Io ho scoperto la
passione per la lettura grazie a “Come un Romanzo” di Pennac. In
poche semplici pagine il ragazzo elencava tutti i diritti del
lettore: il diritto di saltare le descrizioni noiose, il diritto di
leggere subito la fine, il diritto di non finire un libro e mille
altri ancora. Mi sentii subito libera, mi si aprì un mondo e da lì
non vado in giro senza portarmi appresso un blocco di carta scritta.
Questa mia caratteristica si è attaccata alla pelle di Primogenita
che, senza che io le imponessi alcun che, gira con il libro di turno
sotto braccio e lo legge appena ha un nanosecondo libero (lunedì
l'ho beccata a leggere mentre stava seduta nel seggiolino dietro
della mia bicicletta, al semibuio mentre si congelava le mani). Ieri
pomeriggio, mentre aspettavo che il cavolfiore finisse in poltiglia,
come al solito mi sono messa comoda sulla sedia della cucina, mi sono
stravaccata accavallando le gambe e appoggiandole di sbieco sulla
tavola e ho aperto il mio libro. Poco dopo ho visto assumere a
Primogenita la stessa posa. Non ci ho fatto granché caso visto che
capita spesso, tuttavia, alzando distrattamente gli occhi dalle
pagine stampate, ho incredibilmente notato che non solo assumiamo la
stessa posa, ma abbiamo gli stessi atteggiamenti nei riguardi del
libro e ci portiamo la stessa mano libera alla bocca solleticando il
labbro inferiore quando siamo assorte. Mr D. rimane tutte le volte
impressionato dalle nostre somiglianze che coinvolgono sia il fisico
che i modi di fare e io, beh, io gongolo.
Nessun commento:
Posta un commento
Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione