lo guardo mi rendo conto che a dominarmi è sicuramente Tristezza. In questo periodo poi, non so neanche esattamente perché, la fa proprio da padrone. Settimana scorsa hanno chiamato mia mamma per la visita pre-operatoria (protesi di ginocchio. In realtà li deve fare entrambi ma prima ne fanno uno poi fra un anno o due l'altro). Sapevo da tempo che sarebbe arrivato il momento e razionalmente capisco che poteva andare decisamente peggio. Potevano chiamarla ad esempio quando ancora suo marito era qui con noi e sarebbe stato peggio perché non avrebbe potuto occuparsi di lui e io mi sarei trovata a dovermi occupare di entrambi. O avrebbero potuto chiamarla durante il trasloco o subito dopo i lutti. E invece la chiamata è arrivata ora a una decina di giorni dal suo compleanno e dal Natale ma in un periodo relativamente tranquillo. Non che sarebbe stato comunque un Natale gioioso visto i nostri recenti lutti ma sicuramente sarebbe stato migliore che passarlo in ospedale. Settimana scorsa dunque visita pre-operatoria che ahimè non è andata come si sperava. Le hanno trovato un valore nella coagulazione del sangue per niente buono e per niente giustificato dal suo quadro clinico per cui le hanno fatto altre analisi e siamo in attesa (questa settimana) di notizie. Io non so cosa dire. Davvero. Sono triste. Sì. Direi che la tristezza è il sentimento che più mi domina. Avevo comunque pensato in generale di fare una bella torta per il compleanno di mamma (compie gli anni l'antivigilia), avrei voluto festeggiare il Natale con lei vicino a me a casa dei miei suoceri, avrei voluto andare via con la mia famiglia dopo Natale per qualche giorno di relax tutti insieme. E invece l'unica cosa che adesso vedo è preoccupazione per quello che verrà. Anche perché mia mamma è obesa e si sa che per le persone come lei i rischi operatori sono maggiori rispetto alle persone normopeso per cui ero già un pochino preoccupata di mio e per quanto razionalmente cerchi di riportare il tutto nella giusta misura, dal punto di vista emotivo la situazione a volte mi sfugge di mano. E già lo scorso Natale è stato un brutto Natale, il primo senza la nonna. E già lo scorso Natale sapevamo che forse sarebbe stato l'ultimo Natale con il marito di mamma, l'ultimo Natale con tutta la “famiglia” riunita (era da anni che non succedeva). E già questo Natale sarà il primo senza di lui, il secondo senza di lei. Vedremo questo Natale. Vedremo. Ma le premesse non è che siano un granché buone.

giovedì 12 dicembre 2024

Basta poco

“Mi fai vinceLe mamma?”

“Ah... va bene Amore, ti faccio vincere”

“Sei la mamma miglioLe. Mamma”

martedì 10 dicembre 2024

Come iniziare dolcemente la giornata

“Mamma? Ma peLché devi andare a LavoLaLe? PeLché non Limani qui con me?”

“Non posso amore. Ma ti prometto che appena ho finito vengo a prenderti e ti porto al parco e facciamo le bolle di sapone.”

“Ma quante oLe lavoLi mamma?”

“Quattro ore e mezzo”

“Io voJJo che lavoLi sHolo tLe!”

“Beh. Interessante. Anche io vorrei lavorarne solo tre ore ma non posso, mi dispiace.”

“No no! Tle! Tle minuti!”

“Eh magari! Ma non posso Amoremio..”

“AlloLa vai puLe mamma. Ma pLima bacino.”

domenica 8 dicembre 2024

Dentro

Non è un bene tenersi tutto dentro e io l'ho imparato a mie spese. E la cosa assurda è che alla veneranda età di 43 anni, con parecchi anni di terapia alle spalle, ancora mi risulta difficile buttare fuori. Primogenita è assurdamente uguale a me in questo. E' sempre gentile, paziente e pacata, non si arrabbia mai ed evita sempre le discussioni preferendo andarsene piuttosto che iniziare una lite. Una buona crocerossina (come diceva la sua maestra delle elementari). Sempre votata ad aiutare gli altri fatica ad aiutare sé stessa. All'esterno potrebbe sembrare meraviglioso un carattere altruista, solare e generoso ma tutto questo nasconde parecchie insidie che si stanno rivelando tutte. Sono sempre stata orgogliosa e felice del suo carattere, così diverso da quello della sorella molto impulsivo, esplosivo e caparbio ma guardando il tutto dal punto di vista pedagogico non credo sia meglio. Perché la ragazza in questo modo invece di buttare fuori riversa dentro tutto quello che prova, tutta la rabbia, la frustrazione, la tristezza e fatica a venirne fuori o semplicemente, come fa lei, non l'ascolta. E se non ti ascolti non può finire bene. E io lo so. E se si evita lo scontro in adolescenza si finisce per perdere quel sano distacco, quel giusto scontro che serve al ragazzo per evolvere e per trovare il suo nuovo sé. Ecco. Primogenita è come me: non si arrabbia, non si scontra, non litiga e poi magari per carità arriva a un punto in cui esplode (per fortuna) ma esplode in modo poco sano, arrivando all'esasperazione e andandosene via, evitando, scappando. E sapendo quanto questo possa essere dannoso sto cercando di aiutarla come posso, spingendola a dire quello che pensa, a rimanere nel confronto anche se questo diventa acceso e non è facile. All'inizio ero così felice che mi assomigliasse tanto nel carattere ma ora spero con tutto il cuore che riesca ad affrontare i suoi demoni e riesca a tirare fuori tutto senza riversarlo su sé stessa.

giovedì 5 dicembre 2024

Nevicherà sicuro

Ricordo di preciso l'ultima volta che discutemmo della cosa. Eravamo nello spogliatoio del nuoto e mentre io smadonnavo fra phon e spazzole, Secondogenita continuava ad insistere per avere i capelli lunghi. Ricordo che le dissi in modo molto tranquillo e limpido: “A me sta bene, ma te ne dovrai occupare tu. Te li laverai da sola, te li asciugherai da sola, te li pettinerai da sola e se vedrò che non ne avrai cura allora li taglieremo”. Un sorriso gigante comparve sul suo viso di bimba e con la sua vocina squillante mi disse: “Sì mamma”. Era alle elementari. Da allora non li ha più tagliati. Considerando che i suoi capelli sono un perfetto mix fra quelli di Mr D. sottili e biondi e i miei lisci come spaghetti che crescono velocissimamente, nel giro di poco si è ritrovata ad averli al di sotto del sedere. E non ho più potuto dirle nulla perché ne ha sempre avuto una cura perfetta, quasi maniacale. E' diventata anche bravissima a fare le acconciature più complicate del pianeta su se stessa e a replicarle sulla testa delle amiche. Ogni volta che si è accennato negli anni a un “Ma dai, potremmo anche tagliare un pochino le punte” lei rifiutava categoricamente e le poche volte che l'ha fatto ha semplicemente preso le sue forbici e ha dato una spuntatina a modo suo, della lunghezza che diceva lei e come voleva lei.

Ieri mattina, la bomba:

“Mamma, voglio tagliare i capelli”

Silenzio.

Primogenita si porta entrambe le mani alla bocca. Mr D. rimane invece con la bocca aperta stile pesce mentre Birullulo, inconsapevole di tutto, continua a giocare con le costruzioni. Avendo timore di un qualsiasi sconvolgimento dell'Universo mi comporto come se nulla fosse.

