Quando mi sono ritrovata in mezzo allo sciopero di Ryanair, in mezzo al caos di gente che da due giorni cercava di tornare in Italia e non ci riusciva, in mezzo a uomini arrabbiate, bambini urlanti, nonnini stanchi, ho pensato che in fondo se il mio volo fosse stato cancellato le opzioni sarebbero potute essere due: o prendere e tornarmene a casa della mia amica, farci una bella dormita sopra e tornare a farmi una bella corsetta alla Città della Scienza il giorno dopo in attesa che lo sciopero passasse, oppure visto che già ero in aeroporto prendere un volo per una qualsiasi città europea. Avevo scelto Parigi, avevo già visto gli orari. Dopo tre ore di attesa, un panino al formaggio alquanto discutibile, la schiena incriccata e la palpebra calante ci hanno imbarcato e ci hanno riportato a Bologna. Gente che aspettava da giorni di tornare a casa e io, che non ne avevo mezza voglia, sono riuscita a tornare senza troppi intoppi. Vabbeh. Mi son fatta due orette di sonno (dalle 5 alle 7 della mattina) e poi via a lavorare dove hanno deciso di iniziare i lavori al manto stradale e l'aria condizionata non funziona. Molto bene. Quando son tornata a casa, più morta che viva, vengo sorpresa dalla telefonata del nido, telefonata in cui mi si comunica che Birullulo si è preso la simpatica bocca-mani-piedi. Cinno nervoso, dolorante, piangente, strippante. Molto bene. Arrivo a stento a sera quando mio suocero si sente male per una colica renale. Ambulanza. Caos totale. Molto bene. Allora io dico: se l'Universo mi voleva far pagare tre giorni di relax poteva scegliere un metodo un pochino più soft per comunicarmelo. O no?
mercoledì 29 giugno 2022
giovedì 23 giugno 2022
Meglio tardi che mai
Sono giorni molto incasinati questi. Giorni in cui si incastrano esami di terza media, feste di compleanni di varie figlie, feste di fine anno di varie scuole di vari figli, feste di campi estivi e chi più ne ha più ne metta e quindi non è facile riuscire per me a trovare anche solo cinque minuti per buttare giù due righe. Ma una cosa la voglio dire, una cosa bella e importante. Da quindici anni a questa parte, ovvero da quando sono rimasta incinta di Primogenita, è successo una volta sola che io sia andata via per conto mio due giorni. Una volta sola in quindici anni e ancora me la ricordo come un'esperienza leggera e meravigliosa. E poi dai... Roma... ma quanto è meravigliosa Roma. Tutto nacque da uno sbruzzo di Mr D. che da un giorno all'altro mi disse che se ne sarebbe andato via con degli amici per il fine settimana. Pensai: e io? Perchè io dovrei rimanere a casa da sola coi figli? E così prenotai il treno e via. Una decina di giorni fa è successa la stessa identica cosa: Mr D. dichiara che se ne sarebbe andato il fine settimana del 18. Io oltre a dover lavorare il sabato sarei dovuta rimanere a casa con la figliolanza. E io? Perché non dovrei anche io fare la stessa cosa? Ebbene ho aperto il computer, ho cliccato e ho comprato un volo andata e ritorno per Valencia (ovviamente non nel suo stesso fine settimana in quanto Birullulo è ancora piccolino per rimanere coi nonni). Perché Valencia? Perché volevo andarci a marzo 2020, avevo già scelto il fine settimana adatto e poi BOOM: pandemia + pancia ripiena. E allora io me ne vado adesso, con due anni di ritardo. Parto domani e torno (forse) domenica. Il forse è dovuto al simpatico sciopero generale che la compagnia aerea ha deciso di indire per sei giorni di seguito in Spagna ma ormai i biglietti son comprati, non sono rimborsabili, e col cavolappio che rimango a Bologna. Non sarà sicuramente la stessa cosa rispetto a Roma perché no, non sarò completamente sola. Ho un'amica che vive là e che ha già pensato a tutto anche se più volte le ho detto che starei volentieri anche da sola visto che da sola non ci sto mai. Sarà più divertente, più stancante, più matto. Sarà diverso. Ma sarà bellissimo. Devo solo focalizzarmi sul presente e non pensare a quanto mi mancheranno gli occhioni da cerbiatto neri e profondi di tutti i miei figli.
