giovedì 12 settembre 2019

Il pre

Primogenita lunedì inizierà le medie e qui i cambiamenti sono all'ordine del giorno. E' strano perché in tutti questi anni mi ero psicologicamente preparata a quella che sarà l'adolescenza con i tiramenti di chiulo, le facce inkazzate, gli scontri e gli allontanamenti. Eh ma mi era davvero sfuggito un passaggio: il pre. Avrei dovuto immaginarmelo ma non ci avevo proprio pensato al pre e ora mi sento come 11 anni fa, quando partorii Primogenita trovandomi da sola in mezzo ad amiche che ancora neanche avevano finito l'università e l'universo familiare non era da loro neanche contemplato. Ricordo il senso di smarrimento e il rimboccamento maniche, ricordo la sensazione di solitudine nell'affrontare i temi della genitorialità senza avere qualcuno con cui parlarne e soprattutto senza aver qualcuno con cui confrontarmi. Ora mi ritrovo nella stessa situazione. Primogenita, a differenza di alcune ragazzine della sua età, è ancora molto bambina: gioca tantissimo con sua sorella e con la sua migliore amica, non ha il cellulare, non va su internet e non ha un suo computer o un suo iPad, è ancora ingenua e per niente smorfiosa e la cosa più bella che l'universo le possa offrire è andarsene in giro mezza nuda tutte le volte che può. Però le pressioni esterne iniziano a sentirsi e faccio un elenco perché ultimamente gli elenchi mi sembrano qualcosa di davvero ordinato e tutto sommato abbastanza semplice da leggere:
  • cellulare. La maggior parte dei suoi amici, non tutti grazie al cielo, sono muniti di cellulare. Sia io che Mr D. non abbiamo mai dato né a lei né a sua sorella il cellulare per giocarci o per vedere video preferendo portarci in giro libri o parole enigmistiche per bambini, le mie figlie sanno giusto usare whatsapp perché ci parlano coi nonni ma ultimamente la pressione esterna si è fatta sentire e Primogenita ha iniziato a chiederci quando anche lei potrà essere cellulardipendente. Tutta l'estate abbiamo raggirato la domanda senza dare una risposta precisa ma, al rientro dalle ferie, ci siamo trovati un marasma di ragazzini attaccati agli schermi al parco giochi senza neanche capire come potesse essere successo che nel giro di 3 mesi tutti i genitori fossero impazziti e avessero deciso di rincitrullire i loro figli. Per il momento le abbiamo fatto capire che non ne ha bisogno perché se vuole parlare coi suoi amici li può comunque vedere tutti i giorni a scuola o al parco e se ha bisogno di noi, beh, noi ci siamo. Capisce la logica del ragionamento, la capisce così tanto che si lamenta del fatto che al parco non si parla più ma tutti sono attaccati agli schermi e lei si annoia. L'ultima parola strappata a Mr D. è stata che, se riuscirà a portare in pagella tutti 9 o la media comunque del 9 al primo quadrimestre, beh, ci penseremo.
  • gruppi whatsapp. Questi ragazzini creano gruppi whatsapp come se piovesse. Primogenita mi ha chiesto di poter dare il mio numero e io non ci ho trovato nulla di strano e ho acconsentito. Non mi sarei però mai sognata di essere aggiunta in un gruppo che si chiama Le influencer e di ricevere 200 messaggini al giorno. “Ma mamma? Cosa vuol dire influenCHer?” Amoremiodolcedimamma. In questo gruppo dove sono tutte ragazzine si sparla. Ma si sparla sul serio. Ho sentito vocali allucinanti dove una sua amichetta andava a tutto spiano su un'altra non presente in chat, con modi di fare e atteggiamenti allucinanti da smorfiosa pettegola che mi hanno lasciata allibita. Io non ero così alla loro età. O meglio io non sono MAI stata così. Mia figlia non ha mai risposto a questi messaggi sviando il discorso su altri argomenti quando si stancava di sentir dire cattiverie di quest'altra che, fra parentesi, è pure un'amica sua. Ma mi sono ritrovata a cercare di capire come parlarle di un argomento tanto delicato senza dirle palesemente che questa sua amica sparlona è una vera stronza. Ci ho pensato tre giorni per riuscire a mettere insieme una bozza di discorso e alla fine ieri sera le ho