venerdì 26 novembre 2021

Lei

Venerdì scorso avrebbe compiuto 40 anni e invece non abbiamo potuto festeggiare insieme. La penso tutti i giorni. La penso quando gioco a pallavolo perché è con lei che ho iniziato e abbiamo fatto i primi campionati; la penso quando chiamo mio figlio ad alta voce perché anche lei aveva deciso di chiamare suo figlio come il mio; la penso quando corro perché mi viene il dubbio che magari uno sfogo sportivo l'avrebbe aiutata nei suoi momenti più bui; la penso di sera nelle mie preghiere; la penso di giorno mentre guardo Primogenita e Lollino, della stessa identica età dei suoi. Ma è nei miei momenti più bui che la penso con maggior intensità, purtroppo. La penso soprattutto quando non ce la faccio più, quando di notte mio figlio piange per la duecentesima volta e io vorrei semplicemente sprofondare o urlare fino allo svenimento; la penso quando sono così stanca da non aver la forza neanche di andare in bagno; la penso quando piango disperata perché è tutto troppo. La penso perché lei non ha retto a tutto questo. Lei non ha retto e ha deciso di farla finita. Lei non ce l'ha fatta. E questo terribile pensiero mi attanaglia il cuore in continuazione. Non è un bel pensiero e non mi aiuta affatto e un senso di profonda tristezza mi invade come un'ondata dalla quale è impossibile fuggire.

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