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martedì 25 novembre 2025

Abbastanza

Da dove viene questa sensazione di essere mediocre, di non essere nulla di straordinario? Di questo ne ho parlato davvero tanto quando andavo dalla Psicocosa ma mi è rimasto solo un chiaro concetto: tutto quello che io faccio secondo il mio giudizio è la base. Essere una persona che lavora, che gestisce una casa e tre figli è semplicemente il mio dovere, la base, nulla più. E poi lavoro solo mezza giornata. E poi mi aiuta Mr D. mica sono sola. E poi sono maratoneta ma è alla portata di tutti, chiunque se volesse potrebbe correre 42km. Non c'è nulla di straordinario in quello che faccio, nulla di così complicato o lodevole. Ho avuto una discussione qualche giorno fa con Mr D., niente di che, si è già tutto risolto, ma mi ha lasciato lo strascico forte di sta roba qui, una roba che ha riportato alla mente qualcosa che una volta era radicato e che ancora non se ne è totalmente andato. E non importa cosa venga detto dall'esterno (forse importerebbe cosa detto da Mr D, ma non ci voglio pensare) c'è sempre una parte di me (o tutta me?) che la pensa così o che comunque ha il dubbio che sia così.

domenica 2 novembre 2025

Me pijji puuuuuculu?

Nel fine settimana in maniera del tutto inaspettata e casuale, io e Mr D. abbiamo incontrato un amico che non vedevamo dai tempi del liceo. Se ne stava insieme alla moglie e al figlioletto in un noto parco cittadino e ci siamo fermati a chiacchierare, io prevalentemente con la moglie decisamente più giovane e magra di me. Questa ragazza stava insieme ad un'altra mamma e abbiamo iniziato a parlare di figli e di lavoro finché mi sono dovuta assentare per evitare che mio figlio minore si spiaccicasse per terra. Appena tornata la conversazione si è volta più o meno così:

“Senti, ci chiedevamo che lavoro fai”

“Ah beh... io sono una semplice impiegata... perché?”

“Ah!! Beh in realtà avevamo scommesso su fisioterapista o personal trainer. Hai un gran fisico e poi con tre figli!! Come fai?”

“Sono maratoneta”

“Aaaaaaahhh ecco!! E blablablablabla”

La conversazione è andata avanti senza che io ci facessi molto caso, ci siamo salutati e io mi sono avviata verso casa a piedi (avevo circa una quarantina di minuti da star sola) mentre Mr D. con Birullulo erano in bicicletta. Mentre i miei piedi andavano avanti la mia testa vagava pensando al più e al meno finché non mi è venuto un semplice pensiero: Forse mi stavano prendendo per il culo. Quella mattina ero in tuta perché al parco ci ero arrivata correndo e mi ero cambiata lì sul posto, una tuta larga e ben poco accattivante. Non ho un fisico atletico, non sono magra, sono una persona normale, decisamente normopeso. E allora perché quel commento? La cosa più bella è che questo dubbio mi sia venuto dopo e non subito, sintomo del fatto che la mia autostima stia migliorando. Ma poi perché avrebbero dovuto mentire o prendermi in giro? Ci conoscevamo appena, erano simpatiche e per nulla ironiche, sorridenti e ben disposte. No. Non mi stavano prendendo in giro e di questo ne sono sicura anche se continuo a non vedere il senso di quanto chiesto visto che sicuro non sono un granché. Comunque mi accontento di essermi fatta solo venire il dubbio a posteriori e averlo subito scartato. Niente paranoie. Sto decisamente migliorando.

martedì 28 ottobre 2025

Accadde di nuovo ovvero Trigger food

E' ricapitato (per capire vedere il post qui). La cosa diversa a questo giro è che ero turbata, forse ansia, forse solo agitazione.E quando sto così indovinate per vent'anni dove andavo a pescare? Eh sì. E allora sono uscita con lo scopo di andare a farmi un giretto per vedere se riuscivo a comprarmi una maglietta a maniche lunghe (ne ho solo una e inizia a far freddo... ogni tanto dovrò pure lavarla). Il risultato è stato che il mio stato d'animo non è migliorato per niente. Già avrei dovuto capirlo perché quando sto così andare a fare shopping è la cosa peggiore che io possa fare. E così mi sono diretta a fare un pochino di spesa e sì, ho preso le patatine e anche delle caramelle gommose. Sapevo di non avere fame. Sapevo di non averne voglia. Ma è come se uno schema si attivasse nel tuo cervello. Però sono arrivata a casa e mi sono chiesta: “Di che cosa ho voglia davvero?”. Non avevo fame, avevo solo voglia di due o tre carammelline gommose, e poi avevo voglia di un bel film. E così ho fatto. Ho aperto il pacchetto, ne ho scelte tre e mi sono messa a vedere un nuovo film che ancora non ero riuscita a guardare a causa dei numerosi figli. Mi sono addirittura data una carezza e mi sono detta Brava ad alta voce. Perché sì, sono stata bravissima.

