Da neanche due settimane Birullulo ha iniziato l'inserimento al nido. All'inizio tutto bene. Felice, entusiasta, non piangeva neanche al saluto. Quando però abbiamo iniziato a inserire il pranzo qualcosa nella sua testolina deve essere scattata, qualcosa di assai poco piacevole, e da allora per le uniche due misere ore in cui lo lascio lui piange. Ma non fa come le sorelle che piangevano al saluto e poi basta, lui piange al saluto, piange quando non ci sono, piange quando si ricorda che non ci sono e al momento di mettersi a tavola piange finché le maestre decidono di lasciarlo a digiuno e attendere il mio arrivo. Inutile dire che per quanto io sia davvero serena, non è che mi faccia piacere ogni giorno, per due volte al giorno, vedere mio figlio che piange come un disperato quando lo lascio e sentire che piange come un disperato quando lo vado a prendere. Insieme ovviamente a questi due momenti, ha sviluppato un attaccamento morboso nei mie confronti. Tutto normale eh, ma chi se lo ricordava dopo così tanto tempo? Non posso lavarmi i denti senza che lui pianga, non posso fare pipì senza che lui pianga, non posso cucinare senza che lui pianga, non posso andare nell'altra stanza senza che lui pianga, non posso fare nulla in realtà senza che lui pianga. E io che faccio? Io leggo libri sulla maratona e corro.
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