venerdì 23 ottobre 2026

Riflessioni di maturità birullulinica

“Birullulo?”

“Sì mamma?”

“Ma quando sarai grande vorrai vivere lontano da mamma e papà e poi venirci a trovare oppure vorrai vivere vicino a noi”

… … …

… … …

“Beh, allora?”

“Non lo so mamma ci devo pensare”

E io che, data l’età del soggetto, avevo dato per scontata la prima opzione. Sigh.

mercoledì 21 ottobre 2026

STANK

C’è chi mi ha creduto dispersa, chi malata, chi arrabbiata, chi in ospedale, chi in vacanza. La realtà è stata di gran lunga più assurda. Domenica mattina, durante la colazione prima della Maratona di Parma, ho urtato il tavolino della mia camera dove sopra stava bello bello in mio cellulare e STANK. Già dal suono avevo capito quanto la cosa fosse seria. Preso in mano: il nero più totale. Sono rimasta imbambolata a fissarlo per almeno trenta secondi pensando che avevo una scelta: disperarmi e passare le prossime ore in inferno, o ridere di gusto per gli imprevisti della vita. Ho optato per la seconda opzione. E così ho affrontato quanto segue:

-       Sono uscita di casa per andare alla partenza in una città che non conoscevo. Indovinate un po’ come di solito facevo? Google maps. A sto giro ho seguito la fiumana di gente che si spostava alle 5 del mattino (a quell’ora di domenica mattina sotto la pioggia puoi trovare giusto noi in calzoncini corti e maglietta). (30 min di camminata)

-       Prima della partenza ho pensato che forse sarebbe stato giusto avvisare casa perché, nel caso non mi avessero sentito si sarebbero preoccupati sapendomi in gara in un’altra città. Ho beccato due ragazzi a cui ho chiesto di fare una telefonata. Per fortuna che mi ricordavo un numero di telefono a memoria (uno solo) quello di Mr D. che come da copione ovviamente non mi ha risposto.

-       Ho corso la maratona in modo alquanto spensierato addirittura migliorando il mio tempo gara di 15 minuti (15 fottutissimi minuti!!! Per chi non corre possono sembrare pochi ma chi corre sa che un miglioramento così è quasi impensabile!)

-       Finita la gara il primo pensiero è stato tornare in stazione, ho agguantato la mela del pacco gara e via. Ma indovinate di solito come faccio ad arrivare in stazione? Google maps. Per fortuna ho un buon orientamento e una buona memoria e sono arrivata bene o male sana e salva (30 min di camminata)

-       In stazione ho cercato di recuperare il biglietto del treno perché, indovinate un po’ dove di solito si trova? Nell’app Trenitalia. Alla fine ne ho dovuto fare un nuovo ma indovinate con cosa di solito si paga? Col cellulare ovviamente. Per fortuna che avevo dietro il bancomat e per fortuna che due giorni prima avevo dovuto prelevare, non mi ricordavo il pin e lo avevo cercato

-       Salita sul treno me la rilasso, anche se ammetto a quel punto avevo una gran fame, ma mi consolavo al pensiero di qualcosa smangiucchiato in stazione a Bologna

-       Arrivata a Bologna mi sono accorta della devastazione totale degli scontri dei giorni scorsi. Tutto chiuso, vetrine distrutte, niente cibo. A quel punto mi dirigo mesta verso casa (30 min di camminata)

-       Arrivata a casa la mia famiglia non c’era e manco il cibo. Ho dovuto attendere le 18.30 a digiuno dalla mattina. Bene ma non benissimo

Il mio cellulare me l’hanno ridato solo ieri sera. Indovinate cos’altro non si può fare?

-       Accedere alle mail, visto che mi chiede sempre se sono io sul cellulare

-       Accedere al calendario con gli appuntamenti, visto che si trova dentro alla mail. E a proposito, chi si è fatta un’ora di bicicletta lunedì post maratona per andare dal dentista e poi scoprire di aver sbagliato giorno? C’est moi!