lunedì 27 ottobre 2025

Accadde due settimane fa ovvero Trigger food

Da sempre il mio “trigger food” sono le patatine. Affrontammo a lungo l'argomento in terapia all'epoca e la soluzione che mi era stata data era semplice: compera e mangia. Compera e mangia sempre, anche tutti i giorni. Stronca questo taboo e vedrai che avendo a disposizione sempre tutte le patatine che vuoi arriverà un momento in cui potrai decidere se davvero ne avrai voglia oppure no, potrai decidere di non mangiarle e di passare oltre. Quel momento è arrivato ieri, dopo anni e anni dalla fine della terapia. Mi sono ritrovata a fare la spesa per cucinare una cena al volo, cena in cui sarebbero arrivati tutti ma per il momento sarei stata sola in casa (cosa assai rara e anche quello un trigger). Tutto concorreva a rientrare nel solito schema: solitudine – patatine – cucina. E invece quando mi sono ritrovata a scegliere cosa sgranocchiare in solitaria prima del pasto ho deciso di non prendere le patatine perché non ne avevo voglia. Ho optato per qualche nocciolina salata. Cioè IO non ho preso le patatine e non ci ho neanche fatto troppo caso. O meglio mi sono accorta in quel momento che dovevo fare una scelta ma il fatto che non ne avessi voglia era così palese che è stato abbastanza naturale dire di no. So che può sembrare banale ma le patatine sono sempre state per me un comfort food che andava sempre al di là della fame e che venivano mangiate in modo compulsivo, vorace, assurdo, anche quando di fame non ne avevo. Questa, a questo punto della mia vita, in maniera così lineare e quasi casuale, proprio non me l'aspettavo e posso dire che è davvero bellissimo.

domenica 12 ottobre 2025

Rabbia

 
Il mio rapporto con la rabbia è sempre stato estremamente complicato ma basta guardare il rapporto che ha mio padre con la sua di rabbia per capirne il perché. A 17 anni ricordo che aspettavo l'autobus per andare a scuola e questo non arrivava. Ero frustrata e arabbiata profondamente quando una luce stile Blues Borthers mi ha illuminato dall'alto e mi ha fatto capire che la mia rabbia non avrebbe fatto arrivare l'autobus prima. Da quel momento non mi sono più arrabbiata. Più. Mai più. Fino a che non sono entrata in terapia. Mio padre è l'esatto opposto. Tiene tiene tiene (a suo dire tantissimo, a dire del mondo intero manco due minuti) e poi esplode come solo lui sa fare, tirando fuori il peggio del peggio del peggio. Tornando a noi. Anni di terapia comunque hanno dato i loro frutti. Adesso capita che io mi arrabbi e quasi sempre reagisco in modo tutto sommato pacato e comprensivo ma è dovuto ad una scelta e non a una repressione. Questo mio modo di fare così zen tuttavia ieri è crollato miseramente. Era capitato tempo fa che sulla ciclabile che percorro tutti i giorni un monopattino elettrico mi fosse venuto addosso dritto dritto nella mia corsia. Caduti a terra entrambi il ragazzino mi ha aggredito verbalmente quando, in modo pacato, gli ho fatto notare che era evidente che fosse venuto nella mia corsia, bastava guardare per terra, ma poco importava, l'importante era che stesse bene. Si è alzato e se ne è andato senza manco aiutarmi. Vabbeh. Ieri è successa una cosa molto simile. Stavo percorrendo la ciclabile quando un signore nella mia corsia mi è venuto praticamente addosso. Mi sono spostata nella sua di corsia e mi sono fermata. Stesso copione: questo si inkazza con me. Gli ho fatto notare indicando per terra che era lui nella mia corsia e quando ha iniziato a ribattere ho deciso: a questo giro no. No no e poi no. Come faccio quando sgrido i miei figli, ho unito indice e pollice della mano sinistra, con le altre dita dritte dritte l'ho guardato negli occhi gli ho detto NO. No. Non poteva aver ragione, bastava guardare per terra. Questa persona ha continuato a urlare direi inutilmente visto che ero palesemente dalla parte della ragione e mentre ho ripreso a pedalare ho continuato a ribadire la mia posizione: No, nel torto c'era lui. Quando sono tornata a casa e ho raccontato l'accaduto a Mr D., era così stupito che mi ha abbracciato. Quando ho raccontato l'accaduto alla mia migliore amica prima si è fatta incredula poi, quando gliel'ho confermato, si è messa a saltellare sul posto lodando la mia bravura. Eh a sto giro No. No no e poi no.

