giovedì 30 luglio 2026

Vacanzation

Per la prima volta nella mia vita da lavoratrice farò quattro settimane di ferie tutte insieme e questo per una serie di motivi. Il primo sicuramente è che preferisco prendere le ferie quando i figli sono a scuola per riuscire a staccare un po' durante l'anno e questo fa sì che in estate io non ne abbia poi così tante. Il secondo motivo è che preferisco prendere ferie non quando al lavoro c'è poco o nulla da fare ma in periodi di carico intenso un giorno qua un giorno là. Il terzo motivo è che per me non ha molto senso prenderle tutte attaccate perché le ferie servono appunto per riposarsi ed è meglio godersele pian pianino durante l'anno. Purtroppo invece, complice il fatto che io abbia ancora tantissime ferie non godute e complice la nuova politica aziendale eccomi a essere costretta a staccare per un bel po'. Che poi... staccare... di fatto quest'anno tranne qualche raro giorno di solitudine a cinque, avremo sempre qualche amio ospite da noi. Si daranno il turno come la truppa più organizzata del pianeta e mi toccherà dunque pensare al cambio lenzuola, a cucinare, a pulire e a ordinare per una persona in più per tutta la permanenza. Ma va bene così, perché quando i figli crescono è sempre più difficile che facciano le vacanze con te e abbiamo per il momento trovato il modo di farle restare tanto tempo con noi invitando gente a casaccio. E allora buone vacanze a tutti e ci si rivede l'ultimo giorno di agosto!



mercoledì 29 luglio 2026

Ad ognuno il suo

Anche se i figli non li hai proprio proprio sotto il tuo stesso tetto alla fine avanzano pretese. Iniziamo da Primogenita che ora se ne sta bella bella in Irlanda e da là riesce comunque a chiedermi duecentomila cose, sempre con la sua solita gentilezza, ma le chiede lo stesso eh. E la torta per quanto torna perché non avrà il tempo di farla lei, e il regalo per la sua amica perché non avrà il tempo di comprarlo lei, e la stampa perché anche quella non avrà il tempo di farla e via di seguito. Secondogenita invece non è che proprio pretenda, è che tutto le è dovuto, con quel fare menefreghista tipico della semi-adolescenza. Lascia il caos dietro di sé, come se si autogenerasse da solo, senza rimettere a posto nulla se non dopo numerose insistenze da parte dell'adulto. E questo è solo un punto. In questo mese lei è decisamente la più impegnativa. Mettiamoci poi per ultimo anche Birullulo che dall'alto dei suoi cinque anni ha richieste davvero piccole ma comunque costanti che guai a dimenticare. Diciamo che la cosa più importante al mondo per lui in questo momento di vita sono i giochi che mi devo ricordare di portargli al parco una volta uscito dal campo estivo. I giochi sono diversi ogni giorno e l'elenco comprende bene o male dai due ai quattro esemplari. E guai a dimenticarne o a scambiarne uno, non che si arrabbi o faccia scenate, è un bimbo superbuono, ma ci rimane così male che alla fine ci rimani troppo male pure tu. Ho decisamente bisogno di una vacanza.

martedì 28 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 4

 Innanzi tutto si spera sia davvero l'ultima parte di sta saga che personalmente mi pare infinita.

  1. Per il compleanno di Secondogenita ho realizzato una delle mie solite torte e ho optato, visto la calura e il periodo, per una bella cheesecake al melone. Un azzardo a dirla tutta perché non l'avevo mai provata. Ma tanto gli ingredienti sono buoni, la decorazione l'avevo in testa, e così mi sono lanciata. Ho preparato dunque il dolce più in fretta di quanto avrei voluto a causa di impegni che si sono aggiunti all'ultimo minuto e non sono neanche riuscita a farla riposare a dovere fra uno strato e l'altro con la simpatica conclusione che ho dovuto variare la decorazione perché non si era raffreddata come avrei voluto. Ad opera finita osservo la mia cheesecake abbastanza soddisfatta, sebbene per l'impasto preparato me la aspettassi francamente più alta. Pazienza. La metto in frigo e me ne dimentico fino a sera quando apro per preparare la cena. Ed eccolo lì, il cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Ho preparato la cheesecake senza cheese. Cioè ho davvero preparato una cheesecake senza cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Alla fine grazie al cielo ho spirito di inventiva e ho rimediato preparando una ganache decorativa proprio al cheese e sbaffandola sopra in modo che il sapore almeno ci fosse.

