martedì 12 settembre 2023

OcchioxOcchio

Di Primogenita non ci si può certo lamentare. E' vero, ha 15 anni e come età non proprio meravigliosa, ma è una ragazza rispettosa, studiosa, a modo e gentile. Ovviamente ha i suoi sbruzzi, si inkazza quando le si prendono le sue cose e ormai le cuffie sono diventate parte del suo corpo. Ma nulla di esagerato o pesante. Uno sbruzzo tuttavia è capitato qualche giorno fa quando è rientrata alle nove di sera dopo aver cenato fuori con una sua amica. Stanca dal giorno lavorativo/casalingo/mammesco/sonstancastancastanca chiedo a entrambe le mie figlie di sparecchiare. Apriti cielo!

“Ma non è giusto!!!! Io ho mangiato fuori! Mica c'ero!”

“Lo so amore ma sono molto stanca e ho semplicemente chiesto una mano”

“No! Io non lo faccio! Ma figurati manco c'ero!”

“In famiglia ci si aiuta tutti. Se una persona è stanca le si da una mano”

“No! Io non lo faccio!!! Non c'ero ed è una cosa ingiusta! Assolutamente no!”

“E allora io non ti lavo più le tue cose sporche perché non sono io che le sporco... Che ragionamento è?”

“Non me ne frega. Io non lo faccio perché io non c'ero!”

“Ok, amore, liberissima di non farlo. Da domani anche io non laverò più i tuoi panni perché non sono io a sporcarli. Vado a letto che sono molto stanca. Buonanotte”

Ore 23,34: rumore di stoviglie. Deve aver fatto uno più uno e pensato che, dopotutto, meglio sparecchiare una volta che lavarsi i panni tutti i giorni.

lunedì 11 settembre 2023

PacMan

Il vocabolario di Birullulo ora è decisamente ampio ma occorre avere una certa confidenza per capire esattamente cosa ti sta dicendo perché i suoi termini tendono ad essere criptici e ben poco alla portata di un vasto pubblico. Ad esempio il ragazzo per dire GUARDA dice UACCA. Uacca mamma!! Uacca papà!!! Iaiaaaaa iaiia uacca!! e via di seguito. Il termine Uacca viene utilizzato così tanto spesso che sembra di avere un piccolo pacman che si aggira per le stanze in attesa di mangiare il prossimo fantasmino. Lo amo.

La libertà dà alla testa

In casa mia, nel periodo adolescenziale, ci sono solo due concetti da seguire:

  • studiare e dare il massimo nello studio

  • il rispetto

Se si rispettano queste due semplici dritte allora bene o male si è davvero liberi di fare quello che si vuole, ma se viene a mancare anche solo uno dei due pilastri, allora crolla tutto. L'accordo dunque è semplice: studio e rispetto in cambio di libertà. Il secondo punto, il rispetto, comprende un punto fondamentale del mio essere genitore: l'onestà. Se sei onesto con me allora io sono disposta a venirti incontro sempre, anche quando la combini davvero grossa. Questi due semplici concetti sono stati inculcati nella testa di Primogenita da sempre e lei se la cava davvero molto bene. Studia molto, non sempre ottiene i risultati sperati ma si impegna sempre al massimo ed è per me questo quello che conta davvero. Inoltre è rispettosa e onesta (o almeno lo è la maggior parte del tempo). Da qualche mese a questa parte, in vista dell'entrata di Secondogenita nel mondo delle medie, ho cercato di spiegare a Sbibulina proprio questi due concetti facendole anche l'esempio della totale libertà di cui gode sua sorella grazie a questi due pilastri e da una settimana ho iniziato anche con lei ad applicare le semplici regole di equilibrio casalingo in quanto ha iniziato lunedì ad uscire da sola e a godersi la propria, seppur limitata, indipendenza. Tuttavia, nel giro di qualche giorno, la ragazza me ne ha combinate due, una dopo l'altra, rivelando ancora una volta la differenza caratteriale fra lei e sua sorella:

  1. Secondogenita se che può andare e venire solo dal parco, non può andare in giro. Mi ha chiamato e mi ha chiesto se poteva andare a farsi un giro per il centro visto che tutte le mamme dei suoi amici avevano dato il permesso. Nasando a un chilometro di distanza una bugia pantagruelica (conoscendo io tutte le mamme e sapendo di qualche personaggio che non permette manco alla propria figlia di respirare) chiedo tempo e indago. La tecnica del suo gruppo di amici pare sia proprio questa: dire ad ogni mamma che le altre hanno detto di sì in modo che così tutte dicano di sì. Ma a me non mi freghi, non a 11 anni comunque, non ancora. Strike uno