mercoledì 1 ottobre 2025

Il giudizio di me stessa su me stessa

Decenni e decenni di disturbi alimentari, decenni e decenni di visione distorta del mio corpo seguiti da anni e anni di terapia mi hanno portata ad oggi ad uno strano equilibrio che non ho idea di quanto possa durare perché di fatto non ci penso e non ne ho piena consapevolezza. Mi sono resa conto infatti che quasi sempre mi vado bene così. Non che il mio fisico sia cambiato o che io mi veda più magra di quanto non vedessi prima, semplicemente non mi interessa, non do peso al mio giudizio su me stessa. Ed è questa la grande rivoluzione. Perché io sono sempre stata il peggior giudice, sempre presente, costantemente con gli occhi d'avvoltoio puntanti su di me a scovare ogni minimo difetto, ogni imperfezione, ogni piega. Ci sono giorni ovviamente che mi vedo proprio cessa, oh, capita bene o male a tutti credo. Però mi rendo conto che non dipende da me e che semplicemente è una visione distorta che ho in quel momento causata o dalla stanchezza o semplicemente dagli ormoni. Non mi scoraggio, non mi deprimo, ma semplicemente accetto queste giornate con la consapevolezza che non sono altro che momenti e che in breve tempo passeranno. Non do dunque più peso al giudizio che do di me stessa su me stessa e per me tutto questo è davvero un enorme passo avanti verso la serenità.

mercoledì 1 gennaio 2025

Se lo fai a capodanno

Quando si è piccoli, o forse in generale quando si è giovani, alcune ricorrenze hanno un'aura di magia tutta speciale. Il Natale, il Capodanno, il Compleanno. Quanco si cresce un po' di questa magia svanisce e a volte se ne va definitivamente. Per me ancora non è così, o ancora non del tutto specialmente per il compleanno che continuo a ritenere il giorno più bello per ognuno di noi. Il Capodanno ancora mi lascia un debole alone di speranza ma a sto giro, invece di chiedere all'universo sempre la stessa solita cosa trita e ritrita da anni ovvero la guarigione dai DCA, non ho chiesto nulla. La mia SurvivorCollega mi lincerebbe se lo sapesse, sono anni che continua a ripetermi di chiedere all'universo e sono anni che lo faccio solo alla notte di Capodanno. Ma a sto giro no. Non so perché. Con il mio flut in mano al count-down ho cercato disperatamente Mr D. perché per me la cosa più importante è baciare mio marito proprio sullo zero, chissà poi perché. Mi sono fatta largo fra gli amici sgomitando come una scema e me lo sono sbaciucchiata come un'adolescente mentre Birullulo sulle spalle del padre ci guardava incuriosito e graziealcielo non ancora disgustato. Quest'anno dunque, non ho chiesto nulla ma ho comunque iniziato con qualche proposito di buona salute mentale che mi farebbe così bene ma che ho una fottuta paura di non riuscire a mantenere neanche per tre giorni filati. Ma poi è capodanno no? Non so agli altri ma a me succede sempre che ogni volta che faccio qualcosa a capodanno mi parte in automatico sempre la stessa vocina se lo fai a Capodanno lo fai tutto l'anno...

martedì 17 dicembre 2024

Dialoghi con la Psicocosa

“Se suo figlio avesse bisogno di questa cosa per curarsi lei lo farebbe per lui?”

“Ma certo. Ovvio”

“Allora non vedo perché non può farlo per sé stessa”

“Perché sono stanca”

“In che senso?”

“Io sono stanca, molto stanca. E non posso certo tralasciare i miei figli, o le altre incombenze. L'unica cosa che posso tralasciare sono io. Posso dire: beh, di questa cosa posso anche non occuparmene perché riguarda solo me e non ha ricadute su nessuno”

“Beh, ha ricadute su di lei”

… … …

“Facciamo così: in queste 3 settimane in cui non ci vedremo lei prenda in carico questo compito come se si trattasse della salute di un suo familiare perché anche lei, se lo ricordi, è importante”