  2. L'altro giorno sono uscita a fare una bella corsetta, sono tornata a casa e ovviamente mi sono sbaffata sotto la doccia. Sarebbe stato anche bello visto che ero da sola in quel momento, avrei anche potuto godere di un minimo margine di relax. Appena uscita dal bagno mi arriva un messaggio di un mio amico che desiderava una fetta di torta e mi chiedeva di portargliela. Nel frattempo io avrei dovuto mangiare qualcosa (avevo corso e volevo evitare di svenire, e così ho cacciato due fette di pane dentro al mio centenario tostapane), avrei dovuto stendere la mia cinquecentesima lavatrice della giornata e impostare la cinquecentunesima lavatrice della giornata e avrei anche dovuto fare la spesa e cucinare. Ma sì, ma perché no, perché non portare al mio amico la torta. E così ne ho tagliata una generosa fetta, l'ho impacchettata alla bellemmmmeglio e sono uscita di casa coi capelli ancora bagnati e gocciolanti cercando di fare il più in fretta possibile. Se non che a metà strada fra casa sua e casa mia la rivelazione: il tostapane. Non ho staccato il tostapane. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Un tostapane del milleduecento senza alcun tipo di spegnimento automatico e con lo spinotto tutto rotto dai fili scoperti. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. E torna indietro correndo, con la torta ormai mezza squagliata e il cuore in gola. Almeno la mia casa non ha preso fuoco ma visto l'andazzo di questi ultimi tempi mi verrebbe da dire: Per ora.

lunedì 27 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 3

 

  1. Un mesetto fa ci è arrivato un invito per festeggiare il 19 settembre l'anniversario di matrimonio di due nostri amici in un paesino sperduto vicino a Torino. Settembre è sempre uno di quei mesi clou dove si concentra tutto ed è il caos del caos ma, armata di buona determinazione, mi sono messa a pianificare bene tutto. Allora:

    - primo fine settimana Mr D. se ne andrà a fare non so quale granfondo in non so quale posto con non so quali amici

    - secondo fine settimana andrò io a correre la mia solita mezza maratona Cesena – Cesenatico

    - terzo fine settimana andiamo a festeggiare sto anniversario

    - quarto fine settimana pianifico una festa similsorpresa per Mr D. con i suoi amici più cari

    Tutto bene. Ce la posso fare. Ho speso ore, ore, e ore e giorni, giorni e giorni, per fare incastrare tutto, vedere la strada per poter arrivare a questo paesino, capire quali alloggi ci potessero essere in zona. Insomma un discreto mazzo. Ho anche incontrato per strada la “sposa” alla quale avevo confermato con entusiasmo la nostra partecipazione con il solo rimanente problema che ancora non ero riuscita a risolvere di dove piazzare Birullulo per due giorni. Fatto sta che fine settimana scorso, al mare con amici anche loro invitati, è saltato fuori l'argomento

    Allora potremmo soggiornare qui, e poi fare questo viaggio qui, unendo queste macchine qui”

    Perfetto, potremmo partire il venerdì 18”

    No Spetti, è il fine settimana prima”

    Ma nooooo. Ma no eh”

    E invece sì, vedi sull'invito? C'è scritto 12 settembre”

    Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.

