Questa cosa non è sempre stata esplicitata ma in qualche modo è sempre stata lì. Non è che io me ne rendessi conto ma i miei comportamenti negli anni, le mie paure, le mie ansie, mi hanno fatto a posteriori comprendere che in effetti non erano del tutto infondate. Ho sempre infatti avuto paura di fare un passo falso, di fare qualcosa anche di non voluto e piccolo ma che potesse innescare la bomba. Ho sempre vissuto il rapporto con mio padre con una precisione maniacale nei gesti, nelle parole, nei silenzi. Mr D. all'inizio proprio questa cosa non la capiva, si inkazzava anche, e io invece non comprendevo fino in fondo perché. Fino a che mio padre non ha iniziato a dirlo esplicitamente e a rimarcarlo più e più volte nel corso delle nostre conversazioni e il tutto da quando la Cuggins (figlia di sua sorella) ha iniziato a svalvolare. Il concetto è semplice: finchè tu ti comporti bene io ci sono, se inizi a comportarti male, se mi fai un qualsiasi torto, io mi inkazzo (con tanto di urla plateali come solo lui sa fare), ti escludo totalmente dalla mia vita, ti tratto di merda urlandoti contro e per me fai così tanto schifo che spero tu non ti faccia più viva. E questo concetto è stato più volte sottolineato da mio padre: non fa differenza se la persona sia sua nipote o sua figlia, perché vale sempre e comunque, “perché se anche tu che sei mia figlia ti comportassi così” e blablablabla. Tralasciando il fatto che ovviamente non c'è una linea netta che demarca come sia comportarsi bene/comportarsi male, tralasciando il fatto che è ovvio che è giusto comportarsi bene ma è altrettanto ovvio che esistono delle zone grigie, che non è tutto bianco e nero e che quello che magari è bene per me non è bene per te. Tralasciando tutto quello che dovrebbe essere ovvio, avete la minima idea di cosa voglia dire sapere che l'amore (amore... amore?) che il proprio padre prova per te non è disinteressato ma è vincolato dai tuoi atteggiamenti, da ciò che fai e che al tuo minimo passo falso, più o meno consapevole, tale padre se ne può andare eclissandosi con rabbia e rancore sparendo di nuovo dalla tua vita? E se ci si aggiunge anche il bagaglio emotivo di una figlia con genitori separati il cui padre se ne andò di casa ai suoi tre anni si può comprendere bene o male il quadro completo. Ma poi non è tanto il fatto di sparire, ma il fatto che l'amore non sia per te, ma per quello che fai, per come ti comporti, per quello che dai all'altra persona. Ora che sono madre so quanto sia brutto, quanto sia sbagliato, quanto sia triste tutto ciò. Ora che sono madre, che amo di un amore profondo, disinteressato, dolce e eterno, i miei figli, posso davvero comprendere quanto tutto ciò sia davvero brutto.
[...] che amo di un amore profondo, disinteressato, dolce e eterno, i miei figli, [...] è così che dovrebbe essere ed è bellissimo che tu ne sia cosciente.
RispondiEliminaAnche per me è lo stesso, ed era lo stesso dei miei genitori verso di me. Non mi hanno mai "ricattato" minacciando di togliermi il loro affetto, non ho mai avuto nessuna paura di ciò.
Diverso è il caso di mio marito, dove sua madre lo ricattava emotivamente, se non si comportava bene allora muro di silenzio, l'affetto, l'amore materno se lo doveva guadagnare ed era (è) merce di scambio.
Mi dispiace che tu sia stata trattata così da tuo padre, non è giusto, i figli hanno diritto all'amore disinteressato, assoluto, dei genitori.
Ti abbraccio
"Un muro di silenzio" potrebbe già essere qualcosa, qui si parla davvero di essere escluso dalla vita. Se ci si pensa è davvero davvero assurdo e ingiusto specie se si tratta davvero di piccole cose. Un forte abbraccio anche a te e a tuo marito <3
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