mercoledì 30 aprile 2014

2885

2885 sono esattamente i giorni che ci ho messo a convincere mio marito che fa anche bene mangiare la pasta integrale, fa bene anche integrare con altre tipologie di cereali, che non fa bene mangiare la carne tutti i giorni o annegare le verdure nell'olio o bere tutte le mattine latte e latte e latte.
2885 sono esattamente i giorni che ci ho messo per ottenere da mio marito una stretta di mano e la liberta' di servire a tavola seitan, kamut, farro, orzo e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Queste sono le vere conquiste della vita.

martedì 29 aprile 2014


'Maaaaaaamma? Il mio fidanzatino mi ha detto che ti vuole uccidere'
Come? Di già?  O_O
'

lunedì 28 aprile 2014

Ok, lo ammetto, faccio outing


Devo proprio essere impazzita. Ma non una di quelle pazzie pazzesche e con un filo logico di senso. Devo essere impazzita e basta. Devo essere impazzita nel momento in cui, con le mani nella pasta, ho capito che non ce la potevo fare. Cioe' non e' una metafora eh, le mani le avevo proprio nella pasta. Perche' impastare tutto per quattro persone, fare tutto in casa fra pane, dolci e dolciumi e chi piu' ne ha piu' ne metta, assicuro essere una bella gara dura. E cosi' la pazzia. Ho preso la macchina, ho guidato, sono entrata, ho preso, ho strisciato, ho guidato, ho salito le scale a fatica, ho montato un enorme robot da cucina che neanche nei miei sogni piu' intimi mi permettevo di comperare. Ho speso quasi lo stipendio di un mese intero, non senza pungenti sensi di colpa. Ma poi, si sa, la mente femminile trova sempre qualche scappatoia. Le mie erano le seguenti:
  • ma non e' un acquisto per me, serve a tutta la famiglia
  • in fondo lo userei quasi quotidianamente per cui ammortizzero' il costo nel giro di pochissimo tempo
  • non mi compero mai niente, nessuna maglia, nessun jeans, niente di niente, ogni tanto ci sta
  • bla bla bla, bla bla, bla bla bla bla e anche a volte bla
Ma la giusta osservazione e' la seguente: FANCULO! ME LO MERITO E BASTA.

giovedì 24 aprile 2014

Di scenari horror


Ore 6.47 a.m.

“Mamma?”
“Mammaaaa?”
“MAMMAAAAAAAAAAAAAA”
“Mamma cacca.”

Ma porc....

“Mamma cacca mamma cacca mamma cacca” diceva l'angelica bambina mentre con una mano teneva il pannolino aperto e con l'altra immergeva ripetutamente il ditino in cio' che aveva appena dichiarato.

martedì 22 aprile 2014

Dilemma post-pasqua


Mipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipesomipesononmipeso. Mi peso. Apro un occhio. Apro l'altro occhio. Strabuzzo entrambi gli occhi.
Ecco a voi una delle poche donne occidentali che perde peso dopo giorni e giorni di lauti pranzi pasquali.

martedì 15 aprile 2014

Al momento opportuno


Ci sono momenti, nella vita, nei quali tutto si incastra alla perfezione, cosa che in alcuni casi non dovrebbe accadere. Come ad esempio due sere fa, quando Mr D. e' sceso sotto casa diretto verso il distributore di preservativi in ciabatte e pantaloncini. Ha guardato a destra, a guardato a sinistra. Nessuno. Si e' avvicinato al distributore. Ha guardato a destra, ha guardato a sinistra. Nessuno. Ha infilato i soldi, ha guardato a destra, ha guardato a sinistra. Nessuno. Si e' concentrato, ha scelto, ha premuto e “Ingegnere buonasera”. Beh, ovvio.

domenica 13 aprile 2014


Festeggiate con me. Oggi, lunedi' 14 aprile 2014 e'il mio primo giorno di lavoro a tempo indeterminato di tutta la mia vita.
Pro sit.