  2. Visto il punto precedente, il giorno dopo la ragazza sarebbe dovuta tornare alle 18,30, non più tardi. “Ma tutti miei amici tornano alle 19” disse la preadolescente “Eh ma sai il perché tu tornerai alle 18,30, proprio per quello che è successo ieri”. Alle 18,15 sento suonare il cellulare di Mr D. che, ignaro degli accordi presi, dà il suo consenso alla preadolescente a tornare più tardi. Strike due. Appena tornata a casa, con una calma che mi ha stupito, le ho detto che si è iniziato davvero molto male, le ho ribadito le due regole familiari e le ho detto che non ci sarebbe dovuto essere uno Strike tre perché, a quel punto, venendo meno l'accordo delle due regole, sarei venuta meno anche io alla libertà concessa

Per il momento siam fermi a due. Vi farò sapere.

venerdì 8 settembre 2023

Scene di straordinaria follia

E' venerdì. E credo di meritarmelo un caffé di prima mattina no? Così, arrivata al lavoro lascio le cose e scendo al bar qui sotto. Poco prima di varcare la soglia ecco la scena che mi si para davanti: cinque persone incapucciate, completamente vestite di nero, con una bandana nera sul volto, scavalcano la recinzione di una casa di fronte al bar e spariscono con fare furtivo e agilità stile ninjia.

“Beh, forse è il caso di chiamare la polizia” dichiaro entrando al bar

“Ah, ok, fai pure”

Vabbeh. E chiamiamo la polizia.

Compongo il 112.

Non mi risponde nessuno (tralasciamo la gravità di questa cosa).

Compongo il 113.

“Mi dica”

“Buongiorno. Sono in via di Merda numero Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile...”

“Ah signora sono i carabinieri”

“Ah ok. Arrivederci”

Tutto a posto. Mi merito un caffé fumante e profuma DRIIIIIN

“Ehm, si pronto”

“Signora ha chiamato il 112?”

“Ehm sì, ma ho parlato poi col 113 e mi ha detto che sono i carabinieri. Ho visto cinque uomini incapucciati vestiti di nero entrare in uno stabile e attualmente si sentono anche dei suoni tipo picconate. Sono in via di Merda n. Merda”

“Ah ok arrivederci”

“Arrivederci”

Oh, ora sì che mi posso bere in mio ca DRIIIIIIN

“Ehm sì?”

“Signora, ma con chi ha parlato prima! Non siamo noi! Con chi ha parlato?”

“Beh, io ho parlato con il 113”

“Ma con chi?”

“Ma che ne so io con chi? Me lo dovete dire voi!”

“Signora mi ripeta cosa ha visto”

“Sono in via di Merda n. Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile. Ora si sentono pure suoni di piccone”

“Ok, quattro persone”

“No, sono cinque”

“Nome e Cognome”

“Spettinata Assonnata”

“Rimanga lì, stiamo arrivando”

Ora però mi posso gustare il mio caffé in santa pace, no? Vedo che intorno a me c'è grande agitazione mentre io mi leggo il giornale bellabbbbella fregandomene di quello che sta accadendo. Poco dopo sento le sirene spiegate da lontano. Toh, i carabinieri. Si avvicinano sempre più sempre più sempre più a tutta velocità e... Tirano dritto. Dritto dritto.

Torneranno penso con calma serafica mentre una signora di fianco a me commenta ad alta voce “Son proprio carabinieri eh” quando sentiamo sgommate, inversioni ed eccoli lì. Scendono dalle volanti, guardano la situazione e aspettano. Aspettano. Aspettano.

Beh, vorrei aspettare anche io eh, ma forse sarebbe il caso che oggi un pochino si lavori. E così via, verso il mio ufficio e oltre.

E buon venerdì a me.

