Sabato mi sono svegliata che tutto sommato pensavo peggio. Mi sono preparata, ho aspettato mia madre e insieme siamo andate agli uffici del cimitero. Mentre lei aspettava in macchina e io sbrigavo la trafila per avere le ceneri, mi sentivo tutto sommato serena e in pace. Ed ero contenta di sentirmi così. Ma appena l'addetta mi ha consegnato la nonna dentro a un'urna nera, ho ringraziato con la voce rotta, ho fatto i tre passi che mi separavano dalla porta e poi fuori mi sono accasciata piangendo come una disperata (per fortuna non c'era nessuno). Era come avercela di nuovo lì con me e poterla abbracciare per un'ultima volta. Dio quanto mi manca. Cingevo l'urna con le braccia mentre me la premevo stretta stretta contro la pancia. Non la volevo lasciare andare. Non so per quanto tempo io sia rimasta così, in ogni caso non per molto visto che dovevo andare da mia mamma che aspettava quieta in macchina. Abbiamo pianto insieme e poi via verso la destinazione finale. In macchina non riuscivo a staccarmela dalla pancia, mi dava un senso di sicurezza, di solidità, di Tutto. Arrivati sul posto mamma è stata in macchina mentre io sono scesa a fare quello che dovevo fare. Pensavo sarebbe stato più difficile, pensavo sarebbe stato più doloroso. E invece è stato quasi bello. Memore di quello che successe con l'altra nonna, che su decisione dei suoi figli venne sparsa in un terreno e quindi una volta aperto il sacchetto PLUF, lì, per terra, la nonna per terra, io ho scelto l'acqua. No, non l'acqua di mare che anche quella potrebbe fare l'effetto PLUF, ma l'acqua del fiume che scorre, il fiume di fianco alla nostra vecchia casa, quella in cui con lei sono vissuta finché le nostre strade hanno preso vie diverse. Le ceneri erano bianche bianche, come la neve, e la corrente forte e sicura. L'acqua l'ha portata via da me, ma in modo dolce, determinato, definitivo. Le ho detto addio, di nuovo, in un momento intimo solo nostro che ricorderò per sempre. Mi manca tanto.
lunedì 29 maggio 2023
venerdì 26 maggio 2023
Domani
Oggi mi sento come il giorno prima del funerale. Non volevo farlo, non volevo affrontare la giornata che sarebbe venuta. Ma non è come quando non hai voglia di fare una cosa. E' una sorta di negazione totale e profonda che fatico a spiegare. Domani devo andare a prendere le ceneri e spargerle. E mi sento esattamente così.
mercoledì 24 maggio 2023
Il mio non-giorno di ferie
Ieri avevo l'ultimo giorno di recupero ore che significa una mezza giornata di ferie senza figli. Era partito benissimo, avevo anche trovato una mezz'oretta per andare a correre, poi di nuovo è precipitato tutto. Il marito di mia madre non stava bene per cui di nuovo ambulanza, di nuovo pronto soccorso, di nuovo ospedale. In tutto questo trambusto, che vi tralascio nei particolari, ieri si è affacciata in me un'altra nuova, pesante, terrificante, preoccupazione che ancora in questi mesi non era emersa. Mia mamma è sempre stata una persona “dipendente” emotivamente, molto ansiosa, e tendenzialmente “debole”. Ha sempre vissuto con qualcuno e non è mai stata sola. Prima vivevamo io, lei e nonna. Poi è andata a convivere con suo marito mentre io sono rimasta con nonna. Poi quando io mi sono accasata, la nonna è andata a vivere con loro tre. In questi mesi, in questi anni, quando uno dei tre stava male lei aveva sempre qualcuno da cui tornare. Quando suo marito veniva ricoverato, quando lei tornava a casa, aveva sempre e comunque la nonna a farle compagnia. Ora no. Ora è sola. Per il momento c'è ancora lui ma la sentenza sappiamo quale sia e io ho il terrore che rimanga da sola perché lei non ce la farebbe, io lo so. Ieri sera, mentre discutevo con lei sul da farsi, si è rifiutata di tornare a casa. Col marito in ospedale e io che stavo tornando a casa a cucinare per la famiglia, lei è voluta rimanere lì (e ha passato la notte lì) sia per stare accanto a lui ma anche perché da sola a casa lei non ci vuole stare, non ce la fa. Le ho proposto di venire da noi, tanto io posso passare anche le notti sul divano, non è che muoio, ma non ha voluto. E allora quando capiterà, perché purtroppo capiterà, come farà? E come farò io? Potrò passare qualche notte con lei, ma il pensiero di saperla completamente sola, lei che emotivamente non ce la fa, mi fa sentire di merda. Di merda merda merda merda. E non c'è soluzione.
