Sono un po' di
mattine che, mentre mi reco al lavoro, noto un personaggio
sessantenne a dir poco inquietante. E' sempre li', col suo costume
slip in mezzo alle chiappe, sul balcone del primo piano all'incrocio
fra la via principale e una viuzza inutile. E' sempre nella stessa
posa da magnaccio: sigaretta in bocca, una gamba a terra, l'atra
sulla ringhiera, cosce rigorosamente spalancate, Ray Ban a coprire
gli occhi e braccia appoggiate al balcone. Ammetto che pedalare sotto
il suo vigile sguardo mi inquieta non poco. Cosa osserva da lassu'?
Cosa vede che noi non vediamo?
- la signorina di fronte di desabille'e
- non guarda nulla, e' cosi' ubriaco che neanche ha gli occhi aperti ma tanto con gli occhiali da sole non si nota
- conta quante macchine rosse passano dalle 8.30 alle 9.30 del mattino per poi parlarne col suo cane Arnolfo il quale, stiracchiandosi, lo manda sonoramente a quel paese con un bau
- non riesce a muoversi da quella posizione causa colpo della strega per cui in realta' non e' una scelta rimanere li', e' una necessita'
- aspetta che il suo amante segreto scenda in strada dopo una notte di puro divertimento per salutarlo con la manina come solo i veri machi sanno fare
- si interroga sull'inaspettata leggerezza del suo essere
- mangia fagioli ogni sera e per non impuzzolentire la casa alla mattina rimane li', con quella faccia riflessiva, a coprire l'odore con mille sigarette
Ho esaurito le
idee, ma essendo solo le nove del mattino ci sta.
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