venerdì 31 marzo 2017

“Ah... niente... domani mica andiamo eh!”
“Umpf”
“Dai, Spetti... non senti che tosse che hanno? Sembrano due scaricatori di porto! Non possiamo partire”
“Umpf”
“No no e no, poi rischiamo che peggiorino”
“Ok... ok.. e se ci andassi da sola?”
“Umpf”
“Cioè dai... il prossimo fine settimana libero da impegni lo abbiamo a fine maggio e io il Fratellone non lo vedo da due anni”
“Umpf”
“Ok... ok... magari vado solo domani, parto e torno in giornata”
“Ok”
“Ok”
La vita familiare è fatta di compromessi, ve lo avevano detto? Ah, io domani Brescia. Da sola. Oh yeah.

mercoledì 29 marzo 2017

Corri Forrest Corri

Oh, quando mi metto in testa una cosa io, cascasse il mondo, mi adopero affinché io riesca a portarla a termine a qualsiasi condizione in qualsiasi modo in qualsiasi tempo. In questo periodo della mia vita mi son fissata con la corsa. Cioè, intendiamoci, corro da anni in realtà, ma mai seriamente e mai con costanza. E invece nella mia testolina malata da qualche mese è nata un'idea che pian pianino si è sviluppata fino a sbocciare: la maratona. Sono matta direte voi, mais bien sur risponderò io. E perché in francese? direte voi. Per questo motivo:


Dopo essermi fatta fare un piano di lavoro personalizzato da un mio amico maratoneta, ho deciso di affrontare una corsa superfattibile (in allenamento faccio sempre almeno 10 km) per cui mi sono iscritta alla mezza maratona di Losanna partecipando ai 10 km e approfittando della location per fare una capatina dal mio amico o insieme ad una truppa di amiche o in famiglia (dipenderà da Mr D.). Et  donc voilà:

La tappa successiva sarà la mezza maratona (a sto giro i 21 km) nella mia città a Settembre e poi la maratona intera non so ancora né dove né quando ma soprattutto... perché!

martedì 28 marzo 2017

Recuperi

“Passò l'intera serata del capodanno 1980 a indicare la mia pancia e dire che eri un errore... eri un errore... eri un errore... ricordo che mi chiusi in bagno a piangere e dovetti fermare Tiziano perché, incavolato nero, si lanciò su tuo padre per prenderlo a pugni. E poi quando ci separammo io ci provai, eh, provai a chiedergli di ricominciare e lui continuava a dirmi di no. Gli chiesi il motivo e lui mi rispose ha 18 anni ed è vergine
BUM.
Ok, in trentacinque anni di cose su mio padre ne ho sentite tantissime e molte le ho vissute sulla mia pelle ma ogni tanto mia madre, quando è in vena e le conversazioni fra noi si fanno più serie, mi lancia certe chicche che non possono non farmi pensare. Credo che non mi abbia raccontato moltissime cose che ha/abbiamo vissuto fondamentalmente per due ragioni:
  1. per proteggermi
  2. per non rovinare il rapporto che si poteva creare fra me e mio padre
In realtà il secondo punto è assai controverso poiché da un lato mia madre non ha mai detto nulla contro mio padre, o verità scomode sul suo conto, davanti a me fino a che non sono diventata adulta, ma dall'altro lato ci sono stata io che, con l'innata paura di una bimba di tre anni, non ho mai raccontato neanche un episodio spiacevole a mia madre, mai detto quanto male ci stavo ad andare da lui e forse proprio per paura che mia madre decidesse di non farmelo vedere più (si, lo so, possono sembrare ragionamenti un po' troppo adulti per una bimba dai tre anni in su, infatti non sono stati ragionamenti ma credo più un senso innato di responsabilità e paura insieme).
Detto questo, la bomba è arrivata non senza sconvolgermi un po', ma giusto un po' eh, perché a pensarci bene il racconto collima abbastanza con il padre che ho imparato a conoscere e accettare. E il fatto che ora i rapporti con lui siano così tanto cambiati, che ci sentiamo ogni giorno anche solo per cinque minuti, che ogni tanto mi dica (anche se solo per messaggio) che mi vuole bene, che mi abbia palesemente detto (anche se solo via skype) che per lui vengo prima di tutte le altre persone della sua vita, beh, assicuro che son passi da gigante. Sarà la saggezza, la vecchiaia o il rincoglionimento senile, ma io lo preferisco così.

Un po' uomo

Propria della donna è la qualità (tzk... qualità) di arrovellarsi il cervello in pensieri che, diciamocelo, a volte non portano proprio da nessuna parte. Io sono un concentrato traboccante di questa meravigliosa dote ma ieri sera ho detto basta e per la prima volta ci sono riuscita, non senza stupore lo ammetto. Per me come sapete questo è un periodo emotivamente impegnativo e ricco di e se... e forse... e ma... e sebbene io ripeta spesso alle mie amiche un proverbio molto giusto ovvero non fasciarti la testa prima di essertela rotta, beh, io non lo seguo. Ieri sera ci ho provato: ho staccato il cervello. Impossibile, credevo io. Possibile, mi ha risposto il cervello (o forse la stanchezza). Fatto sta che ho semplicemente preso la decisione di non pensarci. Di solito la microdonnina nel mio cervello, nonostante la decisione presa, continua a farmi capolino rompendomi i coglioni. Ieri sera no: mi sono rilassata davanti alla tv, mi sono gustata uno yogurt e poi me ne sono andata a letto a ronfare (non senza un traboccante potpourri di sogni allucinanti). Tutto questo per dirvi: Si... può... fareeeeeeee.

domenica 26 marzo 2017

“E se peggiora?”
“Ah... Signora... peggio di così...”
Sinceramente sentirsi dire così ad un pronto soccorso non è proprio il massimo della vita ma in realtà è proprio che ho udito la domenica mattina, con tre medici chinati sulla mia faccia ad esaminare il mio occhio gonfio. E dire che a me sembrava divertente entrare nell'ambulatorio e dire Ah, niente, sono stata rapita dagli alieni. Sono stati loro. Anche perché basta guardare come ero messa... Ammettiamolo... ci sta! 
 
