Titi' e' un
personaggino particolare. Una delle sue strane manie consiste nel
raggiungere le altezze, ma non le altezze su mobili o roba simile, ma
su di me. Appena appoggio una qualsiasi superficie del mio corpo per
terra, la ragazza inizia la scalata e si va a posizionare nel punto
piu' alto possibilmente raggiungibile. Il suo posto preferito e'
sedersi sulla mia faccia quando mi sdraio per terra. De gustibus...
martedì 6 agosto 2013
lunedì 5 agosto 2013
Non fa una piega
“Allora, Piccola
Peste, funziona cosi': facciamo finta che il mio pugno sia il mondo.
Ecco, noi siamo qui. Ci sei? Ok, allora vedi, il mondo gira e il sole
e' fermo per cui anche se adesso vediamo il sole tramontare, non e'
lui che si sta muovendo ma noi, capito?”
“Si si papa'”
“Ok, hai
domande?”
“No, ho capito
tutto papa', perche' il sole gira e va sotto terra, e la terra poi
luccica e noi siamo su una terra che luccica e diventiamo tutti
supereroi”
…
…
…
giovedì 1 agosto 2013
E' amore vero
Ieri sera, dopo due
settimane di mare coi nonni, la Pimpante Piccola Peste e' tornata
all'ovile. Al di la' dei baci, abbracci, chiacchiere e risate,
l'incontro con Tituti' e' stato a dir poco commuovente. Le due
sorelle si sono sbaciucchiate, sbavate, avvinghiate in quello che e'
stato un incontro senza precedenti. Sembrava che entrambe avessero
ritrovato la meta' di loro stesse andata persa qualche settimana
prima. Sono una mamma fortunata.
mercoledì 31 luglio 2013
Non esistono piu' gli aperitivi di una volta
I tempi cambiano e
noi con loro. Me ne sono accorta tutto d'un botto in queste due sere
quando io e Mr D. ci siamo aperitivati con amici di vecchia data. Con
Sorriso ieri sera abbiamo chiacchierato di lavoro e famiglia mentre
la sua ragazza giocava con la nostra secondogenita. Una volta gli
incontri con lui erano leggermente diversi: ricordo solo che si
beveva tequila mentre lui da una parte e Mr D. dall'altra succhiavano
sale dal mio collo. Con N. ieri l'altro si e' parlato di barca a
vela, di vacanze e di matrimoni, mentre sua moglie giocava a memory
con la mia primogenita. Una volta gli incontri con lui erano
leggermente diversi: ricordo solo che N. e Mr D. mi trascinarono di
peso, mi chiusero dentro il baule della macchina e mi portarono a
bere tutta la notte fra una birra e superalcolici.
Si, decisamente. Non
esistono piu' gli aperitivi di una volta.
martedì 30 luglio 2013
Distorsione
Per quanto una
persona sia magra, se soffre di dca avra' sempre un'immagine distorta
del suo fisico. Non importa se pesa 40 chili, non importa se le si
vedono le ossa o se e' un fuscello, il corpo che vedra' sara' sempre
e comunque un corpo diverso dal reale. Io ieri, dopo essermi
comperata una piccola collana d'ambra contro il mio cronico mal di
testa, mi sono soffermata a vedere dei vestiti in una vetrina. E'
raro che io comperi qualcosa perche' di norma subentrano una serie di
paranoie cosi' fastidiose dal farmi desistere da ogni tentazione. A
questo giro sono entrata, ho provato un vestitino, un pantalone e una
maglietta e alla fine ho strisciato con la mia carta di credito.
Inutile dirvi quanto mi sono guardata allo specchio per cercare di
autoconvincermi che in fondo con la roba provata stavo bene. E' stata
dura, lunga e fastidiosa ma alla fine la mia mente razionale ha vinto
sulla mia mente bacata e sono tornata a casa soddisfatta. Capita
raramente, ma quando capita di accettarmi per come sono, mi sento
felice.
lunedì 29 luglio 2013
La cozza
Se sia il caldo, i
denti o semplicemente un giramento di cojones non so, ma Tituti' in
questi giorni e' a dir poco intrattabile. Oltre a svegliarmi alle sei
del mattino urlando con sempre la solita richiesta Mamma pappa,
la ragazza e' noiosa, lamentosa, mammosa e mi sta attaccata come se
io fossi lo scoglio e lei la cozza. Il paragone marittimo non fa che
ricordarmi che anche io avrei davvero tanto bisogno di ferie. Ma le
mamme lo sanno: basta un sorriso strappato di straforo che ti senti
invadere il cuore di felicita'. E allora capisci che per quanto
noiosi possano essere, per quanto te la facciano pagare per qualcosa,
ti scioglierai sempre come neve al sole e, nel bene o nel male,
l'avranno quasi sempre vinta loro. Mannaggialipescetti.
venerdì 26 luglio 2013
Lo scaricabarile
Lo scaricabarile pare sia un'attivita' fondamentale della societa' italiana
contemporanea. Ieri e' capitato che persino lo psicocoso
l'abbia fatto. Mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha detto:
“Signora, il suo quadro clinico e' il seguente: bla bla bla, bla
bla bla bla. Le strade sono due: o va da uno psicologo privato per
curare il suo quadro complessivo, o la mandiamo in un reparto di
psichiatria specializzato per i problemi alimentari per curare solo
quel lato del problema. In ogni caso con me non potra' continuare la
terapia. Ci vediamo fra DUE mesi per decidere il tutto”.
