martedì 21 dicembre 2021

Il meccanismo Pollyanna

Nasce sempre da lì il mio problema principale: nella mia testolina tutto quello che faccio è il minimo che io possa fare. Non importa se tiro avanti una famiglia, una casa, tre figli, il lavoro, lo sport, la musica e mille altre cose. Quello è il minimo, è la base da cui partire. So solo io quante strigliate mi sono presa all'epoca dalla Psicocosa che continuava a ripetermi che in realtà quello che io considero il minimo dovrei considerarlo il massimo. Gira e rigira siamo sempre lì. Quando sto male guardo alla mia vita e penso di non aver nulla per cui lamentarmi, che va tutto bene, che sono fortunata, che in fondo non è che faccio poi tutto sto granché. Ecco come la vedo io normalmente e ricordo benissimo cosa mi diceva la Psicocosa e tutto il suo discorso Meccanismo Pollyanna (vedi post qui). Visto che ricordo qual'era stato il lavoro che mi aveva fatto fare la Psicocosa ecco che dovrei essere più obiettiva e dire:

  • Tre figli. Tre figli sono impegnativi, è inutile che io ci giri intorno. Sì sì è vero che la grande è grande e che è autonoma, ma è pur sempre un impegno in termini psicologici, più che fisici. E' vero che la mezzana se la sgavagna da sola ma Sbibulina ha un carattere impegnativo, diverso in tutto e per tutto dalla sorella, e le sono costantemente dietro (caratterialmente parlando)per cercare di educarla come credo sia meglio per lei. Birullulo è vero che è sostanzialmente un bimbo buono, ma è molto molto impegnativo. Di giorno è un vulcano di energia e la maggior parte del tempo o piange perché non riesce a fare una cosa che si è messo in testa di fare o perché vuole che qualcuno stia con lui a giocare. Durante il pasto, che è sempre solo ed esclusivamente mia prerogativa anche se lascerei volentieri questa incombenza a qualche d'un altro (ma chissà perché nessuno mi aiuta mai) l'80% delle volte diventa un piccolo demone infuriato e cambiargli il pannolino dovrebbe essere considerato uno sport olimpico degno della lotta libera. Di notte va meglio ma comunque si sveglia sempre due o tre volte e capita che io passi anche un'ora e oltre nel lettino con lui perché non vuole che io me ne vada, ranicchiata a farmi tirare delle sberle in faccia alle 4 del mattino perché vuole accertare la presenza materna

  • Mr. D. è un ottimo papà, è un meraviglioso papà. E lo amo immensamente per questo. Lo amo e basta, l'ho sempre amato e continuo ad amarlo tantissimo. Ma è innegabile che con l'arrivo di Birullulo le cose siano di nuovo cambiate, l'intimità fra noi sia quasi sparita e i momenti per noi siano ridotti a zero. Questa è un po' una novità. Con la mia fortissima fobia di essere abbandonata ho sempre fatto in modo, con la nascita delle prime due, di trovare del tempo per noi, a costo di fare i salti mortali. A questo giro no, lo ammetto. Se da un lato è una cosa assai positiva (si può dire che la mia super paura dell'abbandono stia migliorando) dall'altro porta il fatto che ci siamo allontanati. So che è normale e che tutto rientrerà nei ranghi, ma la cosa mi pesa. E molto. E so anche che non è giusto che la responsabilità del nostro rapporto ricada solo su di me, ma per quanto Mr D. sia un papà molto affettuoso, non si può dire altrettanto come marito. Diciamocelo: come marito è un vero orso.

  • Il lavoro. E' vero che lavoro solo mezza giornata ma è anche vero che ultimamente non va per niente bene. Da un po' di tempo sono cambiati i vertici, è cambiata l'organizzazione interna radicalmente fino ad intaccare quello che era uno pseudo-equilibrio. Infine l'amministratore ha fatto cenno un paio di volte alla liquidazione e due settimane fa ha indetto una simpatica riunione con tutte noi (siamo in 4) per dirci che una di noi dovrebbe essere licenziata. Per il momento siamo riuscite a convincerlo a fare un contratto di solidarietà a tutte, riducendoci le ore e lo stipendio (che fra parentesi sarebbe un problema visto la mia situazione bancaria decisamente messa male) ma ho la netta e fondata sensazione che a primavera qualcuna se ne andrà. Io sono dentro da molto tempo, ho moltissime ferie arretrate e tanta maternità ancora non usufruita per cui è improbabile che sia io a perdere il posto, ma è innegabile che meno ore di lavoro con la stessa mole di cose da fare portino il caos. Se poi se ne andrà anche una di noi, il caos sarà ancora più catastrofico.