“Ma certo Amore. Quando vuoi”

“Oggi all'uscita da scuola”

“Sicura?”

“Sì. Sicura. E voglio fare come te mamma, li voglio donare”

E' fatta così lei. E' testona, nessuno riesce a farle cambiare idea e quando la decisione viene da lei niente o nessuno riesce a distoglierla da quello che si è messa in testa. E così ora ho una figlia ormai alta quanto me, coi capelli poco al di sotto delle spalle e con un bel sorriso soddisfatto sul volto alla facciaccia di chi aveva detto che se ne sarebbe pentita.

mercoledì 4 dicembre 2024

Fantasia spaziale

“Scusa B. ma dovrei parlarti. Sai ieri sono tornata a casa e ho trovato mia figlia molto preoccupata. Le ho chiesto cosa fosse successo e mi ha detto che Birullulo ha detto che il suo papà mentre andava al lavoro ha visto il loro compagno di classe cadere dal balcone del terzo piano, sbattere la testa e andare in ospedale”

“Scusa?”

“Sì sì davvero. Mi sono accertata che dicesse la verità perché ogni tanto lei tende ad inventare ma pare sia stata sincera”

“Non può essere sai. Mio marito manco sa che esiste sto compagno di classe. Magari lui chissà cosa ha detto, lei chissà cosa ha capito e via. Figurati se mio figlio si può inventare una cosa simile... si saranno capiti male”

“Sì sì hai ragione”

“Comunque aspetta che chiedo... Ehm.. Birullulo?”

“Sì mamma”

“Ma cosa è successo a T.?”

“Niente mamma. La maestLa ha detto che ha sbattuto la testa contLo al muLo ma sta bene”

“Ah ok.”



“Ciao B. Sai che ieri mia figlia mi ha detto che tuo marito ha visto il loro compagno di classe cadere dal balcone del terzo piano e sbattere la testa?”

Maporcadiquellaporca

“Ehm... magari ha capito male. Comunque non credo sia vero”

“Ah questo lo so. Perché preoccupata ho chiamato la mamma di Tizio, che conosce la mamma di Sempronio che ha chiamato la mamma del compagno di classe e so che semplicemente è a casa per un'influenza!”

Maporcadiquellaporcadiquellaporca



“Buon pomeriggio B.”

“Salve maestra”

“Senta, le devo riportare un episodio successo in classe. Durante l'accoglienza ieri, mentre tutti i bimbi erano in cassettiera, ho detto loro che il loro compagno di classe non sarebbe venuto a scuola perché malato. Suo figlio è saltato su dicendo So io cosa è successo a T.! Mio papà mentLe andava a lavoLaLe lo ha visto cadeLe dal balcone e sbatteLe la tes... e a quel punto l'ho interrotto spostando l'attenzione su un'altra cosa”

Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca

“Ehm... non credo sia vero sa. Mio marito manco sa dell'esistenza di questo compagno di classe”

“Ah si si lo sappiamo. Abbiamo verificato che il bimbo stesse bene chiamando la famiglia”

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“Fra le altre cose credevo che questa storia non l'avessero ascoltata i bimbi perché a volte sono distratti sa. Ma pare che i maschi non abbiano colto ma le femmine si. Tutte”

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“Guardi, sono mortificata. Noi fra parentesi non abbiamo la tv e non ascoltiamo i telegiornali né parliamo di certe cose in casa. Non so come possa essere successo. Magari lo ha sognato”

“Sì sì certo, volevo solo informarla della fantasia spaziale che possiede suo figlio”

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SeiL'AmoreMio

Quando guardo i tuoi occhioni da cerbiatto così straordinariamente simili ai miei capisco quanto sia stata fortunata ad averti. Sei arrivato nella mia vita inaspettato, un regalo che a quasi quarant'anni mai avrei pensato di ricevere. Avevo sempre desiderato il terzo figlio ma con decisione sofferta e neanche troppo mia aveva accantonato l'idea finché un giorno a sorpresa sei arrivato tu. Da quel momento riempi il mio cuore di gioia, con il tuo sorriso ampio e contagioso, il tuo sguardo scuro e profondo, la tua dolcezza infinita. SeiL'AmoreMio è ciò che ti ripeto più spesso e che da te mi sento ripetere più spesso ed è vero: sei Amore puro, incondizionato, immenso. Sei Tu. Auguri AmoreMio.

martedì 3 dicembre 2024

I prossimi step

Finita la maratona di Ravenna ero così carica da voler fissare già quella dopo in primavera. Forse perché il mio obiettivo è sempre stato quello di correrne due all'anno, una in autunno e una in primavera appunto. Avevo vagliato tutte le varie possibilità e avevo scelto la maratona di Milano. Mi ero informata sugli alloggi, sul costo dell'iscrizione, sul percorso e sull'altimetria fino a sceglierla in modo sicuro e convinto. Finché non ho parlato con LaDea. LaDea è una mamma che frequenta lo squallido parchetto e che ha un fisico da paura. Corre, corre tanto, corre bene, corre veloce, ed è lei che in questi mesi mi ha aiutato a sistemare le tabelle e mi ha dato consigli su come prepararmi al meglio. LaDea non mi ha mai dato un consiglio sbagliato, MAI, anche quando dubitavo di lei e ho seguito quello che aveva consigliato, alla fine aveva ragione lei. SEMPRE. LaDea dunque mi ha consigliato di non correre la maratona di Milano. “E' troppo presto, ti devi riposare. Devi dare al tuo fisico il tempo per riprendesi. Questo non vuol dire che non ce la faresti, eh. Ce la faresti sicuro, puoi fare tutte le maratone che vuoi. Ma a che prezzo? Conviene che ci vai piano quest'anno, che fai una mezza a primavera e ti riservi la maratona in autunno poi dall'anno prossimo vai con due all'anno senza problemi. Se inizi correndone da subito due rischi di farti male, o di arrivare stanca e spompata. Poi ovviamente vedi tu, se te la senti vai”. Ho passato giorni di travaglio interiore, combattuta fra il mio desiderio di correre e il suo consiglio che arrivava ben sgradito. Mi ha messo in crisi, e mi ha messo in crisi soprattutto perché non mi ha mai consigliato male. MAI. E così ho deciso di ascoltarla e mi son fatta un bel programmino per il prossimo anno e mezzo (che vi dirò in un altro post dedicato, con calma). Qual'è stata la conseguenza di questa decisione? Il mio fisico si è rilassato e io sono collassata. Appena ha capito che potevo prendermi una pausa, mi ha abbandonato. Ho passato 4 giorni a barcamenarmi fra mal di testa allucinanti e antinfiammatori, fra collo bloccato fino alle scapole e stanchezza così profonda da svenire sul letto alle 20,30 ogni sera. Alla fine come sempre aveva ragione LaDea.

domenica 1 dicembre 2024

Breve storia tenera

Cantina. Giorno. Buio.

Preadolescente di 12 anni suonati, bimbo di neanche 4 anni.

“S.? Hai pauLa?”

“Ma no, Birullulo. So che non esistono i mostri eh, però insomma. Però no, non ho paura dai”

“AlloLa ti tengo d'occhio io”

E prende per mano la sorella per proteggerla.