  2. Sempre fine settimana scorso eravamo a Riccione, ormai tappa fissa nei fine settimana, tappa che io odio ma che è tanto gradita alla mia famiglia. Visto che siamo sempre con gli amici di Secondogenita e visto che sapevo che da qualche parte vagavano anche gli amici di Birullulo ho scritto sabato mattina ad una mamma che sapevo essere lì per vedere di incontrarci. Niente. Nada de nada, manco un piccolo accenno di vita. Nei giorni successivi mi riprometto di scriverle ma, fagocitata dalla mia vita incasinata, me ne dimentico finché il martedì mi scrive la maestra delle elementari di Primogenita. Esatto. La maestra delle elementari di Primogenita, la mia diciottenne. “Signora buongiorno, come mai mi ha chiesto se fossi a Riccione questo fine settimana?”. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 2

Come promesso giovedì scorso vi continuerò ad elencare i miei cambiamenti cognitivi verso il baratro mentale di questo ultimo periodo:

  1. Come tutte le mattine mi vesto, pulisco la sabbia del gatto e vado a prendere la bici. Di solito il sacchetto lo tengo in mano, esco dal portone con la bici, mi fermo al primo cestino, butto e parto. Lo faccio da dodici anni, tutte le sante mattine. Non so per quale motivo io non lo abbia tenuto in mano, sto benedetto sacchetto, manco me lo ricordo. Fatto sta che l'ho messo dentro al cestino della bicicletta e dimentica di averlo, mi avvio pedalando verso il lavoro. Se non che a metà strada: SPATATRACK! Il sacchetto si apre e tutte le simpatiche deiezioni del mio gatto mi cadono addosso. Voilà

  2. Visto che si sta parlando di bicicletta ho dovuto trasportare un'orchidea dal lavoro a casa e per complicarmi la vita ho fatto una tappa al supermercato. Sono entrata, ho fatto la spesa e ho sbaffato tutto nel cestino della mia due ruote. Parto senza neanche pensarci, dimentica dell'orchidea e voilà: orchidea spiaccicata per terra.

  3. La saga della bibicletta continua quando, percorrendo il solito tragitto casa-lavoro, tiro dritto e passo col rosso. Così, senza rendermene conto. E non è che sia una cosa da nulla eh. La via dove passo è trafficata, è quella ciclabile dove morì quella ragazza tempo fa (vedi post qui) e lei era pure sulle strisce. Io sono passata a un semaforo così, senza neanche vederlo. Grazie al cielo sono ancora viva anche se non saprei dire come. Non era mai successo.

  4. Arrivo al supermercato con la bici, entro, faccio la spesa ed esco. Per caso qualcuno aeva legato con la catena la bicicletta? No perché io ovviamente no. Per qualche strana protezione astrale, nella città con più furti di biciclette al mondo, la mia era ancora lì. Non è da me, io che la lego anche quando la tengo vicino alla panchina al parco giochi, io che la lego anche se salgo al volo in casa, prendo una cosa ed esco. Non era mai successo.

mercoledì 22 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 1

Io sono sempre stata una persona precisa, mentalmente ordinata, che non dimentica quasi nulla e che riesce a tenere sotto controllo parecchie situazioni contemporaneamente ma da un po' di tempo a questa parte non so cosa mi stia succedendo. Capitano così tante cose che sono arrivata al punto di parlarne con Mr D. perché sono davvero preoccupata, non è da me. In una serie di nuovi post vi elencherò le cose che mi sono successe ultimamente andando quasi per settori: Parto dal primo perché è quello più a lungo termine, che è iniziato prima e si è trascinato fino a questi giorni.

