mercoledì 22 marzo 2017

Cosa ti rende felice?

Questa domanda mi è stata posta qualche giorno fa da un mio collega mentre stavamo sorseggiando un accogliente caffè in un bar qui vicino. Devo ammettere che non ho risposto subito perché il confine fra ciò che mi rende felice e ciò di cui ho bisogno è davvero quasi impercettibile e a una domanda così precisa occorre una risposta altrettanto precisa. Non so esattamente cosa mi renda felice, ma so cosa mi è successo ieri l'altro sera. Sbibulina si è addormentata là dove non si doveva addormentare e Mr D., sollevandola per riportarla a letto, l'ha svegliata. Apriti cielo. Pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla. Io ero di là, a finire di sparecchiare quando, dopo dieci minuti di pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla, pianti, urla, mi sono stancata. E così mi sono lavata le mani, sono andata in camera, ho pregato Mr D., sdraiato in semicoma di fianco alla scimmietta urlatice, di levarsi dagli zebedei e mi sono sdraiata affianco a lei. In situazioni simili una mamma sa sempre cosa fare, una mamma possiede un istinto viscerale che porta a fare la cosa giusta al momento giusto. Cinque minuti dopo (parecchie carezze dopo, parecchi mantra dopo), la ragazza ronfava sonoramente col suo faccino appoggiato al mio petto. Ecco cosa mi rende felice.

7 commenti:

  1. Un paio di week end fa, la nanerottola non ne voleva sapere di dormire per il riposino pomeridiano. Io ero zoppa sul divano e ogni volta che la nonna cercava di metterla a letto, zero. Urla. Alla fine me la sono presa io, ci siamo abbracciate e accoccolate sul divano; lei ha preso nella sua manina il campanello che porto al collo e dopo 3 minuti dormiva serena. Capisco perfettamente cosa intendi. ♡

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  2. Anche io capisco e anche io sono infinitamente gratificata da queste cose. Ma penso che la domanda sia cosa ti rende felice come "persona" non come mamma. Personalmente mi rifiuto di delegare la mia felicità ai miei figli. Anche perché in certi momenti li scuoierei (l'adolescenza, ah, che meraviglia!) ma mi rifiuto allo stesso modo di considerarmi "infelice" quando questo avviene.
    Quello che mi rende felice e' l'amore.
    Solo ed esclusivamente quello.

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  3. Che splendida immagine!
    Concordo con la Puff: l'amore vince su tutto!

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  4. Ciao Spettinata,

    Mentre la domanda del collega era chiara anche se di difficile risposta, credo per qualunque essere umano intelligente...non sono sicuro di aver capito la tua risposta laddove dici "il confine fra ciò che mi rende felice e ciò di cui ho bisogno è davvero quasi impercettibile"

    Poi probabilmente ci sarebbe una domanda a monte di questa, come definisci la "felicitá" in primo luogo. Se lo chiedi a me ... ti direi che la parola "felicitá" è una parola abusata, generica, omnicomprensiva e anche un po' bambinesca... evoca l'immagine di un bambino con le caramelle davanti alle giostre al luna park con le luci colorate... ma al di lá di questo significato bambinesco e intuitivo non fornisce altre chiavi specifiche di lettura.

    Sarebbe stato meglio se ti avesse chiesto per cosa è la "serenitá"... ecco la serenitá è un concetto molto piu' delineato, adulto.

    RITORNANDO A TE : cosa volevi dire col virgolettato che ho citato sopra ?

    Lo dico soprattutto con riferimento alle cose che scrivi quotidianamente sul tuo blog... non mi sembra che tu abbia "bisogno" di cose reali...da un punto di vista materiale dovresti essere perfettamente a tuo agio.. non manchi di nulla... nonostante ció di tuffi entusiasticamente nel pessimismo piu' nero per problemi immaginari come quelli legati al tuo grasso inesistente.