  • La casa. Casa mia è il caos, un caos che io cerco sempre di arginare mettendo a posto e pulendo il più possibile senza però arrivare ai nervi. E' vero che Mr D. ogni tanto mi aiuta, magari sparecchiando e facendo la lavastoviglie, è innegabile però che il 90% lo faccia io. Forse il 95%. E' un impegno non da poco, che si riduce a farmi schienare anche alle nove di sera quando non vorrei fare altro che spalmarmi sul divano e perdere i sensi

  • Lo sport. Lo sport è la mia valvola di sfogo, mi serve, mi piace e lo faccio almeno tre volte alla settimana. Ma se guardo bene in faccia a questa realtà, per poter fare sport e ricavarmi quell'oretta tolgo del tempo al relax, o meglio tolgo del tempo a fare le cose con più calma. Mi ammazzo per riuscire ad andare a correre, con il freddo e con il gelo, per poi passare il resto del giorno stanca e distrutta, magari col mal di testa, mentre cerco di portare avanti le cose che avrei dovuto fare quando ero in giro a correre. E perché faccio sport allora? Perché mi piace? Forse, ma forse rimane alla base una compensazione. E non va bene, non va affatto bene.

  • Mio padre. Sì sono fortunata ad avere ancora un papà, sono fortuna a non essere stata del tutto abbandonata da lui. Ma la realtà è che lui non si ricorda di me, non si ricorda di avere una figlia e quando lo sento per telefono io non esisto. Esempio? Settimana scorsa l'ho chiamato e gli ho detto di essere in attesa di un tampone perché sono stata un contatto stretto molto stretto di una persona positiva. Non mi ha neanche chiesto come stavo, mi ha semplicemente detto che aveva prenotato la terza dose. Fine. Grazie dell'interessamento papà. Ora si avvicina il Natale e neanche mi ha chiesto di vederci.

  • Mia madre e mia nonna. Io voglio bene tantissimo ad entrambe, mia madre mi sta dando davvero una mano un po' in qua e un po' in la ma è innegabile che entrambe siano delle persone estremamente ansiose, che mi chiamano duecento volte al giorno elencandomi tutti i loro mali del mondo come se stessero morendo da un momento all'altro. Dopo quarant'anni di allerte in cui non abbasso mai la guardia (metti caso che a sto giro stiano morendo davvero non me lo perdonerei) inizio ad essere stanchina

Spero di aver finito. Ma mica ne sono così sicura eh...

8 commenti:

  1. Hai fatto un'analisi dettagliata della tua situazione.

    Io ti lascio solo un consiglio, questo: riposati non appena puoi, e ripetiti "Sono in gamba, sono una persona in gamba, e ho diritto a volermi bene e a riposarmi invece che spingermi sempre al limite".

    (Per inciso: nei corsi di primo soccorso insegnano che la cosa essenziale è prima assicurarsi di essere in salvo sè stessi, e poi correre eventualmente ad aiutare altri. Quindi: prima devi venire tu, al massimo il tuo figlio piccolo, ma prima di lui ci sei tu.)

    Per quanto riguarda i tuoi equilibri famigliari e lavorativi, non voglio spingermi a giudicare (non ne ho il diritto né la competenza).

    Però mi sento di dire che per l'intimità di coppia non devi essere sempre tu a ritagliare tempo, ma anche lui. Idem per i figli, casa, ...: lui delega? Ok, ma allora deve contribuire in un altro modo. E se tu non ce la fai (e non perché sei incapace, ma perché è umanamente troppo per chiunque) allora deve pagarti un aiuto. (Giustifico questa mia affermazione col fatto che, se ho intuito giusto, lui fa un lavoro ben pagato... se non è così, allora deve compensare con il suo di impegno e tempo.)