  1. E' da circa due mesi o poco meno che mi sento sempre stanca durante la corsa, non durante il giorno eh, solo durante la corsa. Gambe stanche che non vanno, fiato corto, cuore alto. All'inizio pensavo fosse colpa del caldo ma andando avanti mi sono sempre resa più conto che non poteva essere solo quello. Sono sportivamente stanca con le gambe che addirittura mi hanno giocato davvero brutti scherzi (vedi post qui). Ma perché? Da un paio di mesi a questa parte le abbiamo analizzate tutte, mi sono allenata il minimo indispensabile per riprendere le energie, ho iniziato ad assumere più integratori del solito, sali, aminoacidi essenziali, ho cambiato la mia alimentazione quasi del tutto mangiando tante di quelle proteine che manco i palestrati pompati. Fino a che. Esatto, fino a che. Tre giorni fa invece di andare a correre all'alba come faccio ormai da un paio di mesi a questa parte, per necessità sono andata a correre nel pomeriggio, ho mangiato una banana al volo e sono uscita per fare i miei solito 6 chilometrini cacati cacati pian pianino vista la stanchezza. Energia a mille, super gambe, cuore perfetto, fiato meraviglioso. Maccheccavolo. Faccio percorso in salita, perfetto. Mentre corro mi sento bene, così bene che quasi mi commuovo. E mentre corro realizzo: ho mangiato. Ho mangiato prima di correre. Da quant'è che non mangio prima della corsa? Per due mesi, due kazzo di mesi, mi sono completamente dimenticata di mangiare prima di uscire. Ma comediavolo è possibile? Mi svegliavo, assonnata mi vestivo e uscivo dimenticando il passaggio fondamentale. Ora: se esco per una corsetta breve e di scarico posso anche non mangiare, ma se non mangio per due mesi consecutivi prima di fare sport col cavolo che il mio fisico risponde. Ha ragione lui. Mica l'ho fatto apposta, ma come diavolo è possibile che io me lo sia completamente dimenticato per due dannatissimi mesi? E quante cavolaccio di energie ho speso per capire cosa io avessi, per pianificare la mia ripresa, per star dietro a tutto questo?

  2. In virtù della stanchezza nelle gambe, settimana scorsa mi è venuto in mente che al posto di una sessione di corsa avrei potuto fare una sessione di nuoto in contemporanea con la piscina di Birullulo. Ho passato una settimana a pianificare tutto: come sostituirla in termini di tempi, sforzo fisico e battito cardiaco, organizzarmi con il bimbo e con le tempistiche, raccattare la mia roba da nuoto sparsa fra Primogenita e Secondogenita, e dove sono i miei occhialini, e che fine ha fatto la mia cuffia e chi più ne ha più ne metta. Arrivata alla giornata fatidica ci penso di nuovo su, cerco di convincermi a non uscire a correre ma ad andare a nuotare, preparo la borsa, metto dentro tutto con cura, accappatoio, shampo e balsamo, ciabatte, cerco il lucchetto che grazie al cielo trovo e finisco col mettere dentro alla borsa le ultime tre cose: occhialini, cuffia e costume. Sì ma... dov'è il costume? Dove kazzo è il mio costume? … … … Ah. Io non ho un costume. Una settimana. Una settimana di pianificazione e preparativi per l'anima del.

  3. Ho un semplice parametro per capire se le mie gambe sono davvero davvero stanche: la bicicletta. Dal 2011 io non ho altri mezzi di trasporto se non la mia due ruote e lo vedo subito quando sono scarica: divento una lumaca, fatico anche ad andare in piano, e le mie solite marce 3 e 4 vengono sostituite dalla 1, 2 e 3 perché più dure non riesco a tenerle. In questo periodo la stanchezza sportiva l'ho anche misurata in questo. Ma guarda te che pippa che sono, manco una salita riesco più a fare. Due settimane fa biciclettando a passo di lumaca, una mia amica mi fa notare che ho le ruote sgonfie, e vabbeh. La stessa amica me lo ha fatto rinotare due giorni fa e, anche un po' scocciata visto che son sempre di fretta, ho pensato di gonfiarle. Voilà, non ho più le gambe stanche mentre pedalo. Comecavolaccio è possibile che io non ci abbia pensato prima? Vado esclusivamente in bicicletta da quindici fottutissimi anni e so benissimo che quando son stanca con le gambe la prima cosa da fare è verificare le ruote perché è quello che influenza tutto e potrebbe non essere stanchezza mia ma il mezzo che mi rema contro. Perché diavolo non ci ho pensato? Sono anni e anni che lo faccio periodicamente appena mi sento stanca. Ma comecavolaccio è possibile?

martedì 21 luglio 2026

Colori

In quanto a colore della pelle Birullulo ha decisamente preso da me. Io sono stata scambiata per anni per straniera, mi son sentita dare della pakistana, dell'indiana e chi più ne ha più ne metta ma ormai sono anni che non mi capita più. Ieri sera, mentre facevamo una passeggiata sotto casa abbiamo incontrato un bimbo della sua età col quale si è messo subito a giocare (si può dire tutto di mio figlio, ma non che non riesca a fare amicizia anche coi sassi). Seduti sulla panchina a guardare Birullulo fare a gara di corsa col nuovo venuto Mr D. mi fa: “Guardali. Hanno lo stesso colore della pelle”. Lì per lì son rimasta basita ma poi mi son resa conto della lampante verità.

