lunedì 11 settembre 2023

La libertà dà alla testa

In casa mia, nel periodo adolescenziale, ci sono solo due concetti da seguire:

  • studiare e dare il massimo nello studio

  • il rispetto

Se si rispettano queste due semplici dritte allora bene o male si è davvero liberi di fare quello che si vuole, ma se viene a mancare anche solo uno dei due pilastri, allora crolla tutto. L'accordo dunque è semplice: studio e rispetto in cambio di libertà. Il secondo punto, il rispetto, comprende un punto fondamentale del mio essere genitore: l'onestà. Se sei onesto con me allora io sono disposta a venirti incontro sempre, anche quando la combini davvero grossa. Questi due semplici concetti sono stati inculcati nella testa di Primogenita da sempre e lei se la cava davvero molto bene. Studia molto, non sempre ottiene i risultati sperati ma si impegna sempre al massimo ed è per me questo quello che conta davvero. Inoltre è rispettosa e onesta (o almeno lo è la maggior parte del tempo). Da qualche mese a questa parte, in vista dell'entrata di Secondogenita nel mondo delle medie, ho cercato di spiegare a Sbibulina proprio questi due concetti facendole anche l'esempio della totale libertà di cui gode sua sorella grazie a questi due pilastri e da una settimana ho iniziato anche con lei ad applicare le semplici regole di equilibrio casalingo in quanto ha iniziato lunedì ad uscire da sola e a godersi la propria, seppur limitata, indipendenza. Tuttavia, nel giro di qualche giorno, la ragazza me ne ha combinate due, una dopo l'altra, rivelando ancora una volta la differenza caratteriale fra lei e sua sorella:

  1. Secondogenita se che può andare e venire solo dal parco, non può andare in giro. Mi ha chiamato e mi ha chiesto se poteva andare a farsi un giro per il centro visto che tutte le mamme dei suoi amici avevano dato il permesso. Nasando a un chilometro di distanza una bugia pantagruelica (conoscendo io tutte le mamme e sapendo di qualche personaggio che non permette manco alla propria figlia di respirare) chiedo tempo e indago. La tecnica del suo gruppo di amici pare sia proprio questa: dire ad ogni mamma che le altre hanno detto di sì in modo che così tutte dicano di sì. Ma a me non mi freghi, non a 11 anni comunque, non ancora. Strike uno

  2. Visto il punto precedente, il giorno dopo la ragazza sarebbe dovuta tornare alle 18,30, non più tardi. “Ma tutti miei amici tornano alle 19” disse la preadolescente “Eh ma sai il perché tu tornerai alle 18,30, proprio per quello che è successo ieri”. Alle 18,15 sento suonare il cellulare di Mr D. che, ignaro degli accordi presi, dà il suo consenso alla preadolescente a tornare più tardi. Strike due. Appena tornata a casa, con una calma che mi ha stupito, le ho detto che si è iniziato davvero molto male, le ho ribadito le due regole familiari e le ho detto che non ci sarebbe dovuto essere uno Strike tre perché, a quel punto, venendo meno l'accordo delle due regole, sarei venuta meno anche io alla libertà concessa

Per il momento siam fermi a due. Vi farò sapere.

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