domenica 21 maggio 2023
Negazione
Sono passati ormai venti giorni e in questi venti giorni ho attraversato tanti di quei sentimenti, tante di quelle fasi, che fatico anche solo a parlarne. Nell'ultimo periodo, tuttavia, sono in una fase di totale negazione, come se NO. Quando c'è qualcosa che mi ci fa pensare, anche solo un accenno di pensiero, c'è una parte di me molto nitida, forte e netta, che stronca tutto, che respinge al mittente e mi impedisce di “stare” lì dove una parte di me invece vorrebbe arrivare. Non è semplice da spiegare, credo che sia abbastanza normale anche se non posso saperlo con certezza, fatto sta che è una sensazione strana, quasi un limbo, che non mi piace per niente perché è come se non riuscissi ad affrontare la realtà. Continuo a ripetermi di dare tempo al tempo ma è una vocina un po' troppo saggia e gracile che non riesco ad ascoltare.
lunedì 8 maggio 2023
Non esiste dolore più grande
Il 3 maggio alle ore 10,05 il mio mondo è crollato. Di tutti i nonni che in questo periodo ci fanno preoccupare per la loro salute, lei era l'unica che stava bene. Non ero pronta. Non sono pronta. E' morta così, da un momento all'altro e io mi sono ritrovata improvvisamente sola. Siamo sempre state insieme, io e lei, perché mi ha fatto da mamma, da nonna e da papà. Ve ne avevo parlato spesso, qualcuno forse ricorderà questo post che spiega in poche righe quanto amore ci fosse fra noi. Da quando sono nata a qualche giorno fa, la sua presenza nella mia vita è sempre stata lì, e la mancanza, la tristezza, il dolore, sono qualcosa di difficilmente esprimibile a parole. Perché in vita mia non ho mai provato un dolore più immenso, più straziante, più profondo, più penetrante. E io, adesso, non so come fare. Mia mamma è rimasta fedele a sé stessa, completamente in palla per riuscire a occuparsi di quello che stava succedendo e così, come è sempre stato, ho preso in mano io le redini del nostro trio. Ho fatto tutto, tutto, tutto io. Dalle scelte più piccole e banali a quelle più mastodontiche e quasi irreali mentre cercavo disperatamente di non impazzire io e di preservare mia madre dalla realtà. Ho già sgomberato tutto. Mia mamma vuole dare via tutto, io non voglio dare via niente. Le è presa così, a lei, e non si può di certo puntarle il dito contro perché a ognuno il lutto prende in modo diverso. Io invece mi sono portata a casa qualsiasi cosa, anche i suoi pacchetti di sigarette sebbene io odi il fumo. Ma ieri, dopo aver passato una giornata infernale fatta di funerale e dolore, mentre guardavo il soffitto cercando un sonno che tardava a venire, ho capito il perché: non voglio dare via nulla perché non riesco, o non voglio, lasciarla andare. Non ce la faccio. Ieri sera poi è sopraggiunto un nuovo sentimento che ancora in questa settimana non si era mai affacciato: la tristezza. Ma non una tristezza normale. Fino a ieri tutto era un dolore lancinante, assurdo, al limite dell'umana sopportazione. Ma da ieri si è insinuata anche questa tristezza cupa, profondamente oceanica, un peso in mezzo al petto che mi chiedo se mai se ne andrà.
Il mio mondo è crollato. E la mia vita non sarà più la stessa.
lunedì 1 maggio 2023
Coi suoi occhi
Nonostante il tempo allucinante fatto di pioggia e vento forte, il fine settimana lungo è stata un'ottima occasione per fare il mio cambio armadio. Che poi... cambio armadio... La mia roba estiva entra tutta in un unico cassetto (giuro) per cui non è che io abbia poi molto da fare. Ho tirato fuori le mie cose, me le sono provate, ed eccolollllì il mio senso di schifo e di disgusto per me stessa. Ho messo su un paio di chiletti dopo il terzo figlio, e già a inizio gravidanza ero sopra il mio standard di accettabilità. Ora, vedendomi con la roba estiva, vedendo qualche rotolino che non ho mai avuto mi è presa malissimo. MI guardavo e mi disgustavo, mi guardavo e mi disgustavo. Avevo un paio di pantaloni slarghi neri e una maglietta nera con dei ricami indiani giallo-dorati. Niente di che. Mentre mi disgustavo sempre di più, fa capolino dalla porta un piccolo Birullulo che mi guarda, spalanca la bocca in modo quasi innaturale e esclama: “Wooooooooooooooooow!!! Mamma bella!”. Non aveva mai usato questa espressione. Mai. E niente, va bene così.