Fine

venerdì 29 novembre 2024

La stupideira

Secondogenita ha un'ironia spettacolare. Riesce a farti ridere sempre e comunque, spiazzandoti in momenti in cui magari tu stai facendo tutt'altro. Ieri ad esempio, mentre cucinavo tranquilla, vedo che si avvicina con passo strano e veloce, tutto tirato. La osservo bene e mi accorgo che ha due labbrone piene di rossetto (straordinariamente ben messo), due tettone imbottite da paura e un sedere alla Jessica Rabbit. Prima che io me ne possa davvero rendere conto inizia a parlare in modo astruso con intercalari tipo “Amio” - “Bestie” - “Flexo” e mi rendo conto decisamente troppo tardi visto la sua toccata e fuga in cucina che stava facendo una ben riuscita imitazione-sfottò di qualche influencer della rete. Non ho mai riso così tanto e non ho potuto fare a meno di chiedermi “Ma quando ancora durerà questa bellissima fase? Sarà solo una fase o questo suo lato del carattere rimarrà anche in adolescenza?”. Io questo non lo so, credo sia improbabile rimanga, ma quello che so è che, nel caso lo perdesse, mi mancherà davvero tantissimo.

mercoledì 27 novembre 2024

Rito di passaggio

Pare che succeda a tutti i runners, che sia una sorta di rito di passaggio che prima o poi colpisce chi corre con passione e regolarità. A me è successo ieri: ho perso la mia prima unghia del piede. In realtà ne ho persa una e anche un'altra a tre quarti, poiché quella vicina non si è staccata del tutto per cui ho provveduto a sistemare la situazione alla bellemmmmmeglio. Non mi ha fatto neanche troppo schifo, mi faceva più schif, francamente vederla nera nera lì sul mio bel piedino. E così ora anche io posso dire di essere entrata di diritto e (si può proprio dirlo) a piede spinto nel magico mondo dei runners.

martedì 26 novembre 2024

Il segno

La sua mancanza è stata forte fin da subito,ma come per tutte le cose, dato il tempo al tempo, la situazione è migliorata. Il vuoto c'è sempre, la disperazione un po' meno. Il dolore c'è sempre, il dolore acuto un po' meno. Da quando non c'è più è stato subito evidente il mio bisogno di avere qualcosa che riempisse la sua assenza. Dapprima è sata la catenina che teneva al collo e che le avevo regalato io. Ma dopo la terza volta che si è rotta, e dopo la terza volta in cui piangevo come una disperata, ho capito che forse non era quello che era giusto fare. Per mesi mi è balenata l'idea di un tatuaggio, ma neanche quello è giusto fare. Non mi sono mai piaciuti i tautaggi di altre persone sul proprio corpo, come chi ha tatuato il nome di un'altra persona, o il simbolo che ricorda un'altra persona. Ho sempre pensato che il corpo è il tuo tempio, non il tempio di qualche d'un altro. Ovviamente ognuno è libero di fare quello che vuole ed è proprio per questo che il tatuaggio che la ricorda non è quello che voglio io. Un mesetto fa o poco più mi è venuta l'idea, la vera idea: mia nonna portava sempre gli stessi orecchini, di quelli che andavano una volta tutti d'oro giallo giallo e belli grossi. Portava sempre quelli e non se li toglieva mai e li aveva addosso anche il giorno in cui se n'è andata. Purtroppo dei due orecchini addosso a lei ne abbiamo trovato uno solo che ho conservato io. Ho preso dunque quell'orecchino d'oro giallo e sono andata dall'orafo al quale l'ho consegnato insieme a un mio orecchino d'oro bianco e gli ho chiesto di realizzare un anello piccolo e fine con l'intreccio dei due ori, un dolce abbraccio fra me e lei da tenere sempre con me. Gli ho chiesto (testuali parole) di realizzarlo con amore perché per me significa molto. Mi sono sentita rispondere che l'avrebbe fatto ma che mano a mano che avessi usato l'anello, la divisione fra i due ori si sarebbe persa rdendendo sempre meno possibile il riconoscimento fra oro bianco e oro giallo. Il suo suggerimento era dunque fargli un trattamento al fine di conservare questa distinzione, un trattamento che periodicamente andrebbe fatto. Gli ho detto di no, che forse questo graduale processo è proprio quello che servirebbe a me. E così, qualche settimana dopo, mi sono ritrovata al dito un anello che non toglierò mai più.


 

lunedì 25 novembre 2024

Chi non ha testa...

Ultimamente è il proverbio che tiro fuori dal cilindro più spesso. E non nei confronti dei miei figli, o del marito, o del lavoro, ma nei confronti di me stessa. Mi capita infatti sempre più di frequente di dimenticare cose, perdermi in altre, essere sbadata e un pelino assente e così mi ritrovo a dover far andare le gambe molto più del necessario e ad alta voce, da sola, come i matti, mi ripeto “Beh. B. Chi non ha testa ha gambe, coraggio”. E via.

giovedì 21 novembre 2024

Tutto ebbe inizio 19 anni fa

Ho iniziato perché mi servivano soldi, lo ammetto. Era un modo come un altro, diciannove anni fa, per raccimolare qualche cosina ed era sicuramente meno impegnativo degli altri lavori con cui mi spaccavo la schiena all'epoca, attaccando a lavorare al pub alle 18 e finendo alle 4 del mattino, dormendo poche ore, frequentando e studiando all'università mentre servivo ai tavoli di un ristorante a pranzo. Quello che non potevo sapere è che negli anni quel piccolo arrotondamento si sarebbe evoluto in qualcosa di più. Il compenso che danno è francamente ridicolo. Lo è sempre stato forse ma da adulta stipendiata me ne rendo conto i più. E allora perché sbattersi e andare tutte le volte a fare la segretaria di seggio, sempre nello stesso seggio insieme al mio affezionato Presidente per quattro spiccioli? Forse per i giorni di riposo dopo? Forse per il senso civico? Forse per un'evasione dalla realtà? Direi, forse, per tutte queste cose messe insieme. Oh, ancora mi piace. Prossimo giro si festeggia il ventennale.

Di fantasticherie

Ognuno di noi, chi più chi meno, fantastica nella sua mente. Io di solito lo faccio nel mio letto, di solito prima di addormentarmi, e normalmente la fantasia è sempre la stessa:

Dopo un evento shoccante che di solito è sempre lo stesso ma che non ho voglia di scrivere qui, mi ritrovo a dover ripensare a tutta la mia vita facendo tabula rasa. Inizio sgomberando lo sgabuzzino di casa mia, mettendo tutta la roba che c'è dentro fuori e pulendolo ben bene. Continuo buttando tutta la roba da vestire che ho addosso e vestendomi solamente di cose semplici e nere. Tolgo tutto, orecchini compresi. Il passo successivo è il taglio di capelli a zero. Di solito tutto ciò si accompagna a una decisione di non parlare più e di rimanere nel silenzio. Il resto viene da sé: chiamo e dono tutte le cose che sono mie, dai libri ai vestiti, agli strumenti, ai gioielli, al computer, al cellulare. Qualsiasi cosa rimanendo con niente se non le cose che indosso. Sistemo lo sgabuzzo mettendo per terra un piccolo futon, una lampada di sale, un asciugamano bianco e poco altro. Questo processo è lungo e liberatorio mentre il resto della mia vita procede sempre di più verso il mio vero essere: torno ad essere vegetariana, a non comprare quasi nulla se non l'indispensabile, a non possedere quasi niente, ad essere sola di una solitudine di pace: in poche parole a vivere come vivrei se fossi senza una famiglia, a vivere fedele a me stessa al 100%, senza alcun compromesso.

