giovedì 15 giugno 2017

Cof cof

Ammalarsi d'inverno è brutto, ma ammalarsi d'estate è l'apice dell'anti-natura. Dopo aver passato il fine settimana picci picci pucci pucci con un Mr D. lievemente raffreddato, essendo io perdutamente innamorata e volendo condividere tutto col mio maritino, ho pensato bene di prendermi i suoi germi. E così lui dopo due giorni bello come il sole, io son quattro giorni che sto malissimo: placche, tosse da scaricatore di porto, mal di gola da coltello piantato nella laringe, raffreddorone colabrodo il tutto condito da un'alternanza di afonia e voce da uomo mooooooolto sexy. Aggiungiamoci pure i 38 gradi all'ombra et le voilà, les jeux sont faits. Odio ammalarmi in estate. Lo odio lo odio lo odio lo odio.

martedì 13 giugno 2017

Nove anni fa ero lì con gli occhi chiusi che affrontavo con una serenità fuori dalla normalità una contrazione dopo l'altra ormai da 16 ore. È stata senza dubbio l'emozione più forte, l'Amore più grande. E giorno dopo giorno l'Amore aumenta, illimitato, potente, gratuito. Ti guardo e mi innamoro ogni istante di più. Ti guardo e vedo tutte le tue qualità, tutta la tua dolcezza, tutta la tua generosità. Ti guardo e vedo il dono più grande che potessi mai ricevere.
Grazie, Amore mio, e auguri per i tuoi splendidi nove anni.

La luce in fondo al tunnel

Finalmente la vedo, la luce. È sempre più vicina, sempre più palpabile. La luce è lì, che mi chiama a sé e giungerò a lei domenica sera, concludendo definitivamente tutti gli impegni scolastici ed extrascolastici delle biscottine.
E dopo sì, che iniziano le vere vacanze, le vacanze in cui si va comunque a lavorar, ma si smette di correre come matti per compiti, riunioni, saggi, gite, feste e chi più ne ha più ne metta.
Finalmente la vedo, la luce.

lunedì 12 giugno 2017

Picci picci pucci pucci

Quando io e Mr D. ci ritroviamo soli senza figlie il copione è sempre lo stesso: torniamo ad essere due adolescenti innamorati con sbaciucchiamenti, smielosaggini, ormonella a go go, battute e risate a non finire e tutto quello che comprende il pacchetto diciassettenni. È stato così anche questo fine settimana: figlie dai nonni, casa libera. Ci ho sempre tenuto a questi momenti solo per noi, ho sempre in testa le parole di mia zia che dopo 35 anni di matrimonio si è smollata col marito: “Trovatevi sempre del tempo per voi, per riscoprirvi e per amarvi, per evitare che un giorno, cresciuti i figli, vi ritroviate a convivere con una persona con cui ormai non c'è altro che amicizia”. È stato uno splendido fine settimana, compreso il rientro delle pupette che mi si sono incollate addosso come cozze fino ad addormentarsi accoccolate a me. È stato davvero uno splendido fine settimana.


venerdì 9 giugno 2017

Corri Spetti, corri!

Ebbene sì, ci sono anche dei matti fuori di testa che si svegliano alle 4 della mattina, si preparano, escono, si posizionano alle 5,30 am sulla linea di partenza e vanno a fare una bella corsetta indovinate di quanti chilometri? 5.30. E tutta questa follia ha pure un nome: si chiama indovinate come? Run5.30. E una spettinata fuoriditesta poteva non andarci? E' venuto anche Mr D. che, con mio sommo orgoglio, questa mattina era decisamente più spettinato di me.

mercoledì 7 giugno 2017

Sarah

Per la prima comunione di Primogenita abbiamo voluto farle un regalo che andasse al di là del materiale, che esprimesse valori quali generosità e altruismo e così le abbiamo regalato una sorella a distanza. Non è stato facile spiegare a mia figlia il concetto di sostegno con dei soldi a un essere umano lontano chilometri e chilometri, non è stato facile spiegarle le condizioni di vita, le difficoltà, le assurde quotidianità che si trovano ad affrontare persone meno fortunate di noi. Ma Primogenita si è rivelata interessata, entusiasta e felice del suo regalo speciale e ieri mi ha chiesto aiuto per scrivere la sua prima letterina poiché a Sarah occorre scrivere in inglese e io mamma, odio l'inglese! Sono felice che abbia preso la mia sensibilità e il mio entusiasmo ma l'avversione per le lingue quella è tutta farina del sacco paterno. Ahimè.

martedì 6 giugno 2017

Sogno e poi son desta

Questa notte ho unito tutte le mie ansie lavorative e le sfuriate dei mie capi alle mie paranoie riguardo al peso. Il risultato è stato un mélange ansioso di incubi allucinanti. Ho aperto gli occhi in un risveglio ben poco piacevole. E poi ho sentito un affare peloso che mi sleccazzava con la sua linguetta puntigliosa. E il risveglio ben poco piacevole si è trasformato in un sorriso.

6.6

Il 6.6 è una data speciale da 11 anni a questa parte: è l'inizio della nostra vita. Mai avrei pensato che da quel primo bacio rubato davanti alla lettura di Benigni del Paradiso dantesco sarebbero sbocciate due figlie e un matrimonio meraviglioso. Sono 11 anni, 11 anni che sembrano una vita ma che sembrano un attimo. 11 anni di vero amore. Sei quanto di più bello mi potesse capitare...

lunedì 5 giugno 2017

Mi sono ritrovata, qualche giorno fa, a chiacchierare con la moglie incinta del mio ex mentre i suoi due figli giocavano con le mie due figlie. Di fianco a noi mio marito parlava con suo marito. E in quel momento ho visto la situazione da fuori e ho sorriso. Se avessi raccontato questa scena alla me sedicenne non ci avrebbe creduto. Come la me ventiduenne non avrebbe mai creduto che il libro regalato dallo Stronzo sarebbe un giorno diventato il libro preferito delle mie due figlie. La vita a volte è davvero strana, ti porta verso strade inaspettate, ma decisamente migliori di quelle immaginate. O almeno per me.

giovedì 1 giugno 2017

Ilpaccoddaggiù

Maggio-Giugno son sempre mesi abbastanza pieni sia a casa che al lavoro, ci si alza stanchi e il miraggio del mare pare sempre più vicino ma irraggiungibile. Questa mattina mi sono alzata, lo ammetto, assai svogliata. Non mi capita mai, non che io sprizzi gioia ad andare al lavoro, ma non ho mai problemi di Oggi non ne ho voglia per un ka. Stamattina invece, dopo aver ascoltato assonnata tutti i sogni delle mie figlie raccontati a raffica e a voce decisamente troppo alta per una persona in procinto di prendere il primo caffè della giornata, ho pensato che proprio di andare a lavorare non ne avevo voglia. Ma tant'è... Sono arrivata, mi sono appoggiata alla scrivania, ho sistemato tutte le mie cose e ho aspettato paziente che l'orda di studenti varcasse la soglia, più con la testa in mezzo al blu che dentro alle mura in cui mi trovavo.
Ciao Spetti, buongiorno. Senti, visto che mi aiuti sempre e che sei sempre gentile e sorridente ho pensato di farti un regalo. Ti ho portato un pacco da giù! Spero tu sia in macchina perché ci sono anche pane, marmellate, conserve, pomodori, rucola e molte altre cose buonissime

A volte basta davvero solo un pacco da giù.