“Ci proverò”

giovedì 11 luglio 2024

La sindrome di Eleanor Oliphant

Chi ha letto il libro lo sa. Il mio libro preferito, un capolavoro. E ogni volta che vado dalla Psicocosa spendo 62Euro per sentirmi dire che nella mia vita no, non va tutto bene. Come ieri, quando gentilmente mi ha fatto notare che non sono passati neanche quattro mesi dal mio ultimo lutto ed è inumano e francamente assurdo pensare e pretendere che io stia bene anche se dichiaro il contrario. E i miei attacchi d'ansia e il mio dca me lo ricordano costantemente. Per carità: questa mia ossessione per il controllo, questa mia protezione del vatuttobene, mi hanno permesso di superare i quarant'anni e non essere diventata una serial killer o una drogata cronica, però ecco non è che siano proprio del tutto sane. Bisognerebbe trovare un equilibrio, un equilibrio che ancora non ho e che neanche intravedo all'orizzonte. E poi ci sarebbe la questione del lutto, anzi dei lutti. Il massimo evento dell'abbandono, io che soffro di sindrome dell'abbandono da quando mio padre se ne andò a 3 anni e mia madre a 12, abbandonata nella morte dall'unica persona che era stata sempre presente nella mia vita e non mi aveva mai lasciato, un evento, l'elento, in cui il controllo che tanto mi da sicurezza e mi permette di sopravvivere non può essere praticato. Settimana prossima ci sarà l'ultima seduta prima dell'estate. In bocca al lupo a me.

martedì 9 luglio 2024

La gestione

La Psicocosa nel primo nuovo incontro mi ha fornito qualche dritta su come gestire gli attacchi d'ansia e gli attacchi di dca, dritte diverse da quelle precedenti perché a quanto pare: diversi i motivi diverse le strategie. In effetti quando ho cercato di gestirli in autonomia, pescando da quanto ci eravamo detti anni fa, il risultato è stato pietoso. “Non ha senso gestire un attacco d'ansia come prima. Prima i suoi attacchi derivavano dal passato, da sentimenti sepolti e mai affiorati, da sensazioni represse e non espresse. Ora è tutto a galla, è sul presente. Che senso ha annusare un profumo intenso per riportarla al presente se è proprio il presente a farle venire questi attacchi?”. Come darle torto. E così mi ha insegnato qualche trucchetto sulla respirazione che già conoscevo e che non funziona, spiegandomi l'attacco d'ansia in tutte le sue sfaccettature razionali e facendomi comprendere che no, non può durare per sempre, che ha un suo picco e una sua curva di discesa e che il tutto può durare qualche ora. Mi ha spiegato qualche trucchetto anche per gli attacchi di dca, come cercare di fermarmi dieci minuti prima di venire risucchiata nel vortice e poi vedere come va, e poi se riesco a reggere provo con altri dieci minuti e via di seguito. A volte funziona a volte no, ma è già tanto. E poi il vecchio consiglio che mai sono riuscita a mettere in atto: mangiare lentamente. Sembra una cavolata, in fondo una sola cosa mi viene chiesta, una sola cosa.

“Ma ci crede che me lo dimentico? Ho un solo compito che lei mi ha dato e me lo dimentico, cinque minuti prima di sedermi a tavola ce l'ho presente e poi tutto si cancella. E' davvero assurdo”

“Sì, Spetti. Le credo. E non è assurdo: sta tutto lì”.

lunedì 1 luglio 2024

Tanta roba

Alla fine sono andata al centro dca. E' stato sia liberatorio che triste ma mi ha aiutato a capire che è assurdamente tutto normale. Perché, come mi ha ricordato la Psicocosa, dai disturbi alimentari non si guarisce mai del tutto, noi i fascicoli non li chiudiamo mai però si può imparare a vivere bene e a fare in modo che non si ripresentino. Se poi fanno capolino, siamo qui per questo. Ed è così che mi sono ritrovata a prenotare una seduta settimanale da qui a fine settembre, pausa estiva esclusa. In un semplice gesto come questo si racchiude un mondo, il mondo di chi ha paura di chiedere aiuto e di vedersi la porta sbattuta in faccia, il mondo di chi ha paura di sentirsi dire mi dispiace ma tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, gli strumenti li hai, non possiamo più aiutarti. Dopo aver raccontato quello che è successo negli ultimi dieci mesi alla mia vita e in particolare i due lutti e le preoccupazioni per i problemi profondi di Primogenita e quelli preadolescenziali di Secondogenita, la puntualizzazione della Psicocosa è stata illuminante: “Beh, in dieci mesi le sono successe cose che normalmente si svolgono nell'arco di anni, ci sta che lei stia male”. E così mi ha spiegato come funziona, come io funziono, ma con un'unica, sostanziale, meravigliosa differenza che si è palesata in questi anni: “Ora lei è qui e sta male. Ha attacchi d'ansia fortissimi e i disturbi alimentari sono forti e a volte catalizzanti. Ma mentre cinque anni fa tutto questo era sintomo di qualcosa di profondo che andava sradicato, qualcosa di indefinito che andava portato a galla e risolto, ora lei è qui per cose concrete, vere, presenti, che avrebbero sconvolto chiunque. Si può quasi dire che quello che sente è sano. Che poi lei utilizzi dei metodi disfunzionali perché non riesce bene a gestire tutto, questo è un altro conto. Ma devo dire che, sentendola parlare e capendo come si comporta ora rispetto al passato, di passi avanti ne ha fatti davvero tanti”. E così oggi ci torno per cercare di tornare in carreggiata senza capire esattamente quale sarà il percorso da fare. Affronteremo il lutto, argomento che tanto mi spaventa? Vedremo.

