martedì 15 settembre 2020

Guardando un film con Primogenita

“Cioè fammi capire mamma: quest'uomo sta ammettendo di aver sbagliato? Cioè ammette di aver sbagliato davanti a sua moglie?”

“Bhe... sì...”

“Potrebbe essere mio marito”

Chiamala scema...

lunedì 14 settembre 2020

Professionismo puro

Settimana scorsa sono andata a fare un servizio fotografico in piscina per la nota marca di costumi e abbigliamento sportivo Arena. Francamente non so come siano arrivati a me: non sono una modella professionista, non sono a-cellulitica e non sono iscritta da nessuna parte in nessun social di niente di nulla. Eppure un bel giorno ho ricevuto una telefonata che mi chiedeva se, incinta, volevo posare per loro per la linea dei costumi da bagno sportivi pre-maman. Probabilmente qualcuno mi ha visto alla piscina olimpionica bolognese con un bel panzottone prima del ricovero in ospedale, hanno chiesto al personale, hanno capito chi ero e voilà. Comunque ho accettato così, tanto per fare qualcosa di diverso. Qualche anno fa mi era successa la stessa cosa per Manila Grace, mi ero divertita e avevo passato un pomeriggio alternativo. E allora andiamo. A sto giro però è stato diverso. Volta scorsa il servizio fotografico era in solitaria, io e loro. Punto. A sto giro mi aspettavo di trovarmi in mezzo a donne incinte bene o male come me e invece mi sono ritrovata in mezzo pettorali scultorei, gambe lunghissime, fisici bronzei, occhi meravigliosi, sorriso smaglianti. Fu così che scoprii che ero l'unica donna incinta a posare per la linea. L'unica donna incinta non modella in mezzo alla perfezione della natura. I nuotatori, a mio avviso, hanno i fisici più belli del mondo. E dire che sono abituata ad essere circondata da sportivi, li vedo quasi tutti i giorni visto che Sbibulina fa l'agonistica di nuoto. Ma quelli non erano solo fisicamente perfetti, erano perfetti in tutto: i loro visi, i loro occhi, le loro labbra, i loro sorrisi. E mentre ero lì, circondata da tutti quei pezzi di manzi che avranno avuto sì e no vent'anni, mi interrogavo sulla mia cellulite e sul fatto che forse non avevano visto proprio bene quando mi avevano scelta, un puntolino nuotante in mezzo a una piscina enorme. Dopo essere passata al trucco e poi al parrucco ancora mimetizzata nell'accappatoio, mi sono ritrovata a parlare con un modello che definirlo bello è essere riduttivi. Mentre parlavo con lui, pensavo a quanto possa essere stata generosa la natura e a che meraviglia è riuscita a creare sua madre e poi, candidamente, mi sono girata verso la regista di tutto quell'amabaradan, l'ho guardata diritta negli occhi e confidando nella professionalità del suo interprete ango-italiano ho detto: “Oh, io ve lo dico: io la cellulite ce l'ho eh, non sono mica come loro!”. E' stato come gettare una secchiata di dura realtà in mezzo a tutto quel paradiso, con sonore risate, gente che subito mi ha preso in simpatia e non mi ha più lasciato andare. Un'oretta dopo, qualche scatto fuori dall'acqua, qualche scatto in acqua a rana e a dorso, eccomi di nuovo verso la via di casa con un sorriso sulla faccia e tanti fisici altetici scolpiti nel cervello. Ebbene sì, ho fatto anche questa.

Ps: non sarò nel catalogo di quest'anno e non possono pubblicare le foto visto che saranno della prossima collezione autunno 2021. Mi dispiace...

giovedì 10 settembre 2020

Uno dei perché

Ci sono diversi motivi che mi hanno spinto a prendere la decisione che ho rivelato ieri. Alcuni li ho già scritti nel post precedente ma un altro abbastanza importante mi ha aiutato a fare un regalo che mai mi sarei aspettata: il significato. Io sono una di quelle persone che danno molta importanza ai significati delle cose, delle azioni, dei sentimenti. Tanto per farvi un esempio indosso solamente catenine o braccialetti che abbiano un significato per me profondo. Figuriamoci dunque scegliere un nome per i miei figli. Con le due cinne che stanno facendo colazione ancora semi-addormentate di là in cucina tutto è andato perfettamente e se fosse nata un'altra femmina avevo già il nome perfetto che si sarebbe accordato alle altre due, con tre nomi dal significato meraviglioso, luminoso, profondo e spettacolare. Ma col maschio.... ah... il maschio. I nomi da maschio son sempre stati più difficili per me forse perché ho sempre pensato che avrei fatto solo figlie femmine, non so. Ho qualche preferenza ovviamente, ho nomi che mi piacciono più di altri ma nessuno che proprio mi coinvolga emotivamente. Così non è per Mr D.. Lui da sempre ha in testa il nome per un figlio maschio ricco di un significato che si porterà dietro per tutta la vita. Mi ha addirittura confessato qualche tempo fa che il nome, come a me, non è che gli piaccia più di altri ma è quello che rappresenta per lui a renderlo così speciale. E più ci penso, più sono convinta di aver fatto la scelta più giusta.