Questo non vuol dire che io non stia bene dove sono, anzi. Una vita senza la mia famiglia sarebbe una vita molto triste, ma questo pensiero mi aiuta a ritrovare una dimensione che a volte ritengo persa, una sorta di oasi felice che è felice proprio perché non è la quotidianità ma è solamente una breve scappatoia mentale dalla mia realtà

mercoledì 13 novembre 2024

Deiezioni

I miei figli hanno sempre avuto un modo tutto loro di affrontare il momento cacca. Primogenita in realtà no, andava, faceva, chiamava, veniva pulita e via. Già diverso per Secondogenita che avvisava noi genitori quando aveva finito di farla con una simpatica canzoncina cantata a squarcia gola “HO FINITO LA CACCA LA LA ULLALLA'”. Poco importava se c'erano ospiti o se eravamo da soli, la canzocina immancabilmente arrivava con tutta la sua simpatica sonorità. Birullulo invece ritiene che qualsiasi cosa sia di impedimento alle sue deiezioni corporee debba essere eliminato. Mentre è sul water dunque procede a spogliarsi gradualmente ma interamente, rimanendo bello nudo, libero e felice. Poco importa se ci sono zero gradi e un freddo cane, la priorità va sempre, comunque e in ogni modo alla sua comodità.

martedì 12 novembre 2024

Visioni

Stavo correndo il mio 20° chilometro quando, guardando verso Sant'Apollinare in Classe, mi accorgo di una mandria di mucche. Ma cosa diavolo ci fanno delle mucche davanti al prato di una chiesa così importante? E poi boh... non si muovono. Mi fermo al ristoro del 21°, sorrido ai ragazzi infreddoliti che mi porgono un bicchiere d'acqua e mi viene spontaneo chiedere: “Scusate, ma anche voi vedete delle mucche ferme lì? No perché se le vedete anche voi allora molto bene sennò male male!”. L'ho chiesto un po' per goliardia, fedele allo scopo che mi ero prefissata: divertirmi. Ho scoperto che erano un mucchio di sculture messe lì da non so quale artista e che grazie al cielo non ero l'unica a vederle. Ho chiesto anche per sicurezza eh, non si sa mai le cose che possono succedere in 42 chilometri.

lunedì 11 novembre 2024

42 km e 195 m

Ognuno corre come vuole. Io corro da sola, senza musica, immersa nella totalità della mia interiorità. Correre così tante ore è un viaggio all'interno del proprio essere, è fare i conti con sé stessi, con il proprio corpo, con la propria testa. Per correre così tante ore così come lo faccio io occorre disciplina mentale, ascolto totale, nessuna esitazione. Occorre mettere da parte con determinazione ogni pensiero negativo o fuorviante, focalizzarsi sul proprio corpo fin nei minimi particolari per accogliere ogni piccola/grande sensazione di dolore e aggiustare di conseguenza ogni minimo movimento. Ho corso i primi dieci chilometri come un treno, col cuore basso e la testa felice. Ero fra i pacer delle 5 e quelli delle 5,30. Ho rallentato poi dal decimo al ventesimo chilometro finendo fra quelli delle 5,30 e delle 6, molto più vicina a quelli delle 6. Ma ho messo da parte ogni pensiero e sono andata avanti sorridendo godendomi ogni minuto. Quando ho raggiunto il 30°km ho visto che non ero stanca, che stavo bene, che ne avevo ancora. E così ho iniziato ad accelerare fino a una velocità mai raggiunta neanche in allenamento. Sentivo la forza nelle mie gambe, la leggerezza nella mia mente mentre costantemente tiravo il freno per non strafare (perché 10km son pur sempre 10km da reggere dopo averne corsi 22). A un chilometro dal traguardo li ho visti, i pacer delle 5,30. Volevo raggiungerli, sapevo che potevo farcela, ma ho tirato il freno per paura di collassare a duecento metri da traguardo (e non sarei manco stata la prima). Ma quando ho visto che li stavo recuperando, che era possibile, ho accelerato e li ho passati urlando “vi supero! vi supero!” in una risata generale che veniva dal cuore di tutti. Ho tagliato il traguardo come sempre saltando, piangendo di gioia e facendomi inondare da una felicità così forse che si prova solo poche volte nella vita. Non ho avuto nessun cedimento o esitazione, mi sono goduta ogni chilometro divertendomi con felicità, fatica e sorriso. Posso dire senza ombra di dubbio che è stata un'esperienza bellissima, una delle più belle di tutta la mia vita. Ora mi merito riposo, me lo sono guadagnata, e poi già nella mia mente si insinua il pensiero della prossima.


mercoledì 6 novembre 2024

Il futuro stacanovista

“Birullulo? Che lavoro vorrai fare da grande?” chiese ingenuamente Secondogenita.

“Devo faLe quello che devo faLe” rispose Birullulo “Vado al lavoLo”.

Il caotico stress

Avrei voluto non arrivare alla maratona così stressata. Perché si sa che lo stress, anche psicologico, può influire su come la correrò e se la finirò. E' un periodo davvero allucinante in cui riesco a stare dietro a tutto ma con dei ritmi a dir poco da incubo. Essere una mamma di tre figli, lavoratrice, senza aiuti, manco a pagamento, e in preparazione di una maratona è un vero tour de force. Altro che IronMan.

domenica 3 novembre 2024

Meno 6

Domenica correrò la mia prima maratona, nella speranza di arrivarci in fondo. Mi sono allenata tanto e duramente, con una costanza e una determinazione che chi mi conosce sa essere propria del mio carattere. In questi mesi di lavoro intenso mi è venuto fuori, fra dolori e doloretti, di tutto di più: dolore al piede destro nella parte della fascia inferiore, dolore all'anca sinistra, nervo sciatico infiammato sia a destra che a sinistra per par condicio, piriforme ahimé, mal di testa muscolotensivi e non da ultime le dita dei piedi nere, circa tre di cui una scampata al cedimento (le altre due sono ancora in fase di cambiamento, chissà). Credo comunque di averne dimenticati un bel po' ma nulla mi ha mai fermato, sono sempre andata avanti in barba alla stanchezza, al tempo rubato, alla pioggia torrenziale e al caldo sahariano, in barba ai dolori, alla poca voglia, alla testa che remava contro. Tutto quello che potevo fare, onestamente, l'ho fatto senza mai risparmiarmi. L'ho fatto e ho fatto anche di più. Domenica ci sarà la resa dei conti e non nascondo che sono divisa fra una parte di profonda stanchezza (che attualmente prevale) e una parte di curiosa determinazione. Inboccallupatemi che ne ho bisogno.

mercoledì 30 ottobre 2024

Non benissimo

Sono passati solo due giorni dalla mia solitudine in ufficio e per quanto io cerchi di ripetermi in continuazione che arrivo dove arrivo, che io una sono e non trina, e che devo stare calma perché tanto non è che io possa fare più di così, beh a quanto pare non funziona. Gli attacchi d'ansia si susseguono alquanto fastidiosi, lascio immaginare la stanchezza emotiva, psicologica e anche fisaica che ne consegue. Sulla carta sarei anche brava, ma di fatto le mie budella mi ricordano che sono umana e che mi sto facendo trascinare nell'abisso. Spero solo che, col passare del tempo, io riesca a darmi una calmata.

lunedì 28 ottobre 2024

Il primo giorno

Oggi è il mio primo giorno di lavoro da sola e devo dire che il mio stomaco non è contento. Più che lo stomaco aleggiano una serie di attacchi d'ansia non proprio belli che cerco comunque di tenere sotto controllo ma non sempre è possibile. Razionalmente mi ripeto che devo stare calma, che arrivo dove arrivo, che sono una e non trina ma inconsciamente tutto in me grida disperazione, solitudine e panico. E allora via di candele profumate, musichetta rilassante e respiri profondi. Pensatemi.

giovedì 24 ottobre 2024

Breve storia

 


I ricordi d'estate di Birullulo.