mercoledì 6 settembre 2023

L'abisso profondo

Ormai sono passati più di 4 mesi da quando mia nonna se ne è andata e ancora non vedo cenni di grandi miglioramenti. In vacanza poi è degenerato tutto. Credo fosse per la quantità di tempo mentale libero, non so. Fatto sta che dal primo giorno e per quasi tutte le tre settimane successive è stato un calvario. Ogni cosa che facevo, ogni gesto che compivo, ogni minuto libero che avevo, il pensiero mi andava sempre lì. Sono stata male, oh come sono stata male, con un pensiero fisso di dolore, tristezza e disperazione. Ma perché, fondamentalmente, io non la sento, non la sento proprio. Ogni volta che ho perso qualcuno, anche qualcuno di importante, quel qualcuno mi è sempre e da subito apparso in sogno e mi ha sempre tenuto compagnia per mesi e mesi. Ma con mia nonna no. Mai. La mia migliore amica ha perso la sua nonna un paio di mesetti dopo di me e lei continua a dirmi che la sente sempre accanto a sé, che vive in ogni cosa che fa. Io no. Mai. Perché? Perché non la sento? Perché non la sogno? Io sono sempre stata una persona religiosa. Ho sempre ripetuto a chi aveva subìto un lutto e anche a me stessa in passato, che le persone che perdiamo non se ne vanno davvero, che rimangono nel nostro cuore e ci proteggono da lassù. Ci credo davvero. Ma a sto giro, per lei e solo per lei, mi paiono tutte una marea di stronzate. Lei è morta, è morta, se ne è andata per sempre e nessuno potrà mai portarmela indietro. Lei non c'è e non ci sarà più. Punto. Sarà che ho vissuto con lei per 25 anni e per i successivi 20 la sentivo tutti i giorni e la vedevo molto spesso. Sarà perché il vuoto che ha lasciato è davvero enorme. Non lo so. Forse non la sento perché ancora sto troppo male, perché permettermi di sentirla vorrebbe dire aprire una finestra che non sono ancora pronta ad aprire, perché il dolore sarebbe così immenso da travolgermi del tutto.

domenica 3 settembre 2023

Panoramica

Prima di addentrarmi nelle specifiche tecniche della situazione familiare attuale, ecco una panoramica generale di questo periodo. Partiamo dalla situazione casalinga: vivere insieme a una adolescente, una preadolescente e un bambino all'inizio della fase dei terribili tre non è che sia tutta una passeggiata. La situazione lavorativa è esattamente come l'ho lasciata: si pensi che nell'ultimo periodo ci è stato detto che per ora ci tengono tutte e 4 ma ogni fine anno a dicembre faranno il bilancio, tireranno le somme e capiranno se licenziarne una a caso. Molto bene. Il parentado sta decisamente meglio rispetto a inizio estate: mio suocero si è ripreso piuttosto bene dai due ictus, è tornato il nonno ilare, generoso e testardo di sempre anche se con decisamente meno energie di prima. Il marito di mia mamma non sta benissimo, il verdetto sappiamo qual è, ma vedendo la sua situazione fisica devo dire che sta meglio di quanto ci si aspetterebbe da un pluritumorato con pochissimo ancora da vivere. Mia mamma è stanca, molto stanca, ma si sta godendo per prima volta in vita sua una situazione a due assaporata solo per qualche anno in passato. Mia nonna è sempre stata con lei e ora che non c'è più il vuoto è insopportabile ma lascia a lei, credo, un po' di respiro. E io? Beh visto che le mie vacanze non sono state per nulla rilassanti, mi sento molto stanca. Ho dovuto sospendere gli allenamenti perché, è vero che mi stavo allenando per la mezza maratona, ma a quanto pare il mio ginocchio sinistro non era per nulla d'accordo. Inoltre ho dovuto pulire a fondo tutta la casa perché per una serie di sfortunati eventi, oltre ai pidocchi, abbiamo subìto un'invasione di mosche e zanzare (grazie a mio suocero che sbadatamente ha continuato ad annaffiare le piante lasciando laghi stagnanti ovunque e producendo larve come prezzemolo), tarme dei vestiti e farfalline della pasta. Ho passato il fine settimana a pulire come mai avevo fatto in vita mia. Ci ho messo due giorni interi, facendo pausa solo per mangiare e dormire, ma ora pare sia pulito (tranne la camera delle adolesceme, quella ho pulito solo i pavimenti, ed è già abbastanza così). Ho pulito tutto: dentro ogni infimo angolo, sopra ogni assurdo mobile, dietro ad ogni singolo mobile. Comunque ci sta che io sia stanca eh. Avrei bisogno di ferie. Certo. Come no.

giovedì 31 agosto 2023

Svolgimento vacanzifero

Spidocchiamento Primogenita.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Spidocchiamento Primogenita e Secondogenita. Rasatura di Birullulo.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Spidocchiamento Primogenita e Secondogenita.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

Lavatrici.

L'ultima lavatrice l'ho fatta la sera prima di partire.

Fine.

martedì 29 agosto 2023

L'esordio vacanzifero

Sveglia.

Colazione.

Partenza.

Autostrada.

5 km all'arrivo.

“Mami, mi prude la testa da giorni ma sono sicura di non avere i pidocchi perché ho controllato benissimo”

Arrivo.

Pidocchi.