-       Pagare online, perché chiede sempre conferma tramite un codice sulla app del telefono

-       Accedere al registro elettronico perché richiede lo spid

-       Accedere al fascicolo sanitario perché richiede anche quello lo spid

Insomma, in un modo o nell’altro si è tagliati fuori da tutto. Non che sia stato brutto eh, ma strano sì. Forse servirebbe davvero a tutti stare non solo offline, ma proprio irrintracciabili per un po’.

giovedì 15 ottobre 2026

Salvataggi

“Mamma?”

“Sì amore mio”

“Hai delle chiappe enormi”

… … …

… … …

“Grazie”

“Sono bellissime”

Il ragazzo sì è salvato in corner

mercoledì 14 ottobre 2026

Fantasma casalingo affittasi

Non credo ci sia altra spiegazione plausibile: devo essere diventata un fantasma. In casa mia al di là di Primogenita che è davvero l’unica che quando le parlo mi ascolta e risponde, gli altri boh. E non è che non mi ascoltano e poi decidono di ignorarmi eh. No no, non ascoltano proprio, non arriva il messaggio (questo sicuramente per il marito, gli altri non so). L’esempio lampante ieri con Mr D. Vedendolo approssimarsi al bagno ed essendo soli in casa gli ho detto di non chiudere la porta visto che Robertino il Robottino stava pulendo proprio i pavimenti dei bagni. Lui è entrato in bagno, ha chiuso la porta, ha fatto quello che doveva fare, è uscito e ha chiuso la porta dietro di sé. Non c’è altra spiegazione. All’avvicinarsi di Halloween potrei quasi vendere la mia presenza al miglior offerente come fantasma casalingo.

martedì 13 ottobre 2026

Sfogo

Se non mi sfogo qui, dove mi posso sfogare? Ho passato la mia mattina di sabato scorso a far fare i compiti a Birullulo (che diciamocelo non è che scoppi di voglia) e a sistemare e pulire casa. Non proprio il sabato di riposo e relax che uno desidererebbe dopo una settimana di lavoro e figli, ma vabbeh. Appena Mr D. è tornato a casa, dopo le sue consuete 4/5 ore di bicicletta del sabato, mi è saltato alla giugulare solo perché l’armadio non si chiude bene sostenendo che è colpa mia che lo maltratto quando lo chiudo. E poi di nuovo alla giugulare perché secondo lui era colpa mia se Secondogenita ha perso la carta di identità (bah… con lei è sempre così: la combina lei e la colpa magicamente è la mia). Ultimamente Mr D. mi tratta come se gli dessi fastidio. Qualsiasi cosa faccio, anche piccola, lo vedo roteare gli occhi in alto, lo sento sbuffare. Non che sia così assurdo, in una relazione ventennale ci sono periodi alti e periodi bassi, periodi in cui ci si sopporta di più e periodi in cui ci si sopporta di meno, ma a sto giro non ne vedo davvero il motivo. Tornate a casa anche le sorelle, la suddetta Secondogenita si è andata a fare la doccia e ha lasciato il bagno una vera merda. Non c’è altro modo per definirlo, i vestiti sporchi erano addirittura finiti sulla roba del gatto. Sono andata a farglielo notare, l’ho portata in bagno a farglielo vedere e lì non ho retto. Mi si è rotta la voce e ho iniziato a piangere per poi chiuderla fuori dal bagno e scoppiare. Ovviamente in tutto ciò avevo Birullulo fuori dalla porta che come ogni figlio piccolo che si rispetti bussava per entrare per vedere cosa stava succedendo. Come mi sento? Mi sento sola. Sento la mancanza di rispetto nei miei confronti, sento la mancanza di affetto nei miei confronti (di questo ne parlerò in un altro post), e cosa forse peggiore di tutti, non mi sento ascoltata. Parlo parlo parlo e al di là di Primogenita non vedo nessun altro che mi ascolti. E’ triste.

lunedì 12 ottobre 2026

Punti di vista birullulinici

“Mamma? Ma a 50 anni sei vecchietto?”

“Ma no amore, no. Papà ne ha 48 di anni... Secondo te sei vecchietto?”

