La spettinata
domenica 6 settembre 2026
Per la prima volta
giovedì 3 settembre 2026
Rigor mentale
mercoledì 2 settembre 2026
Come sopravvivere al rientro dalle ferie
martedì 1 settembre 2026
La risposta pronta
“Birullulo!! Basta la granita non te la prendo più”
“Tanto papà poi te lo scordi”
“No no no che non me lo scordo”
“Si che te lo scordi. Cosa hai fatto quando avevi un anno?”
“Non me lo ricordo”
“Vedi che te lo scordi?”
Quando sarà, sarà una luuuuuuunga adolescenza...
lunedì 31 agosto 2026
E buon rientro a me
giovedì 30 luglio 2026
Vacanzation
Per la prima volta nella mia vita da lavoratrice farò quattro settimane di ferie tutte insieme e questo per una serie di motivi. Il primo sicuramente è che preferisco prendere le ferie quando i figli sono a scuola per riuscire a staccare un po' durante l'anno e questo fa sì che in estate io non ne abbia poi così tante. Il secondo motivo è che preferisco prendere ferie non quando al lavoro c'è poco o nulla da fare ma in periodi di carico intenso un giorno qua un giorno là. Il terzo motivo è che per me non ha molto senso prenderle tutte attaccate perché le ferie servono appunto per riposarsi ed è meglio godersele pian pianino durante l'anno. Purtroppo invece, complice il fatto che io abbia ancora tantissime ferie non godute e complice la nuova politica aziendale eccomi a essere costretta a staccare per un bel po'. Che poi... staccare... di fatto quest'anno tranne qualche raro giorno di solitudine a cinque, avremo sempre qualche amio ospite da noi. Si daranno il turno come la truppa più organizzata del pianeta e mi toccherà dunque pensare al cambio lenzuola, a cucinare, a pulire e a ordinare per una persona in più per tutta la permanenza. Ma va bene così, perché quando i figli crescono è sempre più difficile che facciano le vacanze con te e abbiamo per il momento trovato il modo di farle restare tanto tempo con noi invitando gente a casaccio. E allora buone vacanze a tutti e ci si rivede l'ultimo giorno di agosto!
mercoledì 29 luglio 2026
Ad ognuno il suo
martedì 28 luglio 2026
La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 4
Innanzi tutto si spera sia davvero l'ultima parte di sta saga che personalmente mi pare infinita.
Per il compleanno di Secondogenita ho realizzato una delle mie solite torte e ho optato, visto la calura e il periodo, per una bella cheesecake al melone. Un azzardo a dirla tutta perché non l'avevo mai provata. Ma tanto gli ingredienti sono buoni, la decorazione l'avevo in testa, e così mi sono lanciata. Ho preparato dunque il dolce più in fretta di quanto avrei voluto a causa di impegni che si sono aggiunti all'ultimo minuto e non sono neanche riuscita a farla riposare a dovere fra uno strato e l'altro con la simpatica conclusione che ho dovuto variare la decorazione perché non si era raffreddata come avrei voluto. Ad opera finita osservo la mia cheesecake abbastanza soddisfatta, sebbene per l'impasto preparato me la aspettassi francamente più alta. Pazienza. La metto in frigo e me ne dimentico fino a sera quando apro per preparare la cena. Ed eccolo lì, il cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Ho preparato la cheesecake senza cheese. Cioè ho davvero preparato una cheesecake senza cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Alla fine grazie al cielo ho spirito di inventiva e ho rimediato preparando una ganache decorativa proprio al cheese e sbaffandola sopra in modo che il sapore almeno ci fosse.
L'altro giorno sono uscita a fare una bella corsetta, sono tornata a casa e ovviamente mi sono sbaffata sotto la doccia. Sarebbe stato anche bello visto che ero da sola in quel momento, avrei anche potuto godere di un minimo margine di relax. Appena uscita dal bagno mi arriva un messaggio di un mio amico che desiderava una fetta di torta e mi chiedeva di portargliela. Nel frattempo io avrei dovuto mangiare qualcosa (avevo corso e volevo evitare di svenire, e così ho cacciato due fette di pane dentro al mio centenario tostapane), avrei dovuto stendere la mia cinquecentesima lavatrice della giornata e impostare la cinquecentunesima lavatrice della giornata e avrei anche dovuto fare la spesa e cucinare. Ma sì, ma perché no, perché non portare al mio amico la torta. E così ne ho tagliata una generosa fetta, l'ho impacchettata alla bellemmmmeglio e sono uscita di casa coi capelli ancora bagnati e gocciolanti cercando di fare il più in fretta possibile. Se non che a metà strada fra casa sua e casa mia la rivelazione: il tostapane. Non ho staccato il tostapane. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Un tostapane del milleduecento senza alcun tipo di spegnimento automatico e con lo spinotto tutto rotto dai fili scoperti. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. E torna indietro correndo, con la torta ormai mezza squagliata e il cuore in gola. Almeno la mia casa non ha preso fuoco ma visto l'andazzo di questi ultimi tempi mi verrebbe da dire: Per ora.
