Uno dei cartoni preferiti da Birullulo è Inside Out e ogni volta che lo guardo mi rendo conto che a dominarmi è sicuramente Tristezza. In questo periodo poi, non so neanche esattamente perché, la fa proprio da padrone. Settimana scorsa hanno chiamato mia mamma per la visita pre-operatoria (protesi di ginocchio. In realtà li deve fare entrambi ma prima ne fanno uno poi fra un anno o due l'altro). Sapevo da tempo che sarebbe arrivato il momento e razionalmente capisco che poteva andare decisamente peggio. Potevano chiamarla ad esempio quando ancora suo marito era qui con noi e sarebbe stato peggio perché non avrebbe potuto occuparsi di lui e io mi sarei trovata a dovermi occupare di entrambi. O avrebbero potuto chiamarla durante il trasloco o subito dopo i lutti. E invece la chiamata è arrivata ora a una decina di giorni dal suo compleanno e dal Natale ma in un periodo relativamente tranquillo. Non che sarebbe stato comunque un Natale gioioso visto i nostri recenti lutti ma sicuramente sarebbe stato migliore che passarlo in ospedale. Settimana scorsa dunque visita pre-operatoria che ahimè non è andata come si sperava. Le hanno trovato un valore nella coagulazione del sangue per niente buono e per niente giustificato dal suo quadro clinico per cui le hanno fatto altre analisi e siamo in attesa (questa settimana) di notizie. Io non so cosa dire. Davvero. Sono triste. Sì. Direi che la tristezza è il sentimento che più mi domina. Avevo comunque pensato in generale di fare una bella torta per il compleanno di mamma (compie gli anni l'antivigilia), avrei voluto festeggiare il Natale con lei vicino a me a casa dei miei suoceri, avrei voluto andare via con la mia famiglia dopo Natale per qualche giorno di relax tutti insieme. E invece l'unica cosa che adesso vedo è preoccupazione per quello che verrà. Anche perché mia mamma è obesa e si sa che per le persone come lei i rischi operatori sono maggiori rispetto alle persone normopeso per cui ero già un pochino preoccupata di mio e per quanto razionalmente cerchi di riportare il tutto nella giusta misura, dal punto di vista emotivo la situazione a volte mi sfugge di mano. E già lo scorso Natale è stato un brutto Natale, il primo senza la nonna. E già lo scorso Natale sapevamo che forse sarebbe stato l'ultimo Natale con il marito di mamma, l'ultimo Natale con tutta la “famiglia” riunita (era da anni che non succedeva). E già questo Natale sarà il primo senza di lui, il secondo senza di lei. Vedremo questo Natale. Vedremo. Ma le premesse non è che siano un granché buone.
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