    Puoi spiegare un po' questa apparente contraddizione ? ( se vuoi )

    Saluti e baci

    Vedetta

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  5. @Andretta: credo tu abbia compreso male. Io non delego la mia felicità ai miei figli, ma a momenti come questo, in cui si crea un legame profondo con un altro essere umano (in questo caso Sbibulina). E' l'amore che mi rende felice :)


    @Vedetta: "il confine fra ciò che mi rende felice e ciò di cui ho bisogno è davvero quasi impercettibile".
    Esempio: mi rende felice andare a correre. In realtà ho BISOGNO di correre per sfogarmi.
    Mi rende felice cantare. In realtà ho BISOGNO di cantare perchè sento la necessità di far uscire la voce per dire, in un modo diverso, quello che penso davvero.
    Mi rende felice ricevere le coccole dalle mie figlie. In realtà ne ho BISOGNO perché, nonostante io abbia tutto, nonostante nonostante nonostante, mi sento profondamente sola.

    Ecco spiegata, anche se con esempi, la mia frase scritta nel post

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  6. @Spetti: oh no non volevo dire che tu lo fai. Però ne conosco tante di persone che fanno questo tipo di "scelta" annullando tutto quello che sono nella maternità. La verità è che per quello che vedo sono persone mediamente piuttosto infelici anziché il contrario. Non era una critica nei tuoi confronti:)

    @Vedetta: la felicità non è "un" concetto, ma "il" concetto secondo me. Smettere di crederci è gravissimo Vedettone mio! Poi certo, ci sono felicità infantili. Per esempio la mia era camminare per strada con la mano in un pacchetto di patatine, cosa che io da piccola non potevo fare. E ammetto che il sacchettino San Carlo riveste ancora un certo fascino per me :-)

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  7. Carissima Puffolona adorata,

    Sono d'accordo con te, forse per eccesso di sintesi non mi sono spiegato bene, quello che volevo dire è appunto che il concetto di "felicitá" puro e crudo detto cosi in termini semplicistici è proprio quello che puo' avere un bambino che ha bisogni elementari e immediati e facilmente soddisfabili : appunto come hai detto te le patatine, o l'esempio che facevo io le caramelle, le giostre, i giochi .. quella felicitá li, cosí immediata e cosi pura è ottenibile solo quando si è bambini ( e se si è fortunati, pensa ai bambini africani che non hanno nemmeno l'acqua pulita da bere o con cui lavarsi poverini ) ... sono bisogni semplici, essenziali che "riempiono" una mente semplice ti soddisfano .. ti saziano ... sia materialmente che intellettivamente. Poi crescendo la felicitá vera diventa sempre piú difficile da ottenere, perché la mente dell'adulto diventa molto piu' complessa e i meri bisogni materiali nell' immediatezza non bastano piu' .. vuoi perché si è proiettati verso il futuro e si è incapaci di vivere il presente e vuoi per altre mille ragioni che generano insoddisfazione, frustrazione, irrequietezza ecc .. ecc.. ecc ... come l'esempio da manuale della nostra carissima amica Spettinata chiaramente dimostra : oggettivamente ha tutto .. pero' le mancano un sacco di cose "dentro" ... c'e una fame di sicurezze... un desiderio di soddisfazioni che vanno oltre il materiale, l'amore, la confidenza in se stessi, l'immagine di se, il rapporto con gli altri e cosi via... che limitano il raggiungimento della felicitá che riesce ad ottenere il "bambino" che è in noi.

    E per essere chiari e non mettere in imbarazzo la nostra amica spettinata... sappi che non sei unica... tutti qua ... lettori ... bloggaioli ... e commentatori abbiamo le proprie fisime, incertezze, insoddisfazioni etc etc... è perfettamente normale.. fa parte della vita umana... dell' essere adulti ... e di tutto l' ambaradan che comporta l'esistenza materiale su questo pianeta.

    Saluti lombardi

    PS. Spettinata non buttarti giú che sei fighissima !

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