Siamo stati solo al mare.

Fine.

Il sogno

Questa notte l'ho sognata. Ero nella casa dove abbiamo vissuto per tanti anni insieme quando mi sono accorta che nel buio, in camera di nonna, c'era il suo spirito. La prima sensazione che ho avuto è stata di fortissima paura, poi ho iniziato ad urlare, a piangere, a cercare di accarezzarla mentre in lacrime le dicevo che mi mancava terribilmente. Ma a un tratto ho capito che lei era lì perché semplicemente voleva che le trovassi i suoi orecchini e un bel vestito da mettersi. Ho cercato fra le sue cose, gliele ho date, e il tempo di chinarmi per terra a raccogliere non ricordo cosa che lei non c'era già più. Come nei precedenti sogni ho iniziato a disperarmi di un dolore straziante e totalizzante, urlando e piangendo a squarciagola quando quasi subito mi sono resa conto che non aveva senso, perché così com'era venuta a trovarmi, sarebbe potuta tornare di nuovo. Mi sono svegliata e per la prima volta in un anno e mezzo non ho pianto. Piango ora, a ricordare questa notte, perché la mancanza è così profonda e dolorosa da non riuscire a capire se mai starò meglio.

mercoledì 23 ottobre 2024

Per punti

E' un periodo molto intenso qui, come sempre ad ottobre in realtà. Sono assorta quasi del tutto dal lavoro e dalla famiglia che ha ripreso a pieno ritmo. Se si aggiunge quest'anno la preparazione alla maratona e il fatto che tutte le mie colleghe si sono licenziate e sono rimasta sola si può ben capire quanto io sia più spettinata del normale, avvolta in un caos quasi primordiale. Per riuscire a non affogare in questo momento ho solo un mantra: una cosa alla volta. Semplicemente cerco di pensare al passo successivo senza pensare a tutto quello che devo fare perché sennò rischio di rimanere sommersa. I prossimi passi sono:

  • Sabato questo – Lavoro – ci sarà una delle giornate più impegnative dell'anno. Per fortuna la mia collega, l'ultima, ci sarà ancora quindi spero sia tutto più semplice

  • Sabato 9 – Lavoro . Ci sarà anche qui una delle giornate più impegnative dell'anno, più impegnativa di questo sabato in cui sarò completamente abbandonata a me stesso con almeno un centinaio (ma sono di più) di persone davanti. Sopravviverò. Forse

  • Halloween con conseguente costume familiare da preparare, come ogni anno. Siamo considerati fra gli amici la vera eccellenza. Quasi ogni anno vinciamo il premio miglior costume. Quest'anno seguirò una piccola regola: zero sbatti. Massima resa per minimo sforzo. Speriamo bene e poi anche chissene

  • Maratona. Saràgià un bellissimo traguardo riuscire a tagliarlo il traguardo

  • Torta per Birullulo. Come sapete adoro fare le torte e qui puntiamo sempre in alto. Devo ancora capire il tema e bene o male l'idea di base. Ho un vuoto, non so decidermi. Ma forse è perché ho troppe cose per la testa per cui basterà aspettare questo diventi il punto numero uno della lista una volta completati gli altri due

  • Festa di Birullulo. Organizzazione come sempre a mio carico. Finché era piccolo piccolo ce la siamo sempre cavati in casa. Certo, quei piccoli esserini la casa ce la distruggevano, ma tutto sommato riuscivamo ad invitarne pochi ma buoni. Ora il ragazzo, e giustamente, vorrebbe invitare tutta la sua classe per cui mi occorre una location in primis e poi tutto il resto

  • Secondo fine settimana di dicembre – Lavoro – altre giornate calde. Non so se avrò un aiuto in quella data ma da come si prospettano le cose... no. Sarà il delirio.

  • Compleanno di mamma con conseguente regalo. Quest'anno è il primo anno che siamo “sole” per cui vorrei farle qualcosa di speciale ma non ho ancora le idee chiare sebbe qualcosina si prospetti nell'orizzonte della mia mente

Una cosa alla volta, dunque. E speriamo di sopravvivere.

domenica 20 ottobre 2024

Nulla è scontato

Venerdì ho corso il lunghissimo: 36km. Dopo quel lungo basta, passerò le prossime settimane a farmi corsette defaticanti di 10km in totale polleggio. Nel lunghissimo, però, mi è arrivata una consapevolezza come un fulmine a ciel sereno. Tutto procedeva abbastanza nella norma: dopo il 26° km di solito il mio fisico mi fa capire molto chiaramente che non è proprio soddisfatto e contento delle mie scelte di vita sportive, ma fra una trattativa e l'altra riesco a portarmi a casa il chilometraggio stabilito. Tuttavia, al 35°, eccolo lì, il dolore inaspettato. Chi corre sa che non esiste corsa che non si porti appresso qualche doloretto. Se si ascoltassero tutti i dolori, i fastidi e gli indolenzimenti che vengono fuori in quelle ore alla fine non si correrebbe più per cui è fondamentale capire ogni singolo messaggio che ti lancia il corpo e ascoltarlo per quello che è. Di norma il 90% di quello che salta fuori non è degno di nota e continuando a correre bene o male passa, oppure non passa ma non è invalidante né lo sarà dopo. Al 35° di venerdì, tuttavia, mi ha colto di sorpresa un dolore lancinante sotto il polmone destro. E questo da dove cavolo è sbucato fuori? Questo tipo di dolori di solito vengono fuori per debito di ossigeno, magari in un allenamento ad alta velocità, ma durante un lungo lento? Perché? Per fortuna mi mancava un solo chilometro alla fine dell'allenamento e me la sono cavata bene. Ma la consapevolezza è arrivata come una doccia fredda: se mi fosse venuto durante la maratona? Sarei riuscita a concludere i 42km? No perché fra 35 me 42 ci sarebbero ancora 7 km di corsa e non sono pochi. La morale ben poco felice è stata che: per quanto una persona si possa allenare, sia costante, e faccia del suo meglio sempre e comunque, potrebbe purtroppo sbucare fuori un qualcosa di inaspettato, dolore o infortunio o una qualsiasi altra cosa, che manda a puttane l'arrivo al traguardo. Bene. Ma non benissimo.

mercoledì 16 ottobre 2024

Male ma non mali... mah

Ieri sono andata a fare la proiezione della pensione semplicemente perché c'erano delle cose che non tornavano per cui sono dovuta andare al patronato.

Andrò in pensione a 69 anni (68+11 mesi per la precisione) con la bellezza di 207€ al mese.

Sarebbe anche comico se non fosse AAAAAAAAAHHHHHHHHHHH.

lunedì 14 ottobre 2024

La città-fiore di venerdì scorso

Per gli appassionati della saga “LaSpettiBoomer si perderà oppure no?” ecco a voi la versione pro dei foglietti di venerdì scorso: una mappa altamente tecnologica sgranata in bianco e nero con giro evidenziato in giallo flu e percorso scritto con freccette a matita per ricordarsi quando girare e in che senso andare. Chilometri stimati 34 – effettivi fatti 30 più 3 tirati in giro per arrivare alla quota prevista. Stranamente non mi sono persa nei meandri della mia città natale.

