Primogenita lunedì
inizierà le medie e qui i cambiamenti sono all'ordine del giorno. E'
strano perché in tutti questi anni mi ero psicologicamente preparata
a quella che sarà l'adolescenza con i tiramenti di chiulo, le facce
inkazzate, gli scontri e gli allontanamenti. Eh ma mi era davvero
sfuggito un passaggio: il pre. Avrei dovuto immaginarmelo ma non ci
avevo proprio pensato al pre e ora mi sento come 11 anni fa, quando
partorii Primogenita trovandomi da sola in mezzo ad amiche che ancora
neanche avevano finito l'università e l'universo familiare non era
da loro neanche contemplato. Ricordo il senso di smarrimento e il
rimboccamento maniche, ricordo la sensazione di solitudine
nell'affrontare i temi della genitorialità senza avere qualcuno con
cui parlarne e soprattutto senza aver qualcuno con cui confrontarmi.
Ora mi ritrovo nella stessa situazione. Primogenita, a differenza di
alcune ragazzine della sua età, è ancora molto bambina: gioca
tantissimo con sua sorella e con la sua migliore amica, non ha il
cellulare, non va su internet e non ha un suo computer o un suo iPad,
è ancora ingenua e per niente smorfiosa e la cosa più bella che
l'universo le possa offrire è andarsene in giro mezza nuda tutte le
volte che può. Però le pressioni esterne iniziano a sentirsi e
faccio un elenco perché ultimamente gli elenchi mi sembrano qualcosa
di davvero ordinato e tutto sommato abbastanza semplice da leggere:
- cellulare. La maggior parte dei suoi amici, non tutti grazie al cielo, sono muniti di cellulare. Sia io che Mr D. non abbiamo mai dato né a lei né a sua sorella il cellulare per giocarci o per vedere video preferendo portarci in giro libri o parole enigmistiche per bambini, le mie figlie sanno giusto usare whatsapp perché ci parlano coi nonni ma ultimamente la pressione esterna si è fatta sentire e Primogenita ha iniziato a chiederci quando anche lei potrà essere cellulardipendente. Tutta l'estate abbiamo raggirato la domanda senza dare una risposta precisa ma, al rientro dalle ferie, ci siamo trovati un marasma di ragazzini attaccati agli schermi al parco giochi senza neanche capire come potesse essere successo che nel giro di 3 mesi tutti i genitori fossero impazziti e avessero deciso di rincitrullire i loro figli. Per il momento le abbiamo fatto capire che non ne ha bisogno perché se vuole parlare coi suoi amici li può comunque vedere tutti i giorni a scuola o al parco e se ha bisogno di noi, beh, noi ci siamo. Capisce la logica del ragionamento, la capisce così tanto che si lamenta del fatto che al parco non si parla più ma tutti sono attaccati agli schermi e lei si annoia. L'ultima parola strappata a Mr D. è stata che, se riuscirà a portare in pagella tutti 9 o la media comunque del 9 al primo quadrimestre, beh, ci penseremo.
- gruppi whatsapp. Questi ragazzini creano gruppi whatsapp come se piovesse. Primogenita mi ha chiesto di poter dare il mio numero e io non ci ho trovato nulla di strano e ho acconsentito. Non mi sarei però mai sognata di essere aggiunta in un gruppo che si chiama Le influencer e di ricevere 200 messaggini al giorno. “Ma mamma? Cosa vuol dire influenCHer?” Amoremiodolcedimamma. In questo gruppo dove sono tutte ragazzine si sparla. Ma si sparla sul serio. Ho sentito vocali allucinanti dove una sua amichetta andava a tutto spiano su un'altra non presente in chat, con modi di fare e atteggiamenti allucinanti da smorfiosa pettegola che mi hanno lasciata allibita. Io non ero così alla loro età. O meglio io non sono MAI stata così. Mia figlia non ha mai risposto a questi messaggi sviando il discorso su altri argomenti quando si stancava di sentir dire cattiverie di quest'altra che, fra parentesi, è pure un'amica sua. Ma mi sono ritrovata a cercare di capire come parlarle di un argomento tanto delicato senza dirle palesemente che questa sua amica sparlona è una vera stronza. Ci ho pensato tre giorni per riuscire a mettere insieme una bozza di discorso e alla fine ieri sera le ho parlato. Le ho detto quanto sia importante trattare gli altri come vorresti trattassero te, quanto sia importante conservare i valori cari come l'amicizia, quanto sia importante non farsi trascinare dal gruppo perché se tutte sparlano di una tua amica non è detto che lo debba fare anche tu se non la ritieni una cosa giusta. Le ho detto quanto sia importante ora non farsi influenzare dagli atteggiamenti delle altre persone se questi atteggiamenti non li ritieni buoni, come ad esempio la smorfiosaggine o l'assoluta ossessione per l'aspetto fisico, quanto sia importante potersi scegliere le persone con cui stare e, anche se viene aggiunta a gruppi whatsapp, è sempre libera di non rispondere. Le ho anche detto che controllerò le sue chat non perché sono una persona impicciona ma perché ci tengo a lei e alla persona che diventerà e in questa fase delicata in cui inizia ad essere la persona che diventerà è bene avere qualcuno che aiuti. Credo di essermi ingarbugliata così tanto mentre parlavo che non so se tutti i concetti siano stati compresi fino in fondo, a volte mi è sembrata confusa, a volte solo smarrita. Ritenterò.