mercoledì 26 giugno 2024

Di nuovo

Avevo parlato tempo fa di come avrei provato tramite il diario alimentare a tenere il dca sotto controllo. Di nuovo. Il tentativo (o dovrei piuttosto scrivere i numerosi tentativi) è miseramente fallito. Abbandonata quasi ogni speranza ho smesso di pensarci fino a che non mi sono ritrovata nel vuoto della mia unica settimana di ferie. Perché è proprio vero che nei periodi di relax, quelli in cui le persone normali stanno benissimo, quelle con qualche scheletro dentro di sé stanno peggio. E' così che è iniziato il delirio, culminato qualche sera fa quando l'attacco d'ansia era così forte che non riuscivo a gestirlo. Ho titubato fino all'ultimo ma poi mi sono decisa, ho tirato su la cornetta con tutto il coraggio che mi rimaneva in corpo e ho fissato un appuntamento urgente al centro. Sembra assurdo, lo so, ma ci vuole molto molto coraggio perché nonostante stessi malissimo, tutta me stessa remava contro questa decisione. Oggi dunque andrò, in un turbinio di paura, stanchezza, ansia e preoccupazione. A pensarci bene, con tutto quello che ho vissuto in meno di un anno a questa parte fra lutti, dolore, rivelazioni bomba di Primogenita, beh.... ci sta. E allora andiamo, e vediamo.

martedì 14 maggio 2024

Ri-cominciare

Questo per me non è un periodo facile. In parte questo argomento l'ho già trattato in qualche post, in parte me lo sono tenuta per me e in questo momento non ho neanche voglia di parlarne. Il risultato comunque è che il mio rapporto con l'alimentazione è tornato ad essere complicato. Faccio fatica a darmi un freno, mangio mangio mangio. Mi rendo conto che non ho fame, mi rendo conto che dovrei darci un occhio, mi rendo conto che mangio per non sentire, ma il rendersi conto non porta a nulla perché c'è una grande parte di me che non vuole sentire, che ha paura di sentire, che crede che se io mi concedessi di sentire allora crollerei. Come darle torto. E così questa mattina ho pensato che forse l'unico modo per venirne fuori è affrontare questa cosa e concedermi di sentire (già mentre lo scrivo non ne sono così convinta, mi sento così stanca e così poco motivata perché io so quanto impegno e quanta concentrazione ci voglia) e dunque eccomi qui a rispolverare il caro vecchio odiato diario alimentare, l'unico strumento che in passato si è rivelato abbastanza funzionante. Vi tralascio tutte le paure che sono legate a questa mia scelta, la più grande delle quali è il ripiombare nell'abisso in modo peggiore di prima, però tentar non nuoce, o meglio forse nuoce ma non credo di avere altre alternative.

martedì 19 dicembre 2023

Progressi

Spesso quando si parla di problemi si tende sempre a parlarne quando si fanno pesanti e importanti e quasi mai quando tendono ad andare meglio. Beh, in questo periodo tendono ad andare meglio. Sto parlando dei miei disturbi alimentari. Me ne sono accorta improvvisamente lunedì durante la mia corsetta di scarico di 10 chilometri (aaaahhh quanto adoro la settimana di scarico). Improvvisamente, mentre correvo, mi sono resa conto di due cose:

  • La corsa. Ricordo che l'attività fisica da me era solo utilizzata come semplice compensazione. Non c'era quasi niente altro: mi allenavo per smaltire quanto mangiato. Punto. Ricordo anche che in terapia la Psicocosa mi chiese se in effetti la corsa mi piacesse davvero e andai totalmente in crisi. Ci misi tantissimo tempo, analizzai la cosa in lungo e in largo e nonostante passassero i mesi non riscii a rispondere a questa banale domanda. La risposta è arrivata ora, quando sono ormai anni che non ci penso: la corsa mi piace, e mi piace tantissimo. Mi piace così tanto che nonostante gli acciacchi fisici continuo a correre, mi piace così tanto che mi alleno per la mezza maratona quando ho già in testa la maratona completa, mi piace così tanto che non ne posso fare a meno. E la sola banale risposta SI per me è un traguardo assurdo

