giovedì 28 maggio 2015


Quando questa mattina ho visto i carabinieri davanti al portone dell'ufficio la mia mente e' volata a sette anni fa quando, comodamente seduta sul mio divano, ho visto l'intervista di striscia la notizia al mio capo, al suo vicecapo e al suo responsabile capo. Ricordo che pensai: Ok, sono ufficialmente disoccupata. Lo stesso identico pensiero questa mattina, unito da un Maporcavaccatuttiiolidevotrovare! Grazie al cielo, l'obiettivo non eravamo noi.

Sono arrivata a quel punto della vita in cui occorre un'agenda privata. Non credevo di poter arrivare a tanto ma dopo un anno scolastico passato ad annotarmi le cose sui post-it ho capito che occorre anche a me una vera agenda giornaliera da portarmi dietro. E vi assicuro lo dico col massimo del cuore infranto. Attualmente ho la mia agenda al lavoro e una piccola agenda sul comodino dove per lo piu' sono segnati i compleanni delle persone a me care ma il salto alla prima elementare, ahime', l'ho sentito anche io. Brutta cosa l'agenda personale. Brutta cosa.

mercoledì 27 maggio 2015


“Io odio l'autobus ma in effetti, se si fanno questi incontri proprio male non e'. E' davvero carino questo ragazzo.... si si.... Alto, occhi chiari, carnagione scura. Si si. E poi guarda come sorride a quel bambino, un po' come ho sorriso io. Eh si. Niente fede al dito, affascinante, gli piace la musica... A proposito, aspetta che mi avvicino... magari riesco a sentire che musica ascolta dal volume dei suoi auricolari...”
La mia ragazza e' straaaaanaaaaaa
“Ok, scendo.”

martedì 26 maggio 2015


Ho sempre considerato la calligrafia come lo specchio interiore di ogni persona. Guardando la mia, dunque, lo sconforto mi ha sempre attanagliato. Ricordo gli sforzi alle superiori per cercare di essere piu' uniforme, ricordo che cambiavo modo di scrivere ogni tre per due, imitavo quello delle mie compagne di classe sempre, spesso, ovunque; variavo la dimensione, la forma, lo spessore della penna. Riguardando gli appunti universitari scopro periodi in cui scrivevo piu' piccolo del piccolo e qualche pagina dopo vedo una calligrafia completamente diversa, come se fosse stato scritto da un'altra persona. Ho smesso di cercare la mia identita' tramite la calligrafia una volta smessa di usare la penna quotidianamente e cosi', dopo anni, posso dire che adesso ho una mia scrittura ed e' pure bella e ordinata. Addirittura nel giro di una settimana ho ricevuto due commenti da due persone diverse che entrambe mi chiedevano se avessi fatto l'accademia delle belle arti per un attestato disegnato e scritto a mano. E' proprio vero che quando smetti di inseguire una cosa e' in quel momento che inizi a conquistarla.

domenica 24 maggio 2015


Dopo aver passato il sabato sera ad essere limonata senza ritegno dalla festeggiata e a sorreggere la testa della futura sposa mentre vomitava, a cullarla dolcemente spiegandole che quello che stava vivendo non era il suo matrimonio ma il suo addio al nubilato e che il matrimonio nulla ha a che vedere con sbronze epocali, mi sono ricordata tutto d'un botto perche' ormai non bevo piu'. Me lo sono ricordata anche la mattina dopo quando, mezza frastornata, quattro piccoli piedini mi sono venuti a svegliare qualche ora dopo il mio addormentamento, senza tener conto di nausea e mal di testa appena iniziati. Per la prima volta ho vissuto dall'altra parte, una mammamica che trattava la sua amica come fosse stata sua figlia. Le ho dato la mia giacca, l'ho consolata, le ho bagnato i polsi, l'ho calmata, ho fatto tutto quanto era in mio potere per non vederla collassare in mezzo alla strada e per riuscire a portarla nel suo lettuccio caldo. Il giorno dopo mi arriva un messaggio chiaro dallo zombie in quasi ripresa: “Credo di averti limonato ieri sera ma ricordo anche che sei stata molto cara e mi sei stata vicino. Grazie”. Chilometri di lingua in bocca a parte, vale sempre la pena sostenere gli amici.