    Sono sicura che non è facile cambiare un equilibrio/abitudine consolidata. Ma allora diventa troppo per te. Non è facile ma il mio consiglio è: se puoi torna dalla psicologa, lei ti saprà indirizzare. Tuo marito non dovrebbe negartelo. I figli "grandi" sopravviveranno, il figlio piccolo deve avere un po' di riguardo ma anche lui si dovrà adattare.

    Il fatto è che quando c'è uno stato di emergenza non si può mantenere tutto, bisogna dare priorità. Quindi (per come la vedo) dai priorità a te stessa. Non la devi vedere come incapacità, neanche come inettitudine: chiunque, sottolineo, sarebbe oberato nel tuo caso. Chi ha tre figli e lavoro e alti standard per la cura dei figli e della casa sarebbe in difficoltà, senza aiuti. Chi ti dà ad intendere il contrario mente.

    Scusa l'intromissione.
    Un abbraccio,

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    1. Non è molto facile, anche se mi rendo conto che hai perfettamente ragione. Innanzi tutto non è facile per me chiedere aiuto come carattere, sono una persona che se la cava da sola e se chiede aiuto è davvero perché ne ha molto molto bisogno. E quando lo chiedo e non arriva allora mi chiudo ancora più in me stessa e non lo chiedo più. Ci ho pensato molto in questi giorni per cercare di capire dove chiedere aiuto, ma non mi viene in mente molto. Ho pensato anche a un piano famigliare in cui ognuno fa qualcosa a seconda di uno schema ma guardandolo dall'esterno, applicato alla mia famiglia, non ce lo vedo molto. Ci sto pensando però, pensando davvero...

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    2. Lo capisco il fatto di non voler (o riuscire) a chiedere, anche io sono così. E quando l'aiuto tanto sperato (e dovuto!) non arriva è frustrante, oltre che a lasciarci in "emergenza".

      L'altra cosa è: specialmente i bambini (ma anche gli adulti) finché non vedono la "necessità" di aiutare, non aiutano. Ovvero: anche se farai il piano famigliare (che è un'ottima cosa in teoria) nessuno potrebbe contribuire.

      Io farei così: parla chiaro con tuo marito. E con i figli se è il caso. Digli (per esempio): "Non ce la faccio, ho estremamente bisogno di dormire. Finché la emergenza non è rientrata (e potrebbe durare diversi mesi o anni), io più di tot non faccio. Inoltre mi fa bene tornare agli appuntamenti con la psicologa. Marito e ragazze: adeguatevi. Siate felici di quanto avete avuto, non è nessuna rappresaglia o ripicca, devo mettermi al primo posto." Poi ti forzi di non fare nulla se non cose davvero necessarie per te.

      Il fatto è che finché tu ti sforzi a fare gli altri pensano "massì, ce la fa, se fosse stremata si fermerebbe". Non lo fanno per cattiveria ma perché sono abituati che tu fai tutto è li metti prima di te.

      Un abbraccio,

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    3. Sono le esatte parole che userei io da dire a una mia amica nella mia posizione, ma quando ci si è dentro non è facile come potrebbe sembrare vedendo il tutto dall'esterno. Io ho provato a parlargli ma non sembra davvero si renda conto del vero peso che ho...

