Se volete farmi un torto, un torto grosso, allora chiedetemi di fare latino. Io odio il latino. Ho sempre odiato il latino. Al liceo era l'unica materia in cui ero insufficiente e non perché non lo capissi o fossi ignorante ma semplicemente perché proprio non mi piaceva per cui avevo deciso deliberatamente di non studiarlo. E ora, a distanza di decenni, Primogenita si ritrova a fare i conti con la stessa materia e ad avere difficoltà. Non so se sia per colpa del professore, per colpa sua o per colpa degli astri, fatto sta che non ce la può fare e ha bisogno di aiuto. E indovinate un po' chi ora si è rimessa a fare latino dopo anni anni e anni? La fessachesono. Primogenita non lo sa, ma questo, QUESTO è proprio vero amore.
Che t'ha fatto di male il latino? A me piaceva tanto, trovavo affascinante scoprire l'etimo delle parole e in genere il legame con la lingua attuale, e tradurre le versioni era come risolvere un rompicapo (trova prima il soggetto, poi il verbo e il complemento...). C'è da dire però che su 3 prof che ho avuto, due erano bravissime e credo che anche i libri fossero buoni (Urbis et Orbis Lingua). Mio figlio ha fatto latino solo nel biennio e non ci capiva una ceppa, come tante altre cose del resto, né voleva farsi aiutare da me. Spero che Primogenita colga il lato intrigante, altrimenti sarà dura per quanti anni, due o cinque?
RispondiEliminaNon c'è nulla di male nel latino in sé. C'è a chi piace e a chi non piace, come una materia qualsiasi (c'è a chi piace la matematica, ad esempio, e a chi no). A me non è mai mai piaciuto e nonostante siano passati qualcosa come 25 anni sono ancora qui =_='
EliminaTendo ad essere d´accordo con la amica Tita Livia ( ancorché patavina ). Il Latino è una bella lingua con una chiara struttura che costituisce il nucleo etimologicamente fondante di molte lingue moderne parlate in europa, e per estensione nel mondo.
RispondiEliminaSono ben sicuro cha la Livia conosce a menadito La Storia di Roma, Ab Urbe Condita Libri CXLII la cui lettura alterna al De Rerum Natura di Lucrezio e alle Epistulae ad familiares di Cicerone, cosí tanto per rilassarsi. Io personalmente tra i classici tendo a preferire il De Bello Gallico... d´altro canto, come si dice ... de gustibus non disputandum est !
Saluti
Non pratico il latino dal 94, e anni fa per spolverarlo comprai il De bello Gallico con testo bilingue. Purtroppo la traduzione è più infiorata che letterale, quindi non mi ci trovo. Al quarto liceo traducevo due versioni invece di una, ma non ricordo gli autori… sicuramente Cicerone fra essi. Ah, e sono romana 😀
EliminaRipeto: c'è a chi piace e a chi non piace. A me non piace. Chissà, magari mi si aprirà un mondo all'età di 40 anni suonati e mi appassionerò =D
EliminaAnche a me piaceva tanto il latino, anche se eccellevo nelle scienze.
RispondiEliminaLa cosa che più mi piaceva del latino, a parte che ammiravo la bellezza della grammatica, era che:
1) capivo molto meglio l'etimologia delle parole della lingua italiana
2) era interessante leggere (e tradurre) da fonti originali e vedere la base della filosofia, della concezione del mondo, antica. Che era molto molto avanzata già.
La cosa più bella (e più difficile, per me) era cercare di tradurre Seneca.
Ecco, secondo me quando arriveranno le versioni, a meno che io non stia al passo con lei, sarà difficile che io la possa aiutare... vedremo
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