Fine.



giovedì 3 agosto 2023

Speranze estive

In 15 anni filiali non mi era mai capitato di pensarlo. A volte basta infatti davvero poco per sentirsi supportati. Io infatti non è che abbia mai avuto tanti aiuti esterni, ma quel poco bastava per non impazzire del tutto. Ora che di aiuti esterni non ne ho quasi più mi rendo conto di quanto fossero preziosi e per la prima volta in 15 anni mi è capitato di pensare quello che prima o poi tutti i genitori pensano almeno una volta nella loro vita: non vedo l'ora che la scuola ricominci. E questo un po' perché le due grandi da sorelleunitesempreinsiemesuperamichegiocherellone, in fase adolescenziale si stanno trasformando in due arpie litigiose dagli artigli appuntiti e dalle zanne sporgenti, un po' perché il piccolo lasciato a sé stesso quando mi assento per lavoro si sta trasformando nel superdistruggitoremorditoretiratoresceltopisciatoreseriale. Per fortuna che ora siamo arrivati davvero in prossimità delle ferie. Spero, con la mia presenza, di riuscire quantomeno a ristabilire l'equilibrio psicofisico del piccolo che vedo comunque migliorato quando torno a casa e sto fino a sera smielosamente e morbosamente con lui e spero con il mare e la barchetta da pescatore di mezzo che le ragazze ritrovino quel po' di serenità di cui tutti noi abbiamo bisogno. Spero che anche i vostri desideri estivi si avverino, ci rivediamo il 28 agosto e buone ferie a tutti!

mercoledì 2 agosto 2023

Ah... il relax al mare...

Beh, dai, si sa che funziona così. D'altra parte ci stiamo avvicinando ai terribili tre. Ultimamente infatti il piccolotto di casa si intestardisce sempre di più, ha messo su un urlo acuto da far invidia a una banshee e corre che neanche Forrest Gump riuscirebbe a stargli dietro. Fine settimana scorso siamo stati al mare e nel giro di due giorni ho perso 20 anni di vita:

  • Episodio 1 – 10 anni in meno: ho la pipì ma ho anche due figlie femmine abbastanza grandicelle per cui dichiaro, guardandole ripetutamente negli occhi:

    “Ragazze, devo andare in bagno. Guardate vostro fratello, mi raccomando! Non perdetelo mai di vista che sapete come fa lui eh? Prende e scappa. Torno fra pochissimo”.

    Quanto ci avrò messo, cinque minuti? Sette se proprio ne avevo a fiumi? Torno sotto l'ombrellone e becco Primogenita bella bella con le sue cuffie a chattare sul lettino.

    “Dov'è tuo fratello?”

    “Ce l'ha mia sorella”

    “E dov'è tua sorella?”

    “A giocare a ping pong”

    Mi dirigo dunque verso il ping pong e trovo la sorella bella bella che gioca coi suoi amici ma nessuna traccia di Birullulo.

    “Oh! Dov'è tuo fratello?”

    “Ce l'ha mia sorella”

    “Porcadiquella****!!! Non ce l'ha tua sorella!!!”

    E inizio a correre. Corro come una dannata passando avanti all'ombrellone di Primogenita mentre le urlo a squarciagola di alzarsi che Birullulo non si trova. Ve la faccio breve perché siamo stati fortunati: era bello bello a giocare sul bagnasciuga dove una signora aveva già allertato il bagnino in quanto mio figlio, interrogato per capire dove fossi io, ha dichiarato con la sua innocente vocina Mamma pLende il shole. Figura di merda. Immaginate quante ne ho dette alle sorelle. Oooooh quante ne ho dette. Anche perché questo è un periodo in cui basta distrarsi un secondo, chinarsi per raccogliere una cosa, che lui fugge via e corre così velocemente che lo perdi subito di vista. Le sorelle non sono mai state così, non lo hanno mai fatto.

  • Episodio n.2 – 10 anni in meno: siamo seduti tutti e cinque a fare colazione al bar. Mr D. si alza e dichiara di andare a prelevare. Attraversa la strada e in quel momento Birullulo scatta per andare dal padre dall'altra parte. Mentre lui scatta scattiamo anche io e Primogenita. Birullulo corre verso Mr D. mentre una macchina passa a tutta velocità. Abbiamo urlato tutti, persino le persone lì al bar. Primogenita e io eravamo già scattate eh ma saremmo comunque arrivate troppo tardi. E siamo stati fortunati perché di solito quando si sente inseguìto Birullulo corre ancora più veloce. Ma la grande fortuna è stata che ha sentito urlare tutti, sia noi che anche altre persone e si è fermato quasi terrorizzato poco prima di mettere giù il piede in strada. Ancora ho i brividi quando ci penso perché ci è andata davvero davvero bene

Come sono rilassanti i bambini piccoli...