  • I trigger. Ricordo che quando andai dalla Psicocosa venne fuori un simpatico elenco di cibi trigger, ovvero quei cibi “proibiti” che in me innescavano le abbuffate. Andavano dalle semplici patatine ai biscotti Digestive ed erano delle vere e proprie bombe: nella mia testa non si poteva comprarli, figurarsi mangiarli. Ricordo che la Psicocosa mi aveva imposto di comprarmi dieci scatole di Digestive da tenere in dispensa e mi aveva assicurato che averli sempre lì a disposizione mi avrebbe aiutato. Non ci credevo, ma ora posso dire che è davvero così. Ora me ne frego, specie al lavoro. Se ho voglia di un pacchetto di patatine me lo compro e me lo mangio. E se il giorno dopo ne ho voglia ancora, me lo ricompro e me lo rimangio. E se il giorno dopo ancora ne ho voglia ancora, io me lo ricompro e me lo rimangio fino a quando poi mi stanco. E se ho voglia di caramelle gommose me le compro e me le mangio. Devo dire che all'inizio è stato un continuo mentre ora, nel mio cassetto, si può trovare frutta secca e qualche banana, anche se ogni tanto risbucano patatine. Non posso dire che sia sempre una cosa positiva, a volte mi rendo conto di mangiarle in modo veloce e quasi da abbuffata, ma il fatto che non siano più cibi proibiti è davvero un enorme passo avanti

Può sembrare roba da poco ma il fatto che io non mi sia resa conto di questi progressi, che siano praticamente diventati la normalità, è una delle cose più belle che possano mai capitare a una che, come me, ha sofferto di disturbi alimentari per decenni e che ogni tanto ci ricasca.

giovedì 29 giugno 2023

Il giorno della marmotta

Ma è mai possibile cadere, e poi rialzarsi di nuovo nella speranza di non cadere, e poi cadere di nuovo e rialzarsi di nuovo sempre con la speranza di non cadere, e così all'infinito per anni anni anni e anni tutti i santi giorni? No perché è quello che succede a me non so ormai più da quanto tempo. E la cosa assurda è che ci provo sempre e fallisco sempre. Posso durare nella migliore delle ipotesi un giorno intero, ma poi cado di nuovo. E ricomincio. Io odio i disturbi alimentari, li odio proprio. Ultimamente la bulimia non è preponderante, saranno tutti i soldi spesi in terapia. Però il mio rapporto col cibo è a dir poco allucinante. Non riesco a concentrarmi prima di mangiare e finisco sempre con abbuffarmi, con lo stare male e la maggior parte delle volte manco col cibo che mi piace. E poi col cibo uno ci ha a che fare per forza, perché si deve pur vivere no? Per cui tutti i giorni, almeno tre volte al giorno, vengo messa davanti alla mia difficoltà più grande e tutti i giorni cado. E poi provo a rialzarmi. E poi ricado. Forse è davvero stupido riprovarci tutte le volte. O forse è davvero stupido crederci. O forse è davvero stupido non riuscirci. Mi chiedo se tutto questo avrà mai una fine. Forse no.

mercoledì 1 febbraio 2023

Il pasto più importante della giornata

Quando ho conosciuto Mr D. non facevo colazione. Semplicemente mi svegliavo e iniziavo la mia giornata senza ingerire nulla, neanche l'acqua. Quando abbiamo iniziato a frequentarci mi ha letteralmente tartassato con il famoso detto della nonna de La colazione è il pasto più importante della giornata e così ho iniziato pian pianino a prendere l'abitudine. Ormai sono passati 17 anni più o meno e devo dire che la colazione la faccio tutte le mattine ma mai con gusto. Non ho mai fame, non ho mai voglia di dolce né di salato, non ho mai voglia di niente. Ma questo mio limbo colazionico fa sì che il primo pasto della giornata sia il più bello. Sì, può essere un controsenso ma per me che soffro da anni e anni di dca non avere fame, non avere quel senso di ingordigia, non avere stress e ansia, non abbufarmi fino a vomitare, non avere i trigger insomma, per me è l'ideale. Proprio per questi motivi la colazione è diventata il pasto più bello di tutta la giornata. Faccio sempre una colazione neutra, se vuoi anche monotona, fatta di the caldo con miele e limone e qualche biscotto insapore e la cosa bella è che se mi offrono qualcosa di cui non ho voglia, anche la cosa più buona del mondo, io riesco senza alcun problema a dire di no. E mentre mangio riesco a leggermi qualche pagina di un libro o rimango serena in silenzio con quel pacifico senso di traquillità che la vita che ho scelto mi porta a non avere mai. Io ADORO la colazione.

giovedì 26 gennaio 2023

Il mio stomaco mi odia

E ci sta eh, ha decisamente ragione lui. Lo maltratto da anni anni e anni ma ultimamente (e neanche troppo ultimamente) inizia a dare segni evidenti di stress e cedimento. Ma io, imperterrita, continuo a non prendermene cura anzi, diciamolo, infierisco pure contro di lui. E' un periodo questo per me di grande stress e ormai si sa che io purtroppo sfogo in un unico sbagliato modo. Illudendomi che potesse essere qualche intolleranza ho fatto il test di intolleranza al lattosio (negativo) e quello della celiachia (negativo) per poi arrendermi all'evidenza che se una cosa la maltratti per anni (e ancora la maltratti) e ovvio che poi a un certo punto ti sfanculizzi. Ma io davvero non so come fare, non lo faccio consapevolmente. Mi rendo contro troppo tardi di quello che sta succedendo e in corso d'opera non riesco a rimediare. E poi sto male dopo, maledicendomi e ripromettendomi che non succederà mai più. Che due maroni.

mercoledì 25 gennaio 2023

Io

Tralasciando la situazione di mia madre di cui parlerò più avanti, vorrei concludere (se mai si concluderà) con quanto successo in questo periodo con la parte paterna. In realtà io mi sento abbastanza bene e abbastanza in pace. Ripensando a quello che è successo mi rendo conto di aver frainteso alcune cose che mi sono state dette e, sebbene col fraintendimento suonino meno stronze, non sono comunque piacevoli. In sostanza ad onor di cronaca le cose sono due:

  • Sul primo punto mio padre intendeva che se io uccidessi qualcuno non esiterebbe a disconoscermi denunciandomi alla polizia, o se mi drogassi e lui cercasse di aiutarmi e io comunque continuassi mi manderebbe a cagare. Una cosa simile. Ok per l'omicidio, ma se una persona (tua figlia) avesse bisogno per qualche problema con la droga (o con qualche problema psicologico ad esempio problemi di dca, così, tanto per dirne una) allora no. “Sapere di non godere di un affetto incondizionato ma condizionato da alcuni paletti come comportarsi bene non è bello”. Così ho risposto a mio padre e lui, ovviamente, non è riuscito a ribattere

  • Sul terzo punto il concetto era che i miei figli sono un problema mio in termini di soldi e non suo per cui a lui dei miei figli, in questi termini, non gliene frega niente. E anche questo è assai opinabile. A me interesserebbe dei miei nipoti e pese mai ne avrò, per quello che potrò, lascerò loro volentieri tutto quello che avrò

Detto questo ho pensato molto al rapporto che ho con mio padre e a quanto io lo vedi stronzo. Ma è davvero così stronzo come lo vedo io? O c'è comunque del buono che viene seppellito sotto a un mare di melma che butta lui e magari butto pure io? Ve la do io la risposta: del buono c'è. Forse perché mi sono focalizzata sul padre che vorrei invece che sul padre che mi sono cuccata, forse perché il suo carattere profondamente egoista e chiuso non si accoppia bene con l'affetto che un riferimento paterno dovrebbe avere, non so. Ad esempio qualche giorno fa mi ha chiesto se potrebbe venire a vedere una mia partita di pallavolo e badate bene: non l'ha fatto per riconciliazione perché per lui è tutto a posto, come sempre. E allora le domande fioccano spontanee: sono io che pretendo troppo e lui che mi da troppo poco a farmi vedere tutto nero? Qual'è la vera realtà dei fatti? Io credo sia impossibile da sapere, credo che bene o male la verità stia nel mezzo ma che comunque penda decisamente più dalla mia parte. Fatto sta che ho deciso di vivermi questa nuova fase semplicemente essendo me stessa, e vi assicuro che di semplice non c'è nulla.

Nonostante tutto quello che è successo la sua compagna mi piace? Sì, mi piace. Finalmente ha una donna che mi prende in considerazione, cosa che non è mai successa con le sue precedenti compagne. Forse perché è mamma anche lei, non so, fatto sta che mi piace e sono contenta che si sposti con lei.

Nonostante tutto quello che è successo mi farebbe piacere andare al suo matrimonio? Sì, mi farebbe piacere. E quando Mr D. questa mattina mi ha chiesto perché ci andrò io gli ho risposto semplicemente “Perché mi fa piacere e io sono così, non sono come lui, non sono stronza e non agisco per ripicca. Mi fa piacere per cui ci vado”

Nonostante tutto quello che è successo mi comporterò come se nulla fosse successo ma non perché occorre reprimere i miei sentimenti ma perché ho superato questa cosa, ho accettato quello che mi è stato detto e ho deciso io di continuare su questa strada.