venerdì 11 aprile 2014

Di sogni da ringraziare lo Psicocoso


Vivevo all'interno di un collegio femminile nel quale non ci facevano uscire. Vigeva una sorta di regime di terrore e appena una di noi facevaq ualcosa che non andava fatto, suonava una sirena e a tutte le finestre e alle porta veniva calata un'inferriata in modo che nessuna potesse scappare. Ad un certo punto scatta la sirena, tutte iniziano a correre, le inferriate scendono e io mi ritrovo in un corridoio con le inferriate alle finestre. Cerco di forzarne una che dava su un altro corridoio e mi rendo conto che in realta' non sono cosi' solide, riesco a piegarla. Passo attraverso questa finestra-porta vetri e vado subito verso quella che porta all'esterno. Anche questa e' molto semplice da forzare ed esco all'aperto in uno splendido prato in una giornata di sole. A questo punto vedo le ragazze che sono rimaste dentro e apro un portone. Una ragazza sulla soglia esita ad uscire dicendo: Ma non si puo', non dovremmo. Un'altra invece la guarda e sorridendo le dice qualcosa come: Chissenefrega siamo libere. E cosi' escono tutte e mi ritrovo un prato pieno di ragazze che ridono, urlano Urra' e scherzano.
La cosa ancora piu' bella e' che comunque all'interno di questo edificio, nonostante il clima fosse invivibile, il posto era soleggiato e tutto bianco, con delle ampie finestre verso l'esterno.
Credo sia un sogno meraviglioso per il percorso che sto affrontando.
Ok, lo Psicocoso mi vorra' pure uccidere, ma tutto sommato mi sta anche aiutando.

giovedì 10 aprile 2014

Lo Psicocoso prima o poi mi uccidera'


“Ah, cosi' tende a non ascoltare e a interrompere gli altri? Il motivo e' molto semplice. Questo atteggiamento e' tipico di persone che, da piccoli, non sono stati ascoltati ne' capiti per cui da grandi, inconsciamente, tendono a voler condividere la propria esperienza nella speranza che l'altro le ascolto veramente”
Ok. Sparami.

mercoledì 9 aprile 2014

Uragani a forma di bambino


Due giorni fa mi sono recata dalla pediatra con entrambe le mie figliolette adorate le quali, dopo tre quarti d'ora di attesa, si sono tramutate in due diavoletti pestiferi spargiguai. In sala ad aspettare c'eravamo noi e una famiglia speculare: mamma, due bimbe bene o male della stessa eta' delle mie le quali, educatamente, stavano sedute in silenzio a leggere dei libri, ognuna nel proprio posto, ognuna con una tranquillita' serafica che io non conosco neanche nei miei piu' profondi desideri. Le mie invece erano un tantiniiiiiiino differenti: La PimpantePiccolaPeste prendeva libri ogni tre per due, tirava la sedia rumorosamente per sistemarsi, tirava lo sgabello rumorosamente per sistemarsi i piedi, litigava con la sorella in quale posto sedersi, si sedeva e iniziava a inventarsi una lettura ad alta voce. La PiccoladiCasa invece lanciava. Lanciava giochi, lanciava cuscini, lanciava qualsiasi cosa si trovasse per le mani. Andava avanti e indietro dal bagno esclamando Cacca ogni tre per due anche se in realta' cacca non era e smontava le tende dell'ambulatorio. Io avevo i gomiti appoggiati alle ginocchia e il viso appoggiato sulle mani, con un mal di testa da paura. Quando sono entrata dalla pediatra dovevo avere un'aria alquanto spettinata perche' ho sentito esclamare a quella donna tutta d'un pezzo: "Signora, la vedo vagamente esaurita". Ci stia lei con due uragani ad aspettare tre quarti d'ora in una sala grande come uno sgabuzzo, e vediamo di nascosto l'effetto che fa.

venerdì 4 aprile 2014

Dove sono? In nome del cielo dove sono!!


