Ieri sono tornata al centro dca. Entrando ero abbastanza tranquilla, uscendo ero un mare di lacrime. E non tanto per quello che era emerso in seduta perché in realtà non si è trattato altro che un aggiornamento di quello che è successo in questo anno di forzata assenza, ma quanto perché ero di nuovo lì. Di nuovo. Ancora. Ancora lì. La Psicocosa non mi ha dato dritte, mi ha solo detto di continuare a fare quello che in realtà ho fatto finora dal punto di vista alimentare e quindi di tentare di mettere in atto tutte le strategie di cui abbiamo largamente parlato negli anni precedenti. Un botta e risposta però mi è risuonato dentro e lo dovrò tenere in considerazione in questo periodo:
“Non è giusto che nella tua quotidianità tu faccia sempre quello che vogliono gli altri”
“Eh, Psyco, ma quello che faccio io ha un impatto su tutta la famiglia. Se non ho voglia di andare al mare costringerei tutti gli altri a non andarci”
“Ho capito, Spetti, ma anche quello che fanno gli altri ha un impatto su di te.”
“Eh ma loro vogliono tutti la stessa cosa e sono in 3. Non mi sembra giusto impormi su di loro”
“E ma loro si impongono su di te. Anche tu vali”
E così andrò in vacanza con questo dialogo nella mente, tenendo presente che si può trovare anche un angolino per me ogni tanto. E da settembre si ricomincia ad andare al centro. Di nuovo. Ancora. Ancora lì. E mi viene da piangere perchè dopo tanti anni mi sembra di non essere avanzata poi di molto, anche se so che non è del tutto vero.
io ribalterei il punto di vista... cercherei di essere CONTENTA di essere andata di nuovo e ancora lì, perché è il posto giusto dove affrontare il problema. Anche se poi c'è da piangere sulla persistenza del problema, questo sì :) ma non resti inerte, eh no.
RispondiEliminaSul doversi adeguare al volere della maggioranza, penso che siamo in tanti a inghiottire bocconi amari... ma ad un certo punto il NO proromperà, e sarà un sollievo misto a senso di colpa. Eccerto che vali.
Ma i dca non sono mica una roba da poco eh, capisco benissimo come ti senti, io sono stata in terapia per 3 volte, la prima 3 mesi poi mi sono trasferita e ho dovuto ricominciare perché anche se quei 3 mesi mi hanno fatto bene, non avevano risolto nulla. La seconda ben 3 anni e la terza, dopo la nascita della seconda figlia e beh anche io la terza volta in terapia l'ho vissuta un po' come una sconfitta e pensavo la miseria starò mai bene? E che palle e i soldi e il tempo per andare ecc, ma era necessario come lo è per te. Quel che è emerso su te che vali e non ti imponi mi suona molto molto familiare. Coraggio cara spetti, il primo passo è fatto, metti una gamba davanti all'altra e fai tutti gli altri passi che servono per arrivare alla meta. Con i dca ci devi convivere e ci sta che nei periodi più tosti o stressanti tu abbia ricadute, ripeto che capisco benissimo come ti senti, ma devi andare avanti il più serenamente possibile, ti meriti di stare bene e goderti questo dono meraviglioso che è la vita senza dca in mezzo alle palle, ecco. Forza.
RispondiEliminaEsatto: "Starò mai bene?" La verità è che ci vuole tanta pazienza nella vita, anche con Sè stessi
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