lunedì 20 giugno 2022
Neologismi sbibulinici
“Ah, mamma! Guarda quanti soldi ho fatto col mercatino!”
“Eh si, sei stata molto brava!”
“Vero? Sì sì. Son proprio soldisfatta”
“Ehm... Sbibu... si dice soddisfatta”
“No, soLDisfatta ,mamma. La parola deriva da SOLDI. Eh. Scusa eh”
Inattaccabile
giovedì 16 giugno 2022
La mia giornata tipo
Ecco a voi la mia giornata tipo, la giornata di una mamma di tre figli, che non ha la macchina e si muove solo in bici e che, per non impazzire, si ricava anche del tempo per fare sport.
E poi, cogliona come sono, a volte mi chiedo come mai io mi senta così stanca...
mercoledì 15 giugno 2022
E son 14
A te, che mi ha insegnato il significato di Vero Amore. Auguri con tutto il mio piccolo, dolce, stracolmo cuore. Ti amo.
lunedì 13 giugno 2022
Dialogo con una adolescente
“Esci?”
“Sì... boh...”
“Ma a che ora esci?
“Boh”
“Ma prendi la bici?”
“Boh sì boh”
Molto bene.
mercoledì 8 giugno 2022
Ironia sbibulinica
“Ci vedi meglio coi nuovi occhiali, Sbibulì?”
“Si papà, vedo più rughe sulla tua faccia”
martedì 7 giugno 2022
Conversazioni auliche della famiglia spettinata che si sposta in macchina
“Papà! Papà sbrigati che ho la pipì!”
“E io ho una gran nausea”
“Papà? DAI!! Mi faccio la pipì addosso!”
“E io vomito!
“E allora io cago!”
domenica 5 giugno 2022
Latito latito mica faccio un illecito
In questi giorni ammetto di avere latitato e non aver scritto nel blog quanto avrei voluto. Non per mancanza di argomenti, figuriamoci, ma per la quotidianità complicata che ultimamente sto vivendo (a volte, diciamocelo, “subendo”). Il lavoro come ho scritto tempo fa non va benissimo. C'è aria di liquidazione, ci hanno ridotto le ore e lo stipendio e facendo la stessa mole di lavoro di prima, solo con meno ore, le persone tendono a lavarsi le mani un po' di tutto, a delegare cose indelegabili e ad essere nervosissime per qualsiasi cosa. A casa le cose non vanno molto meglio. Come è normale che sia, ogni nuova nascita comporta la ridefinizione degli equilibri familiari. Io e Mr D. siamo molto molto diversi, siamo davvero opposti e non è di certo una novità. Quando si piazza un neonato nella nostra vita dobbiamo faticosamente ricominciare da capo per trovare una nostra dimensione. E così abbiamo ricominciato a discutere sempre sulle solite cose inerente al new born (eh sì, perché anche se ci siamo già passati altre due volte pare che non ci sia servito molto da lezione) e la tensione casalinga è palese (come l'amore del resto eh). E' un continuo di critiche da parte sua e malumore da parte mia. Se condiamo il tutto col fatto che tutte le attività sportive che mi servivano da svago (eccetto la corsa) si siano interrotte a causa della chiusura delle palestre e che col trio non suono più perché uno di noi tre ha deciso di andarsene, beh, si può capire come sia tutto molto molto faticoso ultimamente. E' un periodo eh, lo so, e passerà ma è comunque molto molto molto faticoso.