“Mi scusi ma voi da dove venite?”

“Noi siamo del Bangladesh”

Et voilà.

lunedì 20 luglio 2026

Le fantomatiche liste - La mia lista entro i 50 - Aggiornamento

Chi mi segue da un po' sa che Mr D. è l'uomo-lista, colui che a ogni decennio circa dichiara gli obiettivi da porsi per il decennio successivo. Io è una cosa che francamente non ho mai fatto fino ai miei 40 quando mio marito mi ha convinto a metter giù la lista di cose da fare entro i 50 (per chi volesse, la lista è in questo post a questo link). Al di là del fatto che a rileggerla ora che sono a metà percorso vedo che un po' di cose le ho fatte, altre non le farò mai e altre ancora le vorrei slittare a favore di alcune che ora vorrei tanto mettere in lista per cui ecco qui una lista aggiornata di cose da fare entro i 50:

  • Correre una maratona - FATTO

  • Fare il Cammino degli Dei – da slittare entro i 60

  • Visitare il Giappone – da slittare entro i 60

  • Scrivere un libro – se vabbeh, non ho manco il tempo di farmi una doccia, figuriamoci!

  • Realizzare una torta a specchio - FATTO

  • Vacanza in albergo all inclusive almeno una settimana – uuuuuhhhh quanto sarebbe bello! Questa la lascio anche se non credo accadrà mai

  • Dca – Francamente sono a buon punto... chissà se è vero... Finché non risolvo per almeno un anno di seguito questo rimane

  • Scrivere con tutte e 10 le dita sulla tastiera

  • Risposarmi con Mr. D. – sarebbe bello, ma non credo capiterà, forse entro i 60... chissà

  • Fare una granfondo con Mr. D - FATTO

  • Fare un concerto col trio – il trio si è sciolto, non capiterà mai. Ma rimane il desiderio di fare davvero un vero concerto con dei veri musicisti. Forse prossima vita...

E ora le new entry entro i 50 – ovvero ho ancora meno di 5 anni per portarle a termine:

  • Fare la 50km di Romagna e finirla nei tempi previsti

  • Fare la 100Km del Passatore e finirla nei tempi previsti



Ho già in mente entro i 60 cosa fare:

  • Fare un triathlon e finirlo nei tempi previsti

  • Fare un Ironman - ce la farò mai? Non so... ho ancora 5 anni per pensare se metterlo in lista oppure rinunciarci in partenza

14

Lo capisco quando ti vedo sdraiata nel letto, mentre dormi della grossa. E' lì che capisco davvero quanto tu sia cresciuta, con quelle tue splendide gambe lunghe, i piedi che escono dal materasso e quel volto disteso e sognatore, quasi da adulta. Sono così orgogliosa di come stai diventando, Amore mio. Sei nella fase tipica dei quattordici anni, quella che io e tuo padre abbiamo sempre chiamato “Nonholosbatti” ma io ti vedo in tutta la tua bellezza, interiore ed esteriore. Sei una ragazza che si fa voler bene da tutti, sei indipendente, testona, dolce e dalla risposta pronta. A volte invidio quanto tu riesca a tener testa a tuo padre, cosa che io fatico a fare da sempre. Stai diventando una donna meravigliosa, Amore mio, e non posso essere più felice e più fiera di te. Auguri con tutto il mio cuore.

mercoledì 15 luglio 2026

Di giovvvvvvani punti di vista

“Sai Birullulo? Quando ero piccola vedevo sempre questo cartone col mio migliore amico”

“Ed è morto mamma?”

“Ehm... no... no non è morto”

“Ah... comunque quando io sarò grande come te e tu sarai morta allora blablablabla”

Ma quanto mi vede vecchia mio figlio...