mercoledì 9 settembre 2020

Ti regalo un nome

"Sono passati tre mesi. Eravamo in macchina e stavamo discutendo quando tu hai alzato la voce e concludendo la nostra animata conversazione hai detto che ti stavo provocando un grande dolore non chiamando nostro figlio come tuo padre. Mi hai dato una coltellata dritta nel cuore e io, dopo quella affermazione, mi sono chiusa in un mutismo di rabbia e tristezza e, con le lacrime agli occhi, non sono riuscita più a proferire parola. E' stato lì che ho preso la decisione: ho deciso di farti un regalo. Mi sono data tre mesi di tempo per abituarmi a un nome che proprio non mi piace, a un concetto che non condivido, a una storia che avrei scritto diversamente. Qualche giorno dopo ti ho sentito parlare con un tuo amico sempre dello stesso argomento che da mesi ci divide. Credevi che io ascoltassi la moglie e invece il mio orecchio andava a quello che stavi dicendo tu e ricordo ancora le parole precise: “No... io lo so... B. ha un grande cuore”. E lì la mia decisione si è rafforzata. Poi, dopo qualche giorno (o settimana, non ricordo) è arrivata la conferma, quel calcio ben piazzato dall'interno pancifero che mi ha fatto scoppiare in lacrime su un lettino riminese mentre tu, basito, non sapevi cosa stesse succedendo.

Sono stati tre mesi complicati. Non è facile chiamare un figlio con un nome che non ti piace, non è facile passare sopra a una credenza che hai radicata fin dall'infanzia, ovvero che se dai il nome a un bambino di una persona che conosci, quel nome gli trasmetterà un vissuto che non è suo. Le ho provate tutte e ho fatto tantissime ricerche. Ho cercato con pazienza tutti i personaggi illustri, tutti i santi e i cantanti anche sconosciuti che avrebbero potuto farmi piacere una cosa che proprio non mi piace ma oltre a poca gente non ho trovato nulla che mi esaltasse. Ho cercato significati in tutte le lingue del mondo, ho cercato storie, ho cercato canzoni che comprendessero il suo nome. Ho cercato di immaginare la sua faccia con quel nome, senza riuscirci appieno. Ho cercato diminutivi che me lo facessero piacere un po' di più nella speranza di accettare quello che un tempo consideravo inaccettabile mentre, da fuori, cercavo con te un'alternativa. Sono passati tre mesi e ancora non sono del tutto riuscita nel mio intento personale ma la decisione presa non è cambiata e spero che col tempo mi abituerò. E sai perché? Si dice che non esista amore più grande di quello che una mamma prova per i suoi figli, ed è vero. Ma esiste un amore altrettanto grande, ed è quello che io provo per te. Buon compleanno, Mr D. Che questo regalo ti faccia comprendere quanto io possa amarti davvero.

Con amore profondo

B.”

 

ps: domani un post più approfondito sul perché ho preso questa decisione. Per chiarimenti si vedano i post precedenti, qui e qui

Aboninio geometrico primogenito

“Che belle che sono le stelle, mamma, non trovi? E poi puoi comporre le forme più strane... Per esempio adesso io vedo un triangolo isoscele. Che se poi lo ruoti mamma diventa scaleno eh”

martedì 8 settembre 2020

Come sarà crescere un maschio?

Da mamma di due femmine mi chiedo spesso come sarà crescere un maschio e a volte mi prende quasi il panico. Ho sempre pensato che avrei avuto solo figlie femmine. Le femmine le conosco, capisco i loro intrighi mentali, mi ricordo come era essere piccola e cosa provavo in adolescenza. Mi risulta facile, insomma, riuscire a comprenderle e non scontrarmi troppo con loro. E poi diciamocelo: adoro i loro giochi tranquilli e pacati mentre mi fanno schifo gli insetti, odio le armi e non sopporto i giochi troppo fisici dei cinni masculi. Lo so che magari non sarà così, ma magari lo sarà. Ieri l'altro siamo andati a cena da amici e la scena fra i preadolescenti è stata pressapoco questa: maschi da una parte, femmine dall'altra. I maschi attaccati alla play, gambe aperte, monosillabi. Le femmine a giocare a carte, chiacchiericce e composte. C'è poi chi mi dice che i maschi sono molto basic e che le femmine siano più complicate da un punto di vista psicologico... Non so... Vedremo. E poi io sarò la suocera. Oh! La suocera! Chissà se verrò odiata...Forse può sembrare un post colmo di stereotipi, e forse in effetti lo è. Ma come sarà crescere un maschio?

