martedì 15 luglio 2025

L'alba dei matti viventi

Ero riuscita a reggere fino ad ora e già questo lo ritengo un buon traguardo. Ma quando ieri l'altro ho visto la temperatura, ho pensato che quella sarebbe stata l'ultima corsa dell'estate in pausa pranzo. E così, sveglia puntata alle 5,30, questa mattina mi sono alzata decisamente di controvoglia e più assonnata del solito, mi sono infilata in malo modo pantaloncini e maglietta, mi sono cacciata in bocca a fatica una fetta di pane col miele e sono uscita senza neanche pensarci troppo. Come sempre il mio fisico ha protestato il primo chilometro, con anche qualche maledizione in allegato, ma poi il respiro si è fatto regolare, le gambe leggere e di nuovo ho assaportato quanto sia bello correre in una città che si sta appena svegliando. Strade deserte, semafori lampeggianti, luce nascente e noi, il popolo dei runner, che si saluta, si riconosce, sorride al vedersi complici in quello che per il mondo esterno può considerarsi pazzia. Ci vuole una grande determinazione per correre ma ancor più per farlo con passione e convinzione a discapito di tutto e di tutti. E quando incroci gli sguardi dei corridori alle 5,30 del mattino sai che sono proprio loro, i matti che non mollano mai, che nonostante la stanchezza, il sonno, la poca voglia, indossano le loro scarpe e smuovono il loro sedere per correre anche in piena estate. E io faccio parte di questo splendido, assurdo, meraviglioso popolo di matti.

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