venerdì 31 agosto 2012

Un mese, undici giorni, nonsoquanti minuti in imprecisati secondi. Ecco quanto mi ci è voluto per rientrare nei miei superfastidiosamente aderenti jeans sui fianchi e per chi non ci credesse: sì, ho pianto, ho pianto di felicità salterellando per casa come una povera matta con una crisi di nervi. E' una bella sensazione e ora al bar a festeggiarla con cappuccino caldo e brioches ai cereali e frutti rossi.
Oh yeah.

Cos’è la felicità?


C’è chi si realizza nel lavoro, c’è chi si realizza in famiglia, chi nei proprio hobbies. Io per la prima volta nella mia vita, con la nascita della poppante, mi sento Felice. No, non mi sento felice ma Felice. Mi sento realizzata. Ho un marito che amo e che continuo a pensare sia l’uomo più bello che io abbia mai visto, nonostante gli amici sostengano che ho due bei prosciuttini sugli occhi, ho due figlie una più meravigliosa dell’altra, una piccola peste che è uguale a me fisicamente e di carattere ha la dolcezza della madre e la determinazione del padre, e una poppante che non fa che ridere e mangiare. Non ho un lavoro è vero, ma non chiedo niente di più dalla vita, perché la mia vita è perfetta.
E ora si pregherà perché duri questo idillio.

giovedì 30 agosto 2012

C’è grossa crisi

Io la vedo tutti i giorni, passeggiando per le vie della mia città. In quella dove abito io c’è un negozio in vendita da due anni vuoto e desolato, con pavimenti in marmo e soffitti d’epoca, vetrine con saldi inventati, cartelli con su scritto “niente ferie causa crisi”, amici che non lavorano più con mutuo sul groppone, parenti a cui hanno chiuso la fornitura del gas e chi, come me, è stato costretto a firmare dimissioni anticipate. La generazione perduta siamo noi, i trenta-quarantenni, spero solo che le mie figlie abbiano una qualche speranza di vivere se non spensierate almeno tranquille.

lunedì 27 agosto 2012

Identità perduta

“Maaaaamma? Ma tu non sei una signoLa”
“Ah no amore, e cosa sono?”
“Sei Mamma”

Deformazione professionale

Ieri, 26 agosto 2012, alle ore 14.15 c.a. per la prima volta si sono verificate coccole disinteressate non richieste da parte di Mr D. verso la Spettinata. Diventerà una ricorrenza da festeggiare negli anni a venire come storica manifestazione che il sesso, per l’uomo, a volte non è tutto.

mercoledì 8 agosto 2012

Uomini


“Mr D, io proprio non ce la faccio! Per favore prendi i pannolini, passaci sopra il sapone di Marsiglia, strizzali e mettili nella lavatrice”
“Ma… ma… ma sono pieni di cacca!!!!”

La sensazione è quella di non riuscire mai a rilassarsi, ma non proprio per colpa delle bambine che meglio di così non potrebbero comportarsi, ma per colpa dell’incapacità di riuscire a sfruttare al meglio il tempo che rimane per me quando tutti e tre sono sistemati (sì, Mr D. è il mio terzo figlio). E con la new-entry è anche peggio, perché mi ero dimenticata quella strana sensazione di stanchezza infinita mista alla domanda costante “Quand’è che si addormenta” che si blocca quando finalmente prende sonno e fa spazio a un’altra domanda costante “Quanto mi manca la mia cucciolotta, quand’è che si sveglia?”
Mi sento pazza ma non lo sono, sono solo una mamma.

martedì 7 agosto 2012


“Maaaaaaamma? Dove andiamo?”
“Andiamo in ospedale per una visita alla sorellina”
“Alla visita le mettono i nei?”

domenica 5 agosto 2012


“Maaaaaaaaamma? Dalle tue tette esce yoguLtE?”

venerdì 3 agosto 2012

Com-passione

Lo incrocio per strada.
Lui mi guarda, io lo guardo.
Mi sorride, io gli sorrido.
Mi fissa coi suoi occhi scuri, io abbasso lo sguardo, imbarazzata mentre porto la mia attenzione sul riflesso della vetrina di fianco a me.
Ciabatte da nonna, occhiaia profonde, carrozzina in una mano, pimpante piccola peste nell’altra mano, capelli rigorosamente allucinanti e spettinati, peli superflui a go-go.
La mia immagine mi butta addosso la pura realtà: la passione ha fatto spazio alla compassione.
Benvenuta.