- uscite in solitaria. Prima dell'estate i genitori non si azzardavano neanche a mandare i bambini a scuola da soli, cosa che Primogenita già fa ormai da mesi. Adesso i ragazzini possono addirittura andare in centro a Bologna a fare shopping da soli. Basterebbe questa mia affermazione per chiudere qui il discorso, se non fosse che ovviamente Primogenita chiede di poter seguire il gruppo. Abbiamo chiesto tempo, ne abbiamo discusso, ne abbiamo ridiscusso e siamo giunti alla conclusione che potrà andare e tornare da sola per quanto riguarda la scuola con il suo bel mazzo di chiavi di casa luccicanti fresco di ferramenta, che potrà andare al parco se un gruppetto di amici la passerà a prendere e che al parco potrà stare a girare con gli amici fino all'orario stabilito senza dover per forza rendere conto a me di dove è. Non si esce dal parco, non si va in giro in centro, non si torna dal parco da sole, ci si munisce di orologio e si rispettano gli orari per rifarsi viva. Non è ancora il momento di andare in giro in centro da sola o con una sua amica visto che io, alla sua età, ne ho beccati ben 4 di maniaci e tutte e 4 le volte sono stata molto fortunata. Ovviamente non le ho detto nulla ma le ho fatto capire che è ancora presto, che ci sono dei pericoli oltre che del divertimento e che vorrei che fosse preparata ad affrontarli nel caso si presentassero.
In tutto questo mia
figlia è stata super-collaborativa, un po' perché comunque non è
ancora un'adolescente per cui accetta i consigli e i confini che le
vengono dati, un po' perché di carattere è fatta così. Mr D. si è
rivelato disposto a parlare con calma dei minimi step di permessi che
le verranno rilasciati e degli accorgimenti da prendere facendo (e
qui sta la novità) fronte unito con me. Non abbiamo quasi mai fatto
fronte unito perché lui ha sempre ritenuto più importante poter
dire la sua davanti alle bambine anche se non era d'accordo con me.
Negli anni mi sono impuntata, mi sono arrabbiata, mi sono scannata ma
poi alla fine ognuno dei due diceva la sua e le bimbe avevano due
versioni di permessi su tutto. L'accordo è che, qualsiasi cosa la
ragazza chieda, si prenda tempo per parlarne con la mamma o col papà
prima di risponderle. E io? Beh io mi sento davvero spaesata,
concentrata nel cercare di non limitarla troppo ma di non lasciarla
neanche troppo a sé stessa. Mi sento come se camminassi in un
terreno del tutto inesplorato con la paura di poter pestare una mina
senza rendermene conto, mi stanno venendo fuori delle paure che avevo
sempre escluso a priori perché non sono una mamma ansiosa né
paranoica. Eppure. Eppure vengono fuori e le soffoco senza farle
minimamente vedere, facendo dei bellissimi sorrisi e abbracciandomi
la mia bambina dichiarandomi felice del fatto che sia più
indipendente e che stia crescendo e condividendo con lei il lato
bello dell'indipendenza. Eppure...