 


martedì 8 ottobre 2024

I miei primi 30k di venerdì scorso

Ci sono i pro, con tutti i loro orologi fighi, forerunner maxidistickaz. Poi ci sono i giovani, con la loro tecnologia smart, i gps, i gpx e gli stikaz. E poi ci sono io, che per rifare la 30km dei portici di Bologna mi sono fatta questi simpatici bigliettini.


Oh, ma c'ho anche messo lo scotch in caso di pioggia eh. Alta tecnologia.

Quando il troppo è troppo

Faccio sempre fatica a riconoscere quando tutto stroppia. Perché di base c'è sempre quella vocina dentro di me che urla (perché la bastarda urla): “Ma no dai, va tutto bene... in fondo cosa c'è che non va?” e così mi ritrovo a chiedermi come mai mi sento così assurdamente sotto pressione che va tutto bene? E come mai mi sento stressata che va tutto bene? E come mai mi ritrovo a non riuscire a fermarmi nel mangiare, affogandomi nel cibo, che tanto va tutto bene? Ma se riesco a fare un passettino minuscolo e a mettere per un secondo in dubbio quella voce, davanti mi si fa tutto più chiaro. Ieri è stata una di quelle giornate e sono riuscita a zittire quella maledetta voce solo di sera quando ho tirato una linea e ho fatto il punto della situazione su quello che era realmente successo e sul perché io mi sentissi così:

  • la mia giornata era partita arrivando al lavoro dove, letteramente affogando nelle cose da fare, ho notato che per la prima volta in dieci anni non mi avevano pagato lo stipendio. Visto che aria tira non è stata una bella scoperta. E così ho iniziato ad informarmi su quanto tempo io possa stare in tale posizione prima di poter mollare la bomba di un licenziamento per giusta causa

  • la mia giornata è continuata al telefono per cercare di spostare un appuntamento con il servizio sanitario nazionale. E ho chiamato un numero che mi ha dato da chiamare un altro numero che mi ha dato da chia... ve la faccio breve: 5 numeri di telefono (con rispettive attese e 45 minuti persi) per sentirmi dire che non potevo farlo

  • la mia giornata poi è continuata cercando di mandare mail a destra e sinistra perché la dottoressa che aveva in cura Primogenita (per una malattia autoimmune) se n'è andata in pensione lasciandoci scoperte. Ho provato a contattarla, a contattare la dottoressa di base che fondamentalmente non ha capito niente di quello che le avevo chiesto, per un totale di almeno una quindicina di inutili mail

  • il mio whatsapp è esploso (fra messaggi di allenatori, segreterie sportive, segreterie mediche e blablabla) perché non sono riuscita a trovare un buco prima di fine mese per le visite sportive agonistiche rimanendo le mie figlie scoperte per dieci giorni (tragedia). Ho provato a spostare, a stampare moduli, a fare tutto quello che potevo fare, ma non sono riuscita a rimediare al fatto che per dieci lunghissimi e tragici giorni le mie povere figliuole non potranno (tragedia) fare sport. Ho provato a spiegare loro che non moriranno nel mentre, ma pare non sia vero

  • ho passato almeno trenta minuti della mia giornata a cercare di spostare il dentista per Primogenita e me inutilmente, rimanendo in lista d'attesa

  • ho discusso con Mr D. per la questione casa perché a quanto pare non ci sono i soldi necessari per fare un acquisto ora (e va bene) e occorre prendere decisioni spiacevoli per poter riuscire a vivere in modo bene o male sereno all'interno del nostro nido. Non ho voglia di scriverne in modo approfondito ma mi sono sentita esclusa, come se le mie opinioni non solo non venissero accolte, ma manco ascoltate

  • ho ricevuto una chiamata che in un altro momento mi avrebbe riempito di gioia ma che in un periodo come questo mi ha messo ulteriormente in difficoltà: il Don mi ha chiesto di fare la revisione bozze e di curare l'uscita di un libro. Il mio lavoro, che bello. Peccato che la scadenza sia a dir poco imbarazzante (ho meno di un mese e mezzo) e questo proprio a ridosso della Maratona per cui sarò costretta a lavorarci di notte, come se io di notte fossi abbastanza lucida per capire qualsiasi cosa

  • è da sabato che ho male all'anca, un doloretto che mi ha impedito ieri di correre i miei consueti 10km del lunedì cercando di dare voce a quella che è la sacrosanta verità “la cosa più difficile nel correre una maratona è non infortunarsi mentre ci si allena per correrla”. Chiusa dunque la mia valvola di sfogo ieri nella speranza che si riapra domani, con tutta una serie di domande e preoccupazioni che cerco di tenere a bada e di non far prendere loro il sopravvento

Fine? Boh, forse sì.

domenica 6 ottobre 2024

giovedì 3 ottobre 2024

Folklore

Sabato sera sono andata allo stadio a vedere Bologna-Atalanta e sono finita in un settore ricco di simpatici vecchietti bolognesi che parlavano in modo colorito in un dialetto stretto degno di Balanzone e ciò che urlavano al vento era un caleidoscopio di insulti coloriti e ben piazzati davvero meravigliosi. Il signore dietro di me ha urlato a un giocatore “Ma vai a farti delle caramelle!”, provocando un accesso di risatine fra me e Mr D. francamente difficile da calmare. Il signore di fianco a me, invece, sciorinava tutta una serie di epiteti che facevano sbellicare ma il più grande insulto che tirava fuori, in particolare contro l'arbitro, era sempre lo stesso: “romagnolo”. Pare che essere romagnolo, per il simpatico vecchietto, fosse la cosa peggiore del mondo.

Ti é pròpri un rumagnòl” ogni tre per due finché si gira verso di me, mi scruta con occhi indagatore e domanda:

Shei romagnola?”

No no no no no signore, sono di Bologna Bologna”

Ma Bologna dove?”

Bologna centro molto centro, dentro porta”

Ah ecco! Bene, perché lù lé l'é pròpri un rumagnòl!”

Credo di averla scampata per un pelo.

martedì 1 ottobre 2024

Diario di un dolore

Qualche mese fa la Psicocosa mi ha suggerito questo libro per vedere di affrontare gradualmente i lutti che mi hanno travolto nell'ultimo anno. In generale il libricino non mi ha sconvolto, cosa di cui avevo una gran paura, a malapena mi ha toccato (strano davvero) ma mi sono comunque annotata le frasi che ritengo più vere:

“Anni fa, dopo la morte di un mio amico, la certezza che la sua vita continuava, che anzi continuava su un piano più altro, fu per qualche tempo una sensazione nettissima. Ho supplicato che mi venga data anche solo la centesima parte di quella assicurazione per H. Non c'è risposta. Solo la porta sbarrata, la cortina di ferro, il vuoto, lo zero assoluto. “Chi chiede non ottiene”. Sono stato uno sciocco a chiedere. Perché ora, anche se quella assicurazione venisse, ne diffiderei. La crederei un'autoipnosi indotta dalle mie preghiere.”

“Ogni infelicità è in parte, per così dire, l'ombra o il riflesso di sé stessa: non è soltanto il proprio soffrire, ma è anche il dover pensare continuamente al proprio soffrire.”

“La morte esiste. Vi è qualcosa di più certo che del fatto che in tutte quelle vastità di tempi e di spazi, se mi fosse dato di cercare, non troverei mai il suo viso, la sua voce, il tocco della sua mano? E' morta. Morta.”