lunedì 7 settembre 2020

Un po' giù giù

Chi mi conosce sa che sono una persona molto attiva: adoro fare sport almeno un giorno sì e un giorno no e giro sempre a piedi o in bicicletta. Da venerdì pomeriggio tuttavia mi ritrovo in un riposo forzato che proprio non mi aspettavo. So che lo devo rispettare, il mio fisico parla chiaro e le mie contrazioni anche, ma probabilmente faccio fatica ad accettarlo. Già verso il pomeriggio infatti arriva un velo di tristezza che mi avvolge fastidioso per poi arrivare a sera quando si fa opprimente. Spero sia solamente una questione di abitudine. E poi non sarà per sempre, mi mancano ancora circa 3 mesi (ci sono sante donne che si passano tutta la gravidanza a letto) e il ginecologo mi ha anche detto che a parte queste due settimanine in cui devo stare buona buona, qualche passeggiata mooooooolto breve e con moooooolta calma le potrò fare. Ma non so se siano gli ormoni, la situazione o la combinazione di entrambi, beh, io mi sento un po' giù giù.

giovedì 3 settembre 2020

L'ultimo giorno

Con la prima gravidanza appena accennai alla mia pancia ripiena mi dissero subito che mi avrebbero sbattuto dal lavoro fuori all'ottavo mese. Con la seconda appena accennai alla mia pancia ripiena la mia capa mi urlò in faccia che dovevo abortire. A sto giro invece tutto pare filare abbastanza liscio almeno dal punto di vista lavorativo.Oggi scade il bonus che mi aveva concesso il Ginecoso per sistemare le cose urgenti qui in ufficio per cui da oggi pomeriggio sarò ufficialmente a casa in gravidanza a rischio e se tutto andrà bene tornerò a sedermi alla mia scrivania fra nove mesi. Nove mesi... Mamma mia... Non che in questi nove mesi io non avrò nulla da fare eh, ma è comunque un tempo che quasi fa impressione. Sicuramente lavorerò da casa almeno per le cose più urgenti (anche solo per il passaggio di consegne) ma sarò a letto lontana da questo posto e dalle persone che vi orbitano dentro. A me fa davvero strano.

martedì 1 settembre 2020

D'improbabili nomi

Primogenita ha preso la spassosa abitudine di aprire il libro dei nomi a caso dichiarando: “Basta! Il bambino si chiamerà....” e poi spara il primo nome intravisto. Ieri, alla preparazione della cena sento una nuova dicharazione giungere dalla sala:

“Basta! Il fratello si chiamerà... GENITALI!”

Era San Celestino, protettore dei genitali.

Povero cinno.

Buona buona e zitta zitta

Ieri il Gine mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha detto: “E ora te ne stai buona buona a riposo”. Mi ha così tanto colto alla sprovvista che me ne sono stata zitta zitta a fissarlo come un'ebete. Non me l'aspettavo. A sto giro pare che io abbia diversi fattori di rischio, uno davvero importante, per cui a casa e zitta. Sono poi gli stessi che avevo nelle altre due gravidanze solo che le volte scorse erano di poco conto mentre a sto giro si sono ingigantiti. Vi dirò solo i due che mi ricordo: uno è un'anemia che proprio non passa nonostante i numerosi e variegati pasticcazzi che mi prendo da mesi. Hanno iniziato a farmi le flebo di ferro e, se con quelle va meglio, continuerò a recarmi in ospedale una volta a settimana per imperarmi. Francamente chissene eh, non è poi tutto sto gran che. L'altro invece è un fibroma proprio in mezzo alle balle che mentre nelle altre gravidanze era grande come una pallina da golf a sto giro si è ingigantito fino ad arrivare alle dimensioni di una grossa arancia. Le volte scorse si era spostato lateralmente e così sono riuscita a fare i miei bei parti naturali senza problemi, ora invece pare sia proprio in mezzo alle balle, pare sia molto grosso, e pare sia quello a dare davvero tutti questi problemi e tutte ste contrazioni un po' troppo precoci. Mi ha detto che mi terrà monitorata per vedere come va e che, eventualmente, si farà un cesareo così si toglierà il bambino e anche il fibroma in quell'occasione. Io francamente spero si tolga dalle balle, spero di fare il mio bel parto ricco di doloree gioia e spero di fare l'intervento in un secondo momento. Comunque dopo uno stato iniziale di ebetismo, ho chiesto fino a venerdì per organizzarmi col lavoro e per fortuna mi è stato detto di sì e poi a casina. Dovrò formare una ragazza che mi sostituirà in questi mesi ma farò un paio di ore al giorno e volendo anche da casa finché lei non sarà pronta ma per il resto non devo stare né troppo seduta, né troppo in piedi e devo starmene buona buona a riposo. E buon riposo a me.