lunedì 27 luglio 2026
La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 3
Un mesetto fa ci è arrivato un invito per festeggiare il 19 settembre l'anniversario di matrimonio di due nostri amici in un paesino sperduto vicino a Torino. Settembre è sempre uno di quei mesi clou dove si concentra tutto ed è il caos del caos ma, armata di buona determinazione, mi sono messa a pianificare bene tutto. Allora:
- primo fine settimana Mr D. se ne andrà a fare non so quale granfondo in non so quale posto con non so quali amici
- secondo fine settimana andrò io a correre la mia solita mezza maratona Cesena – Cesenatico
- terzo fine settimana andiamo a festeggiare sto anniversario
- quarto fine settimana pianifico una festa similsorpresa per Mr D. con i suoi amici più cari
Tutto bene. Ce la posso fare. Ho speso ore, ore, e ore e giorni, giorni e giorni, per fare incastrare tutto, vedere la strada per poter arrivare a questo paesino, capire quali alloggi ci potessero essere in zona. Insomma un discreto mazzo. Ho anche incontrato per strada la “sposa” alla quale avevo confermato con entusiasmo la nostra partecipazione con il solo rimanente problema che ancora non ero riuscita a risolvere di dove piazzare Birullulo per due giorni. Fatto sta che fine settimana scorso, al mare con amici anche loro invitati, è saltato fuori l'argomento
“Allora potremmo soggiornare qui, e poi fare questo viaggio qui, unendo queste macchine qui”
“Perfetto, potremmo partire il venerdì 18”
“No Spetti, è il fine settimana prima”
“Ma nooooo. Ma no eh”
“E invece sì, vedi sull'invito? C'è scritto 12 settembre”
Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.
Sempre fine settimana scorso eravamo a Riccione, ormai tappa fissa nei fine settimana, tappa che io odio ma che è tanto gradita alla mia famiglia. Visto che siamo sempre con gli amici di Secondogenita e visto che sapevo che da qualche parte vagavano anche gli amici di Birullulo ho scritto sabato mattina ad una mamma che sapevo essere lì per vedere di incontrarci. Niente. Nada de nada, manco un piccolo accenno di vita. Nei giorni successivi mi riprometto di scriverle ma, fagocitata dalla mia vita incasinata, me ne dimentico finché il martedì mi scrive la maestra delle elementari di Primogenita. Esatto. La maestra delle elementari di Primogenita, la mia diciottenne. “Signora buongiorno, come mai mi ha chiesto se fossi a Riccione questo fine settimana?”. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.
La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 2
Come promesso giovedì scorso vi continuerò ad elencare i miei cambiamenti cognitivi verso il baratro mentale di questo ultimo periodo:
Come tutte le mattine mi vesto, pulisco la sabbia del gatto e vado a prendere la bici. Di solito il sacchetto lo tengo in mano, esco dal portone con la bici, mi fermo al primo cestino, butto e parto. Lo faccio da dodici anni, tutte le sante mattine. Non so per quale motivo io non lo abbia tenuto in mano, sto benedetto sacchetto, manco me lo ricordo. Fatto sta che l'ho messo dentro al cestino della bicicletta e dimentica di averlo, mi avvio pedalando verso il lavoro. Se non che a metà strada: SPATATRACK! Il sacchetto si apre e tutte le simpatiche deiezioni del mio gatto mi cadono addosso. Voilà
Visto che si sta parlando di bicicletta ho dovuto trasportare un'orchidea dal lavoro a casa e per complicarmi la vita ho fatto una tappa al supermercato. Sono entrata, ho fatto la spesa e ho sbaffato tutto nel cestino della mia due ruote. Parto senza neanche pensarci, dimentica dell'orchidea e voilà: orchidea spiaccicata per terra.
La saga della bibicletta continua quando, percorrendo il solito tragitto casa-lavoro, tiro dritto e passo col rosso. Così, senza rendermene conto. E non è che sia una cosa da nulla eh. La via dove passo è trafficata, è quella ciclabile dove morì quella ragazza tempo fa (vedi post qui) e lei era pure sulle strisce. Io sono passata a un semaforo così, senza neanche vederlo. Grazie al cielo sono ancora viva anche se non saprei dire come. Non era mai successo.
Arrivo al supermercato con la bici, entro, faccio la spesa ed esco. Per caso qualcuno aeva legato con la catena la bicicletta? No perché io ovviamente no. Per qualche strana protezione astrale, nella città con più furti di biciclette al mondo, la mia era ancora lì. Non è da me, io che la lego anche quando la tengo vicino alla panchina al parco giochi, io che la lego anche se salgo al volo in casa, prendo una cosa ed esco. Non era mai successo.