parlato. Le ho detto quanto sia importante trattare gli altri come vorresti trattassero te, quanto sia importante conservare i valori cari come l'amicizia, quanto sia importante non farsi trascinare dal gruppo perché se tutte sparlano di una tua amica non è detto che lo debba fare anche tu se non la ritieni una cosa giusta. Le ho detto quanto sia importante ora non farsi influenzare dagli atteggiamenti delle altre persone se questi atteggiamenti non li ritieni buoni, come ad esempio la smorfiosaggine o l'assoluta ossessione per l'aspetto fisico, quanto sia importante potersi scegliere le persone con cui stare e, anche se viene aggiunta a gruppi whatsapp, è sempre libera di non rispondere. Le ho anche detto che controllerò le sue chat non perché sono una persona impicciona ma perché ci tengo a lei e alla persona che diventerà e in questa fase delicata in cui inizia ad essere la persona che diventerà è bene avere qualcuno che aiuti. Credo di essermi ingarbugliata così tanto mentre parlavo che non so se tutti i concetti siano stati compresi fino in fondo, a volte mi è sembrata confusa, a volte solo smarrita. Ritenterò.
  • uscite in solitaria. Prima dell'estate i genitori non si azzardavano neanche a mandare i bambini a scuola da soli, cosa che Primogenita già fa ormai da mesi. Adesso i ragazzini possono addirittura andare in centro a Bologna a fare shopping da soli. Basterebbe questa mia affermazione per chiudere qui il discorso, se non fosse che ovviamente Primogenita chiede di poter seguire il gruppo. Abbiamo chiesto tempo, ne abbiamo discusso, ne abbiamo ridiscusso e siamo giunti alla conclusione che potrà andare e tornare da sola per quanto riguarda la scuola con il suo bel mazzo di chiavi di casa luccicanti fresco di ferramenta, che potrà andare al parco se un gruppetto di amici la passerà a prendere e che al parco potrà stare a girare con gli amici fino all'orario stabilito senza dover per forza rendere conto a me di dove è. Non si esce dal parco, non si va in giro in centro, non si torna dal parco da sole, ci si munisce di orologio e si rispettano gli orari per rifarsi viva. Non è ancora il momento di andare in giro in centro da sola o con una sua amica visto che io, alla sua età, ne ho beccati ben 4 di maniaci e tutte e 4 le volte sono stata molto fortunata. Ovviamente non le ho detto nulla ma le ho fatto capire che è ancora presto, che ci sono dei pericoli oltre che del divertimento e che vorrei che fosse preparata ad affrontarli nel caso si presentassero.
In tutto questo mia figlia è stata super-collaborativa, un po' perché comunque non è ancora un'adolescente per cui accetta i consigli e i confini che le vengono dati, un po' perché di carattere è fatta così. Mr D. si è rivelato disposto a parlare con calma dei minimi step di permessi che le verranno rilasciati e degli accorgimenti da prendere facendo (e qui sta la novità) fronte unito con me. Non abbiamo quasi mai fatto fronte unito perché lui ha sempre ritenuto più importante poter dire la sua davanti alle bambine anche se non era d'accordo con me. Negli anni mi sono impuntata, mi sono arrabbiata, mi sono scannata ma poi alla fine ognuno dei due diceva la sua e le bimbe avevano due versioni di permessi su tutto. L'accordo è che, qualsiasi cosa la ragazza chieda, si prenda tempo per parlarne con la mamma o col papà prima di risponderle. E io? Beh io mi sento davvero spaesata, concentrata nel cercare di non limitarla troppo ma di non lasciarla neanche troppo a sé stessa. Mi sento come se camminassi in un terreno del tutto inesplorato con la paura di poter pestare una mina senza rendermene conto, mi stanno venendo fuori delle paure che avevo sempre escluso a priori perché non sono una mamma ansiosa né paranoica. Eppure. Eppure vengono fuori e le soffoco senza farle minimamente vedere, facendo dei bellissimi sorrisi e abbracciandomi la mia bambina dichiarandomi felice del fatto che sia più indipendente e che stia crescendo e condividendo con lei il lato bello dell'indipendenza. Eppure...