Quando però ho visto la faccia preoccupata dell'assistente e ho sentito la dottoressa ripetere ossessivamente Controlla se ci son danni alla retina ammetto che ho iniziato a preoccuparmi.
“E quanto ci vorrà?
“Eh, Signora, non lo sappiamo... Diciamo che è quasi impossibile che peggiori comunque nel caso peggiori torni subito qui. La cosa più probabile è che non migliori e in quel caso torni subito qui. Nel caso invece migliori... beh... meglio”
Ah... come adoro essere consolata dalle rassicuranti parole del medico di turno...

venerdì 24 marzo 2017

Errori da pivella proprio

Allora, partiamo dalle basi: io reggo. L'ho sempre retto l'alcol e molto bene. E per reggerlo bene ho sempre adottato due semplici regole:
  1. bere a stomaco pieno (eggrazie)
  2. verso la fine della serata, quando sento che sto andando verso l'ubriacatura marcia, smetto di assumere alcol e tracanno acqua come se non ci fosse un domani (ingurgitandone anche due-tre litri senza problemi)
I risultati sono garantiti: i post sbornia non compaiono mai.
Ma ieri l'altro sera, complici una serie di fattori a me esterni, ho iniziato perdendo il primo punto. Ahimè. E visto che la serata è sbocciata da subito rivelandosi alquanto molesta, è finita con vette di insperato alcolismo. Il punto due è stato perso a causa del portafoglio che riportava, dopo sette bottiglie di vino in cinque, un venticentesimino solo soletto che non avrebbe pagato neanche un bicchiere di plastica. Il risultato è stato catastrofico. Mi sono svegliata il giorno dopo, completamente vestita e ancora coi tacchi, sul divano di casa, senza i miei orecchini e con una spilla di cui ignoro completamente la storia. Meglio non parlare della nausea e del mal di testa epocale.
Ebbuongiorno.

mercoledì 22 marzo 2017

Cosa ti rende felice?

Questa domanda mi è stata posta qualche giorno fa da un mio collega mentre stavamo sorseggiando un accogliente caffè in un bar qui vicino. Devo ammettere che non ho risposto subito perché il confine fra ciò che mi rende felice e ciò di cui ho bisogno è davvero quasi impercettibile e a una domanda così precisa occorre una risposta altrettanto precisa. Non so esattamente cosa mi renda felice, ma so cosa mi è successo ieri l'altro sera. Sbibulina si è addormentata là dove non si doveva addormentare e Mr D., sollevandola per riportarla a letto, l'ha svegliata. Apriti cielo. Pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla. Io ero di là, a finire di sparecchiare quando, dopo dieci minuti di pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla, mi sono stancata. E così mi sono lavata le mani, sono andata in camera, ho pregato Mr D., sdraiato in semicoma di fianco alla scimmietta urlatice, di levarsi dagli zebedei e mi sono sdraiata affianco a lei. In situazioni simili una mamma sa sempre cosa fare, una mamma possiede un istinto viscerale che porta a fare la cosa giusta al momento giusto. Cinque minuti dopo (parecchie carezze dopo, parecchi mantra dopo), la ragazza ronfava sonoramente col suo faccino appoggiato al mio petto. Ecco cosa mi rende felice.

martedì 21 marzo 2017

“Mamma mia, Spetti, ma stai benissimo! Mamma mia sei proprio bella! Cos'hai fatto?”
“Mi sono lavata”
… … …

lunedì 20 marzo 2017

“Ehm.. Primogenita, Amore... non credi che sia un po' troppo?”
“Ma maaaaaamma!”
“Eh lo so amore che stai crescendo ma occorre che tu ti dia anche una regolata”
“Ma maaaaaamma!”
“Capisco, biscottina, ma sette cotolette mi paiono più che sufficienti!”

venerdì 17 marzo 2017

Daltonismo mentale

“Ma vedi? Se io mi vedo grassa mi vedo grassa. Ti faccio un esempio. È come se prendessi un oggetto nero e te lo facessi vedere e tu mi dicessi Guarda che è bianco, ma l'oggetto per me è nero. E allora tu ribadiresti No, questo oggetto è bianco, non vedi? E io ti risponderei Ma sei scemo? Non vedi che è nero? E tu mi risponderesti ancora No, ciccina, questo oggetto è bianco, io lo vedo bianco, è bianco
“Esatto, sei mentalmente daltonica”
… … …
“Si, e sai cosa dovresti fare? Andare in giro col tuo bel cartellino bianco, che credi essere nero, a chiedere alla gente Tu di che colore lo vedi? Se il 99% delle persone ti risponde che è bianco, anche se lo vedi nero, ti convincerai prima o poi che è davvero bianco e non nero! O no?!”
Oddio... forse no... Ma forse sì...