mercoledì 17 settembre 2025

Un rinnovato amore

Quando sono rimasta incinta di Secondogenita qualcosa nel miei gusti era cambiato. Da che amavo appassionatamente ogni tipo di te e di tisane, considerandole bevande comfort, a che le odiavo profondamente, di quell'odio che solo una persona con gli ormoni profondamente sfasati sa provare. Io, che ne bevevo a quantità industriali, da un giorno all'altro provavo immenso disgusto. Dal 2011 dunque, niente più acqua calda sporca. Nulla è cambiato alla fine della gravidanza né alla nascita della seconda pargola e nulla è cambiato con la terza gravidanza e la nascita dell'ultimo di casa. Nulla è cambiato fino a quando ho dovuto per cause di forza maggiore inserire il te caldo a colazione al posto di caffelatte. Che fatica. Che odio. Poi si vede che pian pianino mi sono abituata di nuovo e ora mi ritrovo a sorseggiare te e tisane anche al di fuori della colazione. E' proprio vero che i vecchi amori non si scordano mai.

martedì 16 settembre 2025

Breve storia triste

 

La maglietta che ieri indossava Birullulo e che gli stava evidentemente piccola ho scoperto essere un top di Secondogenita.

Fine.

giovedì 11 settembre 2025

Aggiornamento incubi

 

Man mano che i figli crescono gli incubi genitoriali si tengono al passo coi tempi. Ultimo incubo di questa notte:

Vado a scuola di Primogenita per portarle dei libri che ha dimenticato a casa. Piombo in aula e un suo professore mi dice chiaramente che i libri sono l'ultimo dei problemi di mia figlia la quale fuma come una turca. Torno a casa angosciata e demoralizzata, un magone assurdo mi ha preso mentre penso che ormai non ho più nessun tipo di influenza su di lei e non posso fare un granché. In salotto poi sbuca proprio lei per farmi vedere il suo outfit (che parliamone: chissene di come sei vestita). Guardo mia figlia e per la prima volta mi accordo che è evidentemente incinta. Piangendo le vado vicino, chiedendole perché non me lo avesse rivelato e sentendomi rispondere con una scusa assurda del tipo che l'ha appena scoperto (ma ha una panza gigante e si vede il bambino muoversi dentro). Piangendo mi avvicino, sento il nipotino scalciare nella pancia, lo bacio e inizio a piangerle chiedendo perché non si fosse confidata e se avesse smesso di fumare. Con noncuranza mi sento rispondere che ha smesso da domenica e alla mia domanda della scandeza mi risponde qualcosa del tipo 8 ottobre.

Mi sono svegliata quasi di soprassalto con un grosso peso sul petto, domandandomi ancora spaesata quand'era che avevo persa mia figlia, quant'era che aveva smesso definitivamente di confidarsi con me e di ascoltare i miei consigli, domandandomi infine se fossi stata una brava mamma o mi fossi persa nel caos della vita che ormai mi fagocita. E' proprio questo ultimamente che mi angoscia. Sono così presa dal mio lavoro, dal stare dietro alla casa, alla spesa, al bucato, allo spostamento figli. E in tutto questo mi sembra sempre di non fare abbastanza, di non essere sul pezzo, di fare la spesa sempre approssimativa, di non dedicarmi all'ascolto dei figli in modo sufficiente e di essere tremendamente egoista quando prendo del tempo per me, per andare a correre o per riposarmi una ventina di minuti. Sono così stanca che arrivo a sera e collasso nel letto senza avere neanche la forza di giocare con Birullulo e metterlo a dormire. E' giusto tutto questo? Sono gli ultimi anni che potrò godermi le mie figlie e il piccolino sarà l'ultimo che mi potrò assaporare appieno, le ultime prime volte, e io sono stanca. Sono molto stanca. Non dovrebbe essere così.

Il mammone

In bolognese il “mammone” non è un figlio particolarmente attaccato alla mamma. No. Dicasi “mammone” quella condizione normalmente invernale in cui si ha il naso completamente tappato e la voce si trasforma adeguandosi alle vie respiratorie. Ecco, io oggi ho un gran mammone. Non saprei dire neanche perché. Non mi sembra di aver preso freddo, non mi sembra di essere stata a contatto con altri malati, non mi sembra niente di niente. Eppure non faccio che starnutire, produrre una quantità imponente di sostanze organiche non ben identificate che finiscono direttamente sui miei fazzoletti di stoffa e la mia voce assomiglia molto a quella di una donnona di un cartone animato stile anni 80. Direi che l'autunno, per quanto mi riguarda, è iniziato.

