martedì 23 ottobre 2018

Una notizia buona e una cattiva

Quando una persona ti dice che ha una notizia buona e una cattiva da darti, c'è chi sceglie di sentire prima la buona e chi sceglie di sentire prima quella cattiva. Io di norma scelgo sempre prima la cattiva in modo da avere dopo una pillolina di zucchero nel caso la notizia cattiva sia davvero così cattiva. E così, visto che ho da scrivere due notizie ho deciso di partire da quella meno bella:
  1. La gastrite non migliora nonostante i farmaci, nonostante l'eliminazione totale delle compensazioni e nonostante l'esclusione di alcuni alimenti. Ieri dopo l'ennesima visita la dottoressa mi ha comunicato che c'è qualcosa che non va. In poche parole, con qualsiasi gastrite di tipo A la cura che sto facendo porta a migliorare (non a guarire) in due massimo tre mesi mentre io non sto affatto bene. Eliminato il fattore psicologico (oh yeah) ci resta solo quello fisico e visto che qui le cose non migliorano ha ipotizzato di spedirmi dritta da un gastroenterologo prima di farmi un'altra (glom) esofagogastroduodenoscopia e questo perché non è passato molto tempo dall'ultima fatta per cui il quadro clinico non dovrebbe essere cambiato, a meno che non sia stato beccato qualche fattore. La dottoressa inoltre fin dall'inizio è sempre stata restia a mettermi a dieta a causa della mia mania sul controllo del cibo ma pian pianino in queste settimane ha ceduto togliendomi alcuni alimenti finché ieri, sconsolata, ha detto di provare il tutto e per tutto: dieta ferrea per una settimana e poi, se le cose non migliorano significativamente, dritta spedita alla visita specialistica. In poche parole ho del tutto eliminato caffeina, teina, ogni tipo di bevanda calda, ogni tipo di farina o cereale integrale, ogni tipo di verdura se non carote, fagiolini e zucchine cotte al vapore o lesse, niente minestroni se non superpassati in un supercolino, niente legumi, l'aceto balsamico e non, tutti i formaggi che non siano freschi, tutta la frutta che non sia supermatura, tutta la frutta secca, niente fritti, niente grassi o affettati grassi e l'olio preferibilmente solo a crudo. Mmmmmmmh che meraviglia!
  2. E qui se potessi salterei dalla gioia con piroette degne del Cirque du Soleil. Dopo avermi fatto un bel discorsetto sulla gastrite per cercare di capire insieme come procedere, la dottoressa mi ha dato la lieta novella: “Signora, direi che ormai lei non ha più abbuffate, non ha più compensazioni e mangia in modo equilibrato. E' dunque in grado di gestirsi da sola per cui proporrei, invece di vederci ogni settimana per un'ora, di diminuire le sedute o a una ogni quindici giorni o, se si sente più tranquilla, incontrarci mezz'ora alla settimana”. Non potevo credere alle mie orecchie e con un sorriso mastodontico ho scelto la seconda opzione. Lo so che sono all'inizio, che questo equilibrio per loro è solo la premessa per iniziare a lavorare (vedi post dei giorni scorsi), ma io sono davvero davvero davvero felice. E ora inizia il duro, devastante, allucinante lavoro quasi interamente psicologico.

2 commenti:

  1. Bè direi molto bene! Per la notizia bella ovviamente! Per la gastrite incrociamo le dita e speriamo di trovare il nodo della situazione.

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  2. Brutta, bruttissima notizia. Però ti sento positiva per la prossima parte del percorso. Quindi forza e sempre avanti. Il resto, in qualche modo, si sistema

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