venerdì 22 maggio 2015


E anche io sono entrata nel magico mondo dei mal di schiena. Non che io non ci fossi mai passata ma fermarmi cosi' a lungo e per di piu' una dorsalgia francamente non mi era mai capitato. In casa mia si stanno sparando le ipotesi piu' assurde riguardo alla causa di tale stanziamento:
  • troppa palestra (Mr. D)
  • postura notturna (io)
  • troppa palestra (Mr. D)
  • scarpe piatte (io)
  • troppa palestra (Mr. D)
  • scarpe col tacco (io)
  • troppa palestra (Mr. D)
  • postura lavorativa (io)
  • troppa palestra (Mr. D)
  • wonderwoman ha bisogno di ferie (io)
  • troppa palestra (Mr. D)
Forse Mr. D crede che sia stata la palestra, ma credo chiedero' conferma un'altra volta.

giovedì 21 maggio 2015


Ai miei tempi la preadolescenza non esisteva e la fase adolescenziale di scontri diretti genitori-figli iniziava circa a 16 anni. Primogenita non ha neanche 7 anni e ultimamente e' un continuo scontro diretto soprattutto nei miei confronti. La ragazza e' una bimba buona, obbediente e gentile ma a volte prende il sopravvento la gemella cattiva e ribelle e si trasforma in una sorta di piccolo diavoletto stile escorcista che urla, sbraita, riurla, risbraita, ti sfida, continua a sfidarti e sfidarti e sfidarti e sfidarti. So che i cambiamenti da lei vissuti in questo ultimo anno sono molti. Il passare da un ambiente materna in cui fai quello che vuoi a un ambiente elementare in cui tutti ti dicono quello che devi fare non deve essere facile. So cosa vuol dire sentirsi costretti e non avere molta liberta' di manovra ma se c'e' una cosa che non sopporto e' la mancanza di rispetto. Non la tollero, non la accetto, non la sopporto. E li', una volta intaccata, ecco che vengono fuori tutte le mie assurde rigidita'. Ieri pomeriggio ho passato la bellezza di 3 ore e ¾ a discutere con la primogenita sui compiti. Abbiamo urlato, abbiamo pianto, abbiamo urlato di nuovo, abbiamo pianto di nuovo. Il delirio piu' totale. Mi sono sentita una pessima madre, non mi sono sentita in grado, mi sono sentita male male, ma cosi' male che solo una mamma puo' capire. E dire che siamo solo all'inizio.

martedì 19 maggio 2015


Quando ero piccola conoscevo a memoria svariati cartoni della Disney che, fra parentesi, ricordo tutt'ora. Nella rosa dei preferiti spiccava La carica dei 101 e la sua spettacolare scena iniziale: cani e padroni con movenze uguali, pettinature uguali, eta' uguale. Guardando Camomilla dunque viene spontaneo chiedermi se questa cosa valga anche per noi.
Osservando in effetti il modo sbilenco in cui si siede.... beh.... un tantino spettinata lo e'....


Passando tutti i giorni davanti alle medie ho notato altre cose che si aggiungono alla varieta' umana di questi 9 mesi di andare e venire. Oltre al fatto che basta guardare i piedi dei vari gruppi di adolescenti per riconoscerne la tipologia (bisogna sapere che ogni gruppo ha il paio di scarpe per ogni membro assolutamente uguale), ho osservato ben bene le magliette da loro sfoggiate. Tralasciando i vari orripilanti teschi che spuntano come margherite, fa sempre piacere leggere sulla pancia di un dodicenne All you need is kill e Keep calm and kill. Se penso che il futuro sara' in mano a queste generazioni ora si' che sono tranquilla. Si si.

domenica 17 maggio 2015


Ci sono momenti in cui pesa di meno e momenti in cui pesa di piu'. Una volta non pesava affatto, fino all'estate scorsa quando mi sono ritrovata in vacanza con:
  • un marito ingegnere libero professionista
  • un medico anestesista
  • un medico fisiatra agopuntore libero professionista
  • io, la segretaria
Non mi era mai pesato, non mi ero mai vergognata del mio lavoro, non mi sono mai sentita inferiore per quello che faccio e invece due settimane a contatto con tre persone che parlavano del loro lavoro mi hanno fatto capire quanto insignificante sia il mio. Io lo so di essere diversa, fin da piccola non ho mai sognato di far carriera, non ho mai pensato a quale potesse essere il mio lavoro. Pensavo alla famiglia, ad averla da giovane. Pensavo che mi sarei voluta sposare, che avrei voluto tre figli e una casa in cui stare felici. Pensavo che un lavoro, in fondo, vale l'altro purche' non faccia troppo schifo e mi permetta di lavorare il tempo giusto per poi passare del tempo a casa. Nella mia vita ho fatto di tutto, dalla scrittrice alla fioraia, dalla barista alla webdesiner, ma solo ora mi rendo conto quanto mi pesi avere un lavoro che non valorizzi per niente i 20 e passa anni di studi con i massimi dei voti possibili. Qualcuno di voi potra' dire che noi non siamo il nostro lavoro, noi non siamo il nostro corpo, noi non siamo.... ma allora chi siamo se non quello che facciamo? Chi siamo se non quello che vediamo?

giovedì 14 maggio 2015


Mamma prediamo questi fiori?
Ma pungono
Allora li prendi tu
Non fa una piega.

mercoledì 13 maggio 2015

Saro' all'antica ma...


Ci sono cose a cui do sicuramente piu' importanza del dovuto. Una di questo e' il compleanno. Credo che nella vita di una persona la nascita sia il momento piu' importante e credo sia giusto vada festeggiato come ciascuno di noi desideri farlo. Oltre a questo, ho sempre fatto molta attenzione a fare gli auguri a tutte le persone a me care nel giorno a loro caro senza dimenticarmi mai di nessuno. Proprio per questo motivo, quando arriva il mio di compleanno, ci rimango davvero male quando vedo che persone a me care se ne dimenticano totalmente. Ieri, ad esempio, TUTTA la famiglia da parte di mio padre (esclusa la cugina matta) se n'e' dimenticata. Inoltre aggiungiamo anche TUTTA la famiglia da parte di mia madre. So che magari per le altre persone non e' cosi' importante ma io francamente ci sono rimasta proprio di merda. Vabbeh, buon compleanno a me.

martedì 12 maggio 2015


Mr D. lo conosco da 20 anni tondi tondi, stiamo insieme da quasi 9 anni e nonostante questo ci sono ancora cose di lui che scopro come se fossero scrigni nascosti con dentro... beh... fumo. Quando ancora non stavamo insieme, parti' per un viaggio in Svezia coi suoi amici e ricordo con affetto che mi mandava sms in un inglese cosi' fluente che colpi' nel segno l'amante delle lingue che e' in me. Settimana scorsa l'amara realta' quando nel tentativo di comunicare con uno straniero nella speranza di accaparrarsi un parcheggio l'ho sentito aprire bocca. Excuse me, we are via con la macchina.
... ... ...
Disgusto. Profondo disgusto.

domenica 10 maggio 2015

Non dire “gatto”...


Ok, lo ammetto, e' stato un errore da principianti. “Quest'anno si sono ammalati tutti tranne me” avevo detto “tutto questo sport mi rafforza le difese immunitarie” avevo ribadito “Sono la piu' sana in famiglia” avevo insistito. E ovviamente il gatto mi e' sfuggito e mi sono fatta a casa dieci giorni di placche e febbrona da cavallo e per la prima volta in non so quanti anni ho ripreso l'antibiotico, una botta chimica che mi ha fatto subito effetto e che mi ha reso moooooooolto piu' rincoglionita del solito. Vi lascio solo pensare la mia casa in cosa si e' trasformata nei miei giorni da zombie: pile di piatti fino al soffitto, gatta affamata, bambine a forma di pizza, vestiti ovunque, scarpe ovunque, sporco ovunque. Sono resuscitata sabato e quando ho capito come si sarebbe svolto il mio fine settimana ho pensato che forse sarebbe stato meglio lasciare tutto cosi', farsi un altro mutuo, comperare una nuova casa e lasciare la nostra attuale casa abbandonata a se stessa. Alla fine ho pulito anche le sedie.