mercoledì 10 settembre 2025

Il mio compagno di vita

Io sono davvero fortunata. Non so se si possa in realtà chiamare fortuna, caso, destino o c'è un qualche disegno superiore già prestabilito e scritto. Certo è strano come una serie di fortuiti eventi, una serie di scelte casuali e spontanee mi abbiano portato ad avere Mr D. come compagno di vita. E' stato tutto un incastro, decisioni prese al volo al posto di altre forse più logiche e sensate. Ma queste decisioni fanno di noi NOI. Ho perso il conto di quanti compleanni abbiamo festeggiato insieme ma si aggirano intorno alla ventina. Ognuno è stato speciale non tanto per quello che si è fatto, per dove si è stati o con chi si era, ma perché lo si è sempre celebrato insieme. La vita non poteva regalarmi un compagno migliore. Buon compleanno, Amore mio.

lunedì 8 settembre 2025

La via diretta

Ieri Mr D. mi ha raccontato che sua madre, ovvero mia suocera, la notte prima di sapere i risultati di Primogenita ha sognato i miei tre nonni che, seduti insieme, aspettavano i risultati della bisnipote e ridevano. Ridevano tutti e tre, come se sapessero. Inutile dire che mi sono commossa, ho pianto, e poi mi sono chiesta come mai avessero scelto proprio mia suocera per comunicare questa lieta novella un pelino in anticipo. Mr D. come al solito è stato lapidario ma cristallino: “Con tutta la Chiesa, i rosari e le preghiere che si fa mia madre una via diretta la deve pure avere”. Forse tutti i torti non li ha.

Il messaggio

Venerdì sono usciti gli scrutini: Primogenita è stata promossa, in tutte le materie. Non solo. Abbiamo ottenuto il cambio sezione per cui non dovrà neanche cambiare scuola. In buona sostanza tutte le cose che potevano andare bene sono andate bene. Non male direi. Ma la cosa in assoluto più importante la scriverò fra poco. Ho sentito una sola volta Primogenita dire: “Mamma, ma tanto cosa studio a fare? Mi faccio un gran culo tutti i giorni tutto il giorno e per cosa?” (tuffo al cuore. Il mio cuore). Ragionamento pericolosissimo, sebbene nel suo caso abbastanza fondato. Dopo un'estate passata col capo chino sui libri, a fare avanti e indietro fra biblioteche e insegnanti di ripetizioni, libera dalla professoressa che l'aveva etichettata e che più volte le aveva infelicemente detto che tanto non avrebbe concluso niente (quando fino all'anno prima con un altro professore nelle sue stesse materie mia figlia aveva otto e nove), finalmente Primogenita ha ottenuto i risultati che si meritava. Il messaggio che dunque le è arrivato al cuore e alla mente non è anche se mi impegno non ottengo nulla quindi tanto vale dargliela su ma è con impegno e dedizione posso ottenere dei meravigliosi e insperati risultati e questo per me vale più di qualsiasi promozione.

venerdì 5 settembre 2025

Wake me up when september ends

Settembre, come maggio, è uno dei mesi più impegnativi per famiglie con figli. In particolare a sto giro siamo messi così:

  • questo fine settimana:

    • venerdì - oggi: parto io per lavoro - in contemporanea parte Primogenita per un camp di pallavolo

    • sabato: parte la triade rimasta mentre io, finito il lavoro, prendo due treni e li raggiungo. Pranzo con festa di compleanno di una amica al mare

    • domenica: Primogenita torna a casa mentre noi siamo ancora via e ci ricongiungiamo alla sera

  • prossimo fine settimana:

    • sabato: prendo un treno per andare a Cesenatico in vista della mezza maratona

    • domenica: correrò la mezza maratona Cesena-Cesenatico mentre Mr D. va al lavoro (la conclusione di un enorme cantiere per la curia di cui è il responsabile dei lavori). I ragazzi si destreggiano fra il lavoro di Mr D. e la casa

  • fine settimana ancora dopo:

    • venerdì: non ho ancora capito se dovrò ripartire per lavoro, chi vivrà vedrà

    • sabaot: lavorerò? Chissà

    • domenica: altra piccola gara a Bologna per me

Sono già stanca.

