Spesso quando si parla di problemi si tende sempre a parlarne quando si fanno pesanti e importanti e quasi mai quando tendono ad andare meglio. Beh, in questo periodo tendono ad andare meglio. Sto parlando dei miei disturbi alimentari. Me ne sono accorta improvvisamente lunedì durante la mia corsetta di scarico di 10 chilometri (aaaahhh quanto adoro la settimana di scarico). Improvvisamente, mentre correvo, mi sono resa conto di due cose:
La corsa. Ricordo che l'attività fisica da me era solo utilizzata come semplice compensazione. Non c'era quasi niente altro: mi allenavo per smaltire quanto mangiato. Punto. Ricordo anche che in terapia la Psicocosa mi chiese se in effetti la corsa mi piacesse davvero e andai totalmente in crisi. Ci misi tantissimo tempo, analizzai la cosa in lungo e in largo e nonostante passassero i mesi non riscii a rispondere a questa banale domanda. La risposta è arrivata ora, quando sono ormai anni che non ci penso: la corsa mi piace, e mi piace tantissimo. Mi piace così tanto che nonostante gli acciacchi fisici continuo a correre, mi piace così tanto che mi alleno per la mezza maratona quando ho già in testa la maratona completa, mi piace così tanto che non ne posso fare a meno. E la sola banale risposta SI per me è un traguardo assurdo
I trigger. Ricordo che quando andai dalla Psicocosa venne fuori un simpatico elenco di cibi trigger, ovvero quei cibi “proibiti” che in me innescavano le abbuffate. Andavano dalle semplici patatine ai biscotti Digestive ed erano delle vere e proprie bombe: nella mia testa non si poteva comprarli, figurarsi mangiarli. Ricordo che la Psicocosa mi aveva imposto di comprarmi dieci scatole di Digestive da tenere in dispensa e mi aveva assicurato che averli sempre lì a disposizione mi avrebbe aiutato. Non ci credevo, ma ora posso dire che è davvero così. Ora me ne frego, specie al lavoro. Se ho voglia di un pacchetto di patatine me lo compro e me lo mangio. E se il giorno dopo ne ho voglia ancora, me lo ricompro e me lo rimangio. E se il giorno dopo ancora ne ho voglia ancora, io me lo ricompro e me lo rimangio fino a quando poi mi stanco. E se ho voglia di caramelle gommose me le compro e me le mangio. Devo dire che all'inizio è stato un continuo mentre ora, nel mio cassetto, si può trovare frutta secca e qualche banana, anche se ogni tanto risbucano patatine. Non posso dire che sia sempre una cosa positiva, a volte mi rendo conto di mangiarle in modo veloce e quasi da abbuffata, ma il fatto che non siano più cibi proibiti è davvero un enorme passo avanti
Può sembrare roba da poco ma il fatto che io non mi sia resa conto di questi progressi, che siano praticamente diventati la normalità, è una delle cose più belle che possano mai capitare a una che, come me, ha sofferto di disturbi alimentari per decenni e che ogni tanto ci ricasca.
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