      Grazie comunque di tutto <3

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  2. Io ho 3 figli di 10, 7 e quasi 4, mi sto per laureare nella magistrale di lingue e lavoro saltuariamente con lezioni di lingue, quando è nata la terza anche per noi il tempo di coppia è sparito, sia intimità sia dialogo, noi ci eravamo ridotti a chiamarci mentre lui era al lavoro e 2 su 3 a scuola e poter fare 2 parole, ci abbiamo molto riso sopra però..mentre la seconda ci ha dato una mazzata e io sono stata male e sono andata dalla psico per diversi mesi, con la terza abbiamo soprattutto sdrammatizzato tanto, adesso abbiamo 1 nuovo equilibrio ma la terza va all'asilo pure lei e in questi 2 anni di studio mi ha supportato tanto lui, mi ha spinto lui a finire il percorso lasciato a metà perché voglio tantissimo insegnare e spero di riuscirci da settembre in avanti. Casa nostra è un disastro sempre, sono 70 metri quindi pure piccola e il disorsine regna sovrano, pace e bene. Lui mai lamentato io faccio cosa posso e lui idem. Non vado a correre da un bel po" perché sono stremata e ho avuto febbre tosse bronchite passata dalla piccola, pace e bene. Sono molto più zen che con la seconda, va bene così. Sono 3 e hanno tanti impegni, il grande judo la mezza e la mini ginnastica artistica in giorni e orari diversi, corriamo tutti i pomeriggi, la mezza fa anche violino e il grande pianoforte. Ce lo diciamo ormai che annaspiamo ma va bene così ti ripeto, se qualcosa non è perfetto ci va bene lo stesso. Siamo felici loro 3 sono felici e fanno mille cose, se poi dividono uno spazio mini, se i soldi non bastano mai, se la casa è un casino...ma chi se ne frega. A un certo punto è sopravvivenza. Tornerò a correre dopo le feste, ma se lo scorso anno mi fissavo su tempi e distanze oggi penso solo al relax. Non perdere di vista ciò che conta, non è la casa non è la corsa fatta fino a stare male, sei tu. Devi stare bene, devi trovare un equilibrio. Mi rendo conto che hai delle problematiche serie, magari è ora di farti aiutare di nuovo.

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    1. Accidenti, grazie della condivisione. La cosa mi rincuora parecchio ma un po' mi lascia triste. Leggo che fate mille cose, che la tua casa è il caos e che il tempo della corsa lo hai trasformato in un tempo di relax e allora mi chiedo: perché io non riesco a viverla con questa serenità? Ieri sera mi sono ritrovata a piangere quando avevo ancora tutti e tre i figli svegli, ero stanca che sarei svenuta e avevo il gatto che, approfittando del fatto che nessuno aveva sparecchiato, era riuscito nell'impresa di rubare un pezzo di spiedino di pollo da un piatto abbandonato.

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    2. Ma io dormo, tu no. Guarda che fa tanto! Mi alzo alle 5 per studiare, ma alle 21:15 io sono al letto con tutti i figli. Li ho abituati a dormire presto e se non hanno sonno i 2 grandi leggono, ma se non dormo alle 21:30 come massimo poi non sto bene. Mi capitano ancora notti insonni e il giorno dopo sono una belva depressa e rabbiosa. I miei 3 hanno sempre dormito molto e bene già a 2/3 mesi, poi magari mi sveglio durante la notte una o due volte per latte/pipi e cose varie ma non è paragonabile al non dormire affatto. Cara tu sei un'eroina! Altro che! Fai tantissimo e sei bravissima, ma ancora non lo sai, forse la psico dovrebbe riprenderti un attimo là dove ti sei persa, io prima dei figli ho fatto un lungo ed estenuante percorso di 3 anni perché ero messa molto male, oggi sto bene, qualche ricaduta cosi lieve ma gestisco tutto..dopo la seconda però sono stata malissimo e sono tornata in terapia, 3 mesi mi sono bastati. Capisco bene le ansie le ossessioni con lo sport le ho avute pure io, capisco la paura dell'abbandono che ormai non ho più, perciò ti dico fatti aiutare ancora un pochino, lo devi a te stessa prima e ai tuoi figli dopo, meritano una mamma serena e felice.

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    3. Sì che poi se non sono i figli a tenermi sveglia ci penso io. Questa notte mi sono addormentata alle due e mezza e mi sono svegliata alle cinque e mezza. Troppi pensieri... Oltre al fatto che non me la sento di ricominciare ad andare dalla Psicocosa, ora abbiamo anche un problema di soldi non indifferente. Però secondo me quelli si troverebbero, è più una barriera mia mentale...

      Grazie della condivisione della tua esperienza, mi serve molto per capire che in fondo non sono proprio così assurdamente anormale

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