Ultimamente casa
mia sembra il caos. Mr D. è malatisssssssimo, ha addirittura
sfiorato la quasi mortale temperatura corporea di 37,3°,
comportandosi di conseguenza. Se uniamo a questa pesantissima
influenza il suo sempre più numeroso e stressante lavoro, senza
sentirmi troppo in colpa per aver esagerato, posso tranquillamente
descrivervi un marito semimostruoso che si incavola per qualsiasi
cosa starnutendo a più non posso. Condiamo questa insalata maritosa
con Primogenita che sta crescendo e che, in quanto semidonna, ha
sbalzi d'umore degne di Dott.ssa Jekyll e Miss Hyde insieme a una
Sbibulina che sta diventando sempre più testarda.
E poi ci sono io,
che mi guardo intorno con due occhiaia che un panda gigante mi
abbraccerebbe riconoscendo sua sorella. Io sono molto stanca e quel
che è peggio quando mi arrabbio e soprattutto quando non mi sento
ascoltata e mi sento frustrata non ho la possibilità di sfogarmi
immediatamente come facevo prima. Perché prima fuggivo, lo ammetto.
Fuggivo infilandomi pantaloni, maglia e scarpe da ginnastica e
tornavo dopo un'ora fradicia e serena. Ora le cose che prima riuscivo
a sopportare mi sembrano macigni e non posso fare altro che sdraiarmi
sul letto, mettere le mani sulla pancia e aspettare che tutto passi.
La rabbia di solito
riesco a gestirla abbastanza in fretta ma la frustrazione no. La
sensazione di non essere ascoltata, di non essere capita, mi getta
nel più totale sconforto facendomi desiderare di fare baracca e
burattini e andarmene via per un po' (cosa che fra parentesi mi
farebbe un gran bene).
Scusate lo sfogo,
ma da qualche parte dovrò pur sfogare, o no?