Al di la' del fatto che mi sono sentita altamente presa per il culo,
senza tirare in ballo la mia sindrome dell'abbandono che mi
accompagna da quando avevo tre anni, i pensieri che si sono
susseguiti nella mia mente sono stati i seguenti:
- 'Fanculo, non ce li ho 80 Euro da sborsare ogni volta che parlo di me ad uno sconosciuto
- 'Fanculo, ora smetto di mangiare cosi' mi sento meglio
- 'Fanculo, ora mi abbuffo di qualsiasi schifezza cosi' mi sento meglio
- 'Fanculo alle terapie ce la posso fare anche da sola
- 'Fanculo alle terapie, da sola non ce la posso fare
- 'Fanculo 'fanculo 'fanculo
Ho passato il resto
della giornata sentendomi persa con un senso di profonda delusione
nel petto, mista a quella sensazione di abbandono che conosco fin
troppo bene. Stamattina uguale. Respirero', e provero' a non piangere
sul luogo del lavoro che pare sia cosa alquanto disdicevole.
giovedì 25 luglio 2013
Perle di un pirla
Ieri sera, parlando
con la mia nonnina, e' venuta fuori un'altra perla da passato della
mia famiglia che mi ero persa per strada. Ok, mia mamma e' obesa e
ok, lo era anche mio nonno. Mi ricordo che non passava dalle porte
per cui in casa sua ne avevano fatta una su misura in ingresso, con
due ante, cosi' potevano aprirle entrambe per farlo passare ma mi
ricordo anche che mi diceva “Vedi piccoletta, non e' che mangio
molto, oggi a pranzo mi sono solo mangiato questo panino con dentro un panetto
intero di burro e una scatola di acciughe dentro”. Oltre a loro due
pero' sono sbucate come margherite almeno altre tre-quattro zie con
problemi di obesita'. Mentre mi mangiavo di controvoglia la mia
insalatina insipida pensavo a quanto possiamo essere condizionati
dalla nostra storia familiare. L'obesita' dovrebbe avere un qualcosa
di genetico, una predisposizione innata a sviluppare il sovrappeso, e
poi mi chiedono il perche' io sia cosi' tanto piena di paranoie?
mercoledì 24 luglio 2013
Una sola via d'uscita
Le persone normali
hanno un solo passato, una sola infanzia, due soli genitori. Io
invece, ogni volta che parlo con qualcuno dei tempi che furono,
scopro qualcosa di diverso. Non si tratta solo di punti di vista ma
di esperienze differenti in situazioni analoghe. Un esempio? Mia
mamma dice che vagavo per casa chiedendo di mio padre e per questo
cercava di essere il piu' presente possibile, mia nonna dice che mia
madre non era presente e che io ero sempre affidata a lei, mio padre
dice che cercava di essere presente e io dico che la presenza di mio
padre proprio non me la ricordo. E questo e' solo un esempio. Mi
chiedo come si possa, alla veneranda eta' di 32 anni, ogni volta che
si parla con qualcuno scoprire qualcosa che si era ignorato, qualcosa
che si era tenuto nascosto per cosi' tanti anni. La curiosita' a
volte fa male, ma preferisco la sana verita' che un'infiocchettata
bugia.
martedì 23 luglio 2013
Di loschi individui
Sono un po' di
mattine che, mentre mi reco al lavoro, noto un personaggio
sessantenne a dir poco inquietante. E' sempre li', col suo costume
slip in mezzo alle chiappe, sul balcone del primo piano all'incrocio
fra la via principale e una viuzza inutile. E' sempre nella stessa
posa da magnaccio: sigaretta in bocca, una gamba a terra, l'atra
sulla ringhiera, cosce rigorosamente spalancate, Ray Ban a coprire
gli occhi e braccia appoggiate al balcone. Ammetto che pedalare sotto
il suo vigile sguardo mi inquieta non poco. Cosa osserva da lassu'?
Cosa vede che noi non vediamo?
- la signorina di fronte di desabille'e
- non guarda nulla, e' cosi' ubriaco che neanche ha gli occhi aperti ma tanto con gli occhiali da sole non si nota
- conta quante macchine rosse passano dalle 8.30 alle 9.30 del mattino per poi parlarne col suo cane Arnolfo il quale, stiracchiandosi, lo manda sonoramente a quel paese con un bau
- non riesce a muoversi da quella posizione causa colpo della strega per cui in realta' non e' una scelta rimanere li', e' una necessita'
- aspetta che il suo amante segreto scenda in strada dopo una notte di puro divertimento per salutarlo con la manina come solo i veri machi sanno fare
- si interroga sull'inaspettata leggerezza del suo essere
- mangia fagioli ogni sera e per non impuzzolentire la casa alla mattina rimane li', con quella faccia riflessiva, a coprire l'odore con mille sigarette
Ho esaurito le
idee, ma essendo solo le nove del mattino ci sta.
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