“Com'è trito e ipocrita dire: “Sarà sempre viva nel mio ricordo!”. Viva? Ma è proprio quello che non sarà mai più.”

“In un certo senso “mi sento meglio”, e subito provo una sorta di vergogna, e l'impressione di avere per così dire l'obbligo di proteggere, coltivare e prolungare la mia infelicità.”

“Il dolore di un lutto è come una lunga valanga, una valle tortuosa dove qualsiasi curva può rivelare un paesaggio affatto nuovo. Ciò non accade con tutte le curve. A volte la sorpresa è di segno opposto: ti trovi di fronte lo stesso paesaggio che pensavi di esserti lasciato alle spalle chilometri prima. E' allora che ti chiedi se per caso la valle non sia una trincea circolare. Ma no. Ci sono, è vero, ritorni parziali, ma la sequenza non si ripete.”

lunedì 30 settembre 2024

Bene ma non benissimo. Anzi male ma non malissimo – parte 2

“Mi scusi se la disturbo per telefono ma abbiamo gli altri dati delle sue analisi”

Sì certo, mi dica dottoressa”

“Allora, confrontandoli con i dati che avevamo del 2019, non so come sia possibile, la situazione è rimasta invariata. Cioè lei da anni sta facendo tre allenamenti a settimana, ora si sta preparando da mesi a una maratona e qui la sua massa muscolare risulta sostanzialmente invariata e non ci risulta sufficiente per poter affrontare uno sforzo così importante. Alla luce di quanto emerso dalle analisi della volta scorsa di cui le avevo parlato qualche giorno fa e alla luce di questi altri risultati, mi ritrovo nuovamente a sconsigliarle caldamente di allenarsi in modo intenso e di correre una maratona”

Mi arrivano solo mazzate. E allora che faccio? Cascasse il mondo la farò.

giovedì 26 settembre 2024

Bene ma non benissimo. Anzi male ma non malissimo

Settimana scorsa sono andata dal medico del centro per una visita generale in vista della maratona ma in realtà, senza dirglielo, ero lì perché lo voleva Mr D. I miei battiti cardiaci sono sempre molto alti nonostante gli anni anni e anni di allenamenti mirati ad abbassarli e le mie prestazioni sono a dir poco ridicole, diciamo pessime, e non migliorano quasi mai nonostante appunto anni anni e anni di allenamenti mirati a migliorarmi. Il medico mi ha ribaltato come un calzino ed è venuto fuori che sono molto molto molto anemica. Nulla di nuovo, lo sono sempre stata, ma ora il ferro e l'emoglobina sono praticamente inesistenti. Mi ha detto che i miei globuli rossi sono piccoli e pochi e non portano sufficiente ossigeno nel sangue. Questo fa sì che io abbia i battiti sempre molto alti (“Ma signora, lei non se ne è accorta?”) perché il mio cuore pompa di brutto per compensare il poco ossigeno che i globuli portano. Inoltre (parole sue) le mie prestazioni dovrebbero essere abbastanza pessime (mi sono ben guardata dal dirgli che lo sono eccome visto che i miei lenti sono così lenti che manco una lumaca e per tenere il cuore a 140 devo correre a 8 al k) e comunque non potranno migliorare con gli allenamenti perché non è una questione di allenamento appunto, ma di fisiologia. Inoltre mi stanco molto più facilmente di una persona normale (ecco spiegato perché dopo allenamento crollo e mi addormento sempre). Ha aggiunto poi alla fine che, visti i risultati, non dovrei assolutamente fare sport intensi, allenamenti intensi, né tantomeno correre una maratona, che me lo sconsiglia caldamente perché rischio da un momento all'altro di collassare per terra (cosa che mi sono ben guardata dal dirgli ma mi è capitata più volte).

Quindi bene ma non benissimo. Anzi male ma non malissimo.

Perché alla fine, dopo che ho pianto tutte le lacrime che avevo, ho sentito la persona che mi da consigli sugli allenamenti. Mi ha detto che ridurremo l'intensità e forse il chilometraggio e che forse dovrei mettermi in testa che magari non riuscirò a correre la Maratona di Ravenna. Io le ho detto di andare a quel paese e lei mi ha detto che ci lavoreremo, che rifarò le analisi fra una ventina di giorni dopo dei cicli di ferro e di integratori e che sicuramente, nel caso io riesca a correrla, starò al di sopra delle 5 ore e 40. Forse 6. E che comunque mi garantisce che nel giro di un anno correrò la mia prima e forse unica maratona anche se forse non sarà quella di questo novembre. Io l'ho mandata a quel paese di nuovo e ho passato la notte fra incubi assurdi e ben poco confortanti. Mi sono svegliata abbattuta, pensando positivamente che in fondo finalmente ho una risposta a tutta una serie infinita di perché che durano anni. Mi sono svegliata pensando perché che questa risposta non mi piace per nulla perché è una questione che non posso risolvere con allenamento e determinazione. Mi sono svegliata pensando che la correrò comunque. Cascasse il mondo.

mercoledì 25 settembre 2024

Breve storia triste

Guardando le foto di quest'estate Birullulo chiede a Mr. D.

“Ma la mamma? Non c'eLa?”

“No no, c'era. Ma nessuno fa le foto alla mamma”

FINE

martedì 24 settembre 2024

lunedì 23 settembre 2024

Ne rimarrà soltanto una

Come avevo accennato già diverse volte le cose al lavoro da me non vanno affatto bene. L'azienda per cui lavoro è andata in liquidazione e io sono passata, con le stesse condizioni contrattuali e quant'altro, a un'altra azienda. A marzo di quest'anno eravamo in quattro a ballare l'alligalli, quattro assunte di cui una, vista l'aria che tirava, ha pensato bene di trovarsi un altro lavoro e andarsene. Si è presa il suo bel tfr e ciaone. A maggio è toccato all'altra collega della contabilità che, facendo da liquidatore per conflitto di interessi si è licenziata con la promessa che ad ottobre tornerà. E intanto anche lei si è cuccata il suo tfr. A giugno, ahimè, all'ultima collega è morto il papà e per pagare le spese di successione ha chiesto il 70% del suo tfr e le è stato concesso. Oggi scopro che anche lei se ne andrà, si licenzia, perché non riesce più a reggere la sitazione assurda che si vive qui, con gente che urla in continuazione e condizioni non proprio umane. Da notare che l'azienda che mi ha assunto, appena sono tornata dalle ferie a fine agosto, ha candidamente dichiarato che non ha i soldi per pagarmi il tfr (che se condiseriamo che lavoro qui da 10 anni dovrebbe essere una bella sommetta) né tantomeno le ferie arretrate (che attualmente contano di 71 giorni non goduti). Bene ma non benissimo. Tirando le somme dunque: di quattro una si è licenziata subito, una durante il passaggio e una adesso e il mio nuovo capo mi ha già detto che non ha intenzione, perché i soldi non ci sono, di assumere nuovo personale e che al di là delle questioni di contabilità che verranno affidate ad altri io mi dovrò occupare di tutto il resto. Io. Da sola. A fare il lavoro di tre persone continuando a lavorare part-time. Ma che bello. Spero solo che non mi chieda di lavorare il sabato per coprire la mia collega perché non ho assolutamente intenzione di farlo, o almeno lo posso fare in una situazione di emergenza per qualche mese ma non di più. Ma che bello. Se sopravviverò a questa sopravviverò a qualsiasi cosa.

mercoledì 18 settembre 2024

Training for a marathon be like

Lunedì ho fatto 10km a ritmo sostenuto.

