lunedì 20 dicembre 2021

FAILED

Venerdì sera mi sono ritrovata sola a casa con la figliolanza e non ho retto, sono caduta. Non cadevo così in basso da mesi, forse anni. Mi sono abbuffata come sempre ultimamente ma invece di fermarmi lì non sono riuscita a contrastare la malattia e ho vomitato, e tanto. Sono tantissimi i sentimenti che ho provato nel giro di pochissimo tempo: delusione, tristezza, angoscia, ansia. La sensazione di essere di nuovo laggiù nel pozzo come se non fosse successo nulla in questi anni, come se non avessi affrontato alcun percorso riabilitativo. A cosa è servito? Una differenza sostanziale sicuramente la noto: le paranoie. Mentre prima l'impulso di vomitare e di compensare era sempre legato alla paranoia per il mio fisico, ora è tutto slegato, quasi senza senso, lì per ricordarmi che il mio malsano rapporto col cibo è un enorme sirena d'allarme per farmi comprendere che qualcos'altro non va. Non che questo mi aiuti a sentirmi meglio eh, ma è già qualcosa. Il tentativo di settimana scorsa (vedi post qui) è miseramente fallito dopo tre giorni portandomi poi nel buio più totale. Credo che la delusione e la tristezza siano stati i sentimenti predominanti, come se non fossi capace, come se la malattia fosse colpa mia, di nuovo. La tristezza e la disperazione sono venute quasi subito dopo perché è palese che io abbia di nuovo bisogno di aiuto, è evidente che devo ricominciare di nuovo, ancora, e che nulla è finito. Lo so lo so, non si guarisce mai completamente dai disturbi alimentari, ci si ricasca, è cosa nota, ma per qualche motivo speravo non succedesse a me. E non ne ho voglia. Non ancora. Non di nuovo. Poi sono andata a spulciare il blog per ritrovare il punto di inizio e ho trovato questo post qui di agosto 2018 (2018... due anni e mezzo fa) e ho deciso che è bene ricominciare da lì, o meglio da un pochino prima perché purtroppo mi rendo conto che sono pronta solamente (e neanche del tutto) ad affrontare i primi due step di questa microlista:

1° step: mangiare lentamente

2° step: riconoscere la fame, riconoscere la sazietà e assegnare a entrambi un valore da 1 a 10 prima (nel caso della fame) e dopo (nel caso della sazietà) i pasti

Se ci penso mi viene da piangere. Se penso di dover ricominciare tutto da capo mi viene da piangere. Se penso che sono lì, ancora lì, sempre lì mi viene da piangere. Ma oggi ho trasformato il quaderno della felicità nel quaderno del diario alimentare e ho ricominciato da capo, di nuovo.

2 commenti:

  1. Non so nulla davvero di disturbi alimentari quindi prendi questo commento con le pinze.

    Inoltre, non ho alcuna intenzione di puntarti addosso il dito, sia chiaro.

    Ma: se tu fossi "solamente" molto, molto stanca? E quindi poi altre debolezze vengono a galla.

    Hai tre figli, uno di appena un anno, sei tornata al lavoro,... Ma anche non riesco a dormire regolarmente (anche io ho avuto due figli piccoli, a distanza di due anni e mezzo, so cosa significa).

    Il non dormire per un periodo prolungato, il non avere una mano in casa, il non poterti assentare o rilassarti... Secondo me quello è qualcosa che ti rende debole al momento.

    Non è che tu sia debole, magari hai anche un disturbo alimentare, ma una situazione di privazione del sonno è dura per chiunque.

    Io ti consiglio, se puoi, prenditi un aiuto. Non sei sbagliata, sei umana. Prendi un aiuto, parla con tuo marito, se lavora tanto, chiedigli di darti un aiuto, che ne so, pagare una persona in modo che tu possa anche rilassarti e dormire. Il riposo fa miracoli.

    Poi, non so, avevo qualcuno che ti seguiva... Magari è ora di ricominciare? Non trascurarti, devi volerti bene.

    Un abbraccio,

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    1. Ciao Nuvola, grazie del commento, davvero. Tu hai sicuramente ragione, proprio per questo ieri ho scritto un post cercando di mettere nero su bianco un po' tutto. Certo è che comunque quando sono stanca, quando sono sotto pressione io purtroppo cado sempre lì, e cado male. Grazie di tutto

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