mercoledì 11 settembre 2019

Soldi ben spesi

Ieri sono tornata al centro DCA dopo circa un mese e mezzo di assenza, è stata una ventata di aria fresca. La Psicocosa mi ha tranquillizzato molto in merito all'ultimo punto del mio ultimo post ovvero il fatto di andare in semitilt quando penso di rimettermi a regime con l'attività fisica ma soprattutto con l'alimentazione. Beh mi perdoni, ma se una persona è stata alcolista per vent'anni non può pensare di andare al bar a farsi un aperitivo con gli amici quando inizia a sentirsi meglio senza pensare di poter ricaderci e sbronzarsi. E' la stessa cosa per la sua malattia e il fatto che lei abbia paura e che sia andata in tilt, non del tutto per fortuna, è una cosa positiva perché si vede che ha capito che lei, la sua malattia, proprio non la vuole e non vuole ricadere nei vecchi schemi. Oh... ha ragione. Ha proprio ragione.

lunedì 9 settembre 2019

Lotte intestine

E' chiaro come il sole, almeno a me, che la mia lotta contro la bulimia non è ancora finita. Ci sono giorni che passano lisci senza alcun tipo di problema o paranoia, addirittura si protraggono ad arrivare ad una settimana o anche a dieci giorni e poi basta un nonnulla per farmi vacillare, come se fossi in bilico su una corda fra due grattacieli. Di punti ancora aperti ce ne sono parecchi anche se di miglioramenti ce ne sono davvero tanti e così, a freddo, me ne vengono in mente 5 ma sono sicuramente di più:
  • attacchi d'ansia di cui fatico a capire l'origine ma di questo ne parlerò più avanti
  • da anni convivo tutte le notti (tutte) con incubi ricorrenti anche se nell'ultimo mese mi capita di svegliarmi a volte senza aver fatto alcun sogno allucinante
  • se mangio troppo e ho lo stomaco troppo teso il primo pensiero, lo ammetto, è sempre quello di andare in bagno a vomitare anche se adesso lo accantono subito, come se fosse una mosca fastidiosa a cui neanche concedere cinque secondi del mio tempo
  • e poi il fisico... eh... il fisico. Mi guardo allo specchio e ancora non mi piaccio, anzi non è del tutto vero: a volte mi piaccio a volte no ma prevale di solito un giudizio non del tutto positivo. Ho ricominciato a vestirmi con un po' di tutto, jeans compresi (e vi assicuro che questa sì che è una conquista) senza sentirmi una salsiccia ambulante ma nonostante tutto il mio seno mi sembra grande e le mie cosce pure. Ormai è passata la fase ossessiva, però ancora è un punto aperto sul quale lavorare
  • la rigidità. Questo punto è collegato al punto precedente. Quando penso di volermi rimettere in forma, facendo più attività fisica o magari mangiando in modo più equilibrato il mio cervello va in tilt, completamente in tilt, e sono le uniche volte che succede. Quando infatti penso a rimettermi in sesto mi prende una gran paura di poter ripiombare nella malattia senza riuscire a trovare un equilibrio e mi trovo poi come due giorni fa, sul divano a divorarmi patatine con uno stomaco al limite del vomito già strapieno di un pranzo decisamente poco salutare.
Domani comunque ricomincio ad andare al centro DCA dopo un mese e mezzo di totale autogestione e sarò fiera di poter dire che neanche una volta sono corsa in bagno a vomitare.

domenica 8 settembre 2019

Magica Emy

Ultimamente i miei amici, ogni volta che mi vedono dicono sempre la stessa cosa che recita circa così: Oh maddai! Ti sei cambiata di nuovo il colore e il taglio di capelli? Stai benissimo! In realtà quello che non sanno è che i miei capelli da circa due mesi godono di vita propria. Presi la decisione l'ultima volta che li ho fatti viola facendoli diventare, contro mia volontà, di un blu elettrico degno del fumetto più psichedelico. Da quel momento ho rinunciato ad avere un qualsivoglia potere su di loro. Lasciandoli in completa libertà sono diventati prima bluette, poi azzurri, poi verdi, poi turchesi, poi verde acqua, poi glicine, poi gialli e poi di nuovo bianco platinato che, insieme alla ricrescita, mi stanno facendo fare, non si sa come, un gran figurone. Francamente sono curiosa di vedere come si trasformeranno nei mesi invernali.

giovedì 5 settembre 2019

Tanto per essere magnanimi

Dire che sono fuori forma è essere davvero ottimisti. E' da anni che sono una persona abbastanza sportiva, ho passato periodi della mia vita davvero da infottata seguiti da periodi di meno attività. Ultimamente tuttavia credo di aver raggiunto un livello piuttosto bassettino. Che io sia fuori forma per me è evidente. Da quando sono in terapia ho preso su qualche chiletto, pare necessario. Le mie cosciotte hanno iniziato a toccarsi all'interno, il mio seno è diventato decisamente più grande con conseguenti mal di schiena ma complessivamente tutti dicono che sto meglio così e io, complice ovviamente la terapia, non me ne faccio più un problema (e vi assicuro questa sì che è una novità!). Prima delle vacanze andavo comunque a correre un paio di volte a settimana fin su a San Luca e poi, come succede quasi per tutti, durante le ferie mi sono fermata. Lunedì, subito al rientro, ho deciso di ricominciare con qualcosa di soft, una corsetta di una mezzoretta. Sono morta. Ho pensato che potevano aver contributi diversi fattori: il rientro dalle ferie, la ripresa dei ritmi frenetici, il ciclo in arrivo. E così sono tornata ieri, sempre corsetta soft di una mezzoretta. Sono morta. Addirittura ieri sera sono andata a letto con la borsa dell'acqua calda per i dolorini alla schiena. E' venuto il momento di rimettermi sotto. E benvenuto settembre.

mercoledì 4 settembre 2019

L'idillio

Erano diversi anni che non facevo delle ferie così rilassanti. Lo scorso anno in vacanza è stata male la mamma di un amico in vacanza con noi, che purtroppo sarebbe morta di lì a poco, per cui per forza di cose mi sono accollata 4 bambini invece delle mie solite 2 per tutta la durata delle vacanze, ho preparato pranzi e cene per 4, ho giocato con 4, ho tenuto d'occhio 4 mentre cercavo di spiegare alla figliolanza sotto insistenti domande perché il loro papà non c'era e la loro mamma passava tutto il tempo o al telefono o a piangere, insomma diciamo non proprio al relax ecco. Quest'anno invece il paradiso. Grazie a una conoscenza di Mr D. che ci ha chiesto una somma ridicola, per 3 settimane siamo approdati all'isola d'Elba in una villetta indipendente sul mare, grazie a tutta una rete di amici pescatori ci siamo accaparrati una barchetta in modo da poterci godere il mare senza il caos di agosto, andando a pescare spiaggette completamente deserte e scogli piatti senza anima viva e le mie figlie ora sono abbastanza grandi da chiedermi, al massimo, di leggere un libro ad alta voce per loro. E' stata una vacanza da sogno, erano anni che non mi sentivo così bene e così in pace col mondo. Ho passato quasi tutti i tramonti a leggere su una sdraio guardando il mare, quasi tutte le sere a osservare le stelle affianco a Mr D. e quasi tutti i giorni a prendere il sole e a tuffarmi in un mare cristallino e pieno di pesci. Nessun impegno, nessun amico con cui mettersi d'accordo, nessuna rottura di cocomeri. E l'ansia? Ah beh quella è venuta con me eh, probabilmente mi vuole troppo bene per lasciarmi sola. Mi aveva dato tregua 4 giorni, i primi 4 giorni di vacanza, e poi è rispuntata come se nulla fosse per tenermi compagnia (la maledetta) facendomi mancare il respiro ogni tre per due. Il rientro, come c'era da aspettarsi, è stato traumatico. Non ho mai avuto un rientro così traumatico ma non ho mai avuto delle ferie così belle per cui direi che ci sta. Senza ombra di dubbio, comunque, sono state le ferie più belle che io abbia mai fatto in tutta la mia vita.

giovedì 8 agosto 2019

Out of Blog

Finalmente è giunto anche per me il momento di andare in ferie.
Auguro a tutti voi, e anche a me, delle vacanze ricche di sorrisi, serenità, felicità e spensieratezza. Ci si ribecca a settembre!

Da dove le sentono poi certe cose i bambini...

“Beh dai... è un bel film alla fine no?”
“Ma no! Guarda! Che cosa assurda. Cioè dai! Nevica e a quella si trasforma l'abito? Ma che razza di roba è questa?”
“Io non capisco dove stia il problema, è un evidente caso di neve cambia look

martedì 6 agosto 2019

Il punto

Vivo con la costante impressione di avere due dita che premono nel solco in mezzo alle clavicole. La sensazione è costante, presente e mai assente. A volte si fa più forte, così forte che fatico a parlare e se ci provo sembra che abbia un forte abbassamento di voce. Non è piacevole, a volte mi viene da piangere, ma poi penso che questo è sicuramente preferibile allo sfondarmi di cibo e provocarmi il vomito 4 volte a settimana anche se vorrei capire come fare ad abbattere anche questo muro. In questo mese e mezzo di pausa dal centro mi è stato consigliato di tenere a mente alcuni punti:
  1. se l'ansia c'è esiste un motivo
  2. la mia ansia con molta molta molta probabilità deriva dal meccanismo Pollyanna (che io preferisco chiamare meccasino Eleanor)
  3. se si intercetta qualcosa di negativo, provare a guardarlo e a leggerlo senza pensare di dover fare niente, o di dover stroncare tutto
  4. riuscire a guardare l'ambiguità tollerando il fatto che possa esistere (mi può piacere il mio lavoro anche se sono arrabbiata con il mio capo, posso voler un mondo di bene alla mia amica anche se ci ho litigato e in questo momento non la sopporto)
Che le ferie forzate dal centro DCA abbiano inizio.

giovedì 1 agosto 2019

Meccanismo Pollyanna

Ormai ho capito come funziona: la Psicocosa lancia un seme nel mio giardino così, casualmente, e poi quello piano piano cresce finché lei non mi invita a guardarlo ben bene. L'ultimo albero che è cresciuto nel mio giardino è proprio questo: che io e Pollyanna potremmo essere gemelle. In poche parole il fatto è questo: non mi permetto di vedere il lato negativo di nulla focalizzandomi solo sui lati positivi. Attenzione questo non vuol dire essere una persona ottimista, vuol dire rifiutarsi di accettare qualsiasi lato negativo della vita o delle persone, imporsi di non vederlo e di non sentirlo cercando di escluderlo a priori senza neanche pensare che possa esistere o che possa essere esistito. Questo meccanismo va a braccetto con la mia forte autoironia che parte in automatico quando mi accadono cose allucinanti. Io francamente credevo fosse un bene ma in questi mesi ho iniziato a capire che c'è molta differenza fra l'essere una persona fondamentalmente positiva ed essere Pollyanna e tutto sta proprio nell'accettare o meno il negativo della vita. Questo meccanismo difensivo al limite dell'ottusità (quasi quasi toglierei “al limite”) mi ha permesso di sopravvivere in un'infanzia fatta di contraddizioni e sballottamenti, in un'adolescenza fatta di solitudine e semidepressione, mi ha permesso di non gettarmi sotto un ponte o di non diventare cocainomane sfogando in un disturbo alimentare piuttosto che in un'ossessivo compulsività da manuale, ma mi sta anche impedendo di accettare la vita così com'è creandomi delle chiusure davvero assurde, degli scompensi davvero pesanti, facendomi dimenticare tantissime cose legate alla mia vita e impedendomi di accettare appieno quello che mi sta intorno. Questa negazione totale della negatività mi ha portato ad accettare situazioni inaccettabili, a continuare a frequentare persone dannose, mi ha portato a perdonare persone imperdonabili con un rifiuto totale di vedere quello che è successo (se penso che sono riuscita a perdonare, giustificandolo come persona fondamentalmente buona, il ragazzo che mi picchiò quando avevo quindici anni... assurdo). L'ho mai scritto che tutte le sedute negli ultimi mesi iniziano sempre con la stessa frase?
Com'è andata questa settimana, Sig.ra B?
Bene, davvero benissimo. Ho vissuto con costanti e a volte pesantissimi attacchi d'ansia che mi facevano addirittura perdere la voce ma non capisco perché. Tutto è andato molto molto bene, non è successo nulla di rilevante. Io sto bene
E poi nel corso della seduta pian pianino vengono fuori tante piccole cose che ho completamente rimosso, che non mi sono permessa di vedere o su cui ho ironizzato così tanto da eliminare il lato negativo quasi del tutto. Perché diciamocelo: su alcune cose è facile confinare il lato negativo rifiutandosi di vederlo ma su altre è impossibile. Come al compleanno di Sbibulina quando mio mio padre e il marito di mia madre hanno iniziato a insultarsi urlando così forte da far apparire alle finestre i vicini di casa. Ma tutto è andato bene, benissimo. Io sto bene. Benissimo.
Fino a ieri e alla seduta in cui è stata davvero smascherata Pollyanna non l'avevo capito ma oggi ho compreso appieno perché “Eleanor Oliphant sta benissimo” è in assoluto il mio libro preferito, il libro più bello di sempre, un libro così meraviglioso che lo sto rileggendo per la terza volta di seguito senza mai fermarmi. Forse invece di Pollyanna, Eleanor è il nome adatto.