“Eh sì. Mamma. Sì sì”

domenica 11 ottobre 2026

Verde speranza

Ieri io, Mr D. e Birullulo siamo andati a dare una mano ad un amico che aveva bisogno di bassa manovalanza per raccogliere a mano le sue olive. Ma quanto mi manca stare in mezzo alla natura. So che sono nata per stare in mezzo al verde ma quando ci torno la consapevolezza mi inonda il petto e mi travolge con forza e determinazione. Ieri sera a letto, con gli occhi chiusi continuavo a vedere l'azzurro del cielo e il verde delle olive. Se Mr D. è nato per il mare, io sono nata proprio per questo. E ora torno a rispondere alle mail qui al lavoro. Sigh.

giovedì 8 ottobre 2026

Duemila

Birullulo farebbe duemila cose. Con le ragazze io e Mr D. siamo sempre stati d'accordo nel non riempire le loro giornate di attività ma con il maschio mio marito è andato decisamente fuori di testa E' vero che il bimbo è molto molto fisico e ha bisogno di sfogarsi ma mi pare esagerato. Il lunedì ha basket, il martedì calcio, il giovedì nuoto, il venerdì basket. Bah. Fosse per loro due riempirebbero anche il povero mercoledì e il povero fine settimana. Ieri infatti mi hanno chiesto di inserire batteria e pure atletica. “Ho finito i giorni” ho candidamente detto. Addirittura ho sentito un Mr D. dire che atletica si poteva incastrare in un giorno in cui aveva già un altro sport, prima o dopo. Follia. Per me i bambini hanno diritto ad annoiarsi. Non che lui non abbia del tempo eh perché appena uscito da scuola lo porto un paio di ore (a volte anche di più) allo squallido parchetto tutti i giorni, però secondo me qualche giornata vuota non gli farebbe male. Oltre a duemila sport il ragazzo vorrebbe anche fare duemila strumenti (primo fra tutti batteria ma grazie al cielo parte dalla terza elementare) e duemila professioni (“Mamma? Da grande vorrei fare il lunedì il poliziotto, il martedì il medico, il mercoledì il gruista...). Duemila. Duemila di tutto.

Lo so

Mentre Birullulo parla a destra e a manca con chiunque, pure coi muri, Secondogenita è in pieno di quell'adorabile fase adolescenziale del silenzio. La ragazza torna da scuola, si chiude in camera sua e ne esce solo per prendere del cibo, per andare in bagno o per andare ad allenamento e vi assicuro che un qualsiasi approccio di scambiamoci almeno due chiacchiere viene stroncato sul nascere dalle espressioni tipiche adolescenziali. Ieri ad esempio mentre uscivo per andare a correre l'ho incrociata sulle scale di casa:

“Amore, come è andata a scuola?”

“Bene”

“Dai, son contenta... mi spiace che non parliamo più sai. Arrivi e ti chiudi in camera e non abbiamo più modo di scambiarci neanche due parole”

“Lo so”

E senza dire altro ha aperto la porta di casa e ciaone. Aaaaahhhhhh che bella l'adolescenza.

martedì 6 ottobre 2026

Liberate il kraken

Birullulo ha iniziato la prima elementare e allo squallido parchetto non si parla d'altro. E come si trova tuo figlio, e il tuo ha fatto amicizia, e gli piace fare i compiti e via dicendo. Beh, Birullulo non ha di certo difficoltà ad attaccar bottone né tantomeno a considerare amico il primo bimbo che passa casualmente nella sua vita. E mentre mi confrontavo con la mamma di Z. preoccupata perché suo figlio non riesce ad integrarsi mi è venuto in mente di liberare il Kraken:

“Birullulo? Guarda! C'è Z!”

E' bastata questa semplice frase per far arrivare il nanerottolo a tutta birra il quale, entusiasticamente urlando, ha preso Z. per la mano e l'ha catapultato nel magico mondo dei bastoni, delle buche e delle pietre. Birullulo parla anche coi sassi, figuriamoci con una personcina che può anche saltuariamente interagire.