Ieri mi è stato chiesto quale insegnamento cerco più spesso di inculcare nella testolina dei miei figli e non mi ci è voluto molto per rispondere. In realtà sono due le cose in cui credo profondamente, la seconda è che non tutti i mali vengono per nuocere, ma di questo ne avevo già parlato tempo fa in un lungo post. Per spiegare il sommo insegnamento faccio sempre lo stesso esempio: al lavoro mi capitava spesso di venire a contatto con due o tre persone (sempre le stesse in realtà) che neanche salutavano, e io rispondevo sempre sempre sempre allo stesso modo:
Driiiiiin
“Pronto S.T. Buongiorno sono Spetti”
“Oh mi serve questa cosa”
“Buongiorno C., come stai?”
“... … ...”
“Stai bene? Spero tu stia bene”
“... … Ah... ah sì... sì sì sto bene... ... e tu?”
“Tutto bene grazie. Dimmi pure”
Ora tutte quelle persone che facevano così, tutte, appena rispondo mi chiedono come sto, facciamo due chiacchiere per sapere se va tutto bene e con gentilezza mi chiedono quello per cui mi avevano chiamato. Il vero insegnamento dunque, quello che cerco di passare ai miei figli anche e soprattutto con l'esempio è: La gentilezza paga. Sempre. E' dannatamente, profondamente, sempiternamente vero. Magari non paga nell'immediato, magari non paga con la persona alla quale si è offerta, ma paga, paga sempre e comunque. E' vero. Sappiatelo.
Io sono in fissa con la sincerità...
RispondiEliminaAnche io a dire il vero ma purtroppo l'insegnamento della sincerità è passato con la prima, ma con la seconda non funziona nulla. Anzi, se hai qualche suggerimento lo ascolto volentieri :(
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