mercoledì 3 settembre 2025

Finché la barca va

O non va, questo è il problema. La nostra barchetta ha un nome esilarante frutto del mio straordinario talento nel riuscire ad affibiare i nomi più disparati ma stranamente coerenti a qualsiasi cosa si decida di nominare. E' piccola ma non troppo perché ci si sta comodamente in 6 o 7 persone, nessun cabinato, un t-top carino e poco ingombrante, perfetta per gitarelle di un giorno e pescate numerose. Le vogliamo davvero molto bene. E' arrivata nella nostra vita qualche anno fa, dopo che Mr D. ha trovato un'occasione usata su internet e si è fatto un viaggio di oltre 20 ore per andare a vederla, comprarla e trasportarla nella destinazione finale dalla quale non si è mai mossa. Negli anni le è successo (e ci è successo di tutto), l'avvenimento più eclatante successe tre anni fa quando un gruppo di balordi la notte di ferragosto a forza di salti ce la ribaltò (ovviamente noi l'abbiamo scoperto la mattina dopo) e dovemmo pagare fior fior di quattrini per far arrivare i sommozzatori, farcela ribaltare di nuovo e portare in cantiere navale visto che, come potete ben immaginare, dopo non funzionava ovviamente più. Ogni anno Mr D. appena arriviamo in ferie si mette a lavorare alla sua amata barca, la scoperchia, la pulisce, fa manutenzione e poi nel giro di un giorno o due la mettiamo a mare con tutta la fatica di questo mondo visto che siamo poveretti per cui facciamo tutto a manazza, io e Mr D., senza alcun tipo di aiuto o di motorino elettrico sali-scendi con sempre il rischio che vada tutto a puttans. Quest'anno l'abbiamo tirata su e giù ben quattro volte. QUATTRO. La prima volta la mettiamo a mare e scopriamo che il timone girava solo da un lato (a sinistra proprio no) per cui abbiamo dovuto tirarla su di nuovo, riportarcela a casa e sistemare il tutto. Dunque e giù e di nuovo su! La terza volta è stata necessità impellente. Avevano dato burrasca e dopo diversi tentativi a dir poco inutili di Mr D. di riportarla al porto più vicino dall'altra parte del promontorio, mio marito ha dovuto ripiegare su un porticiolo non troppo distante da noi ma per nulla riparato. Ha rischiato di affondare un paio di volte in questa minuscola traversata perché il mare era molto mosso e non si sapeva bene perché la barca imbarcava acqua. Per fortuna dopo una marea di fatica e vicissitudini, aiutati da passanti compassionevoli e da un amorevole vecchietto con una enorme 4x4 che ha tirato il nostro suv che a sua volta tirava la nostra barca ce l'abbiamo fatta. E di nuovo su. D'altra parte quella burrasca lì, unita a una simpatica tromba d'aria, ha fatto un bel po' di danni. Ho visto coi miei occhi barche andare alla deriva senza nessuno sopra nonostante ancoraggi, ho visto un catamarano gigante spiaggiato in una delle località più belle dell'Elba. Insomma, poteva andarci peggio ma anche quest'anno non è andato decisamente tutto liscio.

martedì 2 settembre 2025

La saga continua

Le tre settimane di vacanze in famiglia ci regalano ogni anno perle di immensa bellezza, prima fra tutte l'infilzata di sfighe di salute. E' ovvio che la possibilità che qualcuno si ammali aumenta a seconda del numero dei familiari. Essendo noi in cinque è quasi matematicamente impossibile che vada tutto liscio. Nell'ordine quest'anno abbiamo avuto:

  • giorno 1: arriviamo domenica pomeriggio, neanche scarichiamo le valigie perché preferiamo tuffarci nel blu dei blu. Primo bagno, Birullulo pesta un bel chiodo arrugginito con tanto di buco profondo sul piede e urla da squartamento di maiale. Prendiamo il piccolo e torniamo subito a casa, medicandolo e chiamando la guardia medica giusto per essere sicuro di essere a posto con l'antitetanica

  • giorno 4: Primogenita si becca una bella strisciata sul braccio da parte di una simpatica medusa che ha fatto così tanto bene il suo lavoro da far diventare così gonfia la parte da aver bisogno di cortisone e bendature per fare in modo di non prenderci sopra il sole per i successivi 4 giorni

  • giorno 6: Secondogenita si sveglia con un bel 39,5 di febbre senza altri apparenti sintomi. Io e la ragazza ci godiamo i sucessivi tre giorni chiuse in casa ad assaporare la quiete perché intanto il resto della baraonda varcava le onde sulla nostra barchetta

  • giorno 8: Birullulo viene strisciato da una medusa che pensa bene di prendergli il petto e parte della gamba. Lo prende così bene e così in pieno da lasciargli ahimè una cicatrice a vita. Si narra di urla a più non posso e pianti epocali ma io in quel momento ero a casa a mettere pezze fresche sulla testa di Secondogenita

  • giorno 13: sarà il mio numero preferito, non so, ma viene il mio momento medusifero. Con una nonchalance tipica solamente delle mamme che non vogliono far preoccupare i loro figli, cerco di non urlare o imprecare troppo. La medusa a sto giro mi ha preso una bella porzione di coscia destra, una parte del pompaccio destro e non si sa come pure il braccio destro. All'Elba in realtà ci sono diverse tipologie di meduse, non tutte così dolorose, ma ahimè quest'anno ci son capitate proprio quelle viola/rosa che hanno quei bei filamenti lunghi lunghi che le rendono così eleganti, mortacci loro. Nonostante siano passate più di tre settimane ho ancora fastidio alla coscia destra e si vede il segno

Grazie al cielo i successivi 8 giorni sono stati abbastanza tranquilli per cui su tre settimane abbiamo almeno goduto di serenità nell'ultima. Piòtost che gnit l'è mej piòtost!