So che non è semplice cogliere tutte le sfumature leggendo un blog, perché molto di quello che scrivo è ovviamente buttato giù in momenti delicati, momenti in cui tutto questo è più uno sfogo che altro, ma sono comunque contenta che ci sia chi mi legge e mi può conoscere sotto il mio unico punto di vista. Datemi della scema, dell'ingenua, della stupida, della cogliona. Poco mi importa. Io so che in questa situazione la cosa migliore che io possa fare per me è stare bene, e non starei bene se chiudessi le porte, non starei bene se non andassi al matrimonio, e non starei bene a starmene zitta in un angolo a subìre ancora e ancora: quello che posso fare per stare bene è semplicemente essere me stessa, in pace con me stessa, senza abbassare più la testa.

martedì 29 novembre 2022

Il significato dei sogni

Tutti noi sogniamo ma molti di noi non si ricordano assolutamente di quanto è avvenuto nelle loro menti durante la notte. Io purtroppo (o per fortuna, chissà) non sono certo una di quelle persone. Dico purtroppo perché è davvero molto molto raro per me fare dei bei sogni. I miei sogni sono sempre pesanti, a volte incubi a volte lì sulla soglia, carichi di significati neanche troppo nascosti che mi fanno svegliare ogni due ore (ogni due ore tutte le notti, sempre) con il cuore pesante e impazzito dai battiti accelerati. Da anni va avanti così, è così tanto tempo che neanche mi ricordo com'è passare una notte tranquilla. I miei sogni partono tutti o da casa di mio padre o da casa di mia madre. Mai, e dico mai, da casa mia. Prima di andare in terapia le mie notti erano popolate da un unico grande sogno: un uragano che arrivava, io che mi barricavo in casa premurandomi di chiudere tutto, anche le più piccole fessure. Si risolse dopo due anni di terapia con un sogno finale in cui l'uragano arrivava, io non mi chiudevo dentro e alla fine l'uragano neanche toccava la mia casa, lasciandomi con un tramonto mozzafiato che ancora ricordo. Da allora gli uragani non sono più tornati. Dopo l'uragano tuttavia un altro sogno si è fatto strada prendendo ora la totalità delle mie notti: la fuga. Come sempre lo scenario è a casa di mio padre o di mia madre. Da lì scappo, inseguita da dei terroristi, serial killer, e chi più ne ha più ne metta. Passo le mie notti a correre e a scappare e ovviamente mi sveglio più stanca di prima. Questa notte, ad esempio, ero a casa di mio padre quando una valanga stava per distruggere tutto. Per salvarmi ho iniziato a correre ma ho preferito poi fermarmi per salvare una donna obesa (sì esatto, come mia madre) che aveva in braccio una neonata (guarda un po'). Me le sono prese entrambe in braccio, facendo comprensibilmente una fatica porca, e ho iniziato ad arrancare per salvare tutte e tre (scappando dalla casa di mio padre). E questo è solo uno dei sogni di questa notte. E vi assicuro che passo le mie giornate e in particolare le mie serate in tutta tranquillità. Non abbiamo la tv per cui non la guardo, quando ho del tempo libero leggo. E la sera metto a letto i cinnazzi, sistemo la casa quando ne ho voglia, e poi alle 21,30 son già sotto le coperte a leggermi libri di autobiografie di personaggi storici. Non è che mi guardo fantafilm sanguinolenti o altro. Posso dire una cosa? Io sono stanca e vorrei tanto tanto tanto tanto tanto, per una volta, riposare davvero.

mercoledì 16 novembre 2022

DCA vs Sanità mentale

Ho preso 10 chili.

No, ho 10 chili in più rispetto al mio ideale su me stessa.

Ho preso 7 chili.

No. Ho 7 chili in più rispetto a quello che ritengo essere l'equilibrio per sentirmi meglio.

Ho preso 4 chili.

No. Ho 4 chili che sforano la soglia mentale dei 60.

Ho preso 2 chili.

No. Ho 2 chili in più rispetto al prima della terza gravidanza.

Sono grassa.

No. Non sono grassa sono normopeso.

Mi faccio schifo.

Sì, mi faccio schifo.

Mi metto a dieta subito.

Tanto non ce la faccio a mettermi a dieta perché poi ci ricasco e il DCA prende il sopravvento.

Mi faccio schifo.

Sì, ma potrei anche provare ad accettarmi così come sono.

Mi faccio schifo.

In effetti ci provo da tutta una vita ma non ci riesco, però sto facendo piccoli progressi.