Tutto bene.

Martedì ho fatto potenziamento del tronco e delle braccia, addominali e roba simile. Non lo facevo da anni. Nessun dolore post. Quanto sono in forma.

Tutto bene.

Ieri 6km a ritmo alto. Ho fatto dei tempi che non vedevo dal 2017. Quando sono in forma.

Tutto bene.

Stanotte ho visto le stelle e non ho dormito quasi nulla. Sciatalgia canaglia, quadricipiti in rivolta, polpacci arrabbiati, addominali imploranti pietà. Sospetto che il mio fisico non sia molto d'accordo con le mie scelte di vita.

Tutto bene.

Ma non benissimo.

Oggi riposo.

Domani 18km.

E avanti così.

Le cavallette

BREVE STORIA TRISTE

Ore 15.22

Sforno la mia solita torta vegana preparata per la colazione del giorno dopo.

Ore 15.26

Situazione attuale


Ore 15.33

Finita.

FINE.

martedì 17 settembre 2024

Ah lui ci prova

“Mamma? Andiamo al paCco?”

“Certo Birullulo ma prima sistema i tuoi giochi”

… … ...

“Ecco mamma. Ho fatto”

“Sicuro? Lo sai vero che adesso vengo a controllare?”

“Ah no no no no no no no no no no mamma. Mi sono sbaJJato mamma!! Appetta!!”

Tre anni quasi quattro e cerca già di fregarmi. Chi ben comincia...

lunedì 16 settembre 2024

E si ricomincia

Oggi il primo giorno di scuola per tutti e tre. CI sono volute diverse settimane per caricare a dovere Birullulo che proprio non ne voleva sapere mezza e la missione è compiuta: è entrato a scuola carico, con un bel sorriso stampato sul volto e un'entusiasmo che lo invadeva tutto. Inutile dirvi che tale entusiasmo le sorelle invece non ce l'avevano per niente. Buon primo giorno di scuola a tutti.

giovedì 12 settembre 2024

Prossimo step

Maratona di Ravenna.

Cinque settimane senza neanche uno scarico. Vi farò sapere se sopravviverò.

Soddisfazione n.3

Essere bravi genitori, sempre che sia una cosa possibile, non è una cosa per niente semplice ed è del tutto personale. Sono sicura che ognuno di noi cerchi di fare il meglio per i propri figli dando il proprio massimo ma questo “meglio” è dettato dalla coscienza e dalla cultura del singolo. Ci sono alcuni momenti, nella quotidianità, che ci mettono a dura prova con i nostri ragazzi. Io ne posso citare proprio uno successo ieri sera. Birullulo ora ha due punti critici: il mangiare e il dormire. Ma che bello. Ieri al momento di coricarsi ha piazzato un capriccio da manuale che neanche il campione del mondo delle rotture di maroni sarebbe stato in grado di fare meglio. Con una pazienza e una calma che a volte mi chiedo da dove cavolo io prenda, mi sono messa di fianco a lui e irremovibile ma dolce sono riuscita a farlo addormentare, fra reiki music in sottofondo e spiegazioni univoche sul perché occorre andare a letto. CI ho messo circa un'ora e mezza. Ero sfinita ma calma. Sono uscita dalla camera in punta di piedi, ho chiuso la porta con tutta la delicatezza di cui sono capace e respirando profondamente ho pensato: “Sì, sono stata davvero una brava mamma”. Non è facile per una persona come me e con i problemi che mi porto dentro, riuscire a congratularmi con me stessa e mi rendo conto che lo faccio molto di rado e solo quando affronto situazioni “estreme” (domani farò un bel post su Primogenita che vi chiarirà cosa siano davvero queste situazini estreme). Però è già qualcosa. E finite queste situazioni estreme, quando torna la calma, arriva il sorriso e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono.

mercoledì 11 settembre 2024

Soddisfazione n.2

Sono pochi, come dicevo ieri, i momenti in cui penso “aaaaaah! Quanto sono brava!”. Forse perché ho convissuto con la bassa autostima per tantissimo tempo e ancora oggi ci devo lavorare molto sopra. Però una di queste è la mia capacità di fare torte. Ho sempre quella vocina in testa che mi dice: “Ma in fondo tu non fai altro che seguire le ricette, sei una persona molto precisa ed è per questo che ti vengono”. Però cerco di farla tacere, esultando per i risultati ottenuti con anche saltelli annessi, pensando che comunque non tutti lo fanno o ci riescono, e fotografando i risultati. Ecco cosa ho creato fuori ieri per il compleanno di Mr D.



Crostata di cacao e nocciole, ripiena di composta di pere e biscuit al cacao, con sopra un semifreddo di bavarese al cioccolato fondente glassato con nocciole e cioccolato, il tutto decorato con pere caramellate e ciuffetti di crema montata di gianduia e ricotta

 

martedì 10 settembre 2024

Soddisfazione n.1

Domenica ho corso la mia terza mezza maratona ed è andata straordinariamente bene. Se devo essere sincera proprio non me l'aspettavo. Non mi sentivo molto in forma negli ultimi mesi, con prestazoioni pessime e discutibili. E invece è andato tutto bene, mi sono ascoltata tantissimo e ho spinto il giusto arrivando al traguardo che ancora ne avevo (cosa che fa ben sperare in vista della vera e propria maratona completa di novembre). In molti mi chiedono perché lo faccio e i motivi sono tanti, ma mi sono resa conto che ce n'è uno che spicca sugli altri: la soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello. E' un sentimento che alla fine non si prova tantissimo nella vita: sul lavoro lasciamo perdere, di soddisfazioni personali davvero poche; in famiglia hum... ci sono i figli ma quelli son traguardi loro non tuoi. E poi? Cosa c'è? Io alcune cose le ho ma si possono davvero contare sulle punte delle dita di una mano sola. Una di queste è tagliare il traguardo sapendo di aver dato tutta me stessa con costanza, perseveranza, fatica e determinazione. E la felicità che ti inonda, facendoti urlare, saltare, esultare, è unica nel suo genere.

giovedì 5 settembre 2024

Ironia secondogenita

C'è chi prende tutto molto sul serio ma non è questo il caso di Secondogenita, che più cresce e più rivela quanta ironia ci possa essere dentro a una persona. E alla sua richiesta di mangiare per l'ennesima volta a casa della sua amica ecco cosa mi ritrovo sul cellulare:


E' proprio scema. Io la amo.

domenica 1 settembre 2024

Quale?

Tutti i bambini prima o poi attraversano la fase del perché, quella simpatica fase in cui tireresti una testata al piccoletto in quanto tale domanda viene ripetuta fino allo sfinimento in tutte le occasioni possibili e immaginabili fino a quando in effetti non c'è più un perché (ma ti verrà comunque chiesto). Ecco: Birullulo questa fase non ce l'ha. L'ha infatti bellamente sostituita con un'insolita e quantomai originale fase: la fase del quale. Ad ogni affermazione il piccoletto fa sempre la stessa identica domanda ogni singola volta, anche se tale domanda non ha assolutamente senso.

“Dai, Birullulo, sbrigati che dobbiamo uscire”

“Quale?”

“Sai che ieri ho visto il tuo amichetto Ricky? Mi ha detto di salutarti”

“Quale?”

“Vieni subito qui che ti inondo di bacini!”

“Quale mamma?”

E' sicuramente un genio incompreso.