Ieri mi guardo allo specchio e strabuzzo gli occhi. Mi riguardo allo specchio, mi tocco i fianchi e ristrabuzzo gli occhi. Mi calo le braghe, mi guardo allo specchio e sospiro. Sono ancora li'. Sara' colpa dei jeans larghi, sara' merito della palestra, ma le mie stramaledette coulotte de cheval, vestita cosi', sembrano scomparse ma non lo sono. Prima il panico da colei che non vede cio' che esiste, poi la gioia fugace del momento fugace prima del calo braghe fugace.
Ora attendo il momento in cui quando le calero' non le vedro' definitivamente piu'. E ora, visto che e' la prima volta che mi succede in quasi 33 anni, vado a festeggiare il mio piccolo, personale, enorme traguardo.

giovedì 3 aprile 2014

Ascoltare – ascoltarsi


Credo sia uno dei verbi piu' diffusi ma anche piu' difficili da mettere in pratica. Io per prima mi sono resa conto che quando si tratta di ascoltare gli altri tendo sempre a interrompere, a voler dire la mia prima che abbiano finito e a voler parlare dell'esperienza vissuta da me in prima persona nella speranza che possa essere utile a chi mi sta di fronte. Ma non sarebbe piu' utile invece riuscire a chiudere la bocca e ad aprire le orecchie? Mi sono trovata, oggi, ad ascoltare una persona di fronte a me e per la prima volta mi sono resa conto che non stavo ascoltando. Si stavo capendo quello che mi si diceva ma avevo sempre la parola pronta, ero sempre li', come un seguigio impazzito e impaziente. Un atteggiamento che mi avrebbe dato non poco fastidio se mi fossi trovata dall'altra parte. In fondo, il primo passo e' rendersene conto.

mercoledì 2 aprile 2014

Fetta biscottata


La mia famiglia e' particolare, e' una sorta di famiglia alla Beautiful dove, grazie al cielo, ancora non si e' definita una Brooke in particolare. Fatto sta che, per farla breve, in tutta la mia famiglia c'e' solo un matrimonio ancora in piedi: quello mio e di Mr D.. Tutti gli altri, in un modo o nell'altro, sono naufragati. I primi furono i miei nonni materni, il grande capo mise incinta mia nonna, scappo', torno', la sposo' e poi scappo' di nuovo con il circo sparendo per sempre. Mia nonna materna si mise insieme ad un uomo e fece l'amante per circa sessantacinque anni. La moglie di lui ancora non sa nulla. Mia zia paterna e' stata insieme a mio zio per trentacinque anni, hanno figliato due volte, si sono separati e lui si e' messo insieme alla sorella della sua ex moglie, l'altra mia zia. Tralasciando la confusione dei cugini che si trovano ad avere uno ziopadre e una mammazia e tralasciando il problema di spiegarlo alla mia novantenne nonna, la novita' e' che i due suddetti zii senza dir niente a nessuno si sono trasferiti in Puglia due giorni fa. Mio padre, dopo aver lasciato mia madre con una figlioletta di tre anni, si e' risposato in California, senza dir niente a nessuno, con una donna discutibilmente simpatica. Ha divorziato, si e' messo insieme ad un'altra donna decisamente piu' giovane di lei e ora stanno scadendo i fatidici otto anni oltre i quali mio padre non riesce proprio ad andare. Il tutto mi ricorda inevitabilmente una fetta-famiglia biscottata che si sbriciola con un nonnulla. E poi ci siamo io e Mr D.. Io, con la paura fottuta che tutto vada a puttane vista la mia appena citata situazione, lui pascia' tranquillo con una storia familiare cosi' solida da far invidia al monte Everest. Una cosa pero' la so: sono cosi' terrorizzata da quello che potrebbe sbriciolarsi che faccio tutto quello che e' in mio potere in modo che non possa accadere nulla di male alla famiglia che ho scelto e che mi sono costruita. E Beautiful, lasciatemelo dire, mi fa una cippa!

martedì 1 aprile 2014

Di scomode domande


'Mamma? Ma come si fanno i bambini?'
'Beh, amore, dentro alla pancia della mamma c'e' un ovetto e il papa' ci mette dentro un semino. Insieme formano un piccolo bimbo che cresce, cresce, cresce. Prima si formagno le manine, poi i piedini, poi gli occhi, poi...'
'Si, si mamma, la storia del bimbo che cresce me la racconti sempre ma non mi dici mai COME il papa' mette il semino dentro la mamma'
Argh.