Innanzi tutto si spera sia davvero l'ultima parte di sta saga che personalmente mi pare infinita.
Per il compleanno di Secondogenita ho realizzato una delle mie solite torte e ho optato, visto la calura e il periodo, per una bella cheesecake al melone. Un azzardo a dirla tutta perché non l'avevo mai provata. Ma tanto gli ingredienti sono buoni, la decorazione l'avevo in testa, e così mi sono lanciata. Ho preparato dunque il dolce più in fretta di quanto avrei voluto a causa di impegni che si sono aggiunti all'ultimo minuto e non sono neanche riuscita a farla riposare a dovere fra uno strato e l'altro con la simpatica conclusione che ho dovuto variare la decorazione perché non si era raffreddata come avrei voluto. Ad opera finita osservo la mia cheesecake abbastanza soddisfatta, sebbene per l'impasto preparato me la aspettassi francamente più alta. Pazienza. La metto in frigo e me ne dimentico fino a sera quando apro per preparare la cena. Ed eccolo lì, il cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Ho preparato la cheesecake senza cheese. Cioè ho davvero preparato una cheesecake senza cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Alla fine grazie al cielo ho spirito di inventiva e ho rimediato preparando una ganache decorativa proprio al cheese e sbaffandola sopra in modo che il sapore almeno ci fosse.
L'altro giorno sono uscita a fare una bella corsetta, sono tornata a casa e ovviamente mi sono sbaffata sotto la doccia. Sarebbe stato anche bello visto che ero da sola in quel momento, avrei anche potuto godere di un minimo margine di relax. Appena uscita dal bagno mi arriva un messaggio di un mio amico che desiderava una fetta di torta e mi chiedeva di portargliela. Nel frattempo io avrei dovuto mangiare qualcosa (avevo corso e volevo evitare di svenire, e così ho cacciato due fette di pane dentro al mio centenario tostapane), avrei dovuto stendere la mia cinquecentesima lavatrice della giornata e impostare la cinquecentunesima lavatrice della giornata e avrei anche dovuto fare la spesa e cucinare. Ma sì, ma perché no, perché non portare al mio amico la torta. E così ne ho tagliata una generosa fetta, l'ho impacchettata alla bellemmmmeglio e sono uscita di casa coi capelli ancora bagnati e gocciolanti cercando di fare il più in fretta possibile. Se non che a metà strada fra casa sua e casa mia la rivelazione: il tostapane. Non ho staccato il tostapane. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Un tostapane del milleduecento senza alcun tipo di spegnimento automatico e con lo spinotto tutto rotto dai fili scoperti. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. E torna indietro correndo, con la torta ormai mezza squagliata e il cuore in gola. Almeno la mia casa non ha preso fuoco ma visto l'andazzo di questi